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28 Apr

ANSA: un DDL del centrodestra per permettere la comunione ai divorziati risposati

Riporto dall’ANSA:

ROMA – “Basta con i privilegi all’interno della Chiesa, noi vogliamo difendere la tradizione e loro devono difendere noi”. E’ quanto dichiarato dall’onorevole Gufazzi, PDL, firmatario del decreto legge per permettere ai divorziati risposati di poter ricevere la comunione in Chiesa.

“La Chiesa vieta la comunione a coloro che sono in peccato mortale o in peccato grave manifesto (Codice canonico 933), come ad esempio i coniugi divorziati e risposati in seconde nozze. Noi del PDL riteniamo che questa discriminazione “in iure” sia anacronistica, perchè stabilita in tempi in cui il divorzio non era concesso, e comunque non più applicata da parecchi preti che comunque danno la comunione a tutti. Noi del PDL vogliamo la comunione libera, per tutti”.

Il PD annuncia battaglia: “questo decreto legge sembra la solita trovata ad personam”. I leader rilanciano, “piuttosto che pensare ai problemi della Chiesa, pensiamo ai problemi degli italiani che non riescono ad arrivare a fine mese”.

Italia dei Valori, con Di Pietro, attacca che “questo è la prima legge ad personam che favorisce tanti italiani che si trovano nella stessa condizione del Premier. Certo, secondo me non possiamo entrare nelle questioni del Vaticano, però sarei tentato addirittura di appoggiare questo decreto.”

“date a Cesare quel che è di Cesare”

Il Vaticano in questo momento resta silenzioso in attesa di trovare una linea comune sulla vicenda. Certo è che la Chiesa gode di piena autonomia in fatti ecclesiastici, ma se una norma vaticana invade un decreto statale, in base ai patti Lateranensi, si applica il codice civile Italiano.

Il PDL risponde alle critiche con Bocchino: “la Sinistra e il Vaticano remano contro il Governo. Noi siamo l’unico partito veramente democratico d’Italia”.

Non ci siete cascati, vero? Però me l’aspetto una cosa del genere per spostare l’attenzione mediatica dai fatti di questi giorni (il fraticidio Berlusca-Fini).L ‘importante è che non si parli di politica.