Draft Punk

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Quanti anni erano che non aspettavo un disco con tanta impazienza? I Draft Punk hanno tirato fuori un disco con sonorità sexy e funky, o meglio sexy quanto é sexy il funk, condendolo con un pò di elettronica. La mia prima impressione é che il disco sia qualcosa di completamente diverso da ciò che abbiamo ascoltato dei daft punk fin’ora, e questo la dice lunga sulle capacità di questi artisti di rinnovarsi.

Insomma, batterie vere, chitarre vere, voci vere (non sempre ma spesso preferiscono gli umani al vocoder), e qualche accordo elettronico qua e là. In qualche pezzo ho pensato agli Earth Wind and Fire, in altri agli Chic o i Kool and the Gang. Che sia il disco del 2013? Speriamo di si.

La più bella canzone italiana di tutti i tempi

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La più bella canzone italiana di tutti i tempi è sicuramente Alfredo, dei Baustelle.

Siamo nel 1981, in Italia accadono un sacco di cose, tipo terrorismo, Andreotti, e compagnia bella. La televisione è il media di riferimento, in soli trent’anni ha spiazzato ogni altra cosa esistesse prima.

Alfredo Rampi è un ragazzino di 5 anni che mentre stava tornando a casa è scivolato in un pozzo artesiano. Quando i genitori si accorgono che il ragazzo non è tornato a casa allertano le forze dell’ordine, e per caso un poliziotto sente delle grida provenire dal pozzo.

Il ragazzo era ancora vivo, e i carabinieri intervenuti sul posto pensano di poterlo tirare su. Per questo motivo il TG1 sospende tutti i programmi iniziando una diretta non-stop per avere la certezza di catturare la risalita del bambino.

Purtroppo i carabinieri fecero male i conti, e con questi anche la RAI: a causa di una serie di grossolani errori il ragazzino morì sottoterra, e piuttosto che trasmettere una storia di vita venne trasmesso un fatto di morte: il primo orrido reality show della storia della tv.

Andate a leggere la pagina su Wikipedia dedicata a Alfredo Rampi, troverete tutta la storia dettagliata.

I Baustelle hanno così immortalato, in questo pezzo, tutta la storia disperata di questo ragazzino: il testo per me è poesia pura, e ogni volta che lo ascolto sento un forte brivido dietro la schiena. Ci sono frasi che ti portano seriamente a chiederti se esiste un Dio che poteva o doveva fare qualcosa; ti chiedi se è giusto che la televisione abbia raccontato in questo modo la tragedia.

Il riferimento ai politici e ai calciatori del tempo, poi, serve a calare l’ascoltatore nella storia concitata di quegli anni: erano gli anni della grande Democrazia Cristiana, di Michael Platini alla Juventus, di Pertini presidente, ma tutto assume la dimensione di un contorno insignificante.

Spero che possiate apprezzarne il testo e magari emozionarvi come succede a me. Ascoltatela un paio di volte, comprendete bene il testo. E’ la dimostrazione che non servono paroloni speciali per descrivere qualsiasi sentimento vi venga in mente.

P.s. di questo brano avevo già parlato in un altro articolo musicale: Ho finalmente la mia playlist. Però sentivo il bisogno di ribadire il concetto. Tutto qui.

Castel San Giorgio, la legge è uguale solo per qualcuno

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Mi spiace rompere la cortina del buonismo presente sul mio sito per scrivere male proprio del mio Comune.

Qualche sera fa dovevo suonare in un nuovo locale presente a Castel San Giorgio, nella  frazione di Lanzara. Eviterò di fare nomi, chiamiamolo “Gengis Bar”.

Ebbene, il pomeriggio stesso della fatidica sera in cui avrei dovuto suonare, i vigili bussano a casa mia (!). Immaginatevi lo sgomento, la sorpresa da parte di tutta la famiglia, per una visita così “istituzionale”.

Scendo giù per capire cosa vogliano, e mi informano che c’è stato un esposto contro il Gengis Bar e contro di me da parte di un vicino, il quale non sopporta la musica ad alto volume. L’esposto diceva più o meno queste cose: “Sono stato informato (parla il denunciante) che il giorno XX/XX/XXXX ci sarà una manifestazione musicale. Gengis Bar non ha le carte a posto, quindi se dovesse suonare, dovete intervenire“.

Ora, i vigili mi spiegano: “capiscici… figurati se a noi interessa se Gengis Bar fa musica … però se c’è un esposto noi siamo obbligati a intervenire… e se troviamo te che suoni, dovremmo interrogarti e sei pure passibile di una multa …”.

La serata non si è fatta, io non ho suonato, il locale non ha guadagnato i soldi spesi nella promozione dell’evento, e io caduto nello sconforto ho anche pensato di vendere tutte le chitarre e dedicarmi a qualche arte meno perseguibile.

Colui che ha fatto l’esposto ha i soldi che gli escono dalle orecchie. La sua casa dista ben 200 metri dal locale. Direte voi, forse si fa così tanto casino che comunque è disturbato dal chiasso? No, vi assicuro, non si sente nulla già a 3 metri di distanza dal locale.

Cosa ha fatto il Gengis Bar? Da domani si preoccuperà di insonorizzare il locale (altri euro da spendere), inoltre si farà tutte le carte che servono (antincendio, limitazione dei decibel da parte dell’ASL, etc) per essere finalmente in linea con la legge. In questo modo sarà inattaccabile a qualsiasi esposto. Ora non voglio parlare del fatto che queste carte non si debbano fare: se sono contemplate dalla legge, devono essere fatte. Anche se, essendo in un paesino, si potrebbe anche chiudere un’occhio, e infatti è questo che fanno i vigili: chiudono un’occhio, altrimenti sommersi dalla burocrazia nessun locale potrebbe più suonare neanche un cd audio da far ascoltare ai propri clienti. (E aggiungo: non potrebbe neanche servire un caffè a tavola!!).

E invece…

Stasera sono passato sotto la casa del “denunciatore”. Vi rammento che ci troviamo a 200 metri di distanza. Una nuova rosticceria stava inaugurando. Indovinate un po’? C’era il Karaoke per strada!! Sotto casa sua!! Musica napoletana sparata ad alto volume per deliziare le orecchie dei partecipanti. Io li avrei denunciati già per il fatto di aver suonato insieme O’ Surdato Nnammurato, Mario Merola (non so il pezzo) e poi i neomelodici, senza pietà per i presenti.

Ma torniamo alla legge. Dov’erano i vigili? Vuoi vedere che non sapevano niente di questa inaugurazione? Al Gengis Bar erano capaci di passare intere serate parcheggiati davanti.

Dov’era il denunciatore? Com’è che la rosticceria poteva suonare tutto quello che voleva direttamente per strada? Forse gradisce maggiormente i cantanti napoletani. In tal caso mi sento offeso personalmente, perchè anche io canto musica napoletana (non solo), ma non mi ha neanche ascoltato per vedere se gli piaccio o no.

Sono andato al Gengis Bar, che mi ha detto: “certo, è strano che loro possono fare tutto quello che vogliono mentre noi abbiamo le mani legate… ma io non sono un farabutto (testualmente: omm’ e merd), quindi non mi permetterò di denunciarli. Dopo che avrò le licenze (ossia: dopo che avrò speso 5000 €), però, chiamerò i vigili tutti i giorni!”.

Che vi sembra?

A mal pensare si fa peccato, ma forse il denunciatore vuol favorire la rosticceria. E comunque, sbagliano in primis i vigili: loro stessi dissero che se il Gengis Bar non poteva suonare per questioni burocratiche allora non poteva farlo nessuno, e invece mi sembra che tutti fanno quello che vogliono. Chi segue la legge, invece, si ritrova con un bel problema dritto dritto nel c…

Groveshark, musica in streaming gratuita a illimitata

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La mia voglia di musica non si ferma mai: sono sempre alla ricerca di un modo per trovare nuovi brani, essere al passo con le novità, e soprattutto ascoltarli prima di scaricare qualcosa che potrebbe non superare la prova del tempo.

Quante volte avete scaricato dischi che non vi sono piaciuti e, per pigrizia, sono rimasti ad occupare preziosi mb? Non ditemi che usavate youtube! 

Con grooveshark avete un catalogo di musica immensa, e grazie alle moderne connessioni a internet, potrete ascoltare tutto in qualità perfetta!

Il servizio è gratuito ed è illimitato, la grafica è carina; come se non bastasse vi è la possibilità di scegliere una canzone e di far partire una radio con tante canzoni di artisti simili (insomma, quello che faceva pure last.fm prima di diventare a pagamento).   

Non ci rimane che cercare qualcosa di buono e gustarcelo…

buona musica a tutti!

Simone Cristicchi live: breve recensione

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Ieri sera 23 maggio 2011 siamo stati  a Nocera Superiore, a due passi da casa mia. In occasione della manifestazione dei “Madonnari”, una gara tra artisti a chi realizza il miglior disegno sull’asfalto a tema religioso,  Simone Cristicchi ha tenuto un concerto molto simpatico.

Premesso che ai tempi dell’Erasmus ho passato i primi 3 mesi ascoltando il suo primo disco, di cui ricordo ancora parecchie canzoni, il suo concerto é stato veramente divertente specialmente con i brani più simpatici del suo repertorio. Quando si é spinto sui brani più impegnati ho lanciato qualche sbadiglio, ma per il resto devo dire che il concerto é un vero mix di musica e intrattenimento: anche chi non conosce neanche una sua canzone lo trova un buon musicista.

Ed é questa un’altra cosa che mi ha colpito: tutte le canzoni le ha arrangiate diversamente da come siamo abituati a conoscerle in radio, a dimostrazione che il cantante ci tiene a divertire il pubblico; é sorprendente che un ragazzo così, un pò sfigatello e sicuramente non bello come siamo abituati a pensare, abbia raggiunto questo discreto successo: in fondo vi é arrivato usando l’ingegno, cosa veramente rara per questi tempi.

Tornate ad ascoltare le sue canzoni, scaricatevi qualche album (io conosco solo il promo), fatevi prendere dai ritmi divertenti di alcuni brani, i testi vi faranno pensare, anche strappandovi un sorrisino.

la scarsa qualità della musica di oggi (di quella italiana poi, stendiamo un velo pietoso)

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Prendo spunto da un articolo de Il Fatto Quotidiano, “I grandi network radiofonici boicottano la musica italiana?“, per testimoniare che si, la musica italiana non produce qualcosa di decente da molto, molto tempo.

In sintesi il Fatto parla del MEI, notissimo quanto importantissimo “Meeting dei produttori discografici italiani Indipendenti” (non l’avevo mai sentito nominare), che rilascia un inquietante comunicato stampa: le grandi radio italiane nazionali stanno boicottando la musica italiana, trasmettendo percentuali di italianità al 10% – sconvolgente!

Sconvolgente? No, davvero. La qualità  della musica italiana è bassissima. Le uniche cose decenti che l’Italia abbia mai prodotto musicalmente non sono MAI (altro che MEI!) andate in radio, e stiamo parlando di musica un po’ rock, un po’ stramba, ma che è l’unica forma d’arte alternativa e indipendente che abbiamo di questi tempi in Italia. Poi con tutti questi reality a sfondo musicale, con vincitori & vinti che producono un album e poi vengono scartati, dimenticati, abbandonati, bistrattati e relegati a partecipare ad altri reality per rilanciare la loro immagine, beh allora sono gli stessi discografici che non sanno più che pesci prendere. I vari Antonacci, Pausini, sTramazzotti e Jovanotti si incaponiscono a vendere  musica non scritta da loro e parlano sempre della stessa cosa: amore, amore, amore e nulla più. (Ok, forse Jovanotti scrive d’altro, ma non ho ancora capito di cosa). Vasco Rossi ha rotto con tutti sti pezzi intimistici. Ligabue, perdiana, suona sempre uguale sin da Miss Mondo. Avevo 16 anni! Chi è rimasto? Marco Carta? Valerio Scanu? ROBACCIA!

Per carità, la musica straniera non è migliore, ma (come diceva  un mio professore del Liceo) “chi vince una guerra può farci i film sopra”, e se estendiamo il concetto anche alla musica, il dado è tratto. Siamo succubi dell’America, ogni cretinata che accade lì deve arrivare qui da noi e deve diventare moda _per forza_. Non possiamo ribellarci: loro sono gli esportatori e ce lo dobbiamo far piacere. Eccoci dunque invasi da Britney Spears, Destiny’s Child, Backstreet Boys, Robbie Williams, e tanta altra cacca che canta, indovinate un po’?, sempre delle stesse cose: amore, amore, amore e nulla più. Ripetitivi! Ma ora c’è una differenza, perchè noi Italiani non capiamo l’Inglese quindi ci sembra roba nuova, diciamo “bona quella” e ci disinteressiamo totalmente di cosa stia dicendo veramente. Persino il Waka Waka sembrava una bella canzone, all’inizio, ma poi Shakira ha rotto e dopo l’uscita dell’Italia dal mondiale non aveva più senso neanche cantare Fratelli D’Italia.

Cosa ascoltare, dunque? Io ascolto la radio principalmente perchè passo molto tempo in macchina. Se ci fossero più autobus forse non ne ascolterei così tanta, ma sapete com’è, vivo in un paesino e per ogni cosa devo bruciare benzina. Le radio italiane hanno una sola cosa che funziona bene: i dj. Quelli sì che fanno davvero compagnia, che sanno intrattenere. Non vorrei fare troppa pubblicità al network che seguo, ma su radio 105 i dj sono molto bravi e mi fanno divertire tantissimo. Sono convinto che le vostre radio preferite hanno altrettanti dj bravi. Ma per quanto riguarda la musica, beh facciamo veramente pena. Noi che l’ascoltiamo, i programmatori musicali che la programmano, e i musicisti che pur di portare il pane a casa, la suonano.

Questo post dovrebbe avere una morale? No, la musica italiana fa schifo (l’ho già detto?) e non vedo spiragli di luce all’orizzonte. I nuovi cantanti cantano i pezzi dei vecchi, i vecchi fanno quello che hanno sempre fatto. A un certo punto il mondo è andato avanti e solo in Italia siamo rimasti a San Remo. Propongo una cosa. Perchè non lo fermiamo un paio d’anni, giusto per riprendere fiato? Alla fine anche il Grande Fratello si fermò un anno pur di non stancare, se non erro…

It’s music time!

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Salve a tutti!

allora ho deciso che nei prossimi giorni qui sul mio sito troverete qualche articolo di musica in più.

Principalmente parlerò dei gruppi musicali che più mi piacciono, alcuni dei queli sono stati definiti anche “artisti del millennio” (mica bruscolini!).

Altri non mi piacciono per niente quindi non ne parlerò affatto.

Ma perchè la musica è così importante?

Perchè rappresenta i tuoi stati d’animo, perchè trasmette energia sensazioni e vibrazione, perchè rievoca ricordi o aiuta a riflettere…

Così, diciamo che questo “servizio” che offre gratuitamente la premiata ditta “il particolare nascosto” è principalmente per i miei amici, casomai volessero vedere un po’ com’è fatto il mondo anche da un altro punto di vista. Ma siccome il web è un posto aperto a tutti, chiunque può essere libero di dire ciò che vuole sui dischi che troveranno recensiti qui…

Del resto io sono disponibile ad ospitare sul mio blog il “loro” mondo, magari mi piacerebbe se qualcuno parlasse di teatro, e qualcun’altro parlasse di design… insomma frequento degli amici artistici ma hanno tutti un difetto (come me): si credono tutti dei “geni incompresi” e non riescono ad aprire il loro mondo agli altri..

Cambiamo questo modo di fare!

Io inizio domani, con un bell’articolo su uno dei dischi che mi piacciono di più… A Domani!

una chitarra e una voce contro tutti: musikele live @ Baquito (resoconto)

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Ieri sera ho suonato per la prima volta in un locale di quelli veri, ossia il Baquito a Castel San Giorgio (sa).
Ormai io e questo locale abbiamo un “patto di sangue” visto che ci ho lavorato come cameriere qualche anno fa, poi venni a suonare con i (fu) dialectica, e ora finalmente ho provato il grande passo: suonare da solo, chitarra e voce, per ben 3 ore filate.
Mi sono presentato “solo” perché è difficile trovare musicisti per un progetto simile, che siano bravi, suonino ad orecchio e vogliano fare il mio stesso repertorio. Anche se c’è un amico sassofonista che mi piacerebbe avere per qualche serata… Work in progress su questo fronte.
La mia voce non ha mantenuto proprio bene, forse perché il pomeriggio ho cantato tutto il tempo … Sapete com’è … Prove … Emozione … Ma la prossima volta non mi farò trovare impreparato!
Volevo fare una riflessione che ho sviluppato mentre suonavo (si, è possibile pensare mentre si suona, e anche guardare la partita se è per questo … Ma bisogna suonare bene però!).
Ho pensato, e se al posto mio ci fosse stato un karaoke?
Parliamoci chiaro, con la chitarra e con la voce commetto tanti errori, e poi non posso simulare un’orchestra intera; inoltre se con il karaoke si tollerano a vicenda (dato che cantano tutti), co me tollerano solo … Me.
Però ho pensato che: 1. Gli errori fanno parte del gioco, l’importante è saperli nascondere che la gente non ci fa caso 2. Dopo anni di falò e bottellones ho imparato cosa piace alla gente 3. Vuoi mettere il fascino di una chitarra classica suonata male con i suoni finti di un karaoke?
Dal punto di vista del coinvolgimento devo lavorare un pò, visto che non sapevo se limitarmi a fare sottofondo o tenere vivo il pubblico. Questo dipende dal titolare, di solito, ma siccome mi sta dando fiducia, la prossima volta proverò più interazione.
Appuntamento dunque tra due sabati: se volete essere informati restate collegati a questo sito, o iscrivetevi al gruppo de “il particolare nascosto” su facebook. Ciao!

p.s. Nella foto, 3 chitarre che mi hanno fatto compagnia in giovinezza e che ora non ci sono più.

Creative D200, come ho fatto a vivere senza bassi fin’ora?

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Da quando il vecchio sistema 5+1 che avevo vicino al pc di casa mi ha lasciato (il sub fece una fumata nera e … ora diffonde mute note di mestizia), ho contemporaneamente deciso di spostare il pc di casa in camera delle mie sorelle e di avere un notebook come pc principale. Risultato? Io che ho ascoltato decine e decine di dischi, d’un tratto non provavo più piacere nell’ascoltare musica.

Poi è arrivato il D200 della Creative. E’ arrivato un quarto d’ora fa, ma ho subito gettato “a mare” le vecchie casse cinesi che avevo prima e mi sto godendo un po’ di musica come non l’ascoltavo da un pezzo.

Di seguito vedrete un breve video dimostrativo dell’apparato. Perdonate la qualità, il telefonino che sta filmando è un Blackberry Storm2 e l’autore ha una mano impegnata a reggerlo :)

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Di arte ce n’è già troppa in Italia (?), se vuoi farla falla gratis (espressione di stucco)

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nel campo musicale ho lavorato molto poco, l’ho fatto principalmente per divertimento e anzi, a dirla tutta, l’avrei fatto anche gratis purchè mi fossi divertito MA l’arte ha un costo, principalmente di attrezzature da comprare (per un musicista sono una spesa continua) e poi di tempo impiegato a non studiare, non lavorare, etc etc.

Per un’esibizione di due ore di musica dal vivo ci sono 6 mesi di prove, una volta a settimana, per circa 3 ore. Questo vuol dire che per suonare 2 ore senza errori grossolani c’è bisogno di 72 ore di prove e di ingegno.

Ora mettetevi nei panni di chi lo fa per mestiere. Secondo me abbiamo bisogno degli artisti, perchè ci permettono di affinare la sensibilità umana che nessuna disciplina tecnica potrà mai dare. Abbiamo bisogno di quadri, sculture, edifici, canzoni, recite, installazioni, e tutto quello che possiamo immaginare perchè quando qualcosa ci emoziona, noi abbiamo il _diritto_ di emozionarci.

Con questo preambolo, potrete capire il video che sto per mostrarvi, preso dal sito KoBayashi log.