Ma la voglia, no
In effetti, non ho più tanta voglia di studiare per questo mio ultimo esame. Farò del mio meglio ma non me ne frega molto come andrà, l’importante é superarlo..
Saluti
In effetti, non ho più tanta voglia di studiare per questo mio ultimo esame. Farò del mio meglio ma non me ne frega molto come andrà, l’importante é superarlo..
Saluti
I miei genitori stanno cercando di far sedere gli invitati al matrimonio di mia sorella in modo tale che nessuno sia seduto con qualcuno che odia; inoltre hanno vincoli sui tavoli (max 6 persone).
Volevano il mio aiuto per risolvere il problema! Io ho provato a spiegargli che risolvere questo in un tempo ragionevole è attualmente un problema aperto, o meglio si sospetta che una soluzione rapida al problema non verrà mai scovata; ma loro niente, hanno bisogno della soluzione e ci stanno provando in tutti i modi!
E’ proprio vero quanto dicevano all’università: i problemi realmente interessanti in pratica sono quelli più difficili… vallo a spiegare ai miei!
Da quel che ne so, ho già cambiato posto una quindicina di volte..
“Esperienza unica!” E’ stato questo il malinconico ritornello che affollava i 29 posti del bus che dall’aereoporto di Orio al Serio ha riportato a Brescia lo scorso 3 giugno giovani studenti e non, della sede bresciana dell’Università Cattolica. Tra i fortunati c’ero anch’io: campano di nascita ma bresciano di “universitaria adozione”.
Il leitmotiv di questo fantastico “viaggio-ricerca”, che, oltre ai numerosi gadget, spezie e pashmine acquistate nel Suk di Gerusalemme, ha portato alla luce soprattutto quell’io troppe volte perso nella realtà per lasciar spazio ad una frettolosa razionalità quotidiana.
Una tappa, quella della Terra Santa, per certi versi attesa da tutti, dove le aspettative che documentari, foto e i mille racconti di sempre hanno lasciato presto spazio ad una realtà tanto difficile quanto affascinante.
Valutare la produttività dei dipendenti di un’azienda è un lavoro complesso. Nella letteratura scientifica non esistono regole, leggi o studi a riguardo della valutazione dei dipendenti e spesso le aziende usano metriche vetuste o inadeguate.
Alcune aziende usano le “righe di codice” al mese: quante righe di codice vengono prodotte in un mese da uno sviluppatore. I livelli di riferimento cambiano a seconda se si usa un linguaggio ad oggetti, che permette di scrivere codice più velocemente, oppure linguaggi a basso livello, dove bisogna essere attenti a ogni punto e virgola e scrivere tanto codice per realizzare meno funzioni.

L’università di Salerrno propone un corso per gli studenti iscritti alla laurea triennale in informatica chiamato Ingegneria del Software, durante il quale si simula l’azienda e si è a tutti gli effetti “informatici” che lavorano per un project manager, ossia uno studente della laurea specialistica; scopo dell’esame, produrre un sistema di medie dimensioni con le metodologie che “dovrebbero” essere usate nelle aziende IT. Io ho sostenuto quell’esame e ne ho un ricordo bellissimo; lavorammo al MAMS, un sistema che gestiva un ambulatorio privato con medici, ricette, visite, pazienti, etc.
Sono un paio di giorni che mi torna in mente un sogno che facevo tanti anni fa, quasi subito dopo aver iniziato l’università (dunque verso il primo-secondo anno).
In quel periodo di grande fermento culturale (dopo 5 anni di botta al liceo, scoprivo di non essere niente male ad informatica e stavo conoscendo tanti nuovi amici) entrai in amicizia con alcune persone che suonavano basso e batteria, io suonavo la chitarra, e un’amica che cantava. Decidemmo di andare a fare una prova “conoscitiva” a casa del batterista, che tra l’altro studiava il violino, ma questa è un’altra storia.
Visto che in questa benedetta laurea specialistica ci stanno abboffando di progetti che consistono, spesso, in una relazione finale con tanto di presentazione pauerpoint powerpoint, ho trovato un bellissimo elenco puntato (in informatichese: un <ul> … </ul>) con i punti più importanti da tenere a mente quando si realizza una presentazione.
L’articolo originale parla del “programma” PowerPoint, che in origine era solo per Mac.
Avrete sentito l’idea bislacca di questo ministro, ossia di dare i soldi in base alla ricerca e ai risultati prodotti dalle università; e così l’università di Salerno fa la botta e perde quasi un milione di euro perchè in classifica voliamo bassi. Vabbè. Se siamo agli ultimi posti …. ce lo meritiamo?
Questa sorta di “incoraggiamento economico” da parte del governo mi sa di “tentato futurismo senza progresso”. Futurismo perchè si cerca di emulare ciò che è meglio di noi; senza progresso, visto che per arrivare ad un risultato finale servono dei passi intermedi, e noi li vogliamo saltare a piè pari.
C’è un certo professore, in una certa facoltà di informatica di una certa università che frequento, che se uno piange un po’ prende 7-8 voti in più. Ad esempio se uno ha 18 e piange un po’, prende 25; se uno ha 24 e protesta, prende 27.
Io quest’esame (ancora) non l’ho fatto, ma vi chiedo se lo trovate etico, se lo trovate serio, e se lo fareste anche voi.
cosa? il consiglio “magico”. Strano che non venga da un presidente del “consiglio”, ma da un senatore a vita che nella sua vita ha fatto il presidente della repubblica presidente del consiglio, presidente di partito, presidente della pastasciutta, è senatore, ed è da 30 anni a capo delle più importanti scelte politiche italiane. Cos’ha consigliato?
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