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Posts Tagged ‘musica’
08 Jul

Creative D200, come ho fatto a vivere senza bassi fin’ora?

Da quando il vecchio sistema 5+1 che avevo vicino al pc di casa mi ha lasciato (il sub fece una fumata nera e … ora diffonde mute note di mestizia), ho contemporaneamente deciso di spostare il pc di casa in camera delle mie sorelle e di avere un notebook come pc principale. Risultato? Io che ho ascoltato decine e decine di dischi, d’un tratto non provavo più piacere nell’ascoltare musica.

Poi è arrivato il D200 della Creative. E’ arrivato un quarto d’ora fa, ma ho subito gettato “a mare” le vecchie casse cinesi che avevo prima e mi sto godendo un po’ di musica come non l’ascoltavo da un pezzo.

Di seguito vedrete un breve video dimostrativo dell’apparato. Perdonate la qualità, il telefonino che sta filmando è un Blackberry Storm2 e l’autore ha una mano impegnata a reggerlo :)

07 Jun

Di arte ce n’è già troppa in Italia (?), se vuoi farla falla gratis (espressione di stucco)

nel campo musicale ho lavorato molto poco, l’ho fatto principalmente per divertimento e anzi, a dirla tutta, l’avrei fatto anche gratis purchè mi fossi divertito MA l’arte ha un costo, principalmente di attrezzature da comprare (per un musicista sono una spesa continua) e poi di tempo impiegato a non studiare, non lavorare, etc etc.

Per un’esibizione di due ore di musica dal vivo ci sono 6 mesi di prove, una volta a settimana, per circa 3 ore. Questo vuol dire che per suonare 2 ore senza errori grossolani c’è bisogno di 72 ore di prove e di ingegno.

09 Jan

Musica in Italia: affondiamo senza salvagente

Riccardo Muti

Sono state più o meno queste le parole di Riccardo Muti alla Repubblica, parole che vi invito a leggere:

“L’Italia ha abdicato alla sua storia culturale e musicale in particolare, a causa di una concezione generale della cultura che non riguarda solo i politici di oggi, ma è una storia lunga nel tempo”, dice il grande direttore d’orchestra italiano in un’intervista all’agenzia Adnkronos.

“Noi italiani -aggiunge- abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perchè significa spezzare delle radici importanti della nostra storia”.

07 Jan

Boys don’t cry

Ho studiato tutto il giorno e stasera ho deciso di andare a fare un giro, così, per prendere un pò d’aria.

Recentemente ci sono alcune cose della mia vita che non vanno molto bene e per le emergenze tipo questa ho preparato un cd, chiamato “Tristemente Allegro Compilation”. Il nome per molti di voi è un punto interrogativo, cercherò di spiegarvelo ora.

Nella storia della musica ci sono stati tanti gruppi tristi, depressivi, che predicavano il nichilismo o l’anarchia, insomma gruppi che andavano contro il solito “amore amore amore e nulla più”. Questi gruppi hanno scritto canzoni veramente inquietanti, ma allo stesso tempo hanno prodotto alcuni pezzi allegri. Sono brani divertenti, ritmati, da ascoltare a tutto volume e che ti fanno venire la voglia di cantare (se sapessi il testo).

05 Jan

L’estetica

Fotografia ed estetica: gli occhi di chi guarda educati dagli occhi di chi fotografa. State fermi, non muovetevi, datevi un contegno – ragazza si comporta come una asse di legno. Ragazza cerca di gestire un universo con la cosmesi – la mia immaginazione la priva degli occhiali costosi oscurati. Osservo i tratti dei volti immaginando capelli rapati, vestiti depauperati da ammenicoli che rendono simili ad abeti addobbati, orpelli che pendono da entrambi i lati. Ilari noi, con una punta di disprezzo: ci ricordiamo i tratti del volto, andiamo oltre gli occhiali, il pizzetto, il berretto, indovina chi?, forza quattro, gira la moda! Una ruota con quattro teste di ragazze diverse, quattro tette di ragazze diverse, otto cosce di ragazze diverse – gira la ruota e prova nuove combinazioni, crea nuove divisioni estetiche, ovvero stili. Tutto questo per dare l’impressione che la varietà esista – ma si tratta pur sempre di una ruota che mischia le classiche quattro caratteristiche catturate nel tempo dalle macchine fotografiche: ragazze fiche! O forse sono io che tengo negli occhi quelle fotografie che fin da piccolo mi sono state mostrate. Guardate le persone e non vi concentrate: troppa fatica a scremare la cultura delle immagini che impedisce di capire cosa veramente vi piace guardare. Gradite una persona od un paesaggio nella misura in cui tale persona e tale paesaggio somigliano all’ideale di persona e paesaggio che avete dentro, tutto il resto è merda, è indifferente, a volte non lo notate neanche. E non avete neanche il coraggio di risalire la corrente per giungere all’origine del vostro gusto estetico. Per carità, potreste scoprire che vi piacciono irrimediabilmente le ragazze brutte! Che figura ci fareste con i vostri amici se sapessero che avete un’insana perversione per i tagli, per le macchie, le ossa che spuntano? Sarà un caso, ma i vostri gusti combaciano con i canoni estetici che nascono e cambiano quando i canoni estetici cambiano. Non importa se discutere dei gusti altrui sia inutile, anche perché trovo oltraggioso che qualcuno ritenga i miei gusti una autosuggestione che serve solo a dare contro ai gusti delle altre persone. Forse se mi facessi un tatuaggio con scritto “osservazione” capireste che cosa faccio tutti i giorni, io! Sì, perché voi capite solo i tatuaggi, gli orecchini, i piercing, gli occhiali, le pettinature, i vestiti, i siti internet, le fotografie ritoccate, le fotografie che mostrano solo una parte di quello che c’è da vedere, le copertine, i giornali, i disegni un po’ grafici perché il tratto ormai è scomodo, i disegni sporchi apposta, perché per farvi capire che qualcosa è estemporaneo ed improvvisato bisogna scrivervelo sotto a caratteri totalitari. Capite i film se qualcuno che vi sta simpatico ve li spiega, altrimenti non vale nemmeno la pena di sforzarsi di stare due ore seduti in poltrona, perché, dio mio, potreste vedere qualcosa che non vi piace! La soluzione per voi? I film in bianco e bianco, muto! Il giornale di una pagina, vuoto! Un lavoro serio di responsabilità e fatica, pasta e fagioli, carne alla brace, la canzone che stavate ascoltando che ad un tratto tace.

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05 Jan

Studio tanto e suono poco

stamattina sono andato all’università col solido ritardo. SI GELAVA, a Lancusi non accendono i termosifoni e mi sono ghiacciato. Ho 6 esami in un semestre e come ho già detto parecchie volte, sarei contento di passarne almeno 4. Ma soprattutto ho scoperto di avere un esame sballato sul piano di studi, e ora devo aspettare Ottobre per sistemare questo grande problema (nel frattempo non posso convalidare l’esame, qualora lo superassi).

26 Nov

elio a x-factor!

Mentre studio ontologie, web semantico, tassonomie e altre mille parole oscure, sigle strane, RDF, OWL, RDFa, SPRQL, ABCDEFGHIL …

C’è Elio a X-Factor!

Non che io lo segua, il programma. Ma ho due sorelle che se lo guardano e mentre io studio a pc sento, in cucina, la tv accesa e la sua inconfondibile voce. E così lo sento dire: “premetto che non ho mai visto una puntata di X-FACTOR…”

e già diventa il mio mito.

20 Nov

Vasco l’ha voluta fare ad ogni costo

Stamattina il programma radiofonico “tutto esaurito” (che è il mio programma preferito) ha proposto una sfida tra 3 canzoni particolari: La nuova canzone di Vasco, “Ad ogni costo” (che vi linko soltanto perchè è un oltraggio); la canzone originale di 10 anni fa dei Radiohead, chiamata “Creep“, della quale linko il video in basso, e la mitica canzone del Gladiatore. L’idea era di stabilire via sms quale fosse il vincitore tra Vasco e i Radiohead, e  paradossalmente ha vinto … il gladiatore :)

Ecco il video di Creep dei Radiohead:

13 Nov

Da X-Factor ad Amici, dove sta andando la musica italiana

Questo post prende spunto da un commento di una lettrice, Mory, che mi chiedeva cosa ne pensassi io della musica italiana di oggi. In quell’articolo eravamo tutti presi ad inveire contro Marco Carta, non senza un pizzico di autocompiacimento personale: facile dare addosso a uno che ritengo un ottimo cantante da villaggio turistico.

Cosa ha prodotto i vari Marco Carta, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Dennis Fontina (o Fontana, boo)?

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27 Oct

Il salvatore della (vaticana) patria

Sono un paio di giorni che mi torna in mente un sogno che facevo tanti anni fa, quasi subito dopo aver iniziato l’università (dunque verso il primo-secondo anno).

In quel periodo di grande fermento culturale (dopo 5 anni di botta al liceo, scoprivo di non essere niente male ad informatica e stavo conoscendo tanti nuovi amici) entrai in amicizia con alcune persone che suonavano basso e batteria, io  suonavo la chitarra, e un’amica che cantava. Decidemmo di andare a fare una prova “conoscitiva” a casa del batterista, che tra l’altro studiava il violino, ma questa è un’altra storia.