White Collar e quel dannato fascino dei crimini

Da qualche tempo mi è venuta voglia di scassinare una cassaforte, rubare quadri e falsificare opere d’arte 🙂

Il motivo di tutto questo è White Collar, una serie tv (tipo CSI) in cui un bel giovanotto (diciamolo subito: E’ GAY!!! e se non ci credete fuori da questo sito ci sono le prove) è uno dei più bravi falsari/ladri d’opere d’arte del mondo. Ossessionato dal suo amore per una ragazza che “secondo me” è una gran bastardona, combina una lunga serie di guai ma all’FBI hanno troppo bisogno di lui per spedirlo in cella. Così l’agente Peter Burke (vorrei essere così da grande) gli mette una bella cavigliera elettronica, di quelle che in Italia sono comunemente usate per risolvere il problema dell’affollamento nelle carceri, e se lo prende a lavorare all’FBI come “consulente”.

Diciamocelo, le atmosfere sono molto alla “Italian Job”, e ovunque c’è un po’ di crimine il nostro cervello scarica endorfine a non finire. Anche se alcune volte gli sviluppi dei crimini sono un po’ scontati, in genere si finisce sempre col chiedersi “vorrei tanto sapere come va a finire” … tanto da guardare subito il prossimo episodio.

Di questi tempi siete fortunati, lo trasmette Italia 1. Solo che io non guardo la tv quindi non so dirvi quando lo fanno, a che ora, etc.. Se avete trovato questo blog, saprete trovare anche queste informazioni!

Beh, se come me diventate fan di questa serie, fatemelo sapere: ho voglia di dirvi 2-3 cose che secondo me nel telefilm sono delle  gran cazzate 🙂 (come ad esempio il fatto che ogni “ricevitore” GPS sia localizzabile, gran cazzata se non ha anche una trasmittente al suo interno… e normalmente non ce l’ha!).

Monte Faito dieci anni dopo

Per tutta la mia infanzia sono andato ogni estate a Monte Faito, frazione di Vico Equense: stiamo parlando di un posto bellissimo in mezzo alla costiera amalfitana, a 1200 metri d’altezza, con un panorama mozzafiato e una natura incontaminata.

Quando ero piccolo mio padre organizzava dei corsi di inglese con ritorno madrelingua, in pratica erano vere e proprie vacanze studio di 1-2 settimane per ragazzi. Siccome mio padre era l’organizzatore, io restavo lì anche un mese, e posso dire che l’inglese che so l’ho imparato lì (avendo partecipato a questi campi dai 2 ai 14 anni).

Poi successe il fattaccio di Angela Celentano e il turismo a Monte Faito fallì.

Da quel momento in poi sono tornato lì sopra poche volte, 5-6 volte in tutto in 10 anni.
Ma l’ultimo ferragosto sono tornato lì, non senza un filo d’emozione che si prova quando si visita un posto che si conosce a memoria! 

Parcheggiato a Castellammare, abiamo preso la funivia che in 8 minuti ci ha fatto arrivare a 1200 metri.  Attenti alle orecchie!
Da lì abbiamo imboccato il sentierino che ci ha portato all’hotel Sant’Angelo, dove abbiamo pranzato benissimo. Successivamente abbiamo passeggiato un pò per il paesino, tra boschi e .. boschi (non c’é altro).

Cercavamo il maneggio ma non l’abbiamo trovato, anzi abbiamo saputo che é stato dismesso.
Invece l’area picnic era strapiena, lì dove fanno la sagra della castagna.

Insomma, mi sembra che i tempi siano maturi per mettere da parte la paura dei rapimenti. Se la logica fosse questa, non dovremmo piu andare alle poste per paura di essere rapiti, né camminare per strada per paura degli incidenti!

Dall’altro lato, tutti i vecchi alberghi hanno chiuso, le strade sono dissestate e le case private non sembrano molto frequentate, anche se spesso sono seconde case di chi abita a Vico.

Insomma, una perla della nostra terra e costiera dovrebbe venire riscoperta sia dal grande pubblico sia dagli investitori. Il CAI, per quel che ne so, ha dei bellissimi sentieri che portano ad altezze e passaggi mai visti.

E voi, ci siete mai stati?