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23 dic

Fabrizio De Andrè: Non al denaro non all’amore né al cielo

copertina di Non al denaro non all'amore nè al cielo Da qualche tempo ho avuto tra le mani questo bellissimo album di De Andrè, artista che (lo ammetto) conosco veramente poco nonostante sia uno dei capisaldi della musica italiana. Il fatto è che è facile snobbare la musica italiana, se come primo impatto ti capita Laura Pausini, Eros Ramazzotti e compagnia bella (lo si può definire genere “adolescenziale” questo, non perchè lo ascoltano solo gli adolescenti, ma perchè vi sono adulti che quando ascoltano questi artisti si sentono adolescenti). Comunque per fortuna in Italia c’è qualcuno che ha  fatto musica con un impegno più artistico, e a tratti anche letterario. Fabrizio De Andrè, uomo di cui so poco o nulla, ha scritto questo album di cui so poco o nulla, ma provo a raccontarvelo per quello che ho ascoltato e secondo le mie impressioni. Il disco è un raro esempio di “concept album” all’italiana: tutte le canzoni si snodano secondo un unico filo conduttore, che per me è la morte e il giudizio. Sia chiaro, il disco è un disco impegnato, quindi non vi troverete canzoni d’amore strappalacrime. De Andrè è così. E’ uno dei pochi che andava controcorrente allora, ed è triste vedere che in 50 anni le cose non sono ancora cambiate. Comunque, il disco apre parlando di un piccolo cimitero sulla collina.  Si introducono un po’ i personaggi che ne fanno parte e il motivo per cui si trovano lì: chi per malattia, chi per morte violenta, chi per troppo amore. Dopo il primo brano ecco che parte la rassegna di alcuni dei personaggi del cimitero, ogni canzone è cantata da uno di loro. Vi sono personaggi più disparati, come un chimico, un ottico,  un blasfemo, un pazzo, un malato di cuore, un medico. Parlano della loro vita (che fu) senza peli sulla lingua, dicendo secondo loro cosa hanno sbagliato e perchè non sono riusciti a godersela… i testi sono profondissimi, ironici e veri, sembra di aver conosciuto davvero quelle persone e di capire ogni sfumatura del loro carattere solo da quei pochi minuti di canzone. Ma la canzone che è per me la chiave di lettura del disco è proprio l’ultima, “il suonatore Jones“.Parla dell’unico personaggio che, per dirla tutta, non fa una fine di merda. In due sole righe mi ha fatto capire perché suonare è un’attività da non bistrattare, anzi da valorizzare, che può donare soddisfazioni che sono più grandi di ogni altra esperienza vissuta:

12 ago

Mattias IA Eklundh – un guitar hero un po’ freak

Bene! Ricominciamo a pubblicare sul particolare nascosto, dopo un po’ di tempo di stop a causa del campo scout che mi ha coinvolto dal 2 al 9 agosto.

Grazie all’ottimo player musicale che ho provato su linux, che si chiama Banshee. la particolarità di questo player è che, mentre ascolti una canzone, ti dice tutti gli artisti che assomigliano alla musica che ascolti, permettendoti di scoprire nuova musica interessante. Così mentre ascoltavo un pezzo di Satriani, mi imbatto in questo pazzo di nome Matias IA Eklundh.

14 lug

OpenMoko: una saponetta che fa il caffè

Avete presente quando vi mandano un documento in formato .docx e voi non avete ancora word 2007, avete il 2003 e … o ve lo comprate o ve lo installate craccato? Nessuno pare sapere di OpenOffice.org che elimina questo problema..

Averte presente l’iPod? (recentemente abbiamo parlato dell’iPhone…) l’unica maniera che avete di caricarci musica è con l’iTunes, che per essere installato richiede QuickTime (altro programma Apple), che di default cambia le impostazioni base di firefox in modo tale da far aprire ogni mp3 solo ed esclusivamente con Quicktime… non rendendoti libero di scegliere quale programma usare per la tua musica!

07 gen

Miss Little Sunshine

Se proprio non avete nulla da fare, guardatevi questo film che ho visto fino ad ora su Sky: si chiama “Little Miss Sunshine” e la trama ve la riporto così come sta scritta su Trovacinema: