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Posts Tagged ‘salerno’
11 Feb

Proposta di discarica a Castel San Giorgio (sa)

La notizia non ha neanche 20 minuti ma già mi impallidisce.
Ho appena letto un documento che parla dell’apertura di 4 nuove discariche in provincia di Salerno, due a Sarno, una a Nocera Inferiore, una a Castel San Giorgio, per essere precisi in frazione Lanzara.
Cosa spinge la politica a creare una discarica in una zona in cui nel raggio di un chilometro vi sono circa 10mila persone (non sto scherzando) mi é ignoto. Certo, da qualche parte dovranno pur metterla l’immondizia. Sinceramente vorrei capirci di più e magari coinvolgere i miei concittadini sulla notizia.

Io questa futura discarica ce l’ho a 30 metri da casa mia, ci separerebbe solo un muro di terra…

Questo articolo (scritto in fretta dal cellulare) vuole essere solo un promemoria, presto seguiranno nuovi articoli e nuovi dettagli. Restate in linea, chiedetemi aggiornamenti se non vedete troppe novità. A domani!

22 Jan

Guerrilla Gardening

Ho partecipato al “guerrilla gardening” stamattina, ho scritto un lungo post di consigli e idee, l’ho scritto sul loro blog: Nonanuvola.

28 Jul

tagli alle università: l’anno prossimo pagherò mille mila euro

Avrete sentito l’idea bislacca di questo ministro, ossia di dare i soldi in base alla ricerca e ai risultati prodotti dalle università; e così l’università di Salerno fa la botta e perde quasi un milione di euro perchè in classifica voliamo bassi. Vabbè. Se siamo agli ultimi posti …. ce lo meritiamo?

Questa sorta di “incoraggiamento economico” da parte del governo mi sa di “tentato futurismo senza progresso”. Futurismo perchè si cerca di emulare ciò che è meglio di noi; senza progresso, visto che per arrivare ad un risultato finale servono dei passi intermedi, e noi li vogliamo saltare a piè pari.

Vogliamo il modello americano? tolte quelle venti università ottime che ci sono in USA, che in rapporto al numero di abitanti equivalgono ad un neonato in un paesino del Cilento, lo stato delle università americane è _pietoso_. Una buona parte di queste università non fa ricerca, ma solo formazione. E’ come se fosse un iper-liceo in cui studi, ti droghi (stando ai film), e se non studi chiamano i tuoi genitori che ti fanno una ramanzina e ti tolgono la playstation.

In Italia abbiamo la fortuna di essere assistiti da persone che la ricerca la fanno per mestiere. Certo, non ha lo stesso fascino dello scienziato pazzo che lavora nel laboratorio sotto casa, ma di qualcosa dovranno pur mangiare. La fortuna di avere professori che “ricercano” è di essere sempre aggiornati sulle ultime tecnologie, sulle tendenze del futuro (visto che loro lavorano col futuro), e di avere uno sguardo critico verso ciò che viene studiato, grazie all’incontro con altri ricercatori/professori del mondo intero, collaborando al sapere degli studenti del domani.

In America, tolte quelle famose venti università, quante altre possono vantare la stessa ricerca? Nessuna.

Ma passiamo ad un’altra nota dolente del nostro sistema universitario: la spesa per lo studente.

Lo studente italiano deve pagare un bel gruzzolo di tasse per entrare in università, se è un’università statale si aggira sui mille euro per la fascia di reddito media, se invece l’università è privata stiamo anche sui 10.000 €.

Cosa vogliono dire queste cifre?

Persone che non hanno un reddito alto ma che hanno le loro buone intenzioni e motivazioni per studiare sono costrette a fare i salti mortali per pagarsi le tasse!

Fossero solo le tasse, in realtà ci sono anche: abbonamento dell’autobus o benzina, vitto (tra mensa e panini, il portafogli ha sempre più fame), e l’alloggio se sei uno studente fuori sede. Ah, non dimentichiamoci dei libri! Mica sono gratis.. Né sono fotocopiabili…

Dovremmo prendere solo il meglio del modello americano, e piuttosto che spendere di più dovremmo azzerare queste spese per gli studenti meritevoli, con borse di studio che davvero permettano di essere indipendenti dalla famiglia (che non deve lavorare per mantenere un figlio … se il lavoro non c’è!)

Negli USA, se “sei fortunato & bravo”, riesci a passare la selezione iniziale di 3-4 università; se vieni da una famiglia media, devi sperare di prendere la borsa di studio. Altrimenti, o sei ricco o sei fuori!

In Brasile (altra realtà che conosco per via di un mio caro amico) l’università è altrettanto meritocratica: vengono assegnati 100, 200 posti all’anno tramite test di accesso completamente gratuiti, incluse le spese per comprare i libri; non importa se sei ricco o povero, se superi il test sei dentro. Altrimenti… vai a lavorare. Certo il brasile è enorme, servirebbero molti più posti (o molte più università?) per formare tutti i ragazzi che ne hanno bisogno.

In America se un professore è più quotato prende uno stipendio più alto di un suo collega di pari livello. Questo mi ricorda i giocatori di Serie A: mercenari bruciati nel giro di 15 anni di carriera con stipendi allucinanti; squadre che devono far quadrare il bilancio vendendo giocatori (immaginati i professori, a 40 anni, con la famiglia alle spalle!) e investendo sui giovani (ossia: non ho soldi e compro in casa)!

Un modello del genere ha sicuramente i suoi vantaggi, ma i professori non verranno giudicati in base a quanta ricerca producono, ma solo in base a quanto costano all’università!

Per finire: non serve tagliare i fondi ad un’università per farla funzionare meglio ed essere più efficiente. Certe volte basterebbe davvero ascoltare gli studenti. Quelli onesti, intendo. Alcuni professori non assistono i propri studenti; altri non si fanno vedere nemmeno all’esame; altri non hanno minimamente idea di essere titolari di una cattedra ed affidano tutto al dottorando (che, a contratto, può fare solo 40 ore di lezione di laboratorio). Esami compresi! Chissà se almeno fanno ricerca!

Chi sono questi professori? L’università dispone di un modo per controllare queste persone, e portarle sulla buona strada? o “formarle”? E qui si inserisce un’altra contraddizione tutta italiana: non esiste un corso metodologico per diventare professori. Ognuno tira fuori il coniglio dal cappello; a chi riesce e a chi no.

03 Jun

Musica live nella provincia di Salerno

Visto che ogni giorno sto andando in giro per far conoscere il mio gruppo ai vari locali della zona, ho deciso di condividere con voi questa lista, che magari verrà aggiornata nel tempo.

Il mio gruppo fa essenzialmente cover di musica rock, con canzoni che variano da Battisti a Jimi Hendrix, insomma ce n’è per tutti i gusti. Per questo posso chiedere davvero a chiunque, senza lasciarmi nessuno dietro, così ho la coscienza tranquilla :)

Angri

Castel San Giorgio

  • Bluemoon, via Ten. B. Lombardi, Castel San Giorgio
  • Baquito Pub, piazza Martiri D’Ungheria, Castel San Giorgio (solo d’estate)
  • Music Bar, via Vincenzo Calvanese, fraz. Lanzara.

Cava De’ Tirreni

  • Il Moro, Corso Umberto I, 56 (principalmente musica jazz)
  • Tex Saloon, via Biblioteca Avallone, 95

Fisciano

  • Novecento, via Roma 19

Lancusi

  • E perchè no, Via ten. Nastri, 12
  • Bishop Pub, Via G.Pecoraro, 3

Nocera Inferiore

  • Tribù, Via Fucilari, 132

Pagani

Salerno

  • Marmaids, via Litoranea 199, Pontecagnano.
  • Cube, via Dogana vecchia 30 (Largo Campo)

Come vedete, l’elenco non è esaustivo perchè tanti posti ancora non me li sono girati e non so se ci suonano ancora o sono solo leggende. Beh, io continuo ad andare ovunque con una demo sotto mano!

P.s. chi legge può tranquillamente suggerire altri locali.. sarebbe cosa gradita.

P.s.2. Anche la costiera, d’estate, offre molti posti dove poter suonare (e ascoltare buona musica). Una capatina da quelle parti dovrò farmela. Restate in ascolto…

updates:

6.6.2009 aggiunto il bishop pub.

12.9.2009 aggiunto il mmiez e sounds e il machbeth