Tophost & Topserver: Le prime cose da fare se si installa ubuntu

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Anche tu hai buttato i tuoi anni a configurare apache sul tuo pc?
Anche tu hai perso tempo cercando di far partire tomcat?
Anche tu hai smesso di studiare Ruby perchè nessun hosting economico lo offre?

Tophost pensa proprio a noi e infatti ci offre un ambiente LAMP che semplifica di molto la prima domanda.
Ma se avete un progetto in JSP/Servlet, o se dovete installare qualcosa di più di un semplice sito web… cosa fare? bisogna per forza affidarsi a quei mega siti da 200 € all’anno? Grazie a Tophost, la risposta è NO.

Da poco Tophost ha lanciato TopServer, un server virtuale a “gettone” (con 6 € sta acceso per 30 giorni, ma il bello è che si può spegnere a piacimento!).

Beh io l’ho comprato e ci sto iniziando a smanettare su, anche perchè ho voglia di reimpratichirmi con la linea di comando. Ho quindi creato un Ubuntu 12.04 LTS server.

Appena creato il topServer, provo a connettermi via ssh. Non ho mai usato ssh prima d’ora, quindi PANICO. Beh, il comando da usare è:

ssh NOME_UTENTE@NOME_SERVER

per la cronaca, non sta scritto da  nessuna parte su  tophost, bisogna  accedere con utente root e non con l’utente che viene specificato nell’area utente. Perchè, bo.

Il nome server a me funziona solo se inserisco l’ip, quindi vi consiglio di provare con l’indirizzo IP se non vi parte.

La password da inserire invece la troviamo nel pannello di amministrazione del server (almeno quella!).

Bene… superato il primo scoglio eccoci al secondo. Mica vorremmo usare sempre ROOT per accedere al server?! Così mi sono creato il mio bell’utente per le mie operazioni magiche.

useradd -d /home/testuser -s /bin/bash -m testuser
passwd testuser

Spiegone: con useradd aggiungiuamo il nuovo utente testuser. Con -m gli diciamo di creare subito la sua cartella home, definita con l’opzione -d /home testuser. Subito dopo aver creato l’utente, gli creiamo la password con passwd. 


Perfetto, ora abbiamo anche l’utente testuser, ma dobbiamo dargli il privilegio  di poter usare SUDO. Come fare?

Sempre da root, lanciamo

visudo

andiamo fino alla riga in cui c’è scritto root, premiamo i per poter scrivere e scriviamo alla riga successiva:

testuser ALL=(ALL) ALL

Per salvare e uscire, premete ESC e poi :x  (due punti – x) e invio.  Se volete solo salvare, :w e invio. Se volete uscire, :q . Se volete uscire senza salvare, :q! .

Sembra che abbiate fatto tutto. Uscite da ssh e riaccedete, stavolta potete fare l’accesso con testuser direttamente. Se però vedete solo un triste simbolo di dollaro a sinistra, digitate il comando bash e tutto tornerà più fico.

E ora sotto con le installazioni pazze !!!

i bambini, diamine, i bambini!!!

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Questo articolo è stato sponsorizzato da Buzzparadise. Resto comunque libero di esprimere le mie opinioni.

Il presidente Monti: Non è tenerissimo? :-)

 

 

Ricordate la vostra infanzia?

Da bambino frequentavo una scuola elementare “privata”, gestita dalle suore. Ricordo che mi divertivo tantissimo… Mangiavamo lì, poi dopo pranzo c’era la ricreazione (campetto di calcio, pallavolo, giochi vari con i compagni di classe…), e per finire pochissimi compiti dato che in genere restavamo a scuola fino alle 4.

I miei genitori si sono impegnati per offrirmi il meglio di ciò che avevano (eravamo e siamo una famiglia medio-borghese qualunque), ossia istruzione, educazione e amore.

Ricordo le passeggiate in montagna con la mia famiglia, i giochi nel parco, i giri in bicicletta con i primi amici…

Purtroppo quando si è bambini si è anche indifesi alle cattiverie e ai comportamenti sbagliati dei “grandi”, quindi immagino che non sia andata così bene a tutti.

I problemi del mondo dell’infanzia sono pochi ma di rilievo: tolti i problemi familiari, perchè purtroppo c’è gente squilibrata che si improvvisa nel ruolo di genitori, la maggior parte dei problemi sono di tipo sociale. Mi spiego: Il bambino che è costretto a passare tanto tempo a  casa da solo perchè la madre, sola, è costretta a lavorare per farlo mangiare, non potrà dire di vivere un’infanzia gioiosa. Il bambino che dovrà scegliere di lavorare, vista la situazione economica familiare, non potrà certo ricordare momenti di gioco che non ha vissuto. Ecco, questi sono i problemi della nostra società!

E come si curano i problemi sociali? In Italia tutto passa per la politica, per questo Save  The Children ha lanciato una campagna intitolata “Ricordiamoci dell’infanzia“, un modo per dire a Monti di fare qualcosa per loro. Save the children punta specialmente il dito  sull’opinione pubblica che, quando si pensa ai diritti dell’infanzia, subito pensa al terzo mondo o cose simili. Non è così: un bambino su 4 è a rischio povertà in Italia, e non so se vi rendete conto di quanto è grande questa cifra.

Non mi resta che invogliarvi, spronarvi a registrarvi sul  loro sito, fare  come ho fatto io (ho dato l’esempio!) inserendo una vostra foto e un commento, giusto per far capire a Monti che noi ci teniamo davvero. Fallo! Adesso! Lo sai che chi arriva alla fine dell’articolo senza aiutare Save The Children passa la nottata in bagno? :-)

p.s. non bisogna investire soldi ma 2 minuti del proprio tempo per i nostri bambini. Forse un giorno avremo aiutato un compagno di scuola di tuo figlio.

Vi linko  uno slideshow dell’evento in piazza di Save The Children: dategli uno sguardo.