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Posts Tagged ‘letteratura’
12 Apr

Decadentismo

Cosa c’è che tiene insieme

  • Alessandro Baricco (Jhon Fante, “il piccolo principe”, Jean Claude Izzo.. insomma quello che ho trovato bello in questi anni)
  • Radiohead, Air, e tutta la musica avanguardistica
  • Cubismo e Futurismo
  • Saba, Ungaretti, et al. (tutta la poesia dell’ultimo secolo)
  • il sito interfaceLift (motivo del mio attuale sfondo del Desktop)
  • il particolare nascosto

?

L’inquietudine.

E’ certamente il sentimento del 21° secolo.

Non esiste più il buonismo, è finita l’epoca Dickens. Per fortuna.

Buonanotte

12 Feb

Paolo e Francesca

“Amor, ch’ha nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona. ”
Dante, Divina Commedia, Canto V, 103-106.

il mio libro dice:
“Amore, che non consente a nessuno [che sia] amato di non amare, mi fece innamorare così fortemente della bellezza di costui, che come vedi ancor non mi lascia.”.

Io ci ripenso e dico: “amore, che permette d’amare chi non s’ama”.. lo so, è sbagliato, totalmente sbagliato, ma è tipico di me cambiare le cose.
Anche se poi leggo questo

C’è stato un uomo nella storia di questo paese e nella storia
dell’umanità che ne ha viste molte, sulla sua pelle. S’è fatto
tetragono ai colpi di sventura. Ché la questione, lì, era di vita o di
morte, nella mera pratica. Eppure, quest’uomo, figlio del suo tempo e
padre del tempo che sarebbe venuto, non s’è mai tirato indietro. Pieno
di vita per quanta ne possedesse e forse ancor di più, a capo chino,
scriveva – della vita – in un modo che nessun altro è mai più riuscito
ad emulare. Profondamente, con acume, logica e cuore. Un giorno, chissà
come, capì un concetto di rara perfezione. Sa dio quanto ci mise: se fu
folgorazione o frutto di giorni o mesi di studio, di analisi interiore.
Un giorno, quel giorno, scrisse: “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”.
Undici sillabe, perché lui è un figo e non ha mica bisogno di trecento
pagine per depositarti nello stomaco un mattone di granito da 600 chili
che non si scioglierà mai più. Terzina 103, quinto canto, prima
cantica. Lui fa così: ve la mette lì, poi fatene quello che vi pare. Ti
dice “Perdona”. Il punto è lì. Il soggetto è l’Amore che non perdona
agli innamorati l’amore. Dobbiamo abbandonare le undici sillabe perché
non siamo mica fighi come lui, noi. E allora la questione è che se si è
oggetto d’amore, ma non d’amore, punto, ma di Amore, quello
sconsiderato, quello totalizzante e così grande da non poterne fare
senza anche se l’impressione è che così non sia o non debba essere,
quello che ti aspetta per una vita intera, che riempie, la vita, di
ogni sorriso nei propri vuoti, che ascolta il nostro silenzio e le
urla, che trasforma qualunque cosa in speciale, se è quello l’Amore del
quale si è oggetto, e così inondati ci si abbandona per poi vivere come
lo si vuole davvero e il cuore stesso ci porterebbe magari già adesso a
fare contro ogni logica, sconsideratamente e senza sovrastrutture,
ebbene se è quello che ci esplode in viso ogni mattina ed ogni sera,
nel mezzo del nulla o della quotidianità di un momento lasciandoci
immobili, ovattati da quel che ci circonda, allora, ci dice, non è
possibile tirarsi indietro e non fare altrettanto. Perdona. Cioè il
“non amare in ritorno” è inammissibile, appunto: imperdonabile. Perché
se è quell’amore ciò che ricevi, altro non puoi fare che amare a tua
volta. Ed è per sempre, sia chiaro. Mica è una cosa che poi passa.
Sapete quando ad un certo punto la vita non riesce più ad andare
avanti, s’incastra tutto ma l’ingranaggio non gira più? “Amor ch’a
nullo amato amar perdona”, in undici sillabe questo ci ammazza e noi lo
diamo da leggere ai ragazzini del liceo.

—–


chiedo a tutti, qualcuno me le sa spiegare ste parole? sembrano così chiare a tutti, tranne che a me. Da quando le ho studiate ce le ho nel cervello, ma cavolo i ricordi si sono annebbiati e.. poi volevo sapere un po’ voi che ne pensate. Insomma, una piccola lezioncina di letteratura “interpretata”. Fate finta di parlare ad un bambino (quale sono). Mik.