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27 Feb

Uscire da Java

No, non sto pianificando di scappare da un’isola indonesiana ma da un linguaggio di programmazione. Java è facile da imparare, almeno così è stato per me rispetto al C, e su Java ho fondato il 99% di quel che so ora, compreso una buona carriera universitaria.

Ma quando parte un nuovo progetto, una startup, un qualcosa di innovativo, quasi mai si sceglie Java come linguaggio / piattaforma. Ci sono centinaia di concorrenti, tra i blasonati Python e Php lato server, passando per gli innovativi Scala, Ruby on Rails, Groovy, e poi per le tecnolgie lato client potremmo scrivere un’elenco sterminato tra html, css, javascript, jquery, e i vari framework a contorno. E poi ci sono i dispositivi mobile. Quante vite servono per imparare tutte queste cose?!

Qualcuno sarà tentato di dire “ma in base a quello che ti serve usi il linguaggio adeguato”, si però se uno conosce bene solo Java, userà Java. Quello che vorrei fare io invece è approcciare qualcos’altro, perchè mi sono un po’ stufato. Sto valutando l’idea di realizzare qualche altro progetto in qualche altra cosa. Ma quando lo trovo il tempo?

02 Jun

Valle delle Ferriere: escursionismo in costiera amalfitana

La costiera amalfitana è uno dei posti più belli del mondo.

Non lo è sicuramente perchè c’è il mare; quante altre parti del mondo  ce l’hanno?

Sono le montagne a fare la vera differenza; uno spettacolo unico di maestosità – con la roccia nuda che si scaglia a picco sull’acqua.

Abitando a 20 minuti dal primo paesino della costiera, Vietri Sul Mare,  penso spesso che la costiera inizi e finisca lì. Invece questa prosegue per una sessantina di chilometri, e si srotola lungo una delle coste più impervie del mondo: curve strettissime che passano per paesini tradizionali, fieri delle loro origini.

La Valle delle Ferriere è una valle che parte da Amalfi e sale fino ai monti dell’entroterra. Il sentiero che vi consiglio di seguire è questo: arrivati a Ravello, scendete verso Amalfi; troverete la freccia per Pontone, parcheggiate nell’unico parcheggio che c’è e seguite il sentiero “Giustino Fortunato” (sentiero CAI 23). Dopo neanche dieci minuti vi renderete conto di essere entrati in un luogo semplice, silenzioso, dove il verde domina e l’acqua scorre imperturbabile.

A un certo punto si attraversa un arco in pietra, appartenente a un acquedotto del passato. Questo dava sulla fabbrica che da il nome alla valle, da cui si estraeva il ferro per gli artigiani locali.Per tutto il resto del tragitto, è un susseguirsi di fabbriche di carta abbandonate ma perfettamente inquadrate nel contesto “naturale” della camminata.

Vicino all’acquedotto c’è una piccola area ristoro, tenetela pulita. E se trovate qualche guida esperta, fatevi postare all’imponente cascata di 20 metri… attenzione che è divieto d’accesso per gli esseri umani, visto che si trova in una riserva protetta piena di piante estremamente rare!

Ed eccovi un po’ di foto per farvi venire l’acquolina in bocca:

scorcio della costiera amalfitana

una cascata nell'area protetta della valle delle ferriere

Una imponente cascata di 20 metri nell'area protetta

il panorama di Amalfi visto dal sentiero

Una parte del sentiero che porta nella zona dell'acquedotto