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Posts Tagged ‘teoria dei giochi’
29 Apr

Essere single è … Soluzione Dominante :)

La “teoria dei giochi” è una disciplina economico/informatico/matematica che ha a che fare con l’ottimizzazione di soluzioni considerando anche le scelte che faranno gli altri; per esempio, scegliere di fare una strada da A a B può essere conveniente rispetto ad altre strade, ma se tutti scelgono questa strada allora si crea traffico, e allora conviene prenderne altre.

Si dice “soluzione dominante” una soluzione per cui, qualsiasi cosa faranno gli “avversari” del “gioco”, a noi conviene sempre e comunque essere single.

L’altro giorno ragionavo (scherzosamente) con la mia ragazza: se ti fidanzi hai una ragazza fissa, una ragazza che ti ama e farà di tutto per renderti felice, ma col tempo fai meno sesso e probabilmente anche l’ardore scema lentamente … (non è il mio caso XD). Invece essere single ti dà la possibiltà di uscire sempre con nuove ragazze, senza impegnarsi nè obblighi particolari.

E’ adesso che inizia il ragionamento (la dimostrazione matematica?). E’ chiaro che la soluzione preferita di tutti può essere quella di fidanzarsi con qualcuno, ma se il sesso inizia a scemare può essere più conveniente per me (o per l’altro) lasciar perdere pur di fare più sesso, anche se occasionale. A questo punto non vi saranno più fidanzati ma solo amanti fugaci in notti di luna piena! Ovviamente tutto questo discorso vale se la nostra funzione obiettivo è quella di massimizzare il sesso :)

Sarà anche matematico, ma io mi tengo stretta la mia baby :p (almeno finchè il sesso non cala)

So che tra i miei lettori c’è qualche super mega dottorando in teoria dei giochi, quindi se ho commesso qualche grossolano errore lo prego di sorvolare … magari un giorno vince un Nobel grazie a questo post !

25 Jul

Fondamentalisti senza fondamenta

Fermo restando che condanno pienamente gli attentati norvegesi, così come condanno quelli spagnoli, americani, afgani, pakistani, egiziani, siriani, eccetera eccetera eccetera, volevo fare una breve riflessione.

Fin’ora abbiamo sempre sentito parlare di fondamentalisti islamici, ed erano questi a farci paura: in genere bastava poco, la loro barba incolta, il turbante, oppure il colore della pelle a suscitare in noi il timore che quell’uomo possa essere un concentrato di TNT pronto a esplodere.

Il cocktail più esplosivo (scusate il termine) di paura era in aereo, quando qualcuno delle mie comitive estive si sedeva (o vedeva) sull’aereo un arabo pregare prima di partire. “Eccolo, sta pregando prima di farci saltare in aria!” … non so quante volte l’ho sentita questa frase.

Eppure io ricordo le mie gite delle scuole elementari con le maestre e con le suore (ho frequentato una scuola elementare paritaria gestita dalle suore) e, prima di ogni viaggio, dicevamo un simpatico padre nostro: pratica che purtroppo si è persa con l’aumentare dell’età e della pigrizia.

Ora mi chiedo due cose:

  1. dobbiamo preoccuparci anche dei fondamentalisti cristiani? Pensavo si fossero estinti intorno al 1200… Anzi, a trovarlo un cristiano ortodosso e integralista, ci vuole davvero il lanternino. E l’unica arma di cui dispongono è una certa noia in alcune argomentazioni, che tutto sommato si possono evitare cambiando argomento. E di chiese ne ho frequentate parecchie!! :)
  2. Cosa avranno pensato i talebani alla notizia di questo fondamentalista? avranno detto: “papà, papà, guarda, c’è uno che ci sta aiutando con la Jihad!”? Salvo poi rendersi conto che questo è un controsenso, visto che il tizio è contro gli arabi? (in effetti qualcuno potrebbe dire che l’attentatore norvegese è anti-arabo, ma a me risulta che ha ucciso un po’ a casaccio, proprio come i talebani in Iraq). Insomma, imporre una religione ammazzando tutti quelli che non vogliono praticarla è una strategia “vincente” finchè vi è un solo gruppo terroristico, se sono più di due si arriva a un equilibrio di Nash che è sconveniente per entrambi, perchè stermineranno tutti, compreso loro stessi!

Chissà, un giorno magari mi daranno il Nobel il nobel per la pace grazie a quest’articolo. Già vedo la motivazione: “per aver dimostrato ai fondamentalisti terroristi di qualsiasi credo che la jihad è una strategia perdente”. In effetti, ai tempi delle crociate non avevano inventato manco la carta, figurati la Teoria dei Giochi!

colgo l’occasione per creare un nuovo tag “nonsense” in cui finiranno i deliri di questo genere.

18 Mar

Incentivi in sistemi P2P

Vi pubblico una tesina che ho scritto in questi giorni: Incentivi in sistemi P2P.

In pratica nella teoria dei giochi si studiano i comportamenti egoisti delle persone e che impatto hanno su sistemi, aste, pubblicità, etc. Io l’ho studiato nel contesto del Peer to peer.

Avete presente e-Mule, Napster e soci? Ebbene si è scoperto (ma non ci voleva un grande scienza) che il 75% delle persone che usano questi programmi scaricano senza dare nulla in cambio. Cosa si può fare affinchè l’utente sia incentivato a condividere? Sono stati proposti diversi metodi, tutti “fregabili”. In questa tesina provo a illustrarli e ad analizzarli, ovviamente certe cose sono un po’ più chiare, altre sono tecniche e se non avete solide basi di matematica e teoria dei giochi non so se capirete. Comunque, meglio condividere che no.

16 Mar

Pensieri sparsi #1

Nicole Minetti con le labbra rifatte è invecchiata di 20 anni, il seno invece è ok.

immagine che non rappresenta alcunchèMi dispiace tanto per la Libia, quello stronzo di Gheddafi meritava un’altra fine. Invece i civili si sono pure presi le bombe.

Mi sa che il secondo referendum della storia della Repubblica a passare sarà il secondo sul nucleare, così come accadde col primo. Solo che stavolta c’è pure il legittimo impedimento da abrogare e l’acqua pubblica. Ahiahiahi…

In tutto questo sono fiero di essere italiano, non sono fiero che i leghisti siano italiani.

Certa gente che ama Berlusconi tifa manco fosse un giocatore di Serie A.

Il mio blog non veniva aggiornato da tanto tempo. Ora devo trovare un modo affinchè quello che scrivo su fb venga sputato qui, senza pietà.

La teoria dei giochi spiega tante cose, meglio di altri ragionamenti messi su da altre discipline, ma cazzo quanto è complicata.

20 Oct

la disciplina della Teoria dei Giochi, e la storia del mammuth e della lepre

Un Mammuth rincorre un cacciatoreSto seguendo un esame all’università che, a discapito del nome, riguarda vari campi come l’economia, la politica, l’informatica e la selezione naturale!

La disciplina in questione si chiama Teoria dei Giochi e tratta delle interazioni tra vari giocatori. Ogni nuova scoperta in questo campo ha sfornato vari premi nobel, compreso John Nash, quello di A Beautiful Mind. Vi faccio un esempio preso niente di meno chè da Russeau, il filosofo del 1700 esponente dell’illuminismo.

Mammuth o Lepre?

Siamo nell’antichità della razza umana. Alcuni uomini, organizzati in tribù, devono prepararsi per la caccia. L’idea è semplice quanto indispensabile: cacciare un Mammuth tutti insieme, e dividersi poi il bottino. Diciamo che i cacciatori sono n , e che se la caccia al Mammuth ha successo, ognuno di loro prende una parte del Mammuth.

Affinchè la caccia abbia successo, ogni cacciatore deve mantenere la propria posizione ed agire al momento opportuno. Se uno di loro si distrae o si sposta dalla propria posizione, il Mammuth ha una via libera per la fuga e così tutti restano senza cibo.

Mettiamo che, durante la caccia, tutti i cacciatori sono appostati. A un certo punto passa una lepre davanti a uno dei cacciatori. il cacciatore deve decidere in fretta: mammuth o lepre? E’ vero che se si lavora tutti insieme si ottiene una grande parte del Mammuth, ma la lepre è più facile da cacciare e fornisce quantità di carne, anche se minore alla propria parte del mammuth. Inoltre, se il cacciatore decide di rincorrere la lepre, è probabile che la caccia al mammuth fallisca e gli altri restino senza cibo.

Per complicare il problema, nel caso io decidessi di non rincorrere la lepre, questa potrebbe saltellare fino ad un altro cacciatore appostato. Cosa farà il mio compagno?

Ecco, la teoria dei giochi è proprio questo: prendere la miglior decisione possibile sapendo cosa faranno gli altri. Esistono complessi modelli matematici che spiegano tutta una lunga serie di problemi di questo tipo.

La soluzione “matematica” a questo problema è molto brutale: conviene cacciare la lepre, perchè se non lo farò io, lo farà il mio compagno.

Per inciso, Russeau ha usato questo esempio per spiegare il contratto sociale, ossia il bisogno delle leggi in uno Stato, affinchè tutti collaborassero per il bene comune e non solo per i propri bisogni. Russeau proponeva, dunque, che chi corresse dietro alla lepre venisse messo alla forca e il suo cadavere mostrato in piazza, come monito.

Per fortuna è solo matematica! Voi cosa avreste fatto? Avete qualche soluzione fantasiosa?

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