L’articolo di Wired di questo mese mi intrigava assai, volevo vedere con i miei occhi questi posti invisibili, questi luoghi in cui tutto è possibile e non si è mai rintracciati.

Nell’epoca in cui siamo super-iper-sorvegliati, quando ogni cosa che possediamo spara dati a nostra insaputa a chissà chi, può funzionare una cosa del genere? Si, perchè i creatori non sono coglioni, e poi perchè l’FBI deve davvero scimunirsi quando si tratta di acciuffare criminali di laggiù.

E allora, cos’è l’underweb? si chiama TOR, ed è un protocollo di comunicazione, lascio a voi l’onere di trovare i link e documentarvi.

Piccolo disclaimer: su rete TOR si trovano un sacco di contenuti, se si sa come cercarli; si va dai leaks politici fino alle peggiori foto porno; ah, non ve l’ho detto? potete anche comprare droga on line. Siccome tutto ciò è illegale, non verrò a dirvi come si fa, e insomma questo non è un tutorial, ma solo un modo per descrivervi che queste cose ci sono (e le ho viste, dopo 2 ore di sbattimenti).

Innanzitutto: installare il client TOR con un browser TOR-capable è una cretinata, doppo click-avanti-avanti-accetto (se siete su windows), sugli altri sistemi è la solita manfrina. Si apre una finestra con un tasto: “connect to TOR”, voi lo premete, aspettate un minutino e voilà, siete connessi. Vi si apre automaticamente un browser capace di collegarsi a tutti i siti web che conoscevate prima, l’unica differenza è che questa volta siete anonimi, VERAMENTE ANONIMI.

Per farla breve: se vi collegate a google senza TOR, ogni richiesta arriva dallo stesso indirizzo ip, con lo stesso cookie, insomma basta incrociare i dati e sanno pure da quale stanza della casa hai mosso il mouse.

Con TOR invece, ogni richiesta arriva da un indirizzo diverso. Voi siete sempre lì, nella vostra stanza, ma ogni richiesta che fate (ogni pacchetto che inviate) viaggia per incroci lunghi, su connessioni cifrate, tali che è impossibile risalire a voi con certezza perchè oggi siete in America, e poi Ecuador, e poi Alaska, e così via.

Navigare nel web di sopra, quello che conosciamo normalmente, non è così eccitante: è sempre bello fregare google, ma il meglio non è lì. Il problema vero è trovare i siti dell’underweb (che hanno suffisso .onion) che mostrino qualcosa di interessante. Fatte due ricerche, in verità 2000 ricerche, mi sono imbattuto in una directory di siti web con tanto di categorie: droghe… politica… economia… porno… armi… insomma ce n’è per tutti i gusti.

Il porno c’è anche nell’up-web, quindi stavolta proviamo le droghe 😉 et voilà, mi sono ritrovato sul famigerato Silk Roads (non so dire se è quello vero, dato che si diceva che era stato chiuso), ma volendo potevo andare anche su altri siti simili. E per pochi bitcoin posso comprare torte alla marjuana.

BitCoin? che diavolo è? E’ una nuova moneta completamente elettronica, studiata e creata da un pazzo squilibrato ma che ha la caratteristica di essere decentralizzata, non è attaccabile dall’inflazione, e nessun governo la governa. Esistono tabelle di conversione tra euro e bitcoin, e con questi puoi fare quel che vuoi nell’underweb. Puoi anche ricambiarli da coin a euro.

Non solo gli indirizzi web hanno nomi tipo thbgdxfcdfntbtf.onion , esistono anche indirizzi email completamente randomici. Tramite email cifrata ti scrivi, tramite web cifrato chatti e navighi, tramite bitcoin paghi.

E io?

Io mi sono fatto solo un giro. Ho potuto vedere che sì, c’è tanta merda, ma c’è del buono. Quel posto è senza censure DAVVERO, e se ci lamentiamo che nei forum chiunque può scrivere quel che gli pare, figuratevi lì sotto. Ma è strategicamente importante avere un posto del genere per, diciamo, cinesi, vietnamiti, russi, e chiunque venga tracciato / sorvegliato ingiustamente.

Dimenticavo: niente javascript, niente tag speciali o particolari, https ovunque, solo pagine in inglese (perchè se chiedi una pagina in italiano si può capire chi sei/dove sei)… Sembra di stare nel web dei primi anni novanta (e io in parte li ho visti!), e in effetti si respira quel senso di frontiera.

Un giorno TOR ci salverà da Terminator? Forse no, ma visto quanto è complicato cercare le cose scabrose, per me sta bene lì dov’è.