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Archive for the ‘pensare un po’’ Category
18 Nov

E’ ora di dire basta alle manifestazioni degli studenti

l’argomento della settimana è: le manifestazioni studentesche.

Avevo 14 anni quando ho conosciuto per la prima volta la “manifestazione”. nel mio piccolo liceo di provincia, il B.Rescigno di Roccapiemonte, si discuteva dei tagli alla scuola pubblica ad opera dell’allora ministro Moratti (pensate, c’era già Berlusconi!!). E’ ovvio che nessuno dei miei compagni di classe sapesse chi fosse la Moratti, perchè mai avesse tagliato i soldi e per quale motivo, visto che a noi interessava solo darci l’appuntamento alla stazione a Salerno (non c’erano neanche i telefonini, o forse c’erano, ma non c’erano i soldi per chiarmarci) e quindi saltare un giorno di scuola.

07 Feb

Non sarò sfigato per soli 11 mesi

Alla notizia che se arrivi a 28 anni e non sei laureato sei “per legge” uno sfigato, ho subito pensato: che culo! Io mi laureo a breve, ma ho appena compiuto i 27 anni di età. Quindi per circa 11 mesi, non sono uno sfigato statale. E vai!

Cosa ne è stato della mia carriera universitaria? Ogni studente ha la sua storia, e io voglio raccontarvi la mia.

Quando mi sono iscritto all’università avevo appena terminato il liceo scientifico (era il 2003) e avevo studiato latino, filosofia, letteratura italiana e tante altre cazzate. Ho studiato anche matematica e fisica, con ambigui risultati (sapevo risolvere il famoso “compito di matematica”, manco fosse il cubo di rubik.. ma in classe mia eravamo in 4 saperlo fare. Su 27).

27 Nov

Help! Presto sarò “inoccupato”

L'importante è non finire così

Ebbene, ci ho messo quei 2000-3000 giorni di studio, però sto per concludere il mio percorso di  studi. Dopo la prima laurea triennale in Informatica, sta arrivando il momento di completare anche la laurea specialistica. Cosa mi ha lasciato? Non molto, anzi i concetti appresi sono stati piuttosto teorici (ma qui – non posso negarlo – ci ho messo lo zampino scegliendo esami più semplici e meno pratici).

04 Sep

Monte Faito dieci anni dopo

Per tutta la mia infanzia sono andato ogni estate a Monte Faito, frazione di Vico Equense: stiamo parlando di un posto bellissimo in mezzo alla costiera amalfitana, a 1200 metri d’altezza, con un panorama mozzafiato e una natura incontaminata.

Quando ero piccolo mio padre organizzava dei corsi di inglese con ritorno madrelingua, in pratica erano vere e proprie vacanze studio di 1-2 settimane per ragazzi. Siccome mio padre era l’organizzatore, io restavo lì anche un mese, e posso dire che l’inglese che so l’ho imparato lì (avendo partecipato a questi campi dai 2 ai 14 anni).

12 Jun

Castel San Giorgio, la legge è uguale solo per qualcuno

Mi spiace rompere la cortina del buonismo presente sul mio sito per scrivere male proprio del mio Comune.

Qualche sera fa dovevo suonare in un nuovo locale presente a Castel San Giorgio, nella  frazione di Lanzara. Eviterò di fare nomi, chiamiamolo “Gengis Bar”.

Ebbene, il pomeriggio stesso della fatidica sera in cui avrei dovuto suonare, i vigili bussano a casa mia (!). Immaginatevi lo sgomento, la sorpresa da parte di tutta la famiglia, per una visita così “istituzionale”.

16 Jan

Andare via dal paesino è chic?

Durante le feste di Natale ho rivisto tutti gli amici con cui sono cresciuto. Ecco, per noi che abitiamo in un piccolo paese di un piccolo comune, anche se siamo molto vicini ad una grande città, appare inevitabile che prima o poi bisognerà andarsene via.
Da piccoli si fantasticava sulla vita in questa piuttosto che in quell’altra città, ed io che avevo già viaggiato un bel pò (grazie al lavoro di mio padre sono stato spesso in Gran Bretagna, anche da piccolo) potevo vantarmi di sapere cosa c’era oltre il paesino. Con gli anni ho continuato a viaggiare, tra Erasmus e non solo.
Insomma, per non farla lunga, i miei amici pensavano che io sarei stato il primo ad andarsene per fare chissà cosa, mentre ora sono l’ultimo rimasto mentre loro sono tutti fuori.
Uno vive a Roma da poco, un’altro studia a Brescia ma dubito che torni qui, un’altro lavora stabilmente a Trieste e un’altro ha scelto la vita da finanziere, dunque per una decina d’anni non lo vedremo da queste parti.

24 Dec

Natale sottotono

Sarà che sono stato concentrato sullo studio e lo sono ancora, sarà che questo è il primo anno senza scout e quindi mi sono perso tutta la preparazione al Natale che di solito facevamo a Dicembre, ma questo natale, dal punto di vista squisitamente natalizio, è sottotono. E’ bello avere un periodo di vacanza, ben sapendo che devo studiare, ed è anche bello riavere gli amici di nuovo vicini, quelli che sono fuori e che ogni tanto tornano. E’ bello stare con chi si ama e stare con la famiglia. Questo Natale tuttavia mi sento un po’ in colpa, non verso altre persone ma verso me stesso, perchè penso alle occasioni sprecate, al futuro tanto desiderato, insomma come in tutti i finali c’è sempre un momento di riflessione.

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17 Nov

Il terremoto in Irpinia del 1980

Nel 1980 la Campania e la Basilicata sono state squarciate dal terremoto .

Oggi farebbe ridere pensare che l’unica testimonianza di quei momenti è data da questo audio:

Qualcuno stava registrando questa cassetta da una radio privata e quello che sentite sono i rumori del terremoto. Mia madre mi raccontava che è durato tantissimo, che si è sentito distintamente anche qui dove abitiamo tutt’ora (siamo a circa 40 km dal terremoto) tant’è vero che qualche palazzina della zona crollò.

17 Nov

la scarsa qualità della musica di oggi (di quella italiana poi, stendiamo un velo pietoso)

Prendo spunto da un articolo de Il Fatto Quotidiano, “I grandi network radiofonici boicottano la musica italiana?“, per testimoniare che si, la musica italiana non produce qualcosa di decente da molto, molto tempo.

In sintesi il Fatto parla del MEI, notissimo quanto importantissimo “Meeting dei produttori discografici italiani Indipendenti” (non l’avevo mai sentito nominare), che rilascia un inquietante comunicato stampa: le grandi radio italiane nazionali stanno boicottando la musica italiana, trasmettendo percentuali di italianità al 10% – sconvolgente!

05 Oct

i centri scommesse sono tristi

Campo di calcio con soldi ai bordiSo di rendermi impopolare con i miei amici perchè alcuni di loro sono dei fanatici della “bolletta“, ossia la scommessa sulle partite di calcio della domenica (e non solo). Però da qualche tempo si vedono questi centri scommesse spuntare come funghi, la televisione ci martella con pubblicità (in cui una addirittura si parlava di giocarsi la mamma!) e anche i giornali più quotati del settore, visto gli alti sponsor, scrivono articoli su cosa conviene giocarsi e cosa no.

Secondo me tutto questo accanimento mediatico sta trasformando un gioco compiuto da persone adulte, responsabili e mentalmente stabili, in un’ancora di salvezza, una scialuppa di salvataggio per i tanti che vedono nelle scommesse un modo per risollevare la propria condizione, giocando senza logica.