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Posts Tagged ‘lavoro’
31 Jan

SCRUM e le metodologie agili

Da ormai 9 mesi sto praticando SCRUM, una metodologia agile di sviluppo software. Posso dire di conoscere due soli modelli di sviluppo, ossia waterfall (studiato all’Università) e SCRUM, appunto, conosciuto presso il mio primo lavoro.

SCRUM prevede che il team, di circa 7-9 persone, venga guidato da uno SCRUM Master (altro non é che una persona che risolve gli impedimenti al team e che assicuri la corretta esecuzione dei momenti previsti da SCRUM stesso) e un product owner (colui che conosce il prodotto, che insomma fornisce i requisiti al team di sviluppo e si assicura che il team abbia ben compreso il requisito).

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19 Jan

Mestieri

Uno dei mestieri che invidio di più é quello del giornalista del tg3 campania che spiega le specialità regionali: mangia prelibatezze, beve divinamente, e gratis!

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11 Nov

What People Want From Work – Motivation

A questo link si trovano interessanti spunti su come mantenere i propri dipendenti “motivati” sul proprio lavoro. Per dirla brevemente, il primo fattore sono i soldi (che pagano le bollette e l’istruzione dei figli), ma non è l’unico. Altri sono, ad esempio, l’essere stimati dal proprio capo o l’essere presi in considerazione per le decisioni importanti. Poi ci sono anche cose come gli avanzamenti di carriera, etc. Per finire, un consiglio ai datori di lavoro: se volete mantenere i vostri dipendenti, chiedetegli cosa vogliono: sarete sorpresi di scoprire quante di queste cose sono a costo zero. Io sono d’accordo con l’articolo, anzi per me vale particolarmente il criterio che l’ambiente di lavoro deve essere quanto più gradevole possibile… i soldi sono in secondo piano (anche se sotto una soglia minima non riuscirei a vivere). E per voi? Valgono questi criteri? Buona lettura! http://humanresources.about.com/od/rewardrecognition/a/needs_work.htm

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22 Oct

Se il futuro del Paese fosse legato ad Internet

Ogni volta che accendo la televisione sentiamo sempre di fabbriche che chiudono, posti di lavoro che si perdono, proteste, scioperi e manifestazioni. “Il lavoro, il lavoro!” Gridano i manifestanti, GIUSTAMENTE, ma ciò che chiedono ormai appartiene a un’altra epoca.

Il futuro dell’Italia non è nelle automobili. Un settore che richiede continui aiuti statali, in un momento storico in cui una auto costa decisamente troppo, disfarsi della vecchia costa altrettanto e soprattutto chiunque ha già un’auto, non capisco come si possa continuare a riporre tanta fiducia in questo settore. Andava bene 30-40 anni fa, in una Italia post bellica che produceva il bene del futuro. E ora?

15 Oct

24 ore di insegnamento a settimana può essere considerato troppo?

Qualche tempo fa il ministro Profumo, in un’ottica di spending review, ha proposto che le ore di insegnamento dei docenti passassero da 18 a 24 (è già così per le elementari) a parità di stipendio, tuttavia aumentando di 15 giorni le ferie (in pratica quei 15 giorni in cui la scuola è chiusa e gli insegnanti vanno a prendersi il caffè e a leggere il giornale).

03 Sep

Social Week #1

Con questa serie di Post voglio condividere, ogni settimana, le notizie più fiche della rete. In genere sono cose che ricondivido a mia volta sui social network. 

  • Quanti alieni ci sono nell’universo? - un po’ di calcoli matematici per capire se davvero potremmo trovarci davanti a una popolazione aliena che è capace di inventare la radio e di trasmetterci un segnale di vita… Molta fantascienza e qualche fanta-mah
  • Think twice before accepting a job counteroffer (in inglese) – se un datore di lavoro vi fa una contro proposta, è perché pensa a quanto può essere costoso sostituirvi. E ricorderà per sempre che avete provato a cambiare lavoro. Insomma, non risolverà i problemi per cui volevate andare via, né migliorerà il vostro rapporto.
04 Apr

StartUp o Azienda “Normale” ?

Ho qualche amico che lavora in una StartUp, nello specifico Mangatar. Per chi non lo sapesse, una startup è una società che cerca di realizzare un’idea completamente innovativa e con un alto rischio di insuccesso. Il succo è che, se non c’è un modello di business dietro da subito, la startup lavora per molto tempo senza guadagnare nulla, ergo senza stipendio, finché non fanno il “botto” (vengono acquistati da qualcuno di grosso) o più semplicemente l’idea ingrana e diventa capace di autosostenersi.

07 Feb

Non sarò sfigato per soli 11 mesi

Alla notizia che se arrivi a 28 anni e non sei laureato sei “per legge” uno sfigato, ho subito pensato: che culo! Io mi laureo a breve, ma ho appena compiuto i 27 anni di età. Quindi per circa 11 mesi, non sono uno sfigato statale. E vai!

Cosa ne è stato della mia carriera universitaria? Ogni studente ha la sua storia, e io voglio raccontarvi la mia.

Quando mi sono iscritto all’università avevo appena terminato il liceo scientifico (era il 2003) e avevo studiato latino, filosofia, letteratura italiana e tante altre cazzate. Ho studiato anche matematica e fisica, con ambigui risultati (sapevo risolvere il famoso “compito di matematica”, manco fosse il cubo di rubik.. ma in classe mia eravamo in 4 saperlo fare. Su 27).

27 Nov

Help! Presto sarò “inoccupato”

L'importante è non finire così

Ebbene, ci ho messo quei 2000-3000 giorni di studio, però sto per concludere il mio percorso di  studi. Dopo la prima laurea triennale in Informatica, sta arrivando il momento di completare anche la laurea specialistica. Cosa mi ha lasciato? Non molto, anzi i concetti appresi sono stati piuttosto teorici (ma qui – non posso negarlo – ci ho messo lo zampino scegliendo esami più semplici e meno pratici).

30 Oct

Parliamo un pò di lavoro

Sono stato in Inghilterra una decina di giorni per accompagnare una scuola superiore in gita. Siccome loro dovevano andare in college per 6 ore al giorno, nel tempo libero io spedivo curriculum in inglese alle aziende trovate su linkedIn e lavoravo un pò alla tesi.
Due parole sulla tesi: permetterà di aiutare gli studenti videolesi a studiare uno strumento musicale. Dopo mesi a cercare le tecnologie adatte, ora sto finalmente programmando.
Tornando all’esperienza di Londra, due parole le devo dire. Pensavo che uno studente neolaureato avesse qualche chance in più di inserirsi, o almeno di essere chiamato per un colloquio. La semplice richiesta “junior programmer” era impossibile per me: cercavano programmatori di tecnologie mobili, o 3d, o specializzati in linguaggi mai sentiti, e in ogni caso non era mai prevista una forma di formazione prima di iniziare a lavorare. Se ti assumono é perché già sai le cose che servono e quindi dovrai impararle da te.
Io non le sapevo, queste benedette cose richieste, per due motivi: il primo é che la mia formazione universitaria é molto enterprise (si ragiona sempre in ottica di grandi aziende quando, in università, si parla di informatica) (e giustamente mi chiedo dove sono queste grandi aziende nell’area di Salerno!) e poi, perché non mi sono mai messo con un libro in mano a studiarmi qualcosa così, solo per lo sfizio di realizzare un progettino per me. (E qui sono stato sciagurato io).
Così, mentre per il mercato italiano (fermo al giurassico) io vado più che bene, nel mercato inglese ero vecchio, o inesperto, o inadeguato. Rimpiango molto di non aver assecondato tutti i miei desideri di studiare android, iOS, ma anche linguaggi esoterici tipo mapReduce, o framework come Hybernate.
Se da un lato il mio desiderio é quello di lavorare a qualcosa di innovativo, di creare una tecnologia o semplicemente progettare una buona killer-app, dall’altra dovrò scontrarmi con il mercato degli smanettoni che senza aver studiato “troppo” sanno tutto quello che serve, solo per passione. Che faccio, mi rassegno?

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