Simone Cristicchi live: breve recensione

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Ieri sera 23 maggio 2011 siamo stati  a Nocera Superiore, a due passi da casa mia. In occasione della manifestazione dei “Madonnari”, una gara tra artisti a chi realizza il miglior disegno sull’asfalto a tema religioso,  Simone Cristicchi ha tenuto un concerto molto simpatico.

Premesso che ai tempi dell’Erasmus ho passato i primi 3 mesi ascoltando il suo primo disco, di cui ricordo ancora parecchie canzoni, il suo concerto é stato veramente divertente specialmente con i brani più simpatici del suo repertorio. Quando si é spinto sui brani più impegnati ho lanciato qualche sbadiglio, ma per il resto devo dire che il concerto é un vero mix di musica e intrattenimento: anche chi non conosce neanche una sua canzone lo trova un buon musicista.

Ed é questa un’altra cosa che mi ha colpito: tutte le canzoni le ha arrangiate diversamente da come siamo abituati a conoscerle in radio, a dimostrazione che il cantante ci tiene a divertire il pubblico; é sorprendente che un ragazzo così, un pò sfigatello e sicuramente non bello come siamo abituati a pensare, abbia raggiunto questo discreto successo: in fondo vi é arrivato usando l’ingegno, cosa veramente rara per questi tempi.

Tornate ad ascoltare le sue canzoni, scaricatevi qualche album (io conosco solo il promo), fatevi prendere dai ritmi divertenti di alcuni brani, i testi vi faranno pensare, anche strappandovi un sorrisino.

Film Cult per tutti

ho comprato un hard disk da 1 Tera e, oltre a usarlo per il backup (che paura di perdere tutto, da quando mio padre ha perso il pc!), sto scaricando qualche film. Allora ho detto: vediamo in giro su internet se qualcuno ha stilato una classifica dei film cult. Bene, quella che mi sembra rispondere meglio alle mie esigenze la troviamo qui.

Il primo film che non ho visto di questa serie, iniziando dagli anni 90, è “il grande lebowski“. L’ho visto ieri sera. E’ veramente bellissimo! Mi ha fatto ridere in diverse occasioni, e anche se racconta una storia incredibile lo fa con sano realismo e cinismo. Ve lo consiglio. Internet è piena di trame e di spoiler, quindi se cercate un po’ le trovate, io al massimo posso dirvi le mie impressioni da ignorante.
Giusto per dirne una, ho trovato questa storia molto simile a quelle di Bukowski (autore di LIBRI), se non proprio ispirate alla sua vita, e anche a “Chiedi alla Polvere”, di John Fante, sempre per quanto riguarda lo stile di vita.

Scautismo e CAI, simbiosi mancata

Sono stato per qualche anno (una quindicina!) membro dell’AGESCI, l’associazione Scout più grande che abbiamo in Italia.

Quest’anno, a causa dell’ultimo anno universitario, ho lasciato un po’ le redini e per non abbandonare la montagna ho pensato di uscire un po’ col CAI, Club Alpino Italiano. Per intenderci, il CAI è quell’associazione fatta di volontari che amano la montagna, curano i sentieri, li ripercorrono un paio di volte all’anno e lo tengono pulito e segnalato, creano cartine e mappe di ottima fattura.

Io stesso, per qualche campo estivo ho  usato le cartine del CAI per mandare i ragazzi da qualche parte o per spiegare un po’ di topografia.

Se dico scout molti di voi penseranno a quei ragazzi con i pantaloncini corti con i calzettoni lunghi che dormono nelle tende sulle montagne. Pochi però sanno che quell’andare per i boschi (che non è comodo, che non è facile e non è retribuito da nessuno) ha una finalità educativa, ossia si tenta di insegnare ai ragazzi l’essenzialità, l’amore per la natura, la fatica della vita senza le comodità di città e la iper protezione delle famiglie. In un passaggio della Genesi (sentito recentemente  la notte di Pasqua) si dice proprio che “sul monte il Signore provvede“, infatti la Natura è anche il luogo ideale per ricercare ed insegnare “praticamente” la spiritualità (e questo sembra un paradosso, ma per chi vuole approfondire, si rechi presso il prete scout più vicino!).

Cosa manca allo scoutismo di oggi? Beh, mi dispiace dirlo, ma ciò che manca di più è la natura. Si esce poco, si cerca di proteggere i ragazzi dai pericoli, e nel contempo non riusciamo a dargli fiducia, che è il primo passo necessario per la loro crescita. A questo si aggiunge la mancanza cronica di tempo per i capi-adulti responsabili che non riescono ad organizzare una vita privata e una vita associativa soddisfacente.

Cosa manca al CAI oggi? Ho frequentato poche uscite col CAI locale, non conosco bene nemmeno le persone che lo compongono, ma da quel che ho capito chiacchierando con gli esperti dell’associazione, al CAI mancano i giovani. Ormai gli irriducibili della montagna sono dei giovincelli che vanno dai 40 anni in su; vi assicuro che camminano, e io che ho la metà dei loro anni facevo fatica a stargli dietro. I percorsi che frequentano sono bellissimi, si può godere di panorami splendidi, compagnia allegra e tanta aria pulita.

La soluzione, scontata e ovvia, è di partecipare “qualche volta” ad un’uscita col CAI più vicino. Ebbene, questo quasi mai accade perché nello scautismo associativo di oggi non è contemplata la “scampagnata tanto per scampagnare insieme”. Questa è la visione superficiale di chi, forse, non vuol mettersi in gioco tentando di insegnare a vivere la natura anche in questo modo. Bisogna sempre cercare una finalità, poi bisogna fare un’attività, forzando molto la mano su aspetti educativi magari superflui.

Infatti io sono convinto che una camminata insieme, sentire la stanchezza dello zaino, sentire il fiato che pesa, passarsi la borraccia, mangiare insieme il panino preparato il giorno prima, parlare anche di ciò che accade a scuola, in famiglia etc. sia molto, tanto educativo, a qualsiasi età (Si! dagli 8 anni in su).

I capi dell’associazione conoscono pochi sentieri, sempre i soliti, e raramente si buttano su nuove vie se non per estrema necessità. Quelli del CAI conoscono tutti i sentieri, hanno una cultura alpinistica notevole, e non si fermano davanti a nessun fenomeno metereologico.

Per concludere, nel titolo parlo esplicitamente di simbiosi mancata: ogni associazione ha bisogno dell’altro, eppure i due mondi non comunicano granchè nè a livello dirigenziale, nè a livello locale (salvo le solite eccezioni virtuose). Chissà che questo articolo non dia lo spunto e la forza a qualche capo scout (o a qualche quadro CAI) di mettersi in contatto con la sezione più vicina e vedere cosa è possibile fare insieme!

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si dice scout  ma il movimento si scrive scautismo, con la a. Storpiature dell’italiano che sono entrate nel vocabolario!