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Archive for the ‘politica & sociale’ Category
11 Apr

La riapertura delle case chiuse

Se ne fa un gran parlare, e un mio amico che lavora presso il consiglio regionale della Lombardia mi ha oggi informato di quanto si stesse votando poche ore fa.

Recentemente anche Grillo ha incontrato una prostituta a Pompei e le ha detto che “il movimento è aperto a una soluzione al problema della prostituzione”, magari pensando a forme innovative di regolamentazione.

Innanzitutto diciamo che se la domanda genera l’offerta, e tutti gli italiani fossero come me, il problema prostituzione non esisterebbe. Se invece è l’offerta a generare la domanda, come credo sia nel caso degli elettori leghisti, allora bisogna almeno pensare a qualcosa per superare lo “sfruttamento”.

Anche il PD ha avanzato una proposta di regolamentazione “fiscale” della prostituzione, ma se le lavoratrici devono pagare le tasse, hanno almeno diritto a un luogo di lavoro? (Per non parlare di sicurezza sul lavoro etc).

Ecco dunque la mia riflessione. La prostituzione esiste e non si può nasconderla. Solo il fatto che tutti ne parlano fa capire quanto il problema sia sentito. Chi semplicemente vuole prostituirsi, qualunque sia il suo motivo, potrebbe volerlo fare da un momento all’altro. Ciò che invece mi spaventa è colei che si prostituisce e NON vorrebbe farlo, come ad esempio i minori o le persone sfruttate da bande criminali.

Un’eventuale soluzione di questo problema non risolverà di colpo la povertà, il disagio sociale o il degrado. Ma, come per le droghe leggere, un’ efficace azione statale può almeno provare a diminuire i traffici criminali.

Voi come la pensate?

11 Mar

le quote rosa e l’occasione mancata

Noi italiani abbiamo un problema con ciò che non riusciamo a “conquistare”: piuttosto che risolvere il problema in maniera culturale, inventiamo (o proviamo a inventare) la legge che-non-salva-nè-capra-nè-cavoli.

Posso citare tre esempi, come il divieto di wifi gratis per motivi di sicurezza, che mostrava quanto fosse ignorante il legislatore in materia; il decreto sulle start-up, scritto volutamente con il trattino in mezzo (!), che dovrebbe favorire le imprese innovative senza chiedersi di cosa avessero davvero bisogno (quanto è importante aprire una s.r.l. semplificata, se poi in fase di startup hai tante tasse da pagare?); e il terzo problema dell’italia è venuto fuori di recente, con Renzi, l’Italicum e le quote rosa.

Per gli analfabeti, “quote rosa” vuol dire assicurare per legge un’alternanza uomo-donna in ogni lista elettorale. L’idea c’è pure, e io non avrei nulla in contrario, ma mai come in questo caso ho visto che tutte le parlamentari, di ogni schieramento politico, chiedevano questo emendamento a gran voce. A chi, poi? Agli uomini dei loro partiti? Mi è sembrato un atto di sottomissione, altro che richiesta democratica.

E adesso avrebbero dovuto fare il colpaccio, le nostre care donne. Avrebbero dovuto fondare un partito per le donne. Avrebbero dovuto far cadere il governo, ora, e formare una nuova forza politica che avrebbe lottato per i diritti di parità (perchè io la parità non la vedo ancora). Andati alle urne, avrebbero sicuramente preso non il 50% della popolazione italiana, quello non capita da un certo ventennio del ’900, ma un ingombrante 30% non glie lo avrebbe tolto nessuno.

Questa sarebbe stata una vera rivoluzione culturale. Un partito pro-donne che chiaramente non è aperto o formato da sole donne, ma che prende tutte le decisioni in quell’ottica. Una forza politica con cui tutti sarebbero dovuti scendere a patti. Certo, bisogna scongiurare l’arrivo di una figura come la Mamma di Futurama… in Italia è facile ottenere l’effetto contrario di tutto, basta una norma, che ce vo?

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07 Feb

Sondaggi si, Sondaggi no, Sondaggi PRRR

Questa volta quelli dell’AGCOM hanno dimostrato di essere proprio ignoranti in materia di app, internet, e pure telefoni costosi.

La vicenda riassumendo è questa: l’SWG (istituto di rilevazioni statistiche, specializzato in sondaggi elettorali) ha pubblicato una app per poter visualizzare i sondaggi anche negli ultimi 15 giorni prima del voto. Pubblicare sondaggi, in questi 15 giorni, è ILLEGALE in Italia (e qui già si apre una grande questione), ma nonostante tutto la AGCOM (ente garante per le comunicazioni) aveva dato parere favorevole alla commercializzazione dell’app su Android e iPhone (chissà che avranno pensato? “si ma tanto chi se li incula per 9,99€” ?) .

A questo punto SWG ha iniziato a pubblicizzare l’app, e quelli di AGCOM _probabilmente_ hanno aperto il market del loro costosissimo telefono aziendale e trovato la app in questione prima in classifica. Orrore! “Il padrone ci frusterà sulla schiena” deve aver tuonato il titolare della ditta, fatto stà che manco 2 giorni dopo ecco a voi il divieto a vendere l’app.

Lungi da me acquistare l’app e commettere un’illecito, ma non vi sembra che questi di AGCOM non hanno capito un cazzo dall’inizio? E non parlo della sola app, parlo proprio di come funziona sto mondo fatto di telefonini, internet, gente che spende i soldi per sapere i sondaggi, etc.. Ah dimenticavo questa gente la paghiamo noi.

01 Feb

Campagna elettorale profonda zero

Davvero ci aspettiamo che da queste elezioni arriverà la salvezza? Davvero pensiamo che chiunque venga, ovviamente se non è Berlusca, governerà meglio di lui? Io penso proprio di no. Lo si vede da questa campagna elettorale in cui NESSUNO parla di programmi. Si parla solo di cosa ha detto quello, cosa ha fatto questo, polemiche su polemiche ma fondamentalmente nessuno propone un cazzo di niente.

E quindi andremo a votare ma sarà come andare a tifare per una squadra di calcio. Se la destra avesse fatto una proposta decente che mi avrebbe affascinato, e concreta (non il solito meno tasse per tutti), li avrei potuto almeno ascoltare. A sinistra potevano giocarsi la carta che per 20 anni i danni non li avevano fatto loro, ma dalla loro parte, tolte le primarie (in cui si è parlato un po’ di politica), ad oggi sono un mucchio di idioti che replicano alle affermazioni di Berlusconi.

Insomma, cosa speriamo di ottenere? Cosa ci aspettiamo dalla prossima legislatura? Perchè nessuno parla dei programmi, forse perchè non ce li hanno? Vergognosamente devo ammettere che per quanto mi stia informando, tra giornali e radio, non c’è proprio nulla da informarsi.

Quando incontriamo un politico per strada chiediamogli cosa ha intenzione di fare. E poi guardiamolo negli occhi mentre prende tempo e cerca di cambiare argomento.

18 Nov

E’ ora di dire basta alle manifestazioni degli studenti

l’argomento della settimana è: le manifestazioni studentesche.

Avevo 14 anni quando ho conosciuto per la prima volta la “manifestazione”. nel mio piccolo liceo di provincia, il B.Rescigno di Roccapiemonte, si discuteva dei tagli alla scuola pubblica ad opera dell’allora ministro Moratti (pensate, c’era già Berlusconi!!). E’ ovvio che nessuno dei miei compagni di classe sapesse chi fosse la Moratti, perchè mai avesse tagliato i soldi e per quale motivo, visto che a noi interessava solo darci l’appuntamento alla stazione a Salerno (non c’erano neanche i telefonini, o forse c’erano, ma non c’erano i soldi per chiarmarci) e quindi saltare un giorno di scuola.

Circa metà classe raggiunse con i propri mezzi Salerno, si andò a protestare e a cantare i famosi cori che ormai tutti cantano, facendo tutto quel baccano “inutile” che, secondo noi, ci avrebbe restituito la speranza in un mondo migliore (ma data la nostra giovane età, non sapevamo manco quale fosse il mondo peggiore che ci aspettava).

Il problema è che commettevamo due sbagli. Il primo, di facciata, è che pensavamo che partecipando alla manifestazione qualcuno ci avrebbe ascoltato. Il secondo, invece, è che della manifestazione non ce ne fotteva un cazzo, a noi interessava evitare l’interrogazione!

Se ripenso a tutte le manifestazioni a cui ho partecipato, e tutte le volte che in un attimo di lucidità mi sono chiesto “ma … perchè stiamo manifestando?” puntualmente mi arrivava la risposta “ma che t n fott??? l’importante è che non si entra!” e in effetti quel motivo bastava e avanzava.

Per questo, nel corso degli anni ho partecipato a tutte le manifestazioni inutili che si sono svolte, da quelle contro la gelmini a quelle pro-legalità, passando per quelle anti-prodi fino a quelle contro il bilancio.

E mentre noi scioperavamo, manifestavamo, occupavamo, i politici beatamente non se ne fottevano un cazzo.

Di questi giorni abbiamo in tv le immagini delle manifestazioni studentesche moderne, non sono cambiate affatto rispetto a quando andavo io a scuola, c’erano i soliti coglioni che dovevano distruggere tutto  (che bello avere gli ormoni a mille), i carabinieri in assetto antisommossa, e i politici che commentavano il solito mantra: la violenza non è lo strumento per vincere le battaglie … e i giornalisti annacquavano i contenuti (c’erano? ci sono?) con immagini di macchine in fiamme, molotov, pietre, manganellate. Chi stava a casa urlava (e urla ancora): ma vedi sti cazzo di studenti, non potevano andare a scuola piuttosto che fare questo casino?

Dunque non solo chi manifestava non sapeva per cosa lo faceva, ma chi guardava al corteo non capiva il messaggio (semplice, non c’era), e chi guardava la tv vedeva solo sassi, pietre, urla, sangue.

Ma manifestare è giusto?

Si, se lo fai quando davvero c’è un vero motivo. Tuttavia la protesta dovrebbe essere intelligente, capita da tutti, elaborata per bene, e fatta in maniera tale da ottenere davvero qualcosa. Inutile protestare contro questo o contro quello: i politici se ne fregano. Gli studenti sono lontani dalla politica, e viceversa.

Bisognerebbe manifestare in modi più originali, basta con questi fischietti, basta con questi filoni, basta con questi cartelloni con slogan allettanti ma altrettanto vuoti. Basta anche con queste bare (quelle dei morti!) che sanciscono, di volta in volta, la morte del servizio sanitario, poi la morte della scuola pubblica, poi la morte dei tifosi della squadra avversaria, etc.

Un esempio di protesta intelligente? Tutte le proteste che costringono davvero i politici ad ascoltare le vostre (nostre) posizioni dovrebbero ricercare il dialogo, accompagnate da un vero atto pubblico non trascurabile. Se volete protestare perchè pensate che anche studiando non avrete più futuro, potreste chiedere a tutti i vostri genitori (visto che siete minorenni) di presentare, FORMALMENTE, la richiesta per lasciare la scuola e iniziare a cercare un lavoro. Quando chi ci governa si accorge che le scuole, lo stesso giorno, ricevono 3.000.000 (milioni!) di richieste di lasciare la scuola pubblica, saranno OBBLIGATI a capire cosa sta succedendo. I giornali e le tv non la farebbero passare liscia. Le immagini delle scuole vuote, con le lavagne ancora scritte, farebbero il giro del mondo. E i politici si chiederanno che cavolo sta succedendo, mentre fuori al palazzo non vedranno nessuna manifestazione di ragazzini-lancia-bottiglie.

E’ un esempio, eh! io come sindacalista sono sempre stato una schiappa, anzi le parole “mobilitazione” e “ideale” messe insieme mi fanno lo stesso effetto di una canzone pop, anche se nuova suona già vecchia.

La vera protesta

la vera protesta sarebbe smettere di protestare, per un 10 anni almeno. La vera protesta sarebbe quella di mettersi a studiare davvero e a portare dei risultati a casa, e dall’alto dei vostri voti (migliorati grazie allo studio matto e disperatissimo) poter dire ai vostri politici: fammi vedere la tua pagella del liceo, fammi vedere il tuo libretto universitario. Fammi vedere se ti meriti quello che un giorno sarà il mio posto, perchè io ho studiato e lo merito, perchè sono capace.

La vera protesta sarà quando, dopo 10 anni senza proteste, all’improvviso gli studenti scenderanno di nuovo in piazza. Forse ne sentiranno davvero il bisogno. ma per essere vera dovrebbe accadere il 15 agosto, oppure il 30 giugno, o anche il 10 luglio, insomma protestare in estate, a scuole chiuse. Ci vogliono davvero le palle per farlo. Ah, già, dimenticavo: vuoi mettere quant’è salva-pagella saltare l’ora di latino?

12 Nov

“I meridionali? Sono biologicamente inferiori”, i danni di Lombroso

Vi segnalo questo articolo su Il brigante Giuseppe Villella e l’iniziativa politica del sindaco del suo paese Natale. Villella sarebbe stato condannato per brigantaggio, e tale psichiatra “Lombroso” ne studiò il cranio affinché si trovasse una spiegazione all’inferiorità del sud. Manco a dirlo, Lombroso pensò di averla trovata, e teneva il teschio del Nostro sulla scrivania come fermacarte, come simbolo di vittoria. Ma la comunità scientifica lo derise amaramente, anche se in Italia si continuava a ritenere che il sud fosse “geneticamente inferiore”. Ora in Calabria rivogliono le sue spoglie, e fanno bene. Viva i briganti!

22 Oct

Se il futuro del Paese fosse legato ad Internet

Ogni volta che accendo la televisione sentiamo sempre di fabbriche che chiudono, posti di lavoro che si perdono, proteste, scioperi e manifestazioni. “Il lavoro, il lavoro!” Gridano i manifestanti, GIUSTAMENTE, ma ciò che chiedono ormai appartiene a un’altra epoca.

Il futuro dell’Italia non è nelle automobili. Un settore che richiede continui aiuti statali, in un momento storico in cui una auto costa decisamente troppo, disfarsi della vecchia costa altrettanto e soprattutto chiunque ha già un’auto, non capisco come si possa continuare a riporre tanta fiducia in questo settore. Andava bene 30-40 anni fa, in una Italia post bellica che produceva il bene del futuro. E ora?

La maggiore economia del mondo basa tutto il suo successo sull’altissima tecnologia. Le 4 maggiori compagnie americane, conosciute in tutto il mondo, sono Apple, IBM, Google e Microsoft. Senza i loro servizi probabilmente ora staremmo ancora vivendo di zappe e cavolfiori.

Le aziende americane nascono da subito come multinazionali, e se anche prima offrivano servizi legati all’hardware, oggi sono tutte orientate verso il Web. Internet (frase fatta) ti permette di vendere i tuoi servizi a tutto il mondo, già dal Giorno Zero della messa online… questo l’hanno capito bene tutti quelli che si sono inventati le “nuove professioni”, e paradossalmente non l’hanno capito i nostri padri (sfortuna vuole che ci governino loro).

Ora, noi abbiamo questo enorme gap tecnico con gli Stati Uniti e anzi da soli non potremmo mai competere con loro. Le tasse e la burocrazia schiaccerebbero ogni idea brillante, e poi vuoi metterti contro il vero limite dell’Italia? Ma voi lo sapete qual è il vero limite ? Internet mobile fa schifo! Se io dovessi fare un’app che basa tutto il suo business sull’idea che l’utente è sempre connesso, mi ritroverei a combattere col fatto che in alcune zone d’Italia non c’è manco la rete GSM! Con un segnale che casca non appena entriamo in un edificio. Che soldi voglio ricavarci da una linea così?

Dunque se vogliamo provare a seguire la strada tracciata dai grandi player del mercato, dobbiamo un pò scrollarci di dosso l’idea che lo stato deve aiutare le aziende perchè l’unico aiuto utile è di migliorare le infrastrutture, abbassare le tasse e metterci in condizione di essere competitivi COL MONDO INTERO. You can’t think local anymore.

E ora via per una nuova settimana di lavoro!

11 Sep

Social Week #2

Eccoci ancora una volta con i link della settimana che ho condiviso sui social network. Per sapere cosa leggo anche quando non siete miei amici, e per aiutare google a riconoscere il contenuto di qualità. Contribuiamo a migliorare i motori di ricerca ;)

  • Incidente Choc a Cava De’ Tirreni: auto resta incastrata a mezz’aria (Guarda le Foto)Iniziamo con una notizia locale, ossia la foto di questo spettacolare incidente a Cava De’ Tirreni. Tragedia sfiorata! Immagino la paura di chi se l’è vista piombare davanti. Per fortuna nessun ferito.
  • Gli uffici di Google (foto) - Lavorare per Google è il sogno di ogni informatico. Se guardate queste foto vi renderete subito conto di quanto spassoso deve essere: un luogo in cui ognuno può ritagliarsi lo spazio che gli serve, può discutere delle soluzioni migliori, “sembra” senza l’ansia di fare presto. “Leggermente” diverso dal mio posto di lavoro … anzi da tutti i posti di lavoro d’Italia ;)
  • Soppressione dei treni regionali in CampaniaE’ notizia di qualche giorno fa che ad Avellino non passeranno più treni regionali. Una stazione vuota abbandonata a se stessa. Insieme al fallimento della CSTP, vincono solo le compagnie petrolifere. Proprio ora che prendere i mezzi iniziava a convenire davvero.
  • Aspettare a fare l’amore fa bene all’amoreSiete d’accordo con questa notizia? In pratica, le coppie che fanno all’amorrr nei primi giorni di conoscenza, avranno una vita sentimentale più difficile e ingarbugliata di chi invece aspetta. E’ una cosa che effettivamente mi aspettavo di sentire sui grandi numeri. Comunque, resta il fatto che fare l’amore non dovrebbe essere solo una ricerca spassionata del piacere fine a se stesso (scappatelle & co.) ma dev’essere finalizzata al completamento di una coppia che si ama. Gli scienziati dicono: aspettate almeno un mese, anche se consigliano sei mesi. Io dico che per togliersi di torno ogni dubbio, aspettatene 2, ma se proprio avete un grande controllo di voi stessi, tenete il partner a stecchetto per un anno! Se resta con voi è vero amore ;)
  • 15 cose che non sapevi sugli elefantiCose che se passano alla tv cambi subito canale, mentre su internet valgono quei due click. Bellissime foto e tanti fatti simpatici per apprezzare maggiormente questi simpatici animali domestici.
  • Chi ha paura di Matteo Renzi - Quest’articolo ha creato un bel dibattito su facebook tra grillini e non. Alla fine tutti a dire che Renzi è un fascista e quindi non va votato. Io invece lo vedo come una spinta di miglioramento a un partito che non è il mio, ma che comunque apprezzo. Per me Renzi può rappresentare un cambiamento, nel suo piccolo. E sono d’accordissimo con tutte le analisi dell’autore.
  • E se mancasse un anno all’Apocalisse?I classici sondaggi di cui è prevedibile il risultato. Se tra un anno sapeste che per la Terra non c’è più scampo, cosa fareste? Ebbene, le donne se la passerebbero a magnà, gli uomini a chiavà. Le prime senza l’incubo della linea (tanto, chi ti deve guardare più nel nulla eterno?) e i secondi perchè prenderebbe il sopravvento l’altro cervello. In effetti questo è un discorso che faccio spesso con i miei amici. E voi, se sapeste che nel giro di 1 anno tutto finirà, che fate?
  • Scoperta “ufficiale” di esplosivo nelle Torri Gemelle: vecchia bufala made in Iran - ho uno stuolo di amici che crede a tutti i complotti possibili. Spesso credono a un complotto che ne sconfessa un’altro, e non si rendono conto dello shock celebrale avvenuto nella loro testa. Bene, questo articolo prova a dipanare una delle bufale di un sedicente sito “agenziastampaitalia.it”, che ha sede in Iran (!). Non siate creduloni! Vi farete solo prendere in giro da gente come me. E mentre voi prendete in giro me bullandovi, io prenderò in giro voi facendovi credere le migliori panzane possibili.

E ora iniziamo a lavurà! Buona giornata

02 Jun

i bambini, diamine, i bambini!!!

Questo articolo è stato sponsorizzato da Buzzparadise. Resto comunque libero di esprimere le mie opinioni.

Il presidente Monti: Non è tenerissimo? :-)

 

 

Ricordate la vostra infanzia?

Da bambino frequentavo una scuola elementare “privata”, gestita dalle suore. Ricordo che mi divertivo tantissimo… Mangiavamo lì, poi dopo pranzo c’era la ricreazione (campetto di calcio, pallavolo, giochi vari con i compagni di classe…), e per finire pochissimi compiti dato che in genere restavamo a scuola fino alle 4.

I miei genitori si sono impegnati per offrirmi il meglio di ciò che avevano (eravamo e siamo una famiglia medio-borghese qualunque), ossia istruzione, educazione e amore.

Ricordo le passeggiate in montagna con la mia famiglia, i giochi nel parco, i giri in bicicletta con i primi amici…

Purtroppo quando si è bambini si è anche indifesi alle cattiverie e ai comportamenti sbagliati dei “grandi”, quindi immagino che non sia andata così bene a tutti.

I problemi del mondo dell’infanzia sono pochi ma di rilievo: tolti i problemi familiari, perchè purtroppo c’è gente squilibrata che si improvvisa nel ruolo di genitori, la maggior parte dei problemi sono di tipo sociale. Mi spiego: Il bambino che è costretto a passare tanto tempo a  casa da solo perchè la madre, sola, è costretta a lavorare per farlo mangiare, non potrà dire di vivere un’infanzia gioiosa. Il bambino che dovrà scegliere di lavorare, vista la situazione economica familiare, non potrà certo ricordare momenti di gioco che non ha vissuto. Ecco, questi sono i problemi della nostra società!

E come si curano i problemi sociali? In Italia tutto passa per la politica, per questo Save  The Children ha lanciato una campagna intitolata “Ricordiamoci dell’infanzia“, un modo per dire a Monti di fare qualcosa per loro. Save the children punta specialmente il dito  sull’opinione pubblica che, quando si pensa ai diritti dell’infanzia, subito pensa al terzo mondo o cose simili. Non è così: un bambino su 4 è a rischio povertà in Italia, e non so se vi rendete conto di quanto è grande questa cifra.

Non mi resta che invogliarvi, spronarvi a registrarvi sul  loro sito, fare  come ho fatto io (ho dato l’esempio!) inserendo una vostra foto e un commento, giusto per far capire a Monti che noi ci teniamo davvero. Fallo! Adesso! Lo sai che chi arriva alla fine dell’articolo senza aiutare Save The Children passa la nottata in bagno? :-)

p.s. non bisogna investire soldi ma 2 minuti del proprio tempo per i nostri bambini. Forse un giorno avremo aiutato un compagno di scuola di tuo figlio.

Vi linko  uno slideshow dell’evento in piazza di Save The Children: dategli uno sguardo.

15 Feb

Ecco un motivo per cui le cave di Castel San Giorgio non sono adatte ad essere usate come discariche

questa nota redatta dal prof. Franco Ortolani  dell’università di Napoli, spiega in maniera abbastanza divulgativa il perchè le due cave di Castel San Giorgio non sono adatte ad essere trasformate in discariche. Farò un breve sunto per chi vuole giungere direttamente al punto: sotto Castel San Giorgio vi è una falda acquifera che fornisce acqua a molte industrie conserviere; se quest’acqua venisse contaminata (e il professore asserisce che il rischio è potenzialmente elevato) il settore conserviero ne risentirebbe pesantemente e costosamente. A questo aggiunge prove scientifiche ragionevoli (non sono un geologo ma un semplice cittadino, pertanto ne capisco fin dove può arrivare la mia comprensione).

Questa è stata la nota che ho letto “per caso” e mi che mi lasciò sgomento: sinceramente pensavo che fosse tutto deciso, poi successivamente (informandomi e chiedendo i documenti ufficiali) ho dedotto che siamo ancora in una fase preliminare. Io comunque continuo a seguire tutti gli avvenimenti che riguardano le discariche di Castel San Giorgio, tanto che male c’è a informarsi e a diffondere un po’ di notizie?

P.s. Il prof.  Ortolani mi ha dato l’autorizzazione a diffondere la sua nota, disponibile anche su facebook e in diversi siti internet (basta fare la ricerca con le parole del titolo). Nel caso vi siano problemi di copyright basta comunicarmelo.

Finalmente una notizia “originale”: una discarica sulle sorgenti di Sarno.

La proposta elaborata dalla Provincia di Salerno

La legge n. 26 del 26 febbraio 2010, ha definitivamente sancito, solo dal punto di vista amministrativo mentre di fatto persistono le stesse condizioni che hanno caratterizzato circa 18 anni di scandalo rifiuti, la fine dello stato di emergenza e del commissariamento straordinario in Campania, trasferendo gli oneri tecnico-amministrativi della gestione del ciclo integrato dei rifiuti alle Province.
In Provincia di Salerno è stata costituita la Società Provinciale EcoAmbiente Salerno spa, per garantire la piena operatività del sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani.
Dal momento che in 18 anni di emergenza i gestori nazionali dello stato emergenziale non hanno voluto realizzare gli impianti dedicati al trattamento dei rifiuti, realizzare un’adeguata rete impiantistica, per la gestione dei flussi derivanti da raccolta differenziata e di quelli ad essa residuali. Siccome non è facile recuperare 18 anni di ritardi voluti né c’è tuttora la volontà di farlo, nelle more del completamento della filiera, la Provincia di Salerno si vede “costretta” a realizzare nuovi impianti di discarica, per lo smaltimento della frazione umida derivante dal trattamento di tritovagliatura del rifiuto indifferenziato, operato presso l’impianto STIR di Battipaglia.
Per evitare di realizzare un solo grande impianto la Provincia di Salerno ha suddiviso il territorio in vari ambiti nei quali prevedere discariche sufficienti alle esclusive necessità della popolazione residente. Secondo la Provincia gli impianti devono essere considerati opere recuperabili, da reintegrare nel territorio e da valorizzare a beneficio delle comunità e all’ambiente circostante mediante l’attuazione di due  piani, dotati delle opportune garanzie economiche: il piano di ripristino ambientale ed il piano di sorveglianza e controllo. Il piano di ripristino ambientale individua la destinazione dell’area di discarica a seguito del suo esaurimento e gli interventi che il gestore deve effettuare per il recupero e la sistemazione dell’area della discarica a chiusura della stessa; il piano di sorveglianza e controllo assicura che siano adottati tutti gli accorgimenti necessari per ridurre i rischi per l’ambiente ed i disagi per la popolazione durante tutte le fasi del ciclo di vita della discarica (realizzazione, gestione e post-chiusura).
La Provincia ha individuato vari siti ritenuti potenzialmente idonei in via preliminare in base all’analisi cartografica  e ai sopralluoghi eseguiti.
In altre parole, per la Provincia, basta attenersi pedissequamente alla vigente legge relativa alle discariche e attuare il piano di ripristino ambientale e il piano di sorveglianza e controllo per non creare pericoli di inquinamento del suolo, dell’acqua, dell’aria e per non mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Con questi presupposti, praticamente, qualsiasi sito potrebbe risultare idoneo per la realizzazione di una discarica di rifiuti inquinanti.
I due siti sulle sorgenti di Sarno ritenuti potenzialmente idonei in via preliminare in base all’analisi cartografica  e ai sopralluoghi eseguiti.

ubicazione delle cave individuate

La Provincia di Salerno, facendo proprie le proposte degli specialisti ai quali ha affidato il delicato incarico di individuare i siti, ha indicato due cave in roccia calcarea fratturata e carsificata ubicate poco a monte delle sorgenti di Sarno; una nel Comune di Nocera Inferiore e l’altra nel Comune di Castel San Giorgio (figure 1, 2, 3 ,4).

Individuazione delle due cave in relazione alle sorgenti di Santa Marina captate per uso idropotabile
Individuazione delle due cave in relazione alle sorgenti di Santa Marina e all’Agro Nocerino-Sarnese. E’ evidenziato il deflusso delle acque sotterranee che alimentano le sorgenti di Santa Marina e le falde dell’Agro Nocerino-Sarnese utilizzate dalle industrie conserviere, come risulta da varie pubblicazioni scientifiche. Le cave sono state realizzate per l’estrazione delle rocce calcaree, molto permeabili per l’intensa fatturazione e lo sviluppato carsismo, che rappresentano il serbatoio naturale delle acque di falda
Individuazione delle due cave in relazione alle sorgenti di Santa Marina e alle falde presenti nel sottosuolo dell’Agro Nocerino-Sarnese

Le due cave individuate dagli esperti sono ubicate nelle rocce carbonatiche che costituiscono l’acquifero, vale a dire il contenitore geologico, che alimenta le sorgenti di Santa Marina e le falde presenti nei sedimenti alluvionali e vulcanici dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Si stima che le rocce carbonatiche alimentino le falde dell’Agro, solo nella zona compresa tra Sarno e Nocera Inferiore, con una portata complessiva di almeno 5000 litri/secondo equivalente ad un volume annuo di circa 150 milioni di metri cubi di acqua potabile.
Le industrie conserviere dell’Agro nel processo produttivo usano l’acqua potabile prelevata con pozzi dalle falde; durante il periodo di lavorazione si valuta che siano prelevati da 40 a 50 milioni di metri cubi, prevalentemente nel periodo compreso tra agosto e settembre. Si tratta di un enorme volume di acqua potabile che, se venisse inquinato, non potrebbe essere rinvenuto in altre zone.
E’ evidente che l’inquinamento delle falde e delle sorgenti Santa Marina metterebbe in crisi le attività industriali e creerebbe danni irreparabili all’assetto socio-economico regionale.
Alla luce di questi elementi, accessibili a persone normalmente dotate mentalmente, ci si chiede come abbia fatto la Provincia di Salerno ad individuare i due siti ritenuti potenzialmente idonei in via preliminare in base all’analisi cartografica  e ai sopralluoghi eseguiti.
E’ palese che i due siti non sono assolutamente idonei per la realizzazione di discariche di rifiuti inquinanti!

Le motivazioni dell’idoneità secondo la Provincia di Salerno

Ecco come la Provincia di Salerno motiva l’idoneità del sito nel Comune di Nocera Inferiore.
“Con riferimento agli aspetti di carattere ambientale, dall’esame delle carte dei vincoli presenti sul territorio si evince che l’area in oggetto: – è prossima a zone adibite alla coltivazione di frutteti; – non rientra in aree naturali protette e aree di tutela paesaggistica istituite ai sensi del D. Lgs. 42/2004, né in Siti di Importanza Comunitaria (SIC) o in Zone di Protezione Speciale (ZPS); – non ricade in zone caratterizzate da acquiferi vulnerabili. Il livello di naturalità e quello di biodiversità dell’area variano da medio a medio-alto. Per quanto attiene i vincoli di carattere idrogeologico, invece, l’area risulta interessata da un moderato livello di pericolosità da frana, cui non corrisponde un significativo livello di rischio attesa l’assenza di elementi esposti rilevanti. La classe di rischio sismico associata è quella identificativa di un medio grado di sismicità (categoria S2).”
Ecco come la Provincia di Salerno motiva l’idoneità della cava sita nel Comune di Castel San Giorgio.
“- è interna ad un’area di tutela paesistica ai sensi del D.Lgs. 42/2004; – non rientra in aree naturali protette e aree di tutela paesaggistica istituite ai sensi del D. Lgs. 42/2004, né in Siti di Importanza Comunitaria (SIC) o in Zone di Protezione Speciale (ZPS); – ricade in un’area caratterizzata da acquiferi vulnerabili. I livelli di naturalità e di biodiversità dell’area sono elevati. I vincoli di carattere idrogeologico risultano privi di particolare significatività. La classe di rischio sismico associata è quella identificativa di un medio grado di sismicità (categoria S2)”.
Nelle conclusioni si precisa quanto segue: “La localizzazione delle discariche rappresenta da sempre elemento di conflitto territoriale, aggravato nella nostra Regione dalla mancanza di fiducia dei cittadini nelle istituzioni preposte alle scelte territoriali ed al controllo ambientale, dalle strumentalizzazioni politiche, da interessi economici spesso connessi ad attività illecite conseguenti all’attuale stato di emergenza, dal “teppismo scientifico” rappresentato dalla mancanza di adeguata professionalità e competenza sulle problematiche di smaltimento dei rifiuti, sulle quali chiunque abbia generiche conoscenze di carattere tecnico si ritiene intitolato ad esprimersi aumentando la confusione, confondendo le discariche controllate con le discariche abusive prive di presidi tecnici di tutela ambientale, creando panico ingiustificato ed opposizione strenua da parte delle popolazioni residenti nelle aree interessate dalla possibile realizzazione di un impianto di smaltimento dei rifiuti.”
Sempre nelle conclusioni si legge: “In Italia, le caratteristiche costruttive e di esercizio delle discariche devono soddisfare i requisiti previsti per la tutela ambientale nelle modalità riportate nell’allegato 1 del D. Lgs. 36/03, mentre la localizzazione è soggetta, oltre che alle indicazioni del D. Lgs. 36/03, a diversi ulteriori riferimenti normativi correlati ai caratteri fisici, agli usi del suolo, alla protezione della popolazione dalle molestie, alla protezione delle risorse idriche, alla tutela da dissesti e calamità, alla vulnerabilità idrogeologica, alla tutela delle risorse naturali, alla protezione di beni ambientali, paesaggistici, artistici, storici, archeologici, paleontologici, agli aspetti urbanistici. Alcuni di tali riferimenti normativi costituiscono fattore di esclusione per la localizzazione delle discariche, altri rappresentano motivo di non preferibilità rispetto ad altre possibili soluzioni. In un territorio, come quello della provincia di Salerno, ricco di aree protette, con elevata densità abitativa all’esterno delle aree di tutela, con gravi conflitti sociali già vissuti, raramente è possibile, infatti, individuare il sito “perfetto” ma è, invece, necessario localizzare le discariche in siti le cui caratteristiche complessive presentano maggiore preferibilità rispetto ad altri, assicurandone con gli accorgimenti progettuali e gestionali la realizzazione adeguata a garantire l’assoluta tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
La Provincia di Salerno conclude affermando che alla “scelta finale dei siti dovrà procedersi con indagini specifiche da esperire in una fase di ulteriore approfondimento tecnico.”

Conclusioni

Con la presente relazione si evidenzia una carenza conoscitiva delle caratteristiche geoambientali delle cave individuate e la conseguente infondatezza geoambientale del “giudizio di idoneità preliminare”.
Sorprende come gli esperti della provincia di Salerno abbiano ritenuto che le rocce calcaree fratturate  e carnificate costituiscano un acquifero vulnerabile a Castel San Giorgio mentre lo stesso acquifero sarebbe non vulnerabile nella cava di Nocera Inferiore.
Stabilire erroneamente l’idoneità, sia pure preliminare, di un luogo in cui costruire una discarica di rifiuti inquinanti senza preventive adeguate e complete conoscenze geologiche e senza una trasparente valutazione delle interferenze che si potrebbero determinare nel tempo tra i rifiuti inquinanti che verrebbero abbancati e ambiente è estremamente pericoloso per la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini.
Non si deve fare finta di non sapere che i rifiuti inquinanti rappresenteranno un nuovo giacimento geologico di materiali inquinanti che permarrebbe nelle cave per l’eternità, alcune decine di metri al di sopra della falda che continuerà ad essere usata, a valle della discarica, anche nel prossimo futuro.
Non può sfuggire che la sicurezza ambientale deve essere garantita per secoli e non solo per qualche anno.
A questo punto non si può dimenticare che il substrato carbonatico è molto permeabile in quanto è molto fratturato e carsificato.
Si deve sempre tenere presente che le attuali disposizioni di legge sono carenti e che non garantiscono la difesa delle acque sotterranee qualora una discarica di rifiuti inquinanti sia realizzata su un substrato molto permeabile e carsificato.
Vi è un problema tecnico insuperabile rappresentato dalla tenuta plurisecolare del sistema impermeabilizzante alla base a sui lati dei rifiuti.
I consulenti della Provincia di Salerno non devono dimenticare di essere tecnici al servizio di tutti i cittadini e che agiscono per garantire una reale sicurezza ambientale. E’ evidente che dovendo essere garantita la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini per secoli una discarica nelle cave di Nocera Inferiore e Castel San Giorgio non si può realizzare in sicurezza.
Qualora si realizzi, è evidente che sarà al di fuori delle leggi che devono tutelare l’ambiente, le risorse idriche e la salute dei cittadini.
Alla luce di queste considerazioni, al di fuori di qualsiasi forma di terrorismo scientifico, tese a tutelare, realmente, l’ambiente, le risorse naturali, la salute dei cittadini e l’assetto socio-economico appare evidente che i motivi che hanno fatto ritenere idonei preliminarmente i siti in esame sono privi di concretezza tecnica ed estremamente preoccupanti perché infondono una ingiustificata tranquillità e garanzia di sicurezza.
I dati esposti nella presente relazione evidenziano che i siti di Nocera Inferiore e Castel San Giorgio sono stati valutati preliminarmente idonei per la realizzazione di una discarica di rifiuti inquinanti senza una approfondita conoscenza delle caratteristiche geoambientali più importanti.
La sicurezza dell’ambiente, la tutela delle risorse idriche e la difesa della salute dei cittadini richiedono una onestà istituzionale sia nell’acquisire conoscenze tecniche geoambientali complete sia nell’evidenziare i limiti delle frasi contenute nel D.L. 36/2003.
Per concludere si sottolinea che i siti in esame sono stati erroneamente ritenuti preliminarmente idonei per la realizzazione di una discarica di materiali inquinanti e che deve essere riconsiderata la proposta della Provincia di Salerno in quanto è basata su una incompleta e inadeguata conoscenza geoambientale.