Indovinate chi è quale beatles? Image via Wikipedia
avete presente quando uno, per scherzo dice una cavolata alla quale tutti credono? E’ accaduto nel 1969 ai Beatles, anzi a Paul McCartney. Un dj americano disse che era morto nel 1966 a seguito di un incidente stradale, e i bealtes piuttosto che annunciarne la morte e sciogliersi, decisero di assoldare un tizio che gli assomigliava molto e farlo diventare il nuovo bassista del gruppo.
In quei giorni era appena uscito l’album Abbey Road e in base a questa teoria tutti ci videro dentro i segni della morte: Paul scalzo, le strisce pedonali (morto sulla strada), e altre cavolate che non sto qui a dirvi.
“L’Italia ha abdicato alla sua storia culturale e musicale in particolare, a causa di una concezione generale della cultura che non riguarda solo i politici di oggi, ma è una storia lunga nel tempo”, dice il grande direttore d’orchestra italiano in un’intervista all’agenzia Adnkronos.
“Noi italiani -aggiunge- abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perchè significa spezzare delle radici importanti della nostra storia”.
Ho studiato tutto il giorno e stasera ho deciso di andare a fare un giro, così, per prendere un pò d’aria.
Recentemente ci sono alcune cose della mia vita che non vanno molto bene e per le emergenze tipo questa ho preparato un cd, chiamato “Tristemente Allegro Compilation”. Il nome per molti di voi è un punto interrogativo, cercherò di spiegarvelo ora.
Nella storia della musica ci sono stati tanti gruppi tristi, depressivi, che predicavano il nichilismo o l’anarchia, insomma gruppi che andavano contro il solito “amore amore amore e nulla più”. Questi gruppi hanno scritto canzoni veramente inquietanti, ma allo stesso tempo hanno prodotto alcuni pezzi allegri. Sono brani divertenti, ritmati, da ascoltare a tutto volume e che ti fanno venire la voglia di cantare (se sapessi il testo).
Si preannunciava un concerto triste e stanco a Pagani (SA), a tratti palloso visto le ultime recensioni fatte dai miei amici: “non è più quello di una volta”, “si è calmato”, “suona acustico”, “non ce la fa più”… cari amici: ricredetevi.
Io sono uno di quei fan di Pino ai quali piacciono solo gli album prima degli anni 90, tutto il resto va menzionato ma può anche essere dimenticato. A me piace il Pino napoletano… a me me piace o’ blues.
Di Daniele ho già parlato in altri articoli e recensito altri concerti, quindi conoscete il mio amore. Questo concerto merita un voto, un discreto 6,5 perchè
Verso le 6 mi chiama un vecchio amico: “Michele che fai?”. Senza pensarci due secondi rispondo “andiamoci a prendere un caffè” e già lui subito sfotte: “non ci credo… mi dai quest’onore…”
Andiamo prima a prenderci un caffè a Roccapiemonte e poi ci dirigiamo a Nocera Inferiore, avendo voglia di una passeggiata. Tutto questo in provincia di Salerno, per i fuori zona.
Arrivati in piazza c’è un mega-palco con tantissimi strumentisti che stanno facendo il sound-check. Chi sarà, chi non sarà, alla fine scopriamo che è Sal da Vinci, cantante neomelodico della zona. brr.
Mentre studio ontologie, web semantico, tassonomie e altre mille parole oscure, sigle strane, RDF, OWL, RDFa, SPRQL, ABCDEFGHIL …
C’è Elio a X-Factor!
Non che io lo segua, il programma. Ma ho due sorelle che se lo guardano e mentre io studio a pc sento, in cucina, la tv accesa e la sua inconfondibile voce. E così lo sento dire: “premetto che non ho mai visto una puntata di X-FACTOR…”
Stamattina il programma radiofonico “tutto esaurito” (che è il mio programma preferito) ha proposto una sfida tra 3 canzoni particolari: La nuova canzone di Vasco, “Ad ogni costo” (che vi linko soltanto perchè è un oltraggio); la canzone originale di 10 anni fa dei Radiohead, chiamata “Creep“, della quale linko il video in basso, e la mitica canzone del Gladiatore. L’idea era di stabilire via sms quale fosse il vincitore tra Vasco e i Radiohead, e paradossalmente ha vinto … il gladiatore
Questo post prende spunto da un commento di una lettrice, Mory, che mi chiedeva cosa ne pensassi io della musica italiana di oggi. In quell’articolo eravamo tutti presi ad inveire contro Marco Carta, non senza un pizzico di autocompiacimento personale: facile dare addosso a uno che ritengo un ottimo cantante da villaggio turistico.
Cosa ha prodotto i vari Marco Carta, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Dennis Fontina (o Fontana, boo)?
Avevano una pubblicità che in pochissimi secondi ti faceva capire di cosa stavamo parlando: l’inquadratura parte da un deserto, il vento smuove la sabbia, e compare lo scheletro di un esploratore ormai morto MA con lo zaino ancora perfettamente integro … con la voce “built to resist” (costruito per resistere).
Questa volta non si sono fermati allo scheletro. Loro sono così avanti da aver ingaggiato anche degli zombie! E io, che sono un fan di Dylan Dog e della buona musica, non potevo che trovare curiosa questa mossa di marketing.
Last.fm chiude i rubinetti musicali, o meglio si fa pagare per una cosa che prima dava gratis.
recentemente la CBS (una grande industria di contenuti audiovisivi, che sponsorizza decine e decine di soap, sitcom, album musicali etc) ha acquistato Last.fm. La CBS non ha comprato solo il sito web e il social network, ma tutto quello che era stato caricato dagli utenti, compreso foto, biografie, date dei concerti, etc.
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