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Posts Tagged ‘informatica’
31 Jan

SCRUM e le metodologie agili

Da ormai 9 mesi sto praticando SCRUM, una metodologia agile di sviluppo software. Posso dire di conoscere due soli modelli di sviluppo, ossia waterfall (studiato all’Università) e SCRUM, appunto, conosciuto presso il mio primo lavoro.

SCRUM prevede che il team, di circa 7-9 persone, venga guidato da uno SCRUM Master (altro non é che una persona che risolve gli impedimenti al team e che assicuri la corretta esecuzione dei momenti previsti da SCRUM stesso) e un product owner (colui che conosce il prodotto, che insomma fornisce i requisiti al team di sviluppo e si assicura che il team abbia ben compreso il requisito).

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19 Oct

3 mesi di MacBook AIR

Ho ricevuto per email questa domanda:

Ciao,

sono capitato per caso sul tuo blog ed ho visto che parlavi del Mac Air. Se ti posso disturbare un secondo, da programmatore e linuxaro quale mi pare di capire sei, ti volevo chiedere se il Mac Air vale la spesa o no. Mi serve un pc leggero da portare in giro e che possa usare per fare tutto. Tu sei contento della spesa sostenuta o secondo te è meglio rivolgersi ad altri ultrabook ?

ciao
Fabio

29 Apr

Essere single è … Soluzione Dominante :)

La “teoria dei giochi” è una disciplina economico/informatico/matematica che ha a che fare con l’ottimizzazione di soluzioni considerando anche le scelte che faranno gli altri; per esempio, scegliere di fare una strada da A a B può essere conveniente rispetto ad altre strade, ma se tutti scelgono questa strada allora si crea traffico, e allora conviene prenderne altre.

Si dice “soluzione dominante” una soluzione per cui, qualsiasi cosa faranno gli “avversari” del “gioco”, a noi conviene sempre e comunque essere single.

30 Oct

Parliamo un pò di lavoro

Sono stato in Inghilterra una decina di giorni per accompagnare una scuola superiore in gita. Siccome loro dovevano andare in college per 6 ore al giorno, nel tempo libero io spedivo curriculum in inglese alle aziende trovate su linkedIn e lavoravo un pò alla tesi.
Due parole sulla tesi: permetterà di aiutare gli studenti videolesi a studiare uno strumento musicale. Dopo mesi a cercare le tecnologie adatte, ora sto finalmente programmando.
Tornando all’esperienza di Londra, due parole le devo dire. Pensavo che uno studente neolaureato avesse qualche chance in più di inserirsi, o almeno di essere chiamato per un colloquio. La semplice richiesta “junior programmer” era impossibile per me: cercavano programmatori di tecnologie mobili, o 3d, o specializzati in linguaggi mai sentiti, e in ogni caso non era mai prevista una forma di formazione prima di iniziare a lavorare. Se ti assumono é perché già sai le cose che servono e quindi dovrai impararle da te.
Io non le sapevo, queste benedette cose richieste, per due motivi: il primo é che la mia formazione universitaria é molto enterprise (si ragiona sempre in ottica di grandi aziende quando, in università, si parla di informatica) (e giustamente mi chiedo dove sono queste grandi aziende nell’area di Salerno!) e poi, perché non mi sono mai messo con un libro in mano a studiarmi qualcosa così, solo per lo sfizio di realizzare un progettino per me. (E qui sono stato sciagurato io).
Così, mentre per il mercato italiano (fermo al giurassico) io vado più che bene, nel mercato inglese ero vecchio, o inesperto, o inadeguato. Rimpiango molto di non aver assecondato tutti i miei desideri di studiare android, iOS, ma anche linguaggi esoterici tipo mapReduce, o framework come Hybernate.
Se da un lato il mio desiderio é quello di lavorare a qualcosa di innovativo, di creare una tecnologia o semplicemente progettare una buona killer-app, dall’altra dovrò scontrarmi con il mercato degli smanettoni che senza aver studiato “troppo” sanno tutto quello che serve, solo per passione. Che faccio, mi rassegno?

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28 Jun

Il mio primo colloquio di lavoro


La laurea inesorabilmente si avvicina, anche se mancano ancora 2-3 step fondamentali; ora che, per la prima volta nella mia vita, non so cosa accadrà una volta fuori dall’università, è bene impegnare il tempo facendo un po’ di colloqui di lavoro.

La prima occasione me l’ha offerta l’università con il placement day, un giorno in cui i neo laureati e i laureandi incontrano le aziende più in voga della zona, con la possibilità di lasciare un curriculum e di sostenere un piccolo colloquio. Ho parlato con 2-3 aziende, ho spiegato le mie tesi di laurea e il mio percorso scolastico, e tutte mi hanno dato i loro consigli.

02 Jul

come sentirsi manager per tre mesi

Philippine Rabbit buses (fleet Nos 299, 475, 8...
Image by express000 via Flickr

L’università di Salerrno propone un corso per gli studenti iscritti alla laurea triennale in informatica chiamato Ingegneria del Software, durante il quale si simula l’azienda e si è a tutti gli effetti “informatici” che lavorano per un project manager, ossia uno studente della laurea specialistica; scopo dell’esame, produrre un sistema di medie dimensioni con le metodologie che “dovrebbero” essere usate nelle aziende IT. Io ho sostenuto quell’esame e ne ho un ricordo bellissimo; lavorammo al MAMS, un sistema che gestiva un ambulatorio privato con medici, ricette, visite, pazienti, etc.

27 Oct

Il salvatore della (vaticana) patria

Sono un paio di giorni che mi torna in mente un sogno che facevo tanti anni fa, quasi subito dopo aver iniziato l’università (dunque verso il primo-secondo anno).

In quel periodo di grande fermento culturale (dopo 5 anni di botta al liceo, scoprivo di non essere niente male ad informatica e stavo conoscendo tanti nuovi amici) entrai in amicizia con alcune persone che suonavano basso e batteria, io  suonavo la chitarra, e un’amica che cantava. Decidemmo di andare a fare una prova “conoscitiva” a casa del batterista, che tra l’altro studiava il violino, ma questa è un’altra storia.

01 Apr

Il Vero Programmatore

Un grazie a MisterG che me l’ha fatta leggere: if(user.isProgrammatore()) grandiRisate() else return -1.

Quando il Vero Programmatore si ferma a fare benzina a un distributore IP, si meraviglia di non poterlo usare come server DHCP.

Il Vero Programmatore quando va a letto esclama sleep (0×7080).

Il Vero Programmatore sa che il caso non esiste: è solo uno pseudo-caso precomputato.

Il Vero Programmatore non si fida delle mappe di Libero: se deve spostarsi da una città all’altra, applica l’algoritmo di Dijkstra.

Il Vero Programmatore puo’ condividere un appartamento su eMule.

26 Nov

La patente europea: a che serve (e a chi)

Da quando insegno la Patente Europea del computer (ECDL per gli addetti ai lavori) per mantenermi un po’ gli sfizi, mi accorgo che c’è molta gente a cui proprio “preme” l’avere questo titolo all’interno del curriculum. Ma a che serve? cosa certifica? Vediamo di scoprirlo insieme, con qualche riflessione sul campo.

Innanzitutto, chi prende la patente europea non diventa programmatore, laureato in informatica, tecnico hardware, o esperto in scaldabagni ad aria compressa: con la patente europea viene attestato l’uso del computer e di alcuni applicativi COME UTENTE, ossia come persona che sa utilizzare il computer per risolvere i propri problemi nella vita di tutti i giorni.

19 Sep

sinceramente

ma io credo che manco volevo farla informatica, che manco volevo aprirmelo sto blog, che manco volevo continuare a studiare!

vediamo quant’è la soglia di sopportazione a una cosa che non vuoi fare. Ci si rivede il 23 per l’inizio dei corsi.