La più bella canzone italiana di tutti i tempi

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La più bella canzone italiana di tutti i tempi è sicuramente Alfredo, dei Baustelle.

Siamo nel 1981, in Italia accadono un sacco di cose, tipo terrorismo, Andreotti, e compagnia bella. La televisione è il media di riferimento, in soli trent’anni ha spiazzato ogni altra cosa esistesse prima.

Alfredo Rampi è un ragazzino di 5 anni che mentre stava tornando a casa è scivolato in un pozzo artesiano. Quando i genitori si accorgono che il ragazzo non è tornato a casa allertano le forze dell’ordine, e per caso un poliziotto sente delle grida provenire dal pozzo.

Il ragazzo era ancora vivo, e i carabinieri intervenuti sul posto pensano di poterlo tirare su. Per questo motivo il TG1 sospende tutti i programmi iniziando una diretta non-stop per avere la certezza di catturare la risalita del bambino.

Purtroppo i carabinieri fecero male i conti, e con questi anche la RAI: a causa di una serie di grossolani errori il ragazzino morì sottoterra, e piuttosto che trasmettere una storia di vita venne trasmesso un fatto di morte: il primo orrido reality show della storia della tv.

Andate a leggere la pagina su Wikipedia dedicata a Alfredo Rampi, troverete tutta la storia dettagliata.

I Baustelle hanno così immortalato, in questo pezzo, tutta la storia disperata di questo ragazzino: il testo per me è poesia pura, e ogni volta che lo ascolto sento un forte brivido dietro la schiena. Ci sono frasi che ti portano seriamente a chiederti se esiste un Dio che poteva o doveva fare qualcosa; ti chiedi se è giusto che la televisione abbia raccontato in questo modo la tragedia.

Il riferimento ai politici e ai calciatori del tempo, poi, serve a calare l’ascoltatore nella storia concitata di quegli anni: erano gli anni della grande Democrazia Cristiana, di Michael Platini alla Juventus, di Pertini presidente, ma tutto assume la dimensione di un contorno insignificante.

Spero che possiate apprezzarne il testo e magari emozionarvi come succede a me. Ascoltatela un paio di volte, comprendete bene il testo. E’ la dimostrazione che non servono paroloni speciali per descrivere qualsiasi sentimento vi venga in mente.

P.s. di questo brano avevo già parlato in un altro articolo musicale: Ho finalmente la mia playlist. Però sentivo il bisogno di ribadire il concetto. Tutto qui.

sfido un metallaro a restare a guardare uno dei suoi video per 3 minuti di seguito

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Gemma, qui fai la fine della lecciso. Significa: tra un po’ la Mediaset ti chiamerà e non ti farà scappare. Ma ti useranno quei 2-3 mesi, qualche osptitata a Domenica In, qualcosa a Pomeriggio Cinque, e poi (sfottuta e) dimenticata. Il mio consiglio: caccia le poppe una volta in tv. non farà che accrescere la tua popolarità. darai alla tua carriera(?) un ultimo colpo di coda, prolungherai l’agonia. E continua così, stai facendo ciò che chi ha talento non sa fare: suscitare un’opinione. Pessima, per carità, ma ditemi qualche personaggio del grande fratello che s’è rivelato un premio Nobel…

scusate, ma non ce la faccio a metterla nella categoria “musica”.

Di arte ce n’è già troppa in Italia (?), se vuoi farla falla gratis (espressione di stucco)

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nel campo musicale ho lavorato molto poco, l’ho fatto principalmente per divertimento e anzi, a dirla tutta, l’avrei fatto anche gratis purchè mi fossi divertito MA l’arte ha un costo, principalmente di attrezzature da comprare (per un musicista sono una spesa continua) e poi di tempo impiegato a non studiare, non lavorare, etc etc.

Per un’esibizione di due ore di musica dal vivo ci sono 6 mesi di prove, una volta a settimana, per circa 3 ore. Questo vuol dire che per suonare 2 ore senza errori grossolani c’è bisogno di 72 ore di prove e di ingegno.

Ora mettetevi nei panni di chi lo fa per mestiere. Secondo me abbiamo bisogno degli artisti, perchè ci permettono di affinare la sensibilità umana che nessuna disciplina tecnica potrà mai dare. Abbiamo bisogno di quadri, sculture, edifici, canzoni, recite, installazioni, e tutto quello che possiamo immaginare perchè quando qualcosa ci emoziona, noi abbiamo il _diritto_ di emozionarci.

Con questo preambolo, potrete capire il video che sto per mostrarvi, preso dal sito KoBayashi log.

calcio freestyle: ma che divertimento!

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Chi di noi non è mai rimasto attratto dai maghi? E dai giocolieri?
Bene: il calcio freestyle è stata una delle prime cose che ho visto – e memorizzato, per l’originalità – quando sono andato a Londra a 15 anni. vedevo questo tizio in una delle piazze più affollate della capitale inglese giocare con un pallone e fare acrobazie pazzesche..

L’occasione che vi da il particolare nascosto è di ammirare uno dei dieci freestyler del mondo mentre gioca in un mcDonald di Milano. Il video è caruccio e poi passerete il resto del giorno a provarci.

Il video lo trovate alla destra del sito. Non esitate a dire cosa ne pensate!

Suggestivi video dal vulcano Eyjafjallajökull

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Un tizio dal nome impronunciabile come il vulcano, tale Sean Stiegemeier, si è recato sulla zona del vulcano per sbizzarrirsi un po’ con la sua macchina fotografica e ha tirato fuori questo splendido video.

da guardare rigorosamente in fullscreen e in HD per vivere appieno lo spettacolo..

Inutile dirvi che la musica è islandese, dei Jónsi (chi li conosceva questi), il brano si chiama Kolniður. Certo che la musica islandese si assomiglia un po’ tutta, pensa ai più famosi Sigur Ros … stesse musiche insomma!

Ma torniamo al video. Traduco testualmente dalla pagina di Sean su Vimeo:

Dunque, ho visto delle foto mediocri sul vulcano di cui nessuno riesce a pronunciare il nome e ho pensato di dover andare sul posto e farne di migliori. Ma i voli per arrivare lì ci hanno messo l’infinito come previsto (in qualche modo). 4 giorni dopo essere partito ce l’ho fatta, ma il tempo è stato orribile per altri 4. Giusto prima di tornare sono riuscito a scattare buone foto per circa un giorno e mezzo e questo è ciò che sono riuscito ad ottenere.

Speravo di avere più tempo. Mi sono perso le luci carine e la lava della prima eruzione. Ma credo che questa sarà stata solo una prova per un’altro giorno.

E bravo Sean, hai 8 giorni di vacanza e li vai a passare sulle pendici di un vulcano! certo che quando uno è appassionato di fotografia non si ferma davanti a nulla…!

GUARDAMI

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Television is a drug. from Beth Fulton on Vimeo.

Quanti di voi conoscono l’inglese e lo capiscono?  Look at me –> Guardami.

E’ esattamente così che mi sento quando sto imbambolato davanti allo schermo a guardare qualsiasi cosa. (tranne il Napoli).

Se vi ha trasmesso un po’ d’ansia, BENE FRATELLI, ora potete spegnere il pc e andare a guardare la tivì.

Boys don’t cry

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Ho studiato tutto il giorno e stasera ho deciso di andare a fare un giro, così, per prendere un pò d’aria.

Recentemente ci sono alcune cose della mia vita che non vanno molto bene e per le emergenze tipo questa ho preparato un cd, chiamato “Tristemente Allegro Compilation”. Il nome per molti di voi è un punto interrogativo, cercherò di spiegarvelo ora.

Nella storia della musica ci sono stati tanti gruppi tristi, depressivi, che predicavano il nichilismo o l’anarchia, insomma gruppi che andavano contro il solito “amore amore amore e nulla più”. Questi gruppi hanno scritto canzoni veramente inquietanti, ma allo stesso tempo hanno prodotto alcuni pezzi allegri. Sono brani divertenti, ritmati, da ascoltare a tutto volume e che ti fanno venire la voglia di cantare (se sapessi il testo).

Già, perchè io spesso ascolto la musica *solo* in macchina, visto che al pc ci studio e se ascolto la musica non riesco a concentrarmi. E’ una sensazione così liberatoria chiudere tutti i finestrini, mettere lo stereo a palla e partire con questi brani rock a tutto volume. E’ una liberazione!

Nella mia compilation c’era questo pezzo dei Cure, chiamato Boys don’t cry. In particolare, ho ascoltato con attenzione la prima strofa della canzone e ci ho pensato su tanto e tanto tempo…

I would say I’m sorry
If I thought that it would change your mind
But I know that this time
I’ve said too much
Been too unkind

I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try and
Laugh about it
Hiding the tears in my eyes
’cause boys don’t cry
Boys don’t cry

traduzione:

Ti direi che mi dispiace se sapessi che ciò ti farebbe cambiare idea; ma so che in questo momento ho detto tanto semplicemente essendo scortese

Provo a riderci su, coprendo tutto con bugie; ci provo e ci rido su, nascondendo le lacrime nei miei occhi perché i ragazzi non piangono…

Ecco il video. La musica sembra “mal suonata” ma è un effetto scelto apposta per il brano.

Vasco l’ha voluta fare ad ogni costo

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Stamattina il programma radiofonico “tutto esaurito” (che è il mio programma preferito) ha proposto una sfida tra 3 canzoni particolari: La nuova canzone di Vasco, “Ad ogni costo” (che vi linko soltanto perchè è un oltraggio); la canzone originale di 10 anni fa dei Radiohead, chiamata “Creep“, della quale linko il video in basso, e la mitica canzone del Gladiatore. L’idea era di stabilire via sms quale fosse il vincitore tra Vasco e i Radiohead, e  paradossalmente ha vinto … il gladiatore :)

Ecco il video di Creep dei Radiohead:

Mi sono accorto che tanti italiani criticano la canzone di Vasco, parlano per sentito dire, e non hanno mai ascoltato la canzone dei Radiohead! E così, cosa c’è di meglio di un articolo per spiegare cosa ne penso io?

Secondo me, Vasco farfuglia parole a caso su una musica che era (e rimane) spettacolare per semplicità ed impatto emotivo. Mentre i Radiohead con questa canzone fecero il botto, e passarono dall’essere dei talentuosi sconosciuti ad una solida realtà, Vasco è passato dalle belle canzoni di un tempo lontano alle attuali canzoni che poco lo rappresentano.

Due parole voglio dirle anche ai fan di Vasco, che tanto osannano il loro idolo sprezzando ogni cosa passi sul loro cammino.

Innanzitutto mi state sulle scatole perchè ogni volta che vasco deve suonare da qualche parte, chiunque deve esibirsi prima viene puntualmente fischiato. E’ stato un esempio il primo maggio dell’anno scorso, quando Vasco doveva esibirsi alle 11 di sera e i suoi fan hanno fischiato chiunque dalle 3 del pomeriggio, rovinando la bella musica di tanti artisti giovani. E poi ci lamentiamo che a San Remo vanno i dinosauri!

La seconda invece è la differenza tra i Radiohead e Vasco, a livello storico-musicale. I Radiohead, dal primo album che hanno pubblicato ad oggi, hanno sempre innovato. I primi tre album erano molto rock, poi sono passati per la musica elettronica e infine hanno girato intorno ad ogni altra forma espressiva, passando anche per la lirica decadente, sfruttando ogni mezzo di comunicazione, compreso internet, arti pittoriche e visuali. Clamoroso fu quando pubblicarono un album senza passare per le case discografiche, facendo decidere ai fan quanto pagare. Qualcuno li paragonò ai Pink Floyd ma questo è troppo esagerato; di sicuro però ciò che stanno facendo è piena espressione del nostro tempo e loro non si sono mai fermati a fare solo belle canzonette. La loro opera verrà capita completamente solo quando non ci saranno più, e solo allora vedremo quanta gente si è ispirata a loro per realizzare la propria arte.

Vasco invece ha scritto tante belle canzoni, anche qualche album di un certo livello. Ma non lo riesco a definire un artista; nè posso capire come mai la gente lo osanna manco fosse gesucristo sceso in terra a risolvere i mali del mondo. Il livello delle sue canzoni, e specialmente le più recenti, è veramente basso.. Ecco poi l’unica vera cosa che lo accomuna all’altro rocker italiano, il Liga: nessuno li prende ad esempio o si ispira a Vasco & Liga per scrivere le sue canzoni, perchè… non c’è nulla a cui ispirarsi !

So che tanti di voi diranno che Vasco è unico, perchè quando ascolto le sue canzoni mi ci immedesimo, perchè ogni volta che parla mi emoziono, perchè si, perchè basta, ma tu chi sei per dire queste cose, etc.. Io credo che se mi immedesimo in Lupen, o i Puffi o Tiziano Ferro non vuol dire che questi sono “artistici”, e lo sapete che ci sono persone che si emozionano per Tiziano Ferro. Non prendete come misura la vostra emozionabilità… non è questo che fa l’arte.