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12 Jul

Day Zero with MacBook Air

Dopo 5 anni di ubuntu Linux (e soprattutto di Dell xps m1330) e qualche stipendio in tasca decido di fare un finanziamento per comprare un nuovo PC. Anzi, in verità compro un bel MacBook Air versione 256 Gb.

Su Linux avevo ormai trovato la mia dimensione, con tutti i miei strumenti preferiti che facevano esattamente quel che volevo. In particolare avevo impostato un bellissimo backup orario su hard disk esterno tramite il tool back in time,  avevo settato a puntino i miei strumenti di sviluppo (sono pur sempre un piccolo programmatore), ho configurato cose tipo la stampante senza fili che, se non avete mai avuto Linux, non potete capire quanto possa essere difficile.

Così compro questo bel Mac e lo accendo. Dimenticavo di dirvi che ho scelto l’Air perché é portatile e leggero davvero, mentre altri computer sono impossibili da portare in giro senza avvertire il peso alla schiena. Accendo il Mac e faccio tutti i vari primi passaggi, la password, la foto, etc. E devo dire che graficamente mi colpisce molto.

Ma andiamo alle cose pratiche. Ho questo disco da 500 Gb di dati formattato con ext4, l’ultimo file System di Linux. Appena lo inserisco il Mac si lamenta: impossibile leggere dal disco, formattarlo? We non facciamo scherzi!, così inizio a cercare una soluzione. I cosiddetti filesystem in userspace (FUSE) non funzionano, c’é da smanettare e compilare, insomma una palla pazzesca e tra l’altro non ho idea di dove trovare un compilatore per Mac (ho letto che dovrei registrarmi come developer presso la Apple..
).
Alla fine torno alle vecchie maniere: creo una macchina virtuale con il fido Virtualbox (ma chi ha detto che Parallels é gratuito?!), ci installo ubuntu e creo una cartella condivisa tra Mac e Ubuntu. Per qualche oretta il mio Mac ha la faccia che vedete nella foto. Che bella! Quasi quasi lo lascio così.

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Una volta trovato il modo di leggere il disco da virtualbox, devo risolvere anche il problema dei permessi di scrittura nella mia cartella mac personale. Che dire, non so come ma ho fatto anche questo. Ho copiato i dati (i primi 60 Gb) e ho iniziato a installare tutti i software che mi servivano.

Qui sono iniziati altri problemi, anzi posso dire di essere riuscito a far accendere la ventola del Mac (in molti mi hanno detto che non si accende mai!) e a far bloccare il finder (ho dovuto riavviare!). Alla faccia della stabilità… si vede che l’utente comune é veramente lontano da me… e meno male! Non sopporterei di essere troppo “comune”.

Nei prossimi giorni devo copiare i restanti 240 Gb di foto e video da qualche parte e qualcosa mi inventerò;
mentre termino quest’articolo mi chiedo: possibile che ogni programma per Mac pesi almeno 30 – 40 mega? Firefox pesa 70 mega? Picasa 40 mega? Mah!

In uno dei prossimi articoli vi farò sapere come fare un vero backup incrementale che mostri i file in chiaro (in pratica, un backup che si può leggere anche da PC Windows e Linux). Avrete capito che per me Time Machine é uno strumento scarso e poco adatto alle esigenze di chiunque, ma se gli altri lo vogliono usare, che lo facciano.

Ciao!

08 Jul

Creative D200, come ho fatto a vivere senza bassi fin’ora?

Da quando il vecchio sistema 5+1 che avevo vicino al pc di casa mi ha lasciato (il sub fece una fumata nera e … ora diffonde mute note di mestizia), ho contemporaneamente deciso di spostare il pc di casa in camera delle mie sorelle e di avere un notebook come pc principale. Risultato? Io che ho ascoltato decine e decine di dischi, d’un tratto non provavo più piacere nell’ascoltare musica.

Poi è arrivato il D200 della Creative. E’ arrivato un quarto d’ora fa, ma ho subito gettato “a mare” le vecchie casse cinesi che avevo prima e mi sto godendo un po’ di musica come non l’ascoltavo da un pezzo.

Di seguito vedrete un breve video dimostrativo dell’apparato. Perdonate la qualità, il telefonino che sta filmando è un Blackberry Storm2 e l’autore ha una mano impegnata a reggerlo :)

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01 Jul

iPhone di sinistra e iPhone di destra

Se quando siete nati  avete impugnato la prima penna, dato i primi calci al pallone, usato le forbici con la punta arrotondata con il lato SINISTRO del vostro corpo, beh siete mancini :) . In particolare io sono un mancino totale perché non sono mai stato corretto e faccio tutto con la sinistra, tranne suonare la chitarra (perchè essendo pigro non ho mai girato le corde – e questo è stato uno svantaggio per me).

Volete sapere com’è vivere in in mondo di destri? Beh, a scuola è fastidioso che si macchiano le mani perché con la sinistra si passa sull’inchiostro mentre scrivi. Anche le forbici sono un dramma, ergonomiche per i destri ma scomode per i mancini. Poi ci sono i coltelli che hanno la filettatura solo a destra ed è impossibile sbucciare la frutta. E il calzoncino scout che ha la tasca di dietro solo a destra. Per brevità finisco qui ma l’elenco è infinito..

Ebbene, mi era già capitato un telefonino che per i mancini risultava scomodo. Sto parlando del Nokia E75 che aveva l’apertura scorrevole. Il display ruota solo a sinistra e la tastiera fisica si trova a destra, impossibile da usare con una mano.

Ma l’iPhone? Non me l’aspettavo proprio. In pratica, se usi l’iphone con la sinistra copri l’antenna. E le chiamate si interrompono. Che figura! C’è un mancino su 3 nel mondo.. Il brutto è che non è facilmente risolvibile: bisogna proprio riprogettare il telefono e ri-produrlo! Io non potrò mai comprare l’iphone: 500 euro risparmiati :)

18 Apr

mugugno Blackberry

Blackberry Storm2 9520
Image by liewcf via Flickr

Qualche post fa ho scritto di avere un nuovo telefonino tra le mani e non sapevo se sarebbe stata una cosa provvisoria; oggi mi sembra abbastanza definitivo (non penso lo cambierò).

Entrare nel mondo BlackBerry, dopo tanto Nokia, vuol dire passare da una filosofia ad un’altra. La prima è una filosofia incentrata su un’interfaccia standard da almeno cinque buoni anni, che ha sancito il successo dei modelli con sistema operativo Symbian. Poi è arrivato l’iPhone e sono stati problemi per tutti; ognuno a cercare soluzioni “touch” da proporre ai propri clienti (che ora non  scrivono più messaggi).

Il mio vecchio Nokia E75 è deceduto in una notte piena d’acqua, tornando a casa con il motorino, e né il giubbino né i jeans hanno potuto fare niente: ero totalmente inzuppato.

Contemporaneamente mio padre aveva preso, per l’ufficio, un telefonino che da 15 giorni cercava un possessore. “Tornalo indietro”, gli avevo detto, “costa troppo e non ci serve”. “Può sempre servire, non si sa mai” rispose lui e infatti da quel giorno è diventato mio.

Il modello che ho tra le mani è il BlackBerry Storm2 9520. Dal mio punto di vista è un gioiellino tecnologico e per certi versi gareggia con l’iPhone in quanto a funzionalità (l’usabilità c’è, qualcosa è macchinoso.. il tema di default invece fa schifo secondo me).

E’ un po’ grandicello, difficile da tenere e da usare con una sola mano; questo credo sia il problema di tutti i dispositivi touch.

Ma proprio perchè è grande, ha un bel display enorme che permette di fare le cose senza dover essere precisini. Il display non è solo touch, perchè se appoggiamo il dito allo schermo le icone vengono “selezionate”; per attivarle, bisogna letteralmente cliccare sullo schermo. Si ha così un bel feedback tattile di cosa s’è premuto e cosa no.

Inutile dire che la tastiera QWERTY estesa è una gran comodità, mentre la tastiera SureType è stata una piacevole scoperta: ormai digito solo con quella, mi trovo benissimo. Per le cose complesse, resta la “classica” tastiera multi-pressione.

Alcune sciccherìe riscontrate: quando il telefono viene inserito nella custodia si “blocca”, ossia non è più cliccabile e per sbloccarlo bisogna premere il tasto dell’accensione. Com’è possibile tutto ciò? Credo a causa di un chip nel foderino che blocca il cellulare quando questo si trova nel raggio d’azione (infatti il fodero lo blocca anche se solo lo appoggio sopra). Della tastiera multipressione ho già parlato; il browser web è il migliore mai provato, va davvero benissimo ed è anche veloce.

Ma andiamo alle note dolenti. Il 9520 è pensato per la connettività e probabilmente è un telefono così “high end” che io non dovrei proprio possederlo. Ma siccome l’alternativa è tra avercelo e buttarlo, scelgo la prima. Sapete cosa hanno in comune tutti i Blackberry, ossia il motivo per cui sono diventati famosi?

I BlackBerry sono saliti alla ribalta perchè 6-7 anni fa proposero un nuovo modo di intendere la posta elettronica; in pratica erano gli unici telefonini a gestire la posta in modalità “Push” (ossia, quando ricevi un messaggio sulla tua casella di posta, questo viene reindirizzato verso il tuo palmare BlackBerry).

Se si è incalliti utilizzatori della posta, per lavoro o per altro, dovrete avere un abbonamento dati ed è qui che mi cade la RIM (azienda che produce questo telefonino). L’azienda fornisce, come partner commerciale di quasi tutti gli operatori telefonici del mondo, questo servizio di email-pushing detto “Blackberry Internet Service” (BIS). Il telefono si connette attraverso questo punto d’accesso e resta sempre connesso per effettuare tutte le operazioni; la cosa ha un senso se si è dei manager di grandi aziende, e ha un senso anche per un operatore telefonico visto che il servizio lo fa pagare (12 € wind, 12 € tim, 9 € vodafone; prezzo mensile per tutt’e tre). Bella spesa per chi non è un top manager come me.

Ok, ma il mio vecchio telefonino (sempre il solito Nokia E75) permetteva di scaricare la posta senza passare per questi servizi a pagamento: usavi il traffico wap, o semplicemente il punto d’accesso internet del proprio operatore, pagando qualcosa a tempo o a consumo; soluzione accettabile per chi non lo usa quasi mai. Oppure permetteva di scaricare la posta dalla rete WiFi di casa, o dell’università – e visto che io ho la wireless in quasi tutti i posti che frequento, è un bel vantaggio! Dov’è finita questa possibilità? Nel Blackberry non c’è. Con la wireless puoi navigare con l’ottimo browser web, puoi accedere a internet con le applicazioni scaricabili dall’App Store (Google Sync, Nimbuzz, o l’applicazione per gestire questo blog) – ma a causa di un fastidioso bug presente sul palmare, dopo una mezz’oretta la connessione wireless salta e si è costretti a togliere e rimettere la batteria ogni volta -.- In attesa che risolvano  questo problema.

“Ma tu hai comprato un Blackberry, dovevi sapere che era così” – Io _non_ potevo immaginare che fosse così costoso complicato il mondo blackberry e soprattuto mi aspettavo che da un telefono di 500 €, un semplice client di posta non fosse presente senza passare per questo benedetto BIS. Ce l’aveva il Nokia E75, ma anche l’N71 e il glorioso 6630;  nulla di avanzato, ma sotto wifi o peggio sotto rete dell’operatore permetteva di scaricare la posta e di leggerla, quando ce n’era bisogno.

Possibile che il BB manchi di questa funzionalità così semplice? In linea assolutamente teorica, navigare sotto la rete dell’operatore telefonico e non sotto BIS non è una cosa immediata, visto che bisogna “sconfigurare” un intero telefonino progettato e impacchettato per il BIS.

Ora mi trovo con un telefono da 400 e rotti €, e accedo alla posta di Gmail dal browser web del telefonino (l’unica cosa che funziona senza bug sotto rete wireless).

Che cosa farò ora? Analizzando il mio traffico telefonico ho scoperto di aver speso tantissimo in ricariche, e c’erano degli abbonamenti che mi convenivano  (dimezzando le spese). Alcune di queste prevedono il BIS gratis per un anno, poi si vedrà; nel frattempo devo solo decidere se passare ad un abbonamento in pianta stabile, uno di quelli con 200 minuti verso tutti al mese, 200 messaggi verso tutti al mese, minuti illimitati verso un certo numero e anche qualcosa di traffico internet (che non userò mai visto che attiverò il servizio BIS, che ripeto è assolutamente slegato dai piani tariffari).

Se vivete di posta elettronica e in generale di internet, il Blackberry è il telefonino che fa per voi; immagino che se avete problemi a configurarlo ci sarà qualcuno al customer care che vi aiuterà a farlo (con quello che pagate!). Per me, che sono uno studente, lo trovo spropositato ma visto che l’ho avuto gratis e che c’è questa tariffa conveniente, mi sà che ne approfitterò per un pò.

Ah, rimpiango anche le gratuite Nokia Maps.. :(

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13 Aug

l’iPhone non fa quello che vuoi tu

Dopo averne parlato male in altri articoli, non mi aspettavo che _davvero_ una funzionalità del genere fosse presente. E invece si.

L’hacker Jonathan Zdziarski ha recentemente scoperto un comportamento inatteso dell’iPhone: si tratta di un controllo che permette di “spegnere” eventuali applicazioni che non stanno bene ad Apple.

Nel dettaglio, il controllo funziona così. Se nella cartella /var/root/Library/Caches/locationd/ è presente un file appositamente confezionato che contiene il nome di un programma che tu stai eseguendo, questo programma verra spento e non potrà più essere eseguito. La lista viene scaricata continuamente dall’indirizzo iphone-services.apple.com, e la funzionalità è nascosta all’utente. Giusto per chiarire che cosa può fare e non può fare tale controllo, ecco a voi una lista tradotta dal sito di Zdziarski:

  • Falso: L’iPhone spia il proprieatrio, riportando applicazioni illegali ad apple
  • Falso: il controllo è stato usato per bannare NetShare, I am Rich, e Phone Saber
  • Falso: il controllo può cancellare applicazioni dall’iPhone
  • Falso: il  la posizione GPS viene controllata da Apple
  • Confermato? il controllo dell’iPhone  ucciderà ogni applicazione che Apple vuole.

Questa lista era necessaria perchè i giornalisti, facendo rimbalzare la notizia da un’agenzia ad un’altra, hanno continuamente modificato la lista delle cose che poteva fare questo controllo.

Particolarmente interessante il caso dell’applicazione “I am Rich”, che costava sull’apple store 999$ e non faceva null’altro che mostrare ai possessori un diamante d’oro sul desktop del telefonino: l’Apple ha cancellato il programma, che chiaramente era una burla dello sviluppatore, ma che ora se la vede brutta con gli avvocati della Apple.Chiaramente, il controllo non è stato usato per spegnere questo programma, semmai la Apple ha semplicemente eliminato il programma dal negozio on line.

Tornando al problema del controllo, ci tengo a precisare che quello scoperto fin’ora non sono solo complotti dell’hacker, ma è stato anche parzialmente confermato da Steve Jobs in persona, quando dice:

Mr. Jobs confirmed such a capability exists, but argued that Apple needs it in case it inadvertently allows a malicious program — one that stole users’ personal data, for example — to be distributed to iPhones through the App Store. “Hopefully we never have to pull that lever, but we would be irresponsible not to have a lever like that to pull,” he says.

Jobs conferma che una tale capacità esiste, ma motiva dicendo che la Apple ne ha bisogno nel caso permette inavvertitamente ad un programma malizioso — uno che ruba i dati personali dell’utente, per esempio — di essere distribuito agli iPhone attraverso l’App Store. “Speriamo che non ci sia mai bisogno di tirare quella leva, ma sarebbe irresponsabile non avere una leva come quella da tirare”, afferma.

Tradotto in soldoni, a questa “leva” (come la chiamano loro) possiamo dare un paio di spiegazioni. E’ una leva per proteggere gli utOnti dell’iPhone, che scaricano programmi che poi si rivelano virus? Oppure è semplicemente parte di una strategia commerciale della Apple, volta a non permettere di far girare programmi che non passano per l’App Store? Io propendo più per la seconda. Che poi, incidentalmente, verrà usata anche per la prima possibilità, il fatto stesso che la seconda possibilità esista, la dice lunga.

E’ come se lo stato desse una pistola ad ogni padrone di casa: questo può usarla per sparare in aria ed intimorire i possibili ladri, oppure per sparare contro i testimoni di Geova: gli stanno antipatici, li fa fuori. La linea di confine tra ciò che è lecito e ciò che è possibile va scomparendo.

Queste cose, in qualche modo, me le aspetto da qualsiasi programma closed source, ossia a codice sorgente chiuso, come i prodotti microsoft e via di seguito. Ma adesso si apre un altro problema, che vorrei analizzare insieme a voi: Sono io il vero padrone del mio iPhone?

Io voglio riprendere le stesse identiche posizioni di Zdziarski, quando afferma che “il vero problema con tutto questo è che toglie al proprietario il requisito di agire responsabilmente, nella maniera di come usano il loro dispositivo elettronico. La mia personale visione su questo è che è l’equivalente politico di un governo totalitario, sostituendo la responsabilità personale con un controllo centrale. Io raccomando fortemente di disabilitare il meccanismo [...]“.

Non è un po’ la stessa cosa dei limitatori di velocità sulle automobili?

16 Jul

Ancora obiezioni contro Apple

Macchianera in questo suo articolo  dice cose molto intelligenti sull’iPhone. E su Apple. E su tutte le società che sono tutte cattive, non si salva nessuno.

Specialmente alla sua (auto) domanda sul presunto “successo” dell’iPhone:

è la stessa cosa che dite di Windows rispetto al MacOS: è peggio, ma lo compra più gente.

Ma se non dovesse bastare,

tenetevi forte – Steve Jobs non è in missione per conto di Dio.

P.s. voglio svelarvi il finale: alla fine se lo comprerà. Dice che vuole provarlo.

13 Jul

Troppa isteria per l’iFon.

iFon

Mi è giunta questa mail da un lettore inventato che vuole restare anonimo:

Da qualche giorno è uscito l’iFon e tutti ne parlano. Strano. L’ho comprato anche io. Per soli 600 € mi hanno dato il bellissmo Phon che vedete in figura, guardate che stile curato, e che bella mela morsicata azzurra che fa pendant con il beije (qualcuno direbbe che col beije ci sta bene tutto, no?!). Il vero problema è l’iShampoo. purtroppo ha un costo molto elevato e tutti i principali negozi dicono che il prezzo è imposto dall’alto e non possono farci niente. Cioè, io tengo l’iPhon ma non posso farmi l’iShampoo, quindi non posso sfruttarlo per come è stato creato!

E pensare che sono calvo!

l’iPhone non è tanto diverso

Passiamo al vero motivo per cui stiamo parlando dell’iPhone. Da qualche giorno, come avrete saputo, c’è stato il lancio mondiale del gioiellino. Ne hanno parlato tutti, anche troppo, e hanno discusso anche di quanta acqua consuma. Il problema “italiano” è che l’iPhone è un telefonino che sta sempre collegato a internet, e in Italia non esistono tariffe per avere il telefono sempre connesso. Per questo gli utenti sono in rivolta e vorrebbero tariffe più basse. Aspè. C’è qualcosa che non torna.

Molte famiglie italiane si lamentano che non riescono ad arrivare alla 4a settimana. Li capisco, anch’io. Quindi non penso che spenderò soldi in apparecchietti di 199 €, che mi costa 30 € al mese senza chiamate – versione base.

Eppure ieri abbiamo visto quanti soldi la Apple è riuscita a pagare a giornali, telegiornali e siti web per far parlare di se anche su spazi NON pubblicitari. Sono rimasto indignato vedendo un servizio di 3 minuti di pura pubblicità sull’iPhone. Ma come si può?

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