In questi giorni sono tornato da un breve weekend sulla neve a Pescocostanzo, piccolissimo paesino a 4 km da Roccaraso. Che bello! Arroccato a 1400 metri d’altezza, Pescocostanzo conserva ancora i suoi edifici a cavallo del 1400 e del 1600, e girare per le viuzze é stato come trovarsi d’incanto nel passato. Di giorno siamo andati a sciare (Aremogna, principalmente) e abbiamo potuto constatare quanto fosse costoso ma divertente. Sto ancora imparando, anche le piste blu mi fanno paura! Una nota stonata: a Roccaraso, di domenica, arrivano quegli autobus pieni di napoletani che sembrano orde di zulù all’assalto della cittadina di monaci… Per fortuna è gente che non sa sciare, quindi si ferma al paese e non visita nient’altro. Un consiglio: Albergo dell’oca, a Pescocostanzo,ci ha ospitati divinamente. Nei ristoranti chiedete i piatti tipici, non ve ne pentirete. Una promessa: tornare a Pescocostanzo anche d’estate, per dimostrare a certi amici che la montagna è uno spasso sempre…
Quest’articolo è stato sponsorizzato, tuttavia mantengo il la mia libertà di opinione.
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Siete amanti della birra? Io si. Una volta alla settimana, infatti, mi ritaglio un piccolo spazio tutto per me (e i miei amici) per andare al pub e mangiare qualche bel panino, magari accompagnato da una buona birrozza.
Una delle birre che non manca mai è la birra Forst, conosciutissima e (non lo sapevo) italianissima, infatti viene prodotta in Alto Adige da un secolo e mezzo!
E’ possibile visitare il cratere del Vesuvio, il bellissimo vulcano che domina il golfo di Napoli. Il Vesuvio è un vulcano anomalo, nonostante sia un vulcano attivo di tipo esplosivo ed in fase di quiete, presenta meno segni visibili rispetto ad altri vulcani dello stesso tipo, ossia è praticamente impossibile distinguerlo da una montagna senza gli strumenti tecnologici moderni.
Sicuramente quei poveri Pompeiani nel 79 d.C. non sospettavano nulla, anzi vedere Pompei dalla cima del vulcano fa capire quanto possano arrivare lontano distruzione, cenere e lapilli.
Per arrivare al Vesuvio conviene uscire a Torre del Greco (NA) sull’autostrada A3, poi si troveranno delle semplicissime indicazioni stradali. A circa 1000 mt d’altezza c’è un parcheggio con un paio di bar e qualche bancarella, pagato il biglietto di 8€ si arriva sul cratere in 20 minuti circa. In un’ora si fa il giro con la guida (inclusa nel prezzo) che spiega interessanti dettagli, tipo il famigerato “tappo” che blocca l’intestino del nostro amato
Per concludere il paesaggio è brullo, le rocce sono rosse e senza vita, e c’è tanta polvere… Ma chi avesse la curiosità di vedere un gigante (molto irascibile) che dorme, è una gita obbligata. Anzi, mi chiedo come abbia fatto io ad arrivare a 27 anni senza vederlo ancora. Ma quante cose belle abbiamo in questa martoriata regione?
Cosa ne è stato della mia carriera universitaria? Ogni studente ha la sua storia, e io voglio raccontarvi la mia.
Quando mi sono iscritto all’università avevo appena terminato il liceo scientifico (era il 2003) e avevo studiato latino, filosofia, letteratura italiana e tante altre cazzate. Ho studiato anche matematica e fisica, con ambigui risultati (sapevo risolvere il famoso “compito di matematica”, manco fosse il cubo di rubik.. ma in classe mia eravamo in 4 saperlo fare. Su 27).
Per tutta la mia infanzia sono andato ogni estate a Monte Faito, frazione di Vico Equense: stiamo parlando di un posto bellissimo in mezzo alla costiera amalfitana, a 1200 metri d’altezza, con un panorama mozzafiato e una natura incontaminata.
Quando ero piccolo mio padre organizzava dei corsi di inglese con ritorno madrelingua, in pratica erano vere e proprie vacanze studio di 1-2 settimane per ragazzi. Siccome mio padre era l’organizzatore, io restavo lì anche un mese, e posso dire che l’inglese che so l’ho imparato lì (avendo partecipato a questi campi dai 2 ai 14 anni).
La laurea inesorabilmente si avvicina, anche se mancano ancora 2-3 step fondamentali; ora che, per la prima volta nella mia vita, non so cosa accadrà una volta fuori dall’università, è bene impegnare il tempo facendo un po’ di colloqui di lavoro.
La prima occasione me l’ha offerta l’università con il placement day, un giorno in cui i neo laureati e i laureandi incontrano le aziende più in voga della zona, con la possibilità di lasciare un curriculum e di sostenere un piccolo colloquio. Ho parlato con 2-3 aziende, ho spiegato le mie tesi di laurea e il mio percorso scolastico, e tutte mi hanno dato i loro consigli.
Quest’estate non si può dire che non mi sono mosso affatto: sono stato in ben 4 posti in un mese Certo non stiamo parlando di 4 capitali europee, ma è stato un bell’andirivieni e me lo racconto per poterlo ricordare un giorno.
Sono stato a Giffoni Valle Piana per il campo scout: non credevo che i Picentini potessero essere così belli. Sono montagne bellissime, come tutte le montagne del resto, e con tanti sentieri (almeno dalla mappa così sembra). Il fatto è che sono così vicine e noi non le calcoliamo neanche.
“Esperienza unica!” E’ stato questo il malinconico ritornello che affollava i 29 posti del bus che dall’aereoporto di Orio al Serio ha riportato a Brescia lo scorso 3 giugno giovani studenti e non, della sede bresciana dell’Università Cattolica. Tra i fortunati c’ero anch’io: campano di nascita ma bresciano di “universitaria adozione”.
Il leitmotiv di questo fantastico “viaggio-ricerca”, che, oltre ai numerosi gadget, spezie e pashmine acquistate nel Suk di Gerusalemme, ha portato alla luce soprattutto quell’io troppe volte perso nella realtà per lasciar spazio ad una frettolosa razionalità quotidiana.
Una tappa, quella della Terra Santa, per certi versi attesa da tutti, dove le aspettative che documentari, foto e i mille racconti di sempre hanno lasciato presto spazio ad una realtà tanto difficile quanto affascinante.
Questo articolo è stato sponsorizzato ma mantengo la mia libertà di espressione.
Vi ricordate di Renault Very Good Trip? la Renault ha promosso per quest’estate un gioco/reality, in cui dei team di due persone per ogni nazione partecipante devono viaggiare per l’Europa, soddisfare delle prove, divertirsi, incontrare persone, fare sacrifici umani, tutto a bordo di una fiammante renault. Ovviamente, chi vince si tiene la macchina.. Senza contare l’esperienza di un mese di vacanza pagato!
La costiera amalfitana è uno dei posti più belli del mondo.
Non lo è sicuramente perchè c’è il mare; quante altre parti del mondo ce l’hanno?
Sono le montagne a fare la vera differenza; uno spettacolo unico di maestosità – con la roccia nuda che si scaglia a picco sull’acqua.
Abitando a 20 minuti dal primo paesino della costiera, Vietri Sul Mare, penso spesso che la costiera inizi e finisca lì. Invece questa prosegue per una sessantina di chilometri, e si srotola lungo una delle coste più impervie del mondo: curve strettissime che passano per paesini tradizionali, fieri delle loro origini.
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