Il mio primo colloquio di lavoro


La laurea inesorabilmente si avvicina, anche se mancano ancora 2-3 step fondamentali; ora che, per la prima volta nella mia vita, non so cosa accadrà una volta fuori dall’università, è bene impegnare il tempo facendo un po’ di colloqui di lavoro.

La prima occasione me l’ha offerta l’università con il placement day, un giorno in cui i neo laureati e i laureandi incontrano le aziende più in voga della zona, con la possibilità di lasciare un curriculum e di sostenere un piccolo colloquio. Ho parlato con 2-3 aziende, ho spiegato le mie tesi di laurea e il mio percorso scolastico, e tutte mi hanno dato i loro consigli.

Qualche giorno fa sono stato contattato da una di queste aziende, era venerdì; mi chiedono per telefono: “è interessato a un colloqui per la nostra sede di Bologna? se è interessato, la aspettiamo lunedì alle 15.00”.

Ora immaginatevi il mio stupore davanti a quella richiesta così bizzarra: spostarmi “un attimo” a Bologna (da Salerno), andare lì a parlare con quest’azienda, tornare di nuovo a casa per la sera. Per fortuna con Trenitalia m’è costato solo 100 €, grazie all’opzione andata e ritorno in giornata. Ma che fatica!

Comunque, il giorno prima di partire mi sono addirittura accorto di non avere le scarpe adatte ad un colloquio! Io e la mia ragazza abbiamo girato un intero centro commerciale (4 ore!) prima di trovare delle belle scarpe bianche e nere, di marca, come si conviene per un candidato a colloquio 🙂

Sul treno si chiacchiera con le persone più incredibili, dai figli dei magistrati (eh si, un magistrato che è spesso citato in tv) fino a una comitiva di 50 honduregni in vacanza in Italia.. Il tempo deve passare, e anche se mi sono portato il telefonino e il pc per giocare un po’, è davvero stancante stare 4,5 ore seduto in treno.

Il colloquio è stato positivo, almeno per me. La società ha sede in un palazzo storico di Bologna e la prima impressione che ho avuto è che essendo il palazzo stroppo storico è impossibile anche solo cambiare le mattonelle 🙂 mi aspettavo più modernità, e invece ecco i primi stereotipi delle aziende di informatica: dipendenti che girano per i corridoi con i computer accesi in mano (magari mentre parlano su skype), segretari in abbigliamento comodo (mentre io stavo in camicia e pantaloni lunghi, con 30 gradi fuori, da 9 ore!) … solo i manager o i dirigenti erano in classica giacca e cravatta.

Il colloquio è molto simile a quelli fatti all’università, si parla di me, delle materie che ho studiato, delle tecnologie che conosco. Poche domande tecniche. Mi dice che il 95% delle persone che iniziano a lavorare con un contratto di stage poi vengono assunte con un contratto di formazione di due anni, e il 99,9% di questi diventano poi assunti a tempo pieno. Ovviamente, però, questi due anni e mezzo (e anche oltre) bisogna trascorrerli lì, a Bologna, perchè è lì che c’è bisogno ora di personale.

La cosa non mi spaventa, anche se poi iniziamo a parlare di come si fa ad avere una famiglia se per tutta la vita non si sa dove si andrà a lavorare. E’ così che apro una interessante conversazione sulla vita del mio intervistatore, che mi parla di come per 15 anni abbia lavorato lontano da casa e da poco è stato trasferito a Bologna, che per lui è vicino casa. Se si aspira ad alti traguardi, bisogna essere pronti a grandi sacrifici; altrettanto grande dunque dev’essere l’ambizione di crescere, migliorare, senza fermarsi alla tranquillità e alla comodità del presente. Anche perché l’informatica è una disciplina che si sposta dal cliente, e non viceversa…

Castel San Giorgio, la legge è uguale solo per qualcuno

Mi spiace rompere la cortina del buonismo presente sul mio sito per scrivere male proprio del mio Comune.

Qualche sera fa dovevo suonare in un nuovo locale presente a Castel San Giorgio, nella  frazione di Lanzara. Eviterò di fare nomi, chiamiamolo “Gengis Bar”.

Ebbene, il pomeriggio stesso della fatidica sera in cui avrei dovuto suonare, i vigili bussano a casa mia (!). Immaginatevi lo sgomento, la sorpresa da parte di tutta la famiglia, per una visita così “istituzionale”.

Scendo giù per capire cosa vogliano, e mi informano che c’è stato un esposto contro il Gengis Bar e contro di me da parte di un vicino, il quale non sopporta la musica ad alto volume. L’esposto diceva più o meno queste cose: “Sono stato informato (parla il denunciante) che il giorno XX/XX/XXXX ci sarà una manifestazione musicale. Gengis Bar non ha le carte a posto, quindi se dovesse suonare, dovete intervenire“.

Ora, i vigili mi spiegano: “capiscici… figurati se a noi interessa se Gengis Bar fa musica … però se c’è un esposto noi siamo obbligati a intervenire… e se troviamo te che suoni, dovremmo interrogarti e sei pure passibile di una multa …”.

La serata non si è fatta, io non ho suonato, il locale non ha guadagnato i soldi spesi nella promozione dell’evento, e io caduto nello sconforto ho anche pensato di vendere tutte le chitarre e dedicarmi a qualche arte meno perseguibile.

Colui che ha fatto l’esposto ha i soldi che gli escono dalle orecchie. La sua casa dista ben 200 metri dal locale. Direte voi, forse si fa così tanto casino che comunque è disturbato dal chiasso? No, vi assicuro, non si sente nulla già a 3 metri di distanza dal locale.

Cosa ha fatto il Gengis Bar? Da domani si preoccuperà di insonorizzare il locale (altri euro da spendere), inoltre si farà tutte le carte che servono (antincendio, limitazione dei decibel da parte dell’ASL, etc) per essere finalmente in linea con la legge. In questo modo sarà inattaccabile a qualsiasi esposto. Ora non voglio parlare del fatto che queste carte non si debbano fare: se sono contemplate dalla legge, devono essere fatte. Anche se, essendo in un paesino, si potrebbe anche chiudere un’occhio, e infatti è questo che fanno i vigili: chiudono un’occhio, altrimenti sommersi dalla burocrazia nessun locale potrebbe più suonare neanche un cd audio da far ascoltare ai propri clienti. (E aggiungo: non potrebbe neanche servire un caffè a tavola!!).

E invece…

Stasera sono passato sotto la casa del “denunciatore”. Vi rammento che ci troviamo a 200 metri di distanza. Una nuova rosticceria stava inaugurando. Indovinate un po’? C’era il Karaoke per strada!! Sotto casa sua!! Musica napoletana sparata ad alto volume per deliziare le orecchie dei partecipanti. Io li avrei denunciati già per il fatto di aver suonato insieme O’ Surdato Nnammurato, Mario Merola (non so il pezzo) e poi i neomelodici, senza pietà per i presenti.

Ma torniamo alla legge. Dov’erano i vigili? Vuoi vedere che non sapevano niente di questa inaugurazione? Al Gengis Bar erano capaci di passare intere serate parcheggiati davanti.

Dov’era il denunciatore? Com’è che la rosticceria poteva suonare tutto quello che voleva direttamente per strada? Forse gradisce maggiormente i cantanti napoletani. In tal caso mi sento offeso personalmente, perchè anche io canto musica napoletana (non solo), ma non mi ha neanche ascoltato per vedere se gli piaccio o no.

Sono andato al Gengis Bar, che mi ha detto: “certo, è strano che loro possono fare tutto quello che vogliono mentre noi abbiamo le mani legate… ma io non sono un farabutto (testualmente: omm’ e merd), quindi non mi permetterò di denunciarli. Dopo che avrò le licenze (ossia: dopo che avrò speso 5000 €), però, chiamerò i vigili tutti i giorni!”.

Che vi sembra?

A mal pensare si fa peccato, ma forse il denunciatore vuol favorire la rosticceria. E comunque, sbagliano in primis i vigili: loro stessi dissero che se il Gengis Bar non poteva suonare per questioni burocratiche allora non poteva farlo nessuno, e invece mi sembra che tutti fanno quello che vogliono. Chi segue la legge, invece, si ritrova con un bel problema dritto dritto nel c…

con Prey ritrovi il tuo pc (o smartphone) rubato

PreyProject.com, sito antifurtoPanico!

vi hanno rubato il pc?

Purtroppo non c’è niente da fare, andate a comprarne uno nuovo.

Ma spesso un pc rubato non è tanto grave quanto la perdita di tutti i dati, a cui non avete mai fatto un backup … Peggio ancora, tutti i dati sono nelle mani di un malvivente che potrebbe usarli contro di voi, per ricattarvi o per fare delle frodi a vostro nome!

Per fortuna potete limitare i danni installando un software e registrandovi a Prey.

Prey funziona per Windows, Mac, Linux (quindi anche il mio pc con Ubuntu è protetto!), Android.. Purtroppo per l’iphone ci stanno ancora lavorando.

Come funziona?

Innanzitutto registratevi al sito che vi ho linkato sopra, dopodichè il modo più veloce per installare prey su un nuovo dispositivo è quello di andare nella sezione Downloads, e di scaricare il programma per il vostro sistema operativo. Una volta installato basterà configurarlo con il vostro nome utente e password, e sul sito internet vedrete subito che i vostri dispositivi sono tracciati!

Cosa possiamo fare con Prey?

Per i pc, possiamo:

  • farci dare le coordinate gps del dispositivo, acquisibili attraverso la rete (spesso i pc non hanno un gps come i telefonini, quindi non saranno coordinate attendibili, cmq sono un buon inizio).
  • ottenere screenshot del computer (vedere cosa sta facendo il ladro con il nostro pc)
  • scattare foto con la webcam del pc (utilissimo per identificare il ladro)
  • inviare un messaggio di allarme o far riprodurre un suono per 30 secondi (utile se non trovate il pc in stanza, o per far spaventare  il ladro)
  • cancellare tutti i dati del vostro pc (attenzione! è una mossa estrema, fatela solo se avete un backup).

Ricordate, in ogni caso bisogna affidare queste informazioni alle autorità e non andare da soli a casa del ladro, rischiate di non tornare più.

Per i telefoni:

  • attivare e disattivare prey via sms
  • ottenere le coordinate gps
  • disconnetterlo e connetterlo dalla rete
  • far suonare un allarme
  • inviare un messaggio al telefono
  • bloccarlo chiedendo una password di sblocco

Direi che le funzionalità sono abbastanza curiose! ovviamente io ho fatto una prova, ho provato a far suonare un allarme sul mio pc e a bloccare il mio telefonino, e ovviamente funziona.

E se il ladro formatta?

Almeno non potrà utilizzare i vostri dati personali, come carte di credito, password di siti internet, etc. Dunque almeno vi siete protetti dalle frodi. Ricordate, fate un backup dei vostri dati personali! e fatelo giornaliero, se i dati sono importanti.

Eccovi un semplice trucco per non far formattare il pc al ladro:

  1. impostate una password per l’accesso al BIOS.
  2. vietate il BOOT del sistema da CD-ROM, USB e similari… fate in modo che il sistema operativo possa avviarsi solo dal disco fisso.

Siccome queste impostazioni cambiano da computer a computer, se ti sembrano operazioni troppo complesse, chiedi a un tuo amico smanettone di farlo per te: per lui saranno ovvietà.

Groveshark, musica in streaming gratuita a illimitata

La mia voglia di musica non si ferma mai: sono sempre alla ricerca di un modo per trovare nuovi brani, essere al passo con le novità, e soprattutto ascoltarli prima di scaricare qualcosa che potrebbe non superare la prova del tempo.

Quante volte avete scaricato dischi che non vi sono piaciuti e, per pigrizia, sono rimasti ad occupare preziosi mb? Non ditemi che usavate youtube! 

Con grooveshark avete un catalogo di musica immensa, e grazie alle moderne connessioni a internet, potrete ascoltare tutto in qualità perfetta!

Il servizio è gratuito ed è illimitato, la grafica è carina; come se non bastasse vi è la possibilità di scegliere una canzone e di far partire una radio con tante canzoni di artisti simili (insomma, quello che faceva pure last.fm prima di diventare a pagamento).   

Non ci rimane che cercare qualcosa di buono e gustarcelo…

buona musica a tutti!