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Archive for the ‘musica’ Category
03 Aug

Vacanza in Trentino, day 3

Come ho scritto ieri, il concerto di Capossela era alle 6 del mattino quindi alle 01.30 eravamo “up and running” alla volta di Pera di Fassa.

La manifestazione “i suoni delle dolomiti” non é alla prima volta, e mi ha stupito vedere alcuni grossolani errori fatti tutti in fila. Della serie, neanche il Sud é disorganizzato come il Nord :-)

Abbiamo parcheggiato presso l’impianto di risalita e comprato il biglietto per salire con la navetta al rifugio. Dicevano ci sarebbero stati solo 600 biglietti, io invece sono sicuro che ne hanno staccati almeno il doppio. Fatto è che non c’era una fila per prendere la navetta, ogni navetta si fermava dove meglio credeva, e s’è creata una ressa per prenderla che non avete idea.

Arrivati al rifugio, alle 4 del mattino (nell’oscurità!) ci spariamo 250 mt di dislivello in circa 45 minuti per arrivare a quota 2250 metri, presso il rifugio Vajolet. Alle 6 era previsto il concerto di Capossela, ma a causa del casino creatosi con le navette, viene posticipato alle 8.

Anche il luogo del concerto é stato organizzato male: è bellissimo, infatti vi sprono ad andarci, presto metterò delle foto; ma se il concerto è sullo stile di “aspettiamo l’alba” , beh in quel posto il sole arriva alle 10.30! Infatti sorgeva dietro una montagna che avevamo proprio a Est.

Il concerto in sè non mi è piaciuto molto, Vinicio Capossela non è il mio genere, e il gruppo che l’accompagnava ieri sembrava uscito da una bettola greca. Però i fan si sono divertiti molto!

Comunque ci tengo a sottolineare che l’atmosfera era magica, se non fosse per il sonno che ci ha preso alle spalle (e infatti ho dormito fino a tardi).

23 May

Draft Punk

Quanti anni erano che non aspettavo un disco con tanta impazienza? I Draft Punk hanno tirato fuori un disco con sonorità sexy e funky, o meglio sexy quanto é sexy il funk, condendolo con un pò di elettronica. La mia prima impressione é che il disco sia qualcosa di completamente diverso da ciò che abbiamo ascoltato dei daft punk fin’ora, e questo la dice lunga sulle capacità di questi artisti di rinnovarsi.

Insomma, batterie vere, chitarre vere, voci vere (non sempre ma spesso preferiscono gli umani al vocoder), e qualche accordo elettronico qua e là. In qualche pezzo ho pensato agli Earth Wind and Fire, in altri agli Chic o i Kool and the Gang. Che sia il disco del 2013? Speriamo di si.

25 Mar

Pink Floyd, la nuova “musica classica”

Ormai sono quarant’anni che è uscito il disco “the dark side of the moon”, e vi invito a leggere l’articolo di linkiesta (1973, i Pink Floyd scoprono The dark side of the moon) che dice un sacco di aneddoti su questo disco leggendario.

Io, tuttavia, sono troppo legato ad un altro disco dei Pink Floyd, che è Wish You Were Here. Fiumi di inchiostro anche su questo disco qui, ma non li scriverò io tanto le trovate in rete queste cose. Innanziutto è stato uno dei primi dischi che ho comprato (e purtroppo perso prestandolo), e wish you were here è stata una delle prime canzoni che ho imparato a suonare con la chitarra, specialmente l’assolo iniziale.

E’ da qualche settimana che mi sparo un disco dei Pink Floyd ogni domenica, e stavolta è toccato a lui. E’ stato importante per voi ? Quale preferite tra i loro dischi? Non perdete l’appuntamento di domenica prossima con ANIMALS :)

 

18 Mar

Guarda “Pink Floyd – The Dark Side of the Moon (1973) [Full Album] (HD 1080p)” su YouTube

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30 Jan

Cubomusica: l’occasione persa di Tim

Sono un appassionato di musica, se l’avete capito dai post dei giorni precedenti, e siccome da poco sono passato a Tim, ho attivato l’opzione TIM YOUNG XL, che offre sostanzialmente 200 minuti verso tutti, 1 GB di internet, 1000 SMS, e cubomusica base incluso nel prezzo.

Cos’è cubomusica? Su internet troverete centinaia di pagine sull’argomento, ma in breve é il servizio dedicato ai soli clienti Telecom per ascoltare GRATIS e ILLIMITATAMENTE tutta la musica che vuoi.

Il servizio ricorda per certi versi quello di dada.it, o grooveshark.

Iniziamo col dire che l’offerta non prevede user o password, anzi ti riconosce in base al numero da cui ti colleghi. Questo potrebbe essere un punto a favore, ma siccome non mi ha riconosciuto subito, e anzi ho dovuto chiedere l’aiuto dell’assistenza, già mi ha fatto perdere un pò di pazienza.

L’app per Android è vergognosa. Non permette di creare una libreria con i propri brani, anzi bisogna cercarli ogni volta. L’aggiunta delle canzoni alla coda è macchinosa, e alla prima botta non ti riconosce subito (e ti fa ascoltare solo 30 secondi di ogni canzone).

Ma la qualità audio lascia veramente a desiderare, specialmente se confrontata con i competitor diretti e indiretti.
Io sono abituato a google music, che però consuma dati dalla banda del telefono, mentre cubomusica non “dovrebbe” scaricare nulla, come da contratto, e invece lo fa. Ma un semplice YouTube fornisce già qualità migliori, per non parlare di google music con le impostazioni di risparmio banda. I competitor sembrano DVD mentre e cubomusica ricorda il VHS, sfido ad ascoltare con le vostre orecchie.

E siccome cubo musica funziona solo sotto rete TIM, non potete ascoltare un brano in wifi, nè aspettarvelo a una qualità migliore.

Insomma, se cubomusica mi aveva fatto propendere per questa tariffa, molto probabilmente passo a qualcosa senza regali inutili, almeno navigo in internet con soddisfazione.

23 Dec

Fabrizio De Andrè: Non al denaro non all’amore né al cielo

copertina di Non al denaro non all'amore nè al cielo Da qualche tempo ho avuto tra le mani questo bellissimo album di De Andrè, artista che (lo ammetto) conosco veramente poco nonostante sia uno dei capisaldi della musica italiana. Il fatto è che è facile snobbare la musica italiana, se come primo impatto ti capita Laura Pausini, Eros Ramazzotti e compagnia bella (lo si può definire genere “adolescenziale” questo, non perchè lo ascoltano solo gli adolescenti, ma perchè vi sono adulti che quando ascoltano questi artisti si sentono adolescenti). Comunque per fortuna in Italia c’è qualcuno che ha  fatto musica con un impegno più artistico, e a tratti anche letterario. Fabrizio De Andrè, uomo di cui so poco o nulla, ha scritto questo album di cui so poco o nulla, ma provo a raccontarvelo per quello che ho ascoltato e secondo le mie impressioni. Il disco è un raro esempio di “concept album” all’italiana: tutte le canzoni si snodano secondo un unico filo conduttore, che per me è la morte e il giudizio. Sia chiaro, il disco è un disco impegnato, quindi non vi troverete canzoni d’amore strappalacrime. De Andrè è così. E’ uno dei pochi che andava controcorrente allora, ed è triste vedere che in 50 anni le cose non sono ancora cambiate. Comunque, il disco apre parlando di un piccolo cimitero sulla collina.  Si introducono un po’ i personaggi che ne fanno parte e il motivo per cui si trovano lì: chi per malattia, chi per morte violenta, chi per troppo amore. Dopo il primo brano ecco che parte la rassegna di alcuni dei personaggi del cimitero, ogni canzone è cantata da uno di loro. Vi sono personaggi più disparati, come un chimico, un ottico,  un blasfemo, un pazzo, un malato di cuore, un medico. Parlano della loro vita (che fu) senza peli sulla lingua, dicendo secondo loro cosa hanno sbagliato e perchè non sono riusciti a godersela… i testi sono profondissimi, ironici e veri, sembra di aver conosciuto davvero quelle persone e di capire ogni sfumatura del loro carattere solo da quei pochi minuti di canzone. Ma la canzone che è per me la chiave di lettura del disco è proprio l’ultima, “il suonatore Jones“.Parla dell’unico personaggio che, per dirla tutta, non fa una fine di merda. In due sole righe mi ha fatto capire perché suonare è un’attività da non bistrattare, anzi da valorizzare, che può donare soddisfazioni che sono più grandi di ogni altra esperienza vissuta:

E poi se la gente lo sa,
e la gente lo sa che sai suonare, 

suonare ti tocca 

per tutta la vita 
e ti piace lasciarti ascoltare. 

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti 
e nemmeno un rimpianto. 

E’ l’unica canzone del disco che lascia una sensazione di soddisfazione. Spero che almeno una volta nella vita lo ascoltiate, non a caso è considerato il secondo disco della musica italiana più bello di sempre. Buon ascolto!

15 Dec

La più bella canzone italiana di tutti i tempi

La più bella canzone italiana di tutti i tempi è sicuramente Alfredo, dei Baustelle.

Siamo nel 1981, in Italia accadono un sacco di cose, tipo terrorismo, Andreotti, e compagnia bella. La televisione è il media di riferimento, in soli trent’anni ha spiazzato ogni altra cosa esistesse prima.

Alfredo Rampi è un ragazzino di 5 anni che mentre stava tornando a casa è scivolato in un pozzo artesiano. Quando i genitori si accorgono che il ragazzo non è tornato a casa allertano le forze dell’ordine, e per caso un poliziotto sente delle grida provenire dal pozzo.

Il ragazzo era ancora vivo, e i carabinieri intervenuti sul posto pensano di poterlo tirare su. Per questo motivo il TG1 sospende tutti i programmi iniziando una diretta non-stop per avere la certezza di catturare la risalita del bambino.

Purtroppo i carabinieri fecero male i conti, e con questi anche la RAI: a causa di una serie di grossolani errori il ragazzino morì sottoterra, e piuttosto che trasmettere una storia di vita venne trasmesso un fatto di morte: il primo orrido reality show della storia della tv.

Andate a leggere la pagina su Wikipedia dedicata a Alfredo Rampi, troverete tutta la storia dettagliata.

I Baustelle hanno così immortalato, in questo pezzo, tutta la storia disperata di questo ragazzino: il testo per me è poesia pura, e ogni volta che lo ascolto sento un forte brivido dietro la schiena. Ci sono frasi che ti portano seriamente a chiederti se esiste un Dio che poteva o doveva fare qualcosa; ti chiedi se è giusto che la televisione abbia raccontato in questo modo la tragedia.

Il riferimento ai politici e ai calciatori del tempo, poi, serve a calare l’ascoltatore nella storia concitata di quegli anni: erano gli anni della grande Democrazia Cristiana, di Michael Platini alla Juventus, di Pertini presidente, ma tutto assume la dimensione di un contorno insignificante.

Spero che possiate apprezzarne il testo e magari emozionarvi come succede a me. Ascoltatela un paio di volte, comprendete bene il testo. E’ la dimostrazione che non servono paroloni speciali per descrivere qualsiasi sentimento vi venga in mente.

P.s. di questo brano avevo già parlato in un altro articolo musicale: Ho finalmente la mia playlist. Però sentivo il bisogno di ribadire il concetto. Tutto qui.

12 Jun

Castel San Giorgio, la legge è uguale solo per qualcuno

Mi spiace rompere la cortina del buonismo presente sul mio sito per scrivere male proprio del mio Comune.

Qualche sera fa dovevo suonare in un nuovo locale presente a Castel San Giorgio, nella  frazione di Lanzara. Eviterò di fare nomi, chiamiamolo “Gengis Bar”.

Ebbene, il pomeriggio stesso della fatidica sera in cui avrei dovuto suonare, i vigili bussano a casa mia (!). Immaginatevi lo sgomento, la sorpresa da parte di tutta la famiglia, per una visita così “istituzionale”.

Scendo giù per capire cosa vogliano, e mi informano che c’è stato un esposto contro il Gengis Bar e contro di me da parte di un vicino, il quale non sopporta la musica ad alto volume. L’esposto diceva più o meno queste cose: “Sono stato informato (parla il denunciante) che il giorno XX/XX/XXXX ci sarà una manifestazione musicale. Gengis Bar non ha le carte a posto, quindi se dovesse suonare, dovete intervenire“.

Ora, i vigili mi spiegano: “capiscici… figurati se a noi interessa se Gengis Bar fa musica … però se c’è un esposto noi siamo obbligati a intervenire… e se troviamo te che suoni, dovremmo interrogarti e sei pure passibile di una multa …”.

La serata non si è fatta, io non ho suonato, il locale non ha guadagnato i soldi spesi nella promozione dell’evento, e io caduto nello sconforto ho anche pensato di vendere tutte le chitarre e dedicarmi a qualche arte meno perseguibile.

Colui che ha fatto l’esposto ha i soldi che gli escono dalle orecchie. La sua casa dista ben 200 metri dal locale. Direte voi, forse si fa così tanto casino che comunque è disturbato dal chiasso? No, vi assicuro, non si sente nulla già a 3 metri di distanza dal locale.

Cosa ha fatto il Gengis Bar? Da domani si preoccuperà di insonorizzare il locale (altri euro da spendere), inoltre si farà tutte le carte che servono (antincendio, limitazione dei decibel da parte dell’ASL, etc) per essere finalmente in linea con la legge. In questo modo sarà inattaccabile a qualsiasi esposto. Ora non voglio parlare del fatto che queste carte non si debbano fare: se sono contemplate dalla legge, devono essere fatte. Anche se, essendo in un paesino, si potrebbe anche chiudere un’occhio, e infatti è questo che fanno i vigili: chiudono un’occhio, altrimenti sommersi dalla burocrazia nessun locale potrebbe più suonare neanche un cd audio da far ascoltare ai propri clienti. (E aggiungo: non potrebbe neanche servire un caffè a tavola!!).

E invece…

Stasera sono passato sotto la casa del “denunciatore”. Vi rammento che ci troviamo a 200 metri di distanza. Una nuova rosticceria stava inaugurando. Indovinate un po’? C’era il Karaoke per strada!! Sotto casa sua!! Musica napoletana sparata ad alto volume per deliziare le orecchie dei partecipanti. Io li avrei denunciati già per il fatto di aver suonato insieme O’ Surdato Nnammurato, Mario Merola (non so il pezzo) e poi i neomelodici, senza pietà per i presenti.

Ma torniamo alla legge. Dov’erano i vigili? Vuoi vedere che non sapevano niente di questa inaugurazione? Al Gengis Bar erano capaci di passare intere serate parcheggiati davanti.

Dov’era il denunciatore? Com’è che la rosticceria poteva suonare tutto quello che voleva direttamente per strada? Forse gradisce maggiormente i cantanti napoletani. In tal caso mi sento offeso personalmente, perchè anche io canto musica napoletana (non solo), ma non mi ha neanche ascoltato per vedere se gli piaccio o no.

Sono andato al Gengis Bar, che mi ha detto: “certo, è strano che loro possono fare tutto quello che vogliono mentre noi abbiamo le mani legate… ma io non sono un farabutto (testualmente: omm’ e merd), quindi non mi permetterò di denunciarli. Dopo che avrò le licenze (ossia: dopo che avrò speso 5000 €), però, chiamerò i vigili tutti i giorni!”.

Che vi sembra?

A mal pensare si fa peccato, ma forse il denunciatore vuol favorire la rosticceria. E comunque, sbagliano in primis i vigili: loro stessi dissero che se il Gengis Bar non poteva suonare per questioni burocratiche allora non poteva farlo nessuno, e invece mi sembra che tutti fanno quello che vogliono. Chi segue la legge, invece, si ritrova con un bel problema dritto dritto nel c…

03 Jun

Groveshark, musica in streaming gratuita a illimitata

La mia voglia di musica non si ferma mai: sono sempre alla ricerca di un modo per trovare nuovi brani, essere al passo con le novità, e soprattutto ascoltarli prima di scaricare qualcosa che potrebbe non superare la prova del tempo.

Quante volte avete scaricato dischi che non vi sono piaciuti e, per pigrizia, sono rimasti ad occupare preziosi mb? Non ditemi che usavate youtube! 

Con grooveshark avete un catalogo di musica immensa, e grazie alle moderne connessioni a internet, potrete ascoltare tutto in qualità perfetta!

Il servizio è gratuito ed è illimitato, la grafica è carina; come se non bastasse vi è la possibilità di scegliere una canzone e di far partire una radio con tante canzoni di artisti simili (insomma, quello che faceva pure last.fm prima di diventare a pagamento).   

Non ci rimane che cercare qualcosa di buono e gustarcelo…

buona musica a tutti!

24 May

Simone Cristicchi live: breve recensione

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Ieri sera 23 maggio 2011 siamo stati  a Nocera Superiore, a due passi da casa mia. In occasione della manifestazione dei “Madonnari”, una gara tra artisti a chi realizza il miglior disegno sull’asfalto a tema religioso,  Simone Cristicchi ha tenuto un concerto molto simpatico.

Premesso che ai tempi dell’Erasmus ho passato i primi 3 mesi ascoltando il suo primo disco, di cui ricordo ancora parecchie canzoni, il suo concerto é stato veramente divertente specialmente con i brani più simpatici del suo repertorio. Quando si é spinto sui brani più impegnati ho lanciato qualche sbadiglio, ma per il resto devo dire che il concerto é un vero mix di musica e intrattenimento: anche chi non conosce neanche una sua canzone lo trova un buon musicista.

Ed é questa un’altra cosa che mi ha colpito: tutte le canzoni le ha arrangiate diversamente da come siamo abituati a conoscerle in radio, a dimostrazione che il cantante ci tiene a divertire il pubblico; é sorprendente che un ragazzo così, un pò sfigatello e sicuramente non bello come siamo abituati a pensare, abbia raggiunto questo discreto successo: in fondo vi é arrivato usando l’ingegno, cosa veramente rara per questi tempi.

Tornate ad ascoltare le sue canzoni, scaricatevi qualche album (io conosco solo il promo), fatevi prendere dai ritmi divertenti di alcuni brani, i testi vi faranno pensare, anche strappandovi un sorrisino.