Se il futuro del Paese fosse legato ad Internet

Ogni volta che accendo la televisione sentiamo sempre di fabbriche che chiudono, posti di lavoro che si perdono, proteste, scioperi e manifestazioni. “Il lavoro, il lavoro!” Gridano i manifestanti, GIUSTAMENTE, ma ciò che chiedono ormai appartiene a un’altra epoca.

Il futuro dell’Italia non è nelle automobili. Un settore che richiede continui aiuti statali, in un momento storico in cui una auto costa decisamente troppo, disfarsi della vecchia costa altrettanto e soprattutto chiunque ha già un’auto, non capisco come si possa continuare a riporre tanta fiducia in questo settore. Andava bene 30-40 anni fa, in una Italia post bellica che produceva il bene del futuro. E ora?

La maggiore economia del mondo basa tutto il suo successo sull’altissima tecnologia. Le 4 maggiori compagnie americane, conosciute in tutto il mondo, sono Apple, IBM, Google e Microsoft. Senza i loro servizi probabilmente ora staremmo ancora vivendo di zappe e cavolfiori.

Le aziende americane nascono da subito come multinazionali, e se anche prima offrivano servizi legati all’hardware, oggi sono tutte orientate verso il Web. Internet (frase fatta) ti permette di vendere i tuoi servizi a tutto il mondo, già dal Giorno Zero della messa online… questo l’hanno capito bene tutti quelli che si sono inventati le “nuove professioni”, e paradossalmente non l’hanno capito i nostri padri (sfortuna vuole che ci governino loro).

Ora, noi abbiamo questo enorme gap tecnico con gli Stati Uniti e anzi da soli non potremmo mai competere con loro. Le tasse e la burocrazia schiaccerebbero ogni idea brillante, e poi vuoi metterti contro il vero limite dell’Italia? Ma voi lo sapete qual è il vero limite ? Internet mobile fa schifo! Se io dovessi fare un’app che basa tutto il suo business sull’idea che l’utente è sempre connesso, mi ritroverei a combattere col fatto che in alcune zone d’Italia non c’è manco la rete GSM! Con un segnale che casca non appena entriamo in un edificio. Che soldi voglio ricavarci da una linea così?

Dunque se vogliamo provare a seguire la strada tracciata dai grandi player del mercato, dobbiamo un pò scrollarci di dosso l’idea che lo stato deve aiutare le aziende perchè l’unico aiuto utile è di migliorare le infrastrutture, abbassare le tasse e metterci in condizione di essere competitivi COL MONDO INTERO. You can’t think local anymore.

E ora via per una nuova settimana di lavoro!

3 mesi di MacBook AIR

Ho ricevuto per email questa domanda:

Ciao,

sono capitato per caso sul tuo blog ed ho visto che parlavi del Mac Air. Se ti posso disturbare un secondo, da programmatore e linuxaro quale mi pare di capire sei, ti volevo chiedere se il Mac Air vale la spesa o no. Mi serve un pc leggero da portare in giro e che possa usare per fare tutto. Tu sei contento della spesa sostenuta o secondo te è meglio rivolgersi ad altri ultrabook ?

ciao
Fabio

A questa domanda ho risposto in maniera assolutamente personale, ma siccome potrebbe essere utile anche per qualcun altro, eccola qui. Per la cronaca, ecco l’articolo in cui parlavo di quando ho comprato l’Air.

Ciao!

Sono un programmatore e nell’animo sono ancora linuxiano, e allora perché ho comprato un mac ? e soprattutto un macbook air?

A febbraio di quest’anno mi sono laureato e a aprile ho trovato lavoro. Il mio vecchio Dell, dopo 5 anni di onorato servizio, non riusciva neanche più a caricare youtube (…) senza bloccarsi. Contemporaneamente ho trovato un lavoro dignitoso che mi avrebbe potuto permettere di pagare il primo computer di tasca mia.

Nei due mesi in cui ero in cerca di lavoro, ho letto tantissime offerte per programmatori iOS. C’erano anche offerte Android, ma molte meno (perché essendo android libero, il mercato offre molti più programmatori android, e quindi poche offerte di lavoro libere). Invece il mondo dei programmatori iOS ha ancora margini di assunzione perché sono pochi quelli che possono imparare a programmare per questa piattaforma.

Alla fine ho dunque pensato che il mio prossimo computer  sarebbe dovuto essere un mac, per non pormi limiti casomai un giorno volessi imparare iOS, ma siccome potevo permettermi anche di pagarlo a rate, ho preso un AIR. Ho passato i tempi dell’università portandomi questo computer avanti e indietro, e un computer di 3 kg pesa molto. Mio padre invece già usava l’air per lavoro e diceva che quasi non lo sentiva.

Siccome viaggio molto per andare a lavoro, circa 45 minuti per arrivare a Napoli, pensavo di poterlo usare magari per studiare nell’autobus, per portare avanti alcuni progetti, etc. La verità è che dopo 8 ore di lavoro non hai nessuna voglia di tirarlo fuori, né di fare alcunché.  Insomma, avrei potuto prendere un macbook normale dato che comunque lo tengo sempre a casa. In effetti quelle 600 € di differenza ora mi avrebbero fatto comodo. Pazienza!

Dal punto di vista dello sviluppo software, la prima cosa che ho fatto sul macbook air è stata d installare Virtualbox con Ubuntu e Windows. Nella mia brevissima vita di programmatore ho imparato che su linux si devono fare delle cose, su windows altre, e su mac altre ancora. Quindi occorre averli tutt’e tre anche solo per fare dei test. Rimpiango delle cose di linux, ad esempio l’incredibile personalizzazione che avevo, gli automatismi raggiunti con la shell, etc. Ma siccome mac accetta quasi tutti i comandi unix, mi sto riscrivendo poco a poco tutte le utility che mi servivano (una su tutte, uno script per il backup).

Che dire, si impara tanto cambiando. Se puoi, fallo anche tu. Prova a compilare un programma e a farlo girare sui tre sistemi… un programma di media grandezza (che ha bisogno di variabili di sistema, di scrivere su disco, di creare un installer…) si declina in modo diverso. Saperli tutt’e tre è solo un vantaggio.

Che dire più? Aspettiamo windows 8 (sono curioso di provarlo), ma viva l’open source, viva la conoscenza.

Fammi sapere che farai!

Ciao!

 

Forst, la birra italiana al salone del gusto di Torino

Quest’articolo è stato sponsorizzato, tuttavia mantengo il la mia libertà di opinione. 

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Siete amanti della birra? Io si. Una volta alla settimana, infatti, mi ritaglio un piccolo spazio tutto per me (e i miei amici) per andare al pub e mangiare qualche bel panino, magari accompagnato da una buona birrozza.

Una delle birre che non manca mai è la birra Forst, conosciutissima e (non lo sapevo) italianissima, infatti viene prodotta in Alto Adige da un secolo e mezzo!

La bellissima fabbrica della birra FORST

Che sapore ha la Forst? Se ne trovano di diversi tipi, di sicuro il fattore accomunante è il gusto deciso (e a me piacciono le birre decise). Se non l’avete mai provata potete riversarvi nel vostro pub di fiducia e provarla, oppure potete fare un salto al Salone del Gusto di Torino dal 25 al 29 Ottobre (può essere un’ottima idea per una gita fuori porta!).

In particolare Forst propone accoppiamenti culinari molto ricercati, che di sicuro fanno salire la voglia di provarli: potremo provare ad esempio formaggi affinati alla birra oppure speck e cioccolato con il ripieno alla birra della casa FORST.

Al Salone del Gusto, a cui Forst partecipa come membro Slow Food, ci sarà la possibilità di vincere qualcosina: prima e durante la manifestazione basterà caricare una propria foto su facebook gustandosi una Forst per vincere 300 ingressi al Salone; agli stand invece sarà di scena il concorso “st[r]appa e vinci” per altri ricchi premi. Se sarete tra i fortunati a vincere gli ingressi al salone, avrete la possibiltà di conoscere il Mastro Birraio che vi porterà a gustare la Forst nel modo corretto e a riconoscerne le varie qualità, accompagnandole con le loro specialità.

Ne approfitto anche per solleticare il vostro lato nerd: il sito della birra Forst è veramente ben fatto, non molto grande ma racconta perfettamente gli ideali aziendali, con una grafica caratteristica.

Buona visione e buon gusto, ma non dimenticare, « bevi responsabile » !

24 ore di insegnamento a settimana può essere considerato troppo?

Qualche tempo fa il ministro Profumo, in un’ottica di spending review, ha proposto che le ore di insegnamento dei docenti passassero da 18 a 24 (è già così per le elementari) a parità di stipendio, tuttavia aumentando di 15 giorni le ferie (in pratica quei 15 giorni in cui la scuola è chiusa e gli insegnanti vanno a prendersi il caffè e a leggere il giornale).

Premetto che neanche qualche settimana fa tentavo di partecipare al concorsone e con molto rammarico ho scoperto che non potevo partecipare perché non mi sono laureato entro il 2003 (a quei tempi mi stavo iscrivendo all’università). L’idea di insegnare mi piace tanto, anzi come insegnante mi sento proprio portato, peccato che per ora non c’è ricerca di buoni insegnanti ma solo di cavilli legali per non far accedere i meritevoli a questa professione.

In rete non si parla d’altro che di raccolta firme contro questa proposta, visto che molti insegnanti dicono che 18 ore sono già tante (una media di 3 ore al giorno!). 24 (che sarebbero 4 al giorno) diventerebbe un’alienazione al lavoro rendendolo massacrante.

Ma stiamo scherzando?

Io lavoro 40 ore a settimana, faccio un lavoro intellettuale e per farlo ho studiato per anni impegnandomi al massimo delle mie forze ottenendo voti commisurati al mio impegno. Davvero il mondo degli insegnanti ha paura di lavorare un’ora in più?

Vergognatevi e portate rispetto per chi lavora veramente! Dovreste solo ringraziare che grazie alle solite sanatorie bloccate (non chiamateli concorsi!) vi hanno assunti… ricordo i giorni del liceo e i miei professori scansafatiche… probabilmente loro non erano eccezioni ma l’espressione di una Casta che, fortunatamente, non conta nulla.

Scusate lo sfogo, ma visto che mi alzo tutte le mattine alle 6.45 e torno alle 19.15, ci voleva proprio.

Unicredit, la banca più giovane che c’è

Questo post è stato sponsorizzato ma mantengo la mia libertà di opinione.

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Quando si parla di banche si pensa a due cose:

  • soldi
  • posto in cui si trovano persone “incravattate” che rappresentano metaforicamente La Noia e La Vecchiaia.

Unicredit si sta adoperando in ogni modo per cambiare radicalmente il concetto di banca. Una banca non dovrebbe essere solo il luogo in cui depositare soldi (per chi ce li ha) o per prelavarli (con o senza mano armata), nè il solito posto in cui chiedere mutui. Inoltre, la nostra vita si è spostata su internet ( = su facebook), ed è lì che la gente passa il 90% del proprio tempo libero, anche per scoprire eventuali informazioni finanziarie. Io stesso ho passato una grande parte del mio tempo libero a cercare un conto bancario migliore per diminuire le spese.

La prima cosa che ho quindi scoperto è che Unicredit ha una pagina facebook bellissima, piena di suggerimenti utili su arte, tempo libero e sport, insomma non promuovono solo conti correnti e carte di credito, ma sponsorizzano realmente iniziative bellissime e anche non correlate con unicredit. Dategli uno sguardo.

Ma alcune iniziative legate direttamente a UniCredit sono comunque una gran figata. Nel mese di ottobre si parla di due cose che sono davvero simpatiche:  il tour della champions league Trophy Tour e il concorso artistico Contemporary Times.

Il Trophy Tour è, per farla breve, il tour della Champions League (Si! La vera e propria Coppa dei Campioni in giro per le principali città italiane!). In questi giorni è stata a Napoli, sfortuna mia che non l’ho saputo per tempo (e inoltre a lavoro ho fatto straordinari anche di sabato), perchè chi ama il calcio sa quanto è importante la coppa per la squadra, i tifosi e l’orgoglio. Nei prossimi giorni sarà a Roma: se potete, andate.

Un’altra iniziativa che secondo me merita di essere lodata è Contemporary Times, una concorso artistico basato sulla street art per raccontare la contemporaneità. Riprendendo i disegni dei writer nella metro di New York negli anni ’80, forma d’arte nata come risposta alla repressione sociale  per l’arte incelophanata dei galleristi, Unicredit ha chiesto agli artisti che volevano mettersi in gioco di dipingere una fiancata di metrò interpretando il tema del Tempo. Al vincitore (già proclamato, Thomas Berra) verrà organizzata una mostra personale a Milano, che sarà sicuramente interessante. Anche a tre fortunati utenti che hanno votato on line le loro opere sarà regalato un viaggio-premio in hotel extralusso per visitare la mostra il giorno dell’inaugurazione. Very good!

Continuiamo a tenere d’occhio la pagina di UniCredit, non si sa mai che arriva l’idea per un weekend fuori dalle righe: una mostra, un evento sportivo, sarà di sicuro più piacevole vederlo dal vivo che alla tv..