Quasi Amici – Quando Balotelli diventa badante

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Di questo film posso dirvi che è bello, che affronta la disabilità in modo molto ironico, che ti fa pensare alla vita vissuta su una carrozzina. Ah, ha anche un lieto fine, cosa che non si vedeva da tempo sul grande schermo.

Il protagonista tetraplegico del film è schifosamente ricco, ha infatti una Maserati e non la può neanche guidare.. Ma non è il solito riccone antipatico, anzi è molto raffinato.

L’altro protagonista, il Balotel-Badante, è un ragazzaccio di periferia che non ha niente da perdere (è appena uscito di prigione per furti minori) e accetta la scommessa di occuparsi del riccone.

Il film racconta la disabilità in maniera troppo superficiale secondo me, anche se è un ottimo inizio per coloro che non si sono mai neanche posti il problema. Parlare di tutte le sofferenze che soffrono i disabili avrebbe appesantito il film, e infatti questo film lo fa solo marginalmente (“il giusto”).

L’altro ragazzo invece è simpaticissimo, anche se a tratti è così invadente (e scostumato) che ti viene da mandarlo gentilmente a quel paese. Il paragone con Balotelli nasce per via del caratterino mostrato durante il film: ci mancava poco che invitasse  il riccone a farsi un giro a Scampia, o che andassero a visitare un carcere femminile (per dirne 2, ma la lista è molto lunga…). Da riconoscergli un’umanità e una sensibilità fuori dal comune, così come è altrettanto fuori dal comune il ruolo che gli è stato cucito addosso.

Tutto sommato il film è ottimo per una serata in famiglia, per affrontare un tema complesso magari con ragazzi adolescenti o giovani, o semplicemente per guardarsi qualcosa di meglio rispetto ai soliti reality. Peccato che, per un tetraplegico ricco, ve ne siano almeno un paio di milioni che non se la passano tanto bene …

Link a una descrizione un po’ migliore della mia: Quasi Amici – Intouchables su MyMovies

Film Cult per tutti

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ho comprato un hard disk da 1 Tera e, oltre a usarlo per il backup (che paura di perdere tutto, da quando mio padre ha perso il pc!), sto scaricando qualche film. Allora ho detto: vediamo in giro su internet se qualcuno ha stilato una classifica dei film cult. Bene, quella che mi sembra rispondere meglio alle mie esigenze la troviamo qui.

Il primo film che non ho visto di questa serie, iniziando dagli anni 90, è “il grande lebowski“. L’ho visto ieri sera. E’ veramente bellissimo! Mi ha fatto ridere in diverse occasioni, e anche se racconta una storia incredibile lo fa con sano realismo e cinismo. Ve lo consiglio. Internet è piena di trame e di spoiler, quindi se cercate un po’ le trovate, io al massimo posso dirvi le mie impressioni da ignorante.
Giusto per dirne una, ho trovato questa storia molto simile a quelle di Bukowski (autore di LIBRI), se non proprio ispirate alla sua vita, e anche a “Chiedi alla Polvere”, di John Fante, sempre per quanto riguarda lo stile di vita.

Dylan Dog: il film

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Qualche sera fa io e la mia ragazza siamo andati a vedere il film di uno dei personaggi che mi ha turbato la giovinezza: l’uomo del quinto senso e mezzo, l’uomo del giuda ballerino, l’uomo che costruisce il galeone e che indaga sugli incubi della gente.
Il fumetto conserva un fascino fantastico, infatti i disegni sono realizzati da artisti di fama internazionale e lasciano molto spazio all’immaginazione. È proprio questa la chiave di volta di tutta la serie: la capacità che ha il lettore di vivere la storia in modo personale e autentico.
Il film contiene una serie di storpiature al personaggio che lo rendono diversi da quello del fumetto: non c’è groucho, l’assistente ; non siamo a Londra ma a New Orleans, non c’è l’ ispettore Block.
Per il resto, la trama del film è carina e non sto qui a raccontarvela. Ma vi sono due-tre cosette che proprio non mi sono piaciute: il volume eccessivamente alto dell’audio, e i mostri realizzati con le maschere di carnevale (in piena epoca 3d).
Insomma, per gli amanti del genere e se avete una fidanzata da abbracciare per tutto il film, questo è un  buon film. Ma se cercate il vero Dylan, non c’è scampo: bisogna tornare al caro fumetto mensile.

la (sua) storia italiana

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pubblico questo video che mi ha mostrato un mio amico, fatto veramente bene. Dei 2.4o minuti, 1.40 1 minuto è fatto da titoli di coda: “succede così quando ci sono soldi in ballo” dice lui.

che ne dite?

Amistad – Steven Spielberg

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Qualche sera fa non avevo voglia di dormire e mi sono lasciato andare guardando un film su Rete4. Parlava di schiavitù, insomma dovrebbe essere stato il vero antefatto prima della guerra di indipendenza.

Ciò che mi ha sorpreso è che su RETE 4 passavano questo film molto incentrato sull’indipendenza dei tribunali dal potere politico. Vi spiego brevissimamente la trama: un gruppo di schiavi viene rapito in sierra leone da una nave portoghese e trasportato a cuba, dove vengono ricomprati e trasportati negli stati uniti. Mentre stanno viaggiando, gli schiavi intendono che saranno uccisi quindi si ribellano ed ammazzano l’equipaggio. Catturati dall’esercito americano, devono essere processati e sembra che non ci sia speranza. Da qui nasce il film storico/legale che mi ha appassionato: se si riusciva a dimostrare che gli schiavi erano africani (e non cubani), questi non potevano essere fatti schiavi e di conseguenza erano liberi. Inutile dirvi che tutti si mettono contro a una dimostrazione tanto ovvia, a cominciare dalla regina di Spagna (allora infante di 11 anni), che asseriva “sono sorpresa dall’inefficienza dei vostri tribunali, che non eseguono gli ordini che un capo dovrebbe imporgli”, fino al presidente degli Stati Uniti, che vuole scongiurare la guerra civile – che poi ci sarà.

Un po’ di storia? La guerra civile americana è nata perchè gli Stati del Sud utilizzavano gli schiavi per le loro piantagioni, mentre il nord aveva ricusato lo schiavismo. Dunque una volta stabilito che gli schiavi erano tutti “irregolari con il foglio di via”, dove veniva trovata la forza lavoro? Questo e altri dubbi in una puntata che non so se scriverò.

Per adesso non so se consigliarvi di vedere questo film: a me m’ha appassionato, ma è lungo e forse un po’ troppo americanizzato (noi siamo i buoni, il resto del mondo vive ancora sotto tortura). Insomma non è facile da vedere. E RETE4 FACEVA UNA PUBBLICITÀ OGNI 10 MINUTI!!!!

Edward mani di forbice

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Oggi Italia 1 ha voluto colmare una mia lacuna adolescenziale, ossia il fatto di non aver mai visto Edward mani di forbice. Finalmente, col senno della maggiore età, ho colmato questo gap e sono riuscito anche io a farmi incantare dalla fiaba più decadente che potesse essere mai scritta.

Nelle case tutte uguali ci ho visto il buonismo di facciata che ostentiamo gloriosi.

Nelle mani di Edward ci ho visto l’incapacità di comunicare con i gesti. E non è roba da poco: senza mani siamo muti.

Nelle sue splendide creazioni vedo Jhonny Freak.

Nelle reazioni del popolo vedo la paura del diverso (che è il tema del film).

E voi che ne pensate?