Al Cern si fa sul serio! scoppiettanti esplosioni di atomi fotografano il Big Bang

Aside

Premesso che la Fisica per me non è una materia scientifica ma una religione :)

Premesso (2) che … purtroppo di fisica ne capisco a livello “dummies” dato che alla fine mi sono specializzato in informatica :(  ….

Ebbene con tutte queste premesse, ogni volta che accade qualcosa nello spazio infinitamente grande o infinitamente piccolo io ne sono affascinato. Di più: estasiato. E questa volta entriamo nel campo dell’infinitamente piccolo, visto che al Cern di Ginevra stanno succedendo “cos e pazz”. Nessun Buco Nero, per fortuna, come i catastrofisti di qualche tempo fa ripetevano in un delirio apocalittico; però stiamo comunque andando a finire in un campo inesplorato. Wow.

Per dirlo in parole povere, Tutti sappiamo come sono fatti gli atomi (questo ce lo insegnano alle scuole medie): protoni, neutroni e elettroni che ronzano intorno. Si diceva che questo trittico fosse indivisibile, e invece non è così perchè facendo scontrare gli atomi uno contro l’altro si sono formate nuove particelle.

impatto tra particelle

Prima di andare a vedere cosa s’è formato, vorrei far notare una cosa: molto spesso, cose intangibili come la luce, o la “forza”, per i fisici sono particelle. Non che lo siano davvero, o meglio nessuno fin’ora ha visto una particella del genere, ma “se fossero particelle” i modelli matematici costruiti nel corso del tempo hanno un senso, altrimenti bisognerebbe sviluppare un’altra teoria per spiegare tutti questi fenomeni e questi esperimenti.

Infatti il metodo scientifico va avanti in questo modo: a) formulo un’ipotesi (Es. “una banana nello spazio si sbuccia da sola”); b) creo un esperimento per verificare la mia affermazione (e quindi costruisco un razzo che, arrivato ad una certa altezza, spari fuori la banana ma la tenga sotto controllo, filmandola e inviando i dati a Terra); c) verifico se la mia ipotesi è corretta, e se non lo è abbiamo comunque scoperto (e verificato) una cosa nuova dell’universo.

Purtroppo quando si lavora nel campo dell’infinitamente piccolo non si possono fare esperimenti in cui si “vedono” le particelle. Essendo così piccole, bisogna costruire degli acceleratori di particelle grandi chilometri, e sperare che i milioni di sensori distribuiti lungo i tubi facciano il loro lavoro (ossia, spedire i dati al computer centrale che deve elaborarli). Se così non fosse, come fare a capire che sta andando tutto bene? Poi si prendono questi dati, e con complessi modelli matematici si cerca di dare una spiegazione a quanto si è visto.

il Cern visto dall'alto, con i suoi acceleratori di particelleAl CERN hanno costruito l’acceleratore di particelle più grande del mondo e, probabilmente, neanche gli scienziati che l’hanno costruito sanno cosa possono aspettarsi. Si lavora sempre partendo da un’ipotesi, sperando che le cose vadano come previsto, ma  purtroppo questa è l’eccezione e non la regola: l’infinitamente piccolo è così complesso che non risponde alle nostre teorie. In fondo stiamo indagando in questo campo da neanche 100 anni, e prima gli esperimenti si facevano mettendo a serio rischio la propria vita (gli scopritori dei raggi X presero diversi tumori per le esposizioni, alcuni si fecero anche amputare le braccia!).

Ecco, negli ultimi esperimenti si sono fatti scontrare due protoni e ciò che è uscito fuori sono particelle sconosciute che “forse” fotografano i primi istanti del Big Bang: siccome nessuno sa com’è andata l’inizio dell’universo, il Big Bang stesso è solo un’ipotesi, ma “se fosse vera” gli scienziati pensano che in un primo momento fosse pieno di Quark (particelle che compongono protoni, neutroni ed elettroni) e Gluoni (particelle che rappresentano la forza, ossia ciò che tiene insieme i Quark e che non li fa mai rimanere soli in natura, ma sempre accoppiati con altri).

Il mondo della fisica microscopica e quello della fisica astronomica si intrecciano spesse volte e, facendo scoperte qui sulla Terra, un giorno si arriverà anche a viaggiare nello spazio; considerando la sete di conoscenza e la voglia di esplorare ciò che è sconosciuto degli uomini (non tutti, questo è certo, ma una buona parte si :-) ), questo tipo di ricerche dovrebbero essere incentivate maggiormente dai nostri governi, magari anche in uno sforzo comune in nome del bene del pianeta o di tutti gli esseri umani, piuttosto che passare il tempo a giocare alla guerra.

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Casomai vi siete scordati che dobbiamo scomparire

Aside

Ecco il video simulato della nostra morte.

L’Australia dovrebbe scomparire per ultima, un quarto d’ora dopo.

E dai, non fate così, avete rotto le scatole con la fine del mondo e ora che ci credo… è passata la moda?!

E ora scusate, ma sto vedendo altri video su youtube, tra cui “o zappatore” di mario merola..

LHC di Ginevra e buchi neri: noi non siamo Dio…

Aside

quindi non possiamo nemmeno distruggerci, secondo me.

In questo interessante articolo, trovato sul sole 24 ore, si parla di un esperimento che verrà fatto al Cern di Ginevra nel loro accelleratore, l’ LHC. Chi si ricorda del mio articolo su Maiani, quando già parlai del casino con la Carlucci? Sotto Maiani fu costruito l’LHC, che è chiamato in causa adesso.

Certo, stiamo parlando di cose che solo gli scienziati possono sapere. In pratica faranno camminare per 30 km quasi, ad una velocità prossima a quella della luce e a una temperatura prossima allo zero assoluto, due protoni. Ci si aspetta che facendole scontrare si possa riprodurre quello che c’era ai tempi del big bang.

Ma è arrivato il rompiscatole di turno dicendo che rischiamo di creare tanti piccoli buchi neri, che se gli gira, si accumulano e inghiottiscono tutto il creato.

Migliaia di scienziati a pubblicare che no, non potrebbe succedere, ma in Germania tutti hanno paura. Di chi dobbiamo fidarci?

Beh… fate pace con tutti quelli che conoscete prima di settembre! Meglio non avere nemici nell’aldilà :D

nello spazio
siderale
c’è un enorme
buco nero
non ti ci puoi avvicinare, non ti ci puoi
perchè quello
si mangia tutto
è un problema
allucinanteeeee
ma l’umanità non è mai stata informata

(Elio e le storie tese, buco nero)

la Prof. Carlucci e il valletto Maiani

Aside

Sono appena tornato da Roma, ho fatto due giorni pazzi senza tregua, incontrando una vecchia amicizia che s’è trasferita lì per studio. Non voglio parlarvi del viaggio, quanto piuttosto di quello che ho appena aperto nel mio nuovo indicizzatore di feed: il disgraziatissimo articolo di Gabriella Carlucci sul professore Maiani.

Servirebbe ordine, quindi dovrei linkarvi gli 8000 siti che ho letto dalle 11.30 fino ad adesso. Ma ne farò un breve sunto qui, giusto per esporre i fatti. Proseguo in ordine cronologico per chiarezza, anche se quando ci sono bolle mediatiche di questo tipo, in genere si va al contrario – dal più recente al passato antico. E non si capisce nulla. Pronti?

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