Voip e Fax incompatibili?

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Salve belli!

Di questi tempi ho dovuto fare manutenzione in ufficio perchè un fax non ha più voluto saperne di funzionare. In quell’ufficio abbiamo una linea VOIP ma utilizziamo un router Fritz!Box (ne avrete sentito parlare…) quindi abbiamo una sorta di compatibilità con i telefoni “analogici”.

Il Voip permette di risparmiare un sacco di soldi ma utilizza la connessione a internet per tutte le telefonate, e a seconda della qualità della vostra linea ADSL, può risultare in un ingombro più o meno vasto della banda. Tutta via con le linee ADSL moderne il problema non si pone (la banda è tanta!) e in un ufficio non si consuma banda per scaricare musica, “almeno spero”.

Inoltre il Voip è migliorato molto, tant’è che si usano algoritmi di compressione della voce capaci di ridurre i dati trasferiti fino a pochi kB al secondo.. In pratica adesso è utilizzabile anche sulle reti cellulari (se non le bloccassero deliberatamente…)

Il problema è che questi algoritmi di compressione sono ottimizzati per la voce (attenzione: il link porta ad una azienda che produce soluzioni fax, quindi cercheranno di vendervi il loro software)  e ciò che viene ricevuto non è ciò che abbiamo mandato, ma qualcosa di comprensibile all’orecchio umano. Diverso è il discorso per i fax, che utilizzano una trasmissione simil-digitale su una linea analogica (quanta nostalgia per quei trilli con il vecchio modem 56k… erano gli albori di internet…)

L’algoritmo di compressione del Voip danneggia gravemente i segnali scambiati dai fax, impedendo che l’invio o la ricezione vadano a buon fine. Vi sono un paio di alternative a tutto questo:

  • usare una linea fissa esterna (e non voip)
  • settare il proprio router per non usare algoritmi di compressioni “invadenti” – questo minimizza la possibilità di errore, ma il problema si può sempre presentare.
  • Usare standard poco conosciuti o configurazioni particolari.
Stavo per comprare un nuovo fax (pensando che fosse rotto) quando ho trovato su internet tutto quello che vi ho scritto in questa pagina. La prima opzione rende di fatto inutile l’abbonamento voip, quindi cercherò di evitarla finchè possibile. La seconda è quella che proverò da domani, sperando di non sentire troppe lamentele dalle ragazze dell’ufficio. La terza via è quella che nel prossimo futuro cercherò di applicare grazie al mio Fritz!Box (che ha un’impostazione molto nascosta sui fax in voip – cosa succederà attivandola?)
Un saluto dal vostro tecnico di fiducia :)
P.s. se a distanza di qualche tempo non scrivo come ho risolto il problema e siete curiosi, chiedete nei commenti che rispondo.

Monte Cerreto con il CAI di CAVA

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Una brevissima descrizione: si parte dal Valico di Chiunzi e si arriva in cima al Monte Cerreto; la passeggiata dura 3,5 ore in salita e 2,5 ore in discesa. Il percorso è di 3,9 km. il dislivello totale è di 600 mt, anche se 300 mt di dislivello si fanno solo alla fine.

Il CAI reputa normalmente questa passeggiata di difficoltà “E”, anche se secondo me è un po’ più difficile di quanto si pensi.

il sentiero è così fatto: per due – tre orette si cammina normalmente ed è anche facile, poi si arriva allo “Scalandrone” che è un pezzo di parete di pochissimi metri d’altezza da scalare con l’aiuto delle mani. Infine, ci sono circa 300 metri dislivello”puri” in cui si sale con una pendenza del 70%.

Il panorama durante il  percorso non  è straordinario ma quando si arriva in cima si vede il golfo di Napoli col Vesuvio da ben 1300 mt d’altezza.

Insomma, una vetta impegnativa da scalare solo con quando si è abbastanza motivati.  L’esperienza non è indispensabile!

Ecco alcune foto del percorso:

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per il tracciato gps e altri fronzoli basta chiedere :)

P.s. Siete scout? volete organizzare una route in costiera amalfitana? se ne pò parlà! Chiedete nei commenti!

con il CAI di Cava sugli Alburni

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Dopo  essere andato a Cappella Vecchia, domenica scorsa sono stato con il CAI di Cava de’ Tirreni a fare una passeggiata sugli Alburni. In particolare abbiamo visitato il monte Antece (o Antecce) a Sant’Angelo a Fasanella (SA), non vi dico quanto tempo c’è voluto per arrivarci!

Alla fine siamo  arrivati sul posto e abbiamo trovato tanto fango. Le montagne del posto sono fatte di terra argillosa e, data la pioggia dei giorni scorsi, l’acqua scorreva a rivoli sulla terra creando ampie zone di fango.

Su Picasa ho caricato le foto dell’escursione, ecco a voi lo slideshow:

Visto che su Picasa ho solo 1GB di spazio, può darsi che in futuro cancelli queste foto. Le potete trovare a quest’altro link (che spero non cancellerò mai).

Se vedete una figura intagliata nella roccia, quello è il Guerriero detto Antece (che significa probabilmente “antico”), scultura del 5° – 4° secolo prima di Cristo. Seguite il link per conoscere qualche informazione in più; anche se la mia personale sensazione è che si stia davvero trascurando un reperto storico del genere, come se non fosse stato studiato abbastanza. Attendiamoci a breve la stessa sorte della casa dei gladiatori di Pompei.

Per finire, eccovi il tracciato gps, casomai voleste ripeterlo da soli.

Salutissimi :)

riavviare server X in ubuntu 10.10 da tastiera

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Ogni tanto mi capita che, all’avvio di Ubuntu, i tasti in alto a destra (per intenderci, quelli per spegnere il pc) non si vedano bene. Sicuramente ci sarà un motivo più o meno grave e quindi anche una possibile soluzione; io in ogni caso AMAVO i tasti CTRL + ALT + Backspace per riavviare il server X quindi vediamo come riabilitarli.

Clicchiamo su Sistema –> Preferenze –> Tastiera

Cliccando su Opzioni, selezionate “sequenza di tasti per terminare il server X” e spuntate l’opzione su Ctrl + Alt Backspace. 

Perchè l’hanno disabilitata? Sinceramente non lo so (e se lo sapete vi invito a scriverlo nei commenti) ma io la trovo una funzione estremamente comoda, perchè permette di riavviare solo l’interfaccia grafica, che si blocca più spesso del resto del sistema (il kernel è solitamente ben progettato. Riavvare solo l’interfaccia grafica è un’operazione molto più leggera rispetto al riavvio dell’intero sistema.. provare per credere. ATTENZIONE: se avete lavoro non salvato, lo perderete.


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è arrivato il bullo!

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Alla fine io e il mio amico non abbiamo resistito, e per correggere un difetto del gioco craccato (oltre che per venire incontro al mio amico che ha la wii originale) abbiamo comprato bully scolarship edition originale per soli 12 euro.

In Italia non si trova, e l’abbiamo preso all’estero! Se lo prendete dall’Inghilterra, ci saranno i sottotitoli italiani e quindi sarà uguale ad uno comprato qui.

Buon divertimento con questo piccolo capolavoro…

A voi? No, a noi :)

La wii è morta? viva la wii!

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E’ vero, non sono un grande giocatore, anzi non sono mai stato appassionato di videogiochi neanche su pc. Ma quando comprai la wii volevo divertirmi e, complice il fatto che gli amici di una vita o lavorano fino a notte fonda o sono “giù al Nord” per lavoro, ho un po’ di tempo da perdere giocando.

La mia prima infatuazione è stato con Wii Sports: giocare da solo è divertente e ti fa muovere tantissimo, specialmente con tennis e boxe. Con gli amici, poi, è tutt’un’altra storia.

Dopo qualche ricerca su internet ho trovato i vari altri giochi.. Mario Kart mi sta divertendo molto, e insieme alla mia ragazza stiamo giocando a New Super Mario Bros Wii. La parte bella è proprio il multiplayer, dato che da solo …mi scoccio di giocarci.

Così ho iniziato a cercare in giro Super Mario Galaxy I e II, perchè da quel che dicono i miei amici in giro stiamo parlando di due assoluti capolavori.

Ho poi preso anche Bully: Scholarship Edition, che  è introvabile, ma è uno dei giochi più simpatici a cui abbia mai giocato: ne ho anche parlato in un precedente post. Spero sinceramente che ne facciano un secondo episodio.

tolta la parentesi sui giochi che sono davvero tanti e tutti divertenti (anzi vi invito a suggerirmi altri giochi per wii se ne avete), è vero che ci sono stati dei periodi che la wii non l’ho proprio toccata, ma quando al pc non voglio stare ma fuori casa non c’è nulla da fare, la wii resta una valida alternativa. Certo, la compagnia è una cosa buona e giusta, ma in assenza di quella con la wii si passano buoni momenti in allegria.

Nel frattempo mi chiedo solo una cosa: perchè i giochi usati, o usciti da più di un anno, in Italia li vendono ancora a 30 € ? Nel resto d’europa li vendono a 10 €, e indovinate un po’, visto che spesso i giochi sono multilingua, io li sto prendendo all’estero… 10 € non è una spesa eccessiva ed è il prezzo giusto per me che voglio muovermi nella legalità della mia wii (e dar da mangiare ai miei “futuri” colleghi).

Comunque l’ho craccata, per poterci vedere i dvd :)

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Wind all inclusive: la nuova versione (che ho sottoscritto anch’io)

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Qualche mese fa, quando uscì la prima “all inclusive”, scrissi un articolo (Wind all inclusive: appena nata, già vecchia) e da allora ho visto che parecchie persone hanno visitato quell’articolo. Nel frattempo è uscita la nuova versione della Wind All Inclusive (quella attuale, ad oggi 6 luglio 2010) e mi sembrava giusto spiegare le differenze, i vantaggi e gli svantaggi di tale tariffa.. anche perchè l’ho sottoscritta e quindi la conosco davvero bene!

La Wind All Inclusive si divide in quattro categorie, come potrete vedere dal sito della wind: Smart, Silver, Gold e Platinum. Prima di scegliere qual è il piano tariffario più adatto a voi, vi consiglio di scaricare i vostri dati telefonici dal sito (se avete la wind, ve li fa esportare in excel) e di armarvi di calcolatrice, così da farvi due conti.

  • Quanto spendete al mese?
  • quanti minuti chiamate?
  • quanti sms mandate?
  • qual è il numero che chiamate di più?
  • Serve internet?

A queste domande ho risposte che spendevo 44 € al mese, chiamavo per 230 minuti senza contare le chiamate verso un certo numero, e mandavo circa 200 sms al di fuori di quel “certo numero”. Internet serve perchè comunque studio informatica, ho un blog, e ho un telefono costoso che senza internet vale 30 € :)

A questo punto è iniziata la scelta dell’offerta migliore. Fermo restando che sarei dovuto rimanere wind, non per scelta prettamente mia ma per compatibilità con quel “certo numero”, la nuova All Inclusive stava per risolvermi i problemi perchè offre:

  • 250 minuti di chiamate al mese (100 minuti in meno della vecchia offerta)
  • 250 sms al mese (150 sms in più della vecchia offerta)
  • chiamate illimitate verso un numero wind (non previsto nell’offerta precedente)
  • internet illimitato (c’era solo 1 gb prima)
  • telefonino incluso (a scelta tra 4-5 giocattoli semplici, ma ho preso il dignitosissimo samsung corby)

Avendo un conto corrente bancario per “studenti” (zero spese, ma anche zero interessi) e, guadagnando qui e lì quei famosi 25 € al mese, ho pensato di investirli in … telefonia. Così ho sottoscritto l’offerta All Inclusive Smart.

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi sono che adesso posso chiamare a destra e sinistra senza preoccuparmi di quanto spendo. Certo, per le chiamate lunghe mi conviene affidarmi al telefono di casa; ma per le chiamate brevi che faccio io questa tariffa va più che bene. Inoltre visto che le chiamate lunghe le faccio sempre allo stesso numero (col quale ho minuti infiniti) non ho nessun problema.

Tuttavia, per la “legge del consumo totale delle risorse”, avendo 250 minuti al mese ho notato che ora chiamo di più… e questo mi ha portato a sforare i 250 minuti già qualche volta. Roba da poco, ma è fastidioso. Lo stesso discorso vale anche per gli sms; averne 250 è poca cosa, per questo sto cercando di scriverne di meno e contestualmente sto mandando tante, tantissime email.

Internet illimitato mi ha già salvato un paio di volte, quando all’università non c’è rete e devi consegnare un progetto, ad esempio. E’ proprio vero che un telefonino di alta fascia, con internet illimitato, assume un’altro significato d’esistenza. Ed inoltre si può usare anche come modem del pc.

Ci sono due tre cose che però mi danno fastidio. Innanzitutto non so quando mi scade il mese nè posso controllare, in tempo reale, quanto minuti e sms ho speso . Per controllare quanto s’è consumato bisogna mandare un messaggio con il testo “verifica traffico incluso” al numero 4155. Il messaggio che si riceve è del tipo: “Chiamate nazionali (min): 240; SMS: 249; traffico aggiornato a circa 15 ore precedenti la richiesta“. 

15 ore?!?! MA STIAMO SCHERZANDO! Grazie a questo trucchetto io non so mai veramente quanti minuti mi restano e sono allibito che, nell’epoca dei database distribuiti, real-time, ridondanti e oraclizzati sia ancora impossibile calcolare il monte minuti in tempo reale! Con la scheda ricaricabile lo era eccome; come mai adesso non lo è?

Altra novità: non so “entro quando” devo spendere i miei minuti e sms. Non riesco a capire, neanche dal sito internet, quando ricomincia un nuovo mese. Questo è un bel problema, perchè se devo restare un giorno senza telefonare per non sforare con i minuti devo saperlo, eppure non posso calcolarlo! Me ne vado per un’idea, e dalle fatture risulta che loro contano fino al giorno 31 del mese; eppure io sto al giorno 6 di luglio e il credito non è ancora andato a zero. E le 15 ore di ritardo sono bell’e passate.

tornando a noi, è vero che questa tariffa ha 100 minuti di chiamate in meno, ma è molto più equilibrata e tarata sui miei bisogni. Mi fa risparmiare circa 15 € al mese, che per uno studente non sono pochi. Ma se si potessero avere 50 minuti e 50 sms in più, ne sarei veramente felice. A quel punto la Wind avrebbe la vera offerta killer.

http://www.ilparticolarenascosto.it/2009/09/17/wind-all-inclusive-appena-nata-gia-vecchia/250

Come valutare la produttività degli sviluppatori (o, più in generale, dei dipendenti)

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Valutare la produttività dei dipendenti di un’azienda è un lavoro complesso. Nella letteratura scientifica non esistono regole, leggi o studi a riguardo della valutazione dei dipendenti e spesso le aziende usano metriche vetuste o inadeguate.
Alcune aziende usano le “righe di codice” al mese: quante righe di codice vengono prodotte in un mese da uno sviluppatore. I livelli di riferimento cambiano a seconda se si usa un linguaggio ad oggetti, che permette di scrivere codice più velocemente, oppure linguaggi a basso livello, dove bisogna essere attenti a ogni punto e virgola e scrivere tanto codice per realizzare meno funzioni.

Ma questa metrica non è adeguata perchè a uno sviluppatore più bravo può essere chiesto di lavorare su una parte difficile del sistema, mentre a uno “medio-scarso” viene richiesto di implementare qualche funzione più semplice. Lo sviluppatore bravo allora produrrà meno codice, ma sarà un codice di buona qualità e ci avrà messo un intervallo di tempo pari ad X; lo sviluppatore meno bravo avrà prodotto più codice nello stesso intervallo X di tempo, ma potrebbe contenere più errori o essere più semplice da realizzare.. Se si tenesse conto solo di questo, lo sviluppatore scarso avrà prodotto più linee di codice, e ciò non è desiderabile. Bisogna incentivare chi è bravo e chi si assume la responsabilità di parti difficili del sistema!

Ad ogni modo, un sistema software non è fatto solo di codice. Spesso bisogna produrre quantità industriali di documentazione, e a seconda di se seguiamo lo standard o meno, potrebbero essere tanti documenti (Requirements Analisys Document, System Design Document, Object Design Document, Test Plan, Test Case Specification, Test Incident Report, Test Execution Report, Test Summary Report, Javadoc o commenti al codice!). Non credo che in Italia si facciano tutti questi step … l’industria IT italiana usa una gestione molto casereccia, da puteia, IMHO.

Per questo, valutare la produttività o comunque dare una valutazione agli sviluppatori deve essere qualcosa di globale. Io ora vi darò una “ricetta” utilizzata in un progetto terminato poco fa; non è affatto perfetta e probabilmente ha bisogno dei vostri commenti per migliorare ancora e diventare un giudizio sensato.

Innanzitutto bisogna distinguere due tipi di valutazione: la valutazione personale, che comprende attributi tipo attenzione ai meeting, ritardo nel consegnare il lavoro, ritardo nel presentarsi al lavoro, entusiasmo, autonomia nel completare il lavoro e saper prendere decisioni corrette, e altre variabili che magari dipendono dal vostro posto di lavoro;  e la valutazione tramite “metriche”, ossia tramite valori ricavabili dai dati a disposizione. Entreremo nel dettaglio di queste due valutazioni tra un secondo; prima ricordatevi alcune vere regole alla base di tutto:

  1. un buon manager sa essere obiettivo quando valuta, quindi lo fa al netto di simpatie/antipatie, opinioni sportive, razziali, sessuali, etc.
  2. Qualsiasi metrica voi vogliate misurare, se vi restituisce qualcosa che secondo voi è fuori dalla realtà, probabilmente è una metrica  sbagliata.

Un commento sulla regola 2. Molto spesso noi raccogliamo metriche e poi dobbiamo combinarle con formule o altre cose per ottenere un numero “magico” che mette su una scala graduata tutti gli sviluppatori. Può accadere che alcune persone avranno una valutazione più alta di altri e voi manager sapete che la realtà è ben diversa. Che fare? Probabilmente avete sbagliato metrica, quindi conviene capire come mai sono usciti valori sbagliati e raccoglierne altri oppure combinarli in maniera da farli risultare più corrispondenti alla realtà.

Torniamo alle due metriche principali e cerchiamo di capire come usarle.

Valutazione personale

Questo tipo di valutazione è soggettiva, e viene fatta dal manager ad ogni meeting, sulla base del feedback che riceve dal team. La cosa migliore da fare è di creare una tabella per ogni meeting, che conterrà sulle righe tutti i team member, e sulle colonne i fattori che volete misurare: puntualità, attenzione, entusiasmo, etc etc. Queste servono ai manager per rendersi conto anche del modo in cui hanno lavorato settimana dopo settimana tutti i team member.

Alcuni consigli: usate una scala da 1 a 5 (o da 1 a 7); conviene prendere scale che siano dispari per poter rappresentare anche un valore medio. Si suppone che lavoriate tramite “meeting”, quindi ogni settimana farete un meeting in cui revisionerete il lavoro svolto e asssegnerete nuovi task. Se è così, avendo questa tabella aggiornata per ogni meeting, alla fine potrete fare delle medie e ricavare una sorta di scala graduata per ogni valore.

Valutazione tramite metriche

La valutazione tramite metriche serve a colmare quello che non fa la valutazione personale, ossia prende dei dati analitici dal progetto in corso e li analizza con tecniche anche statistiche se ce n’è bisogno.

Nel progetto a cui ho partecipato, le metriche che abbiamo preso in considerazione erano, per ogni documento creato:

  • un fattore di qualità del documento creato, da 0 a 1
  • un fattore di difficoltà, da 0 a 1
  • una metrica se l’artefatto è stato completato in tempo, magari con 1 se l’artefatto è stato completato in tempo e con valori minori se l’artefatto ha subito ritardi.

Uso la parola “artefatto” intendendo pezzi di documento, classi, pagine web, package, etc. La granularità la decidete voi, a seconda di quanto / cosa volete valutare.

Potete creare delle metriche anche per il codice, e ricavare questi valori. Purtroppo l’assegnazione di questi valori avverrà sulla base della vostra esperienza, quindi assegnerete 1 se l’artefatto vi sembrerà di buona qualità e 0 viceversa; se non avete molta esperienza dovrete farvi prima un’idea della situazione per saper giudicare.

Sommando questi numeri per ogni artefatto, otterete una valutazione dei vostri TM (team member) che sono abbastanza sorprendenti. Per questo, vi dico, forse non è la migliore formula possibile. Potreste provare a misurare il numero totale di artefatti consegnati, il numero di artefatti che hanno subito ritardo per ogni membro, e tutta un’altra serie di metriche che, se serve allo scopo, fate bene a mettere. E’ inutile riempire il database di numeri che non sapete interpretare; meglio pochi numeri ma che rappresentano il lavoro svolto dai membri.

Queste sono le parole di un professore che mi ha risposto sull’argomento:

La valutazione e’ estremamente soggettiva per quanto riguarda il comportamento delle persone, ma e’ basata comunque sulla propria esperienza e se vogliamo e’ oggettiva rispetto al punto di vista di chi valuta. In ogni caso, dei criteri bisogna averli fissati e dei pesi dati ai vari criteri bisogna averli definiti.

La produttivita’ non puo’ esserela panacea: serve solo a confrontare il lavoro
svolto da persone che hanno lavorato lo stesso tempo per vedere chi e stato  piu’ bravo (di per se’ non puo’ essere l’unico criterio).

Detto questo, l’esperienza mi dice che le persone in un progetto sono diverse e contribuiscono in maniera diversa, per cui e’ necessario differenziarle nella
valutazione (al di la’ dell’impegno profuso).

Questa risposta evidenzia un’opinione riguardo all’impegno che hanno profuso i diversi membri. Nel caso del nostro progetto, i ragazzi avevano lavorato pressappoco tutti lo stesso monte-ore, e mi sembrava poco saggio assegnare solo 2 punti su 4 disponibili per persone che si sono impegnate così tanto. Però un manager non deve livellare verso l’alto per amicarsi i membri, perchè così si fa nemici i Top manager. E non è buono per la carriera. Per fortuna questo era un progetto universitario e tante cose abbiamo potuto sbagliarle; nella vita reale le cose non si possono fare così.

Sia chiaro, mi rendo conto che il lavoro in azienda è del tutto diverso rispetto a quello fatto all’università, ed è bene evidenziarne le differenze.. Io magari mi sono allargato nei voti universitari non perchè volevamo davvero amicarci il prof, ma perchè davvero ero convinto che bene o male valessero tutti quel voto. Purtroppo i voti non li decido io (altrimenti avrei messo 30 a tutti…)

Questa piccola lezione di management spero possa essere utile a chi ha bisogno di delucidazioni.. La mia conoscenza finisce qui e per valutare le persone c’è bisogno di esperienza e metodo. Sicuramente ho scritto qualche imprecisione o qualche invenzione ma vi prego di non prendere per oro colato questo articolo: fareste bene a valutare i vostri dipendenti secondo i parametri che realmente sono necessari per la loro (e vostra) crescita professionale.

Vi lascio con l’ultima regola del management:

non importa quanti linguaggi di programmazione conosci, da quanto tempo lavori in azienda o qual è il tuo voto di laurea. L’unica cosa davvero importante è se sei capace di prenderti delle responsabilità (anche di un team) e di saperle onorare con l’impegno. Chi fa carriera non è il più bravo ma il più capace a rispettare e far rispettare tempi, costi, e qualità.

Valle delle Ferriere: escursionismo in costiera amalfitana

Aside

La costiera amalfitana è uno dei posti più belli del mondo.

Non lo è sicuramente perchè c’è il mare; quante altre parti del mondo  ce l’hanno?

Sono le montagne a fare la vera differenza; uno spettacolo unico di maestosità – con la roccia nuda che si scaglia a picco sull’acqua.

Abitando a 20 minuti dal primo paesino della costiera, Vietri Sul Mare,  penso spesso che la costiera inizi e finisca lì. Invece questa prosegue per una sessantina di chilometri, e si srotola lungo una delle coste più impervie del mondo: curve strettissime che passano per paesini tradizionali, fieri delle loro origini.

La Valle delle Ferriere è una valle che parte da Amalfi e sale fino ai monti dell’entroterra. Il sentiero che vi consiglio di seguire è questo: arrivati a Ravello, scendete verso Amalfi; troverete la freccia per Pontone, parcheggiate nell’unico parcheggio che c’è e seguite il sentiero “Giustino Fortunato” (sentiero CAI 23). Dopo neanche dieci minuti vi renderete conto di essere entrati in un luogo semplice, silenzioso, dove il verde domina e l’acqua scorre imperturbabile.

A un certo punto si attraversa un arco in pietra, appartenente a un acquedotto del passato. Questo dava sulla fabbrica che da il nome alla valle, da cui si estraeva il ferro per gli artigiani locali.Per tutto il resto del tragitto, è un susseguirsi di fabbriche di carta abbandonate ma perfettamente inquadrate nel contesto “naturale” della camminata.

Vicino all’acquedotto c’è una piccola area ristoro, tenetela pulita. E se trovate qualche guida esperta, fatevi postare all’imponente cascata di 20 metri… attenzione che è divieto d’accesso per gli esseri umani, visto che si trova in una riserva protetta piena di piante estremamente rare!

Ed eccovi un po’ di foto per farvi venire l’acquolina in bocca:

scorcio della costiera amalfitana

una cascata nell'area protetta della valle delle ferriere

Una imponente cascata di 20 metri nell'area protetta

il panorama di Amalfi visto dal sentiero

Una parte del sentiero che porta nella zona dell'acquedotto

Bully Scolarship Edition: pura diseducazione videoludica

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Ricordate le vostre scuole medie…

Ricordate i primi anni del liceo…

Ricordate i bulli?

Se non li ricordate, probabilmente lo eravate voi. Ma visto che questo blog è letto principalmente da gente di una certa levatura, è molto probabile che tanti anni fa eravate incalzati continuamente da questi “wappi” che si aggiravano per la scuola in cerca di qualche idiota da torturare.

Bully Scolarship Edition si ispira proprio a quegli anni; vi calate nei panni di un ragazzino di 15 anni con una famiglia totalmente assente che preferisce chiuderlo in uno dei peggiori college americani: Bullsworth. Se non si è anglofoni (o meglio: se non si conoscono le classiche parolacce inglesi) non riuscirete a rendervi conto di quello che dicono tutti intorno a voi: risse, ragazzi che spingono i soliti ciccioni o i soliti secchioni, i palestrati, i tipi duri, i fighetti… un bel casino insomma.

Bisognerà cercare di seguire le lezioni, completare le missioni (che variano dal portare la cioccolata a una ragazza che piange, al rincorrere un cretino che ti ha colpito con la fionda, aiutare un secchione a raggiungere il suo armadietto senza essere pestato in cambio di soldi, conquistare una ragazza…) e guadagnarsi il rispetto dei vari gruppetti all’interno della scuola. Come unici amici un ragazzo sociopatico e un effeminato. Vi sembra poco?

Il tutto cercando di non farsi prendere dai controllori (li chiameremmo bidelli qui in Italia), gente pagata per prendere quelli che litigano, dividerli e portarli dal preside.

Il gioco è incredibilmente “addictive”, ci giochi 5 minuti per vedere com’è fatto e ti trovi ad aver passato già un’ora; i movimenti sono naturali (specialmente quando si tratta di picchiarsi) e anche se alcune combinazioni di tasti ti fanno impappinare, dopo un po’ ti sembreranno naturalissime.

Unica nota: non fate giocare i ragazzini a questo gioco. Non è adatto a loro. E’ un incitamento continuo alla violenza come unica arma di sopravvivenza a scuola; a 12 anni potresti pensare che sia davvero l’unica strada per avere successo.