13 gen
Ieri ho fatto un esame ed è andato una mezza schifezza.
Purtroppo questo esame l’ho fatto con il professore della tesi e non posso prendere un brutto voto, sai che brutta figura?
Inoltre, a mezz’ora dalla fine e con tre esercizi ancora incompleti, mi è venuto un mal di pancia… non sono più riuscito a ragionare, ho consegnato così com’era.
La prova consisteva in:
- dato un problema, dimostrare che è NP-completo
- domande a risposta multipla su P e NP
- esercizio sulla probabilità
- risolvere un problema NP-hard usando il duale rilassato
07 dic
E’ fatta! Ho consegnato alle stampe la mia tesi, con la certezza che diventerà la più grande innovazione scientifica del pianeta. Mentre aspetto il Nobel, ho convissuto con un brutto dilemma, che mi ha assalito verso le 00.30 e mi ha tenuto compagna fino alle 02.40 di stanotte.
A chi dedicare la mia tesi?
Da qui la seconda domanda:
Com’è fatta la dedica di una tesi?
E’ ovvio che non sta scritto da nessuna parte, come dedicare una tesi; eppure volevo capire un po’ l’andazzo, cioè “statisticamente” cosa hanno scritto altri prima di me. Le tesi che hanno sopravvissuto alla prova dei dieci minuti sono state:
- si dedica la tesi alla persona che t’è stata più vicina durante tutta la stesura della tesi, o il periodo di laurea
- si cita una frase che c’è piaciuta (della serie, le frasi che stanno su msn :-p), dedicandola a qualcuno
Categorie:i fatti da ricordare, nda' micizia, pensare un po', university & crazyunisa Tag: amici, crazyunisa, dediche, latex, laurea, linux, open source, unisa
ultimi shock