Da dove vengono i domini .tk? E perchè sono gratis?

Atollo di Atafu, TokelauDa quando ilparticolarenascosto.it ha fatto la sua comparsa sul web, il sottoscritto s’è dovuto fare una cultura di leggi, regolamenti, prezzi e hosting, prima di capire come fare a mettere su un sito web _decente_. Eppure notavo che, in giro per il web, c’erano siti amatorialissimi con dominio .tk: di quale nazione facevano parte? Turchia? Turkmenistan? e soprattutto, perchè costano così poco tanto da essere usati da chi non ha soldi da spendere?

La prima notizia è che il dominio .tk viene dalle isole Tokelau. Una breve panoramica di questo staterello è quantomai necessaria. Innanzitutto, non è uno Stato. E’ una colonia Neo Zelandese, conta circa 1500 abitanti, è composta da 3 atolli (cerchi di sabbia in mezzo all’oceano sconfinato) e non ha capitale, non ha aereoporto, non ha porto, insomma per arrivarci bisogna… prendere una barca e pedalare, circa 36 ore! Non male nascere laggiù! Per chi volesse vederle in Google Maps può tranquillamente cliccare sul link precedente. Curiosità: nel 2006 hanno votato per l’indipendenza dalla Nuova Zelanda, ma il referendum non ha ottenuto il 66% dei SI (si è ancorato a 60%) e dunque continuano a essere un territorio extra-nazionale. Gli aventi diritto al voto erano 600, ma per poter effettuare le votazioni (sorvegliate anche dall’ONU) ci sono voluti 3 giorni, per potersi spostare (ovviamente)  in barca da un’isola all’altra. D’altronde, la Nuova Zelanda fornisce ai Tokelaunesi tutto ciò che serve: sussidi per far funzionare le scuole, i servizi sanitari, spese pubbliche e giudiziarie, cittadinanza, senza chiedere nulla in cambio (non che si possa pretendere molto da 1500 persone).

Seconda sorpresa: i domini .tk sono gratis e si possono registrare facilmente e comodamente da qui: Dot TK. Il dominio sarà gratis, però bisogna avere almeno 25 visite ogni 90 giorni; se non si raggiunge questo numero minimo di visite, vi sono due strade: o lo si lascia scadere, oppure lo si può comprare. Infatti il nome di dominio gratuito non è di proprietà del registrante, ma è di proprietà della Dot TK, che può decidere di farci quel che vuole (quindi se sono link a spam ve li cancellerà). Acquistandoli, invece, sono di vostra proprietà e potete farne ciò che volete voi (nessuno vi romperà le scatole).

Dunque la strada che intraprendono tutti i webmaster con zero euro è: aprirsi uno spazio web gratuito (il più gettonato, in Italia, è AlterVista) e poi usare i nomi di dominio .tk per creare un link più simpatico. Il problema è che così si beccano due pubblicità: la prima è quella di AlterVista, la seconda è di DotTK (in particolare, DotTK usa Adsense).

Curiosità numero due:Il turismo non è molto sviluppato (a causa dei problemi di trasporto), le attività che vanno per la maggiore sono pesca e agricoltura. Ma il 10% del PIL di Tokelau si basa su questa registrazione dei domini internet.. Possiamo dire che Google mantiene in vita tre atolli nel Pacifico! E allora, cari amici, che ne dite di provare a cliccare sul prossimo link? Ovviamente vi porta al più bel blog dell’universo

voterò per chi realizzerà queste leggi

Ecco l’elenco delle leggi che non mi piacciono, e non voterò per un partito che le proporrà (o che non è schierato contro).
Inoltre vi è anche una serie di proposte “da valutare”.
E tu? Dicci la legge che sopporti di meno!

  • legge elettorale nuova: si tornino a scegliere vincitori e vinti dal basso;
  • legge sul conflitto di interessi: evitare che un solo soggetto possegga più del 33% di uno spazio di informazione.
  • eliminare il legittimo impedimento e cose similari, oppure stabilire una durata massima di 4 anni (una sola legislatura);
  • stabilire un limite alla ricandidabilità di due legislature, valido anche per tutti.
  • ripristinare fondi all’università, stabilendo anche un mini stipendio per gli studenti meritevoli
  • rafforzare i controlli sugli evasori fiscali
  • abbassare l’IVA dal 20 % al 18%.
  • abbassare la pressione fiscale AL MASSIMO al 33%
  • tassare maggiormente i datori di lavoro che assumono con contratti a tempo, e tassare di meno i contratti a tempo indeterminato.
  • fare una legge sulla decenza in politica (quella sul vietare i condannati in parlamento mi piace)
  • proposta tasse visionaria: anche se vado a lavorare in un’altra regione, per 10 anni pago le tasse alla mia vecchia regione di appartenenza 🙂
  • stop alle centrali nucleari se non si risolve il problema delle scorie. Incentivi per un pannello solare su ogni casa. Creazione di parchi eolici e solari.
  • abolire i finanziamenti pubblici ai partiti e ristrutturare i finanziamenti ai giornali privati
  • fare una legge affinché chi è nano, proprietario di TV, corruttore, pedofilo e bunga bunghista venga sbattuto in galera e gettata via la chiave !!!

Troppo qualunquista? Fate voi le vostre leggi… È gratis, vi farà sentire parlamentari per un giorno hihihi 🙂

Super Mario Bros Wii!

Oggi ho fatto l’esame scritto di ASD2 e quale miglior modo di prendersi una pausa se non quello di mettersi a giocare?
Io e la mia girl siamo diventati accaniti fan della wii, console tecnologicamente superata anche da una calcolatrice dei cinesi, ma che permette ancora ore e ore di divertimento.
Così un bel giorno decidiamo di comprare il gioco Super Mario Bros Wii originale, pagandolo 20 € ciascuno. Scopo del gioco, salvare un principessa rapita da una befana. Grafica rigorosamente 2d ma con stile. Giocabilità? UNICA!
Un semplice telecomando ha mille funzioni e dopo i primi 2-3 quadri già si conoscono tutte.
La modalità multiplayer permette ore e ore di giochi in compagnia, fino a 4 persone.
E ora? Sembra che siamo arrivati all’ultimo quadro, dobbiamo uccidere l’ultimo mostro! Dopo 8 mondi vorremmo finire insieme il nostro primo gioco. Fateci gli auguri!

P.s. Questo blog supporta i videogiochi ed è contro la pirateria “scroccona”.. Se avete provato un gioco falso e dopo la prima ora di gioco non vedete l’ora di finirlo, supportate la casa produttrice comprando l’originale e mostrando il vostro vivo interesse. Anche se costa tanto.

troppo clamore intorno alle moto

Oggi pomeriggio, per staccare dallo studio, sono andato a prendere un caffè con un amico. Per la strada ho incontrato, in sella alla sua Suzuki 600, il padre della mia ragazza che si stava facendo un giro complice la bella giornata. Un cenno e ci siamo ritrovati in tre al bar.
Com’è avere un suocero motociclista? Devo dire che fa la sua porca impressione sui miei amici, che affascinati da questo signore cinquantenne pensano che io e lui andiamo a donne insieme. Beh io sto con la figlia, quindi finisce lì la trasgressione 🙂

Questi due “compagni” hanno iniziato a parlare della loro passione per le moto, scambiandosi trucchi, consigli e opinioni. Il tutto per un’ora buona. Io, che sull’argomento non ho molto da dire (sono il felice possessore di una vespa 50, altro che centauro roboante!) sono stato ad ascoltare le loro chiacchiere a tema.
Ebbene, sommando questi discorsi agli altri che ho sentito, sembra che i motociclisti ci credano veramente! Insomma, la velocità è adrenalina, il viaggio è metafora, l’accessorio inutile m costoso è un Must. Perché tutto questo, non so: non sono ancora motociclista, ma inizio a sospettare che i motociclisti si stiano facendo infinocchiare dagli esperti di pubblicità delle aziende.
La moto come strumento utile per gli spostamenti? Macchè, la moto è troppo preziosa per una cosa così ordinaria! Meglio usare l’auto per andare a lavoro, e relegare la moto al week end.
La moto per godersi il panorama? No! Si deve correre con l’orecchio a terra!
La moto per rispettare la legge? Ma se il concessionario stesso te la vende già con la targa retrattile!
La moto per essere più comodi? La moto è scomoda, non ha bauletti, non ha uno scomparto per mettere neanche il portafogli, né cinghie per attaccare il casco!
Insomma perché se la comprano?

Ho paura che quando la prenderò io, e spero presto, non mi godrò tutta questa mitizzazione. È come aver già preso la pillola blu di Matrix e sapere che la moto nient’altro è che un mezzo di spostamento a due ruote, più sofisticato di una bici.

Andare via dal paesino è chic?

Durante le feste di Natale ho rivisto tutti gli amici con cui sono cresciuto. Ecco, per noi che abitiamo in un piccolo paese di un piccolo comune, anche se siamo molto vicini ad una grande città, appare inevitabile che prima o poi bisognerà andarsene via.
Da piccoli si fantasticava sulla vita in questa piuttosto che in quell’altra città, ed io che avevo già viaggiato un bel pò (grazie al lavoro di mio padre sono stato spesso in Gran Bretagna, anche da piccolo) potevo vantarmi di sapere cosa c’era oltre il paesino. Con gli anni ho continuato a viaggiare, tra Erasmus e non solo.
Insomma, per non farla lunga, i miei amici pensavano che io sarei stato il primo ad andarsene per fare chissà cosa, mentre ora sono l’ultimo rimasto mentre loro sono tutti fuori.
Uno vive a Roma da poco, un’altro studia a Brescia ma dubito che torni qui, un’altro lavora stabilmente a Trieste e un’altro ha scelto la vita da finanziere, dunque per una decina d’anni non lo vedremo da queste parti.

E io? Resterò qui o andrò fuori?
È chiaro che con una laurea in informatica non troverò lavoro nelle aziende informatiche della zona, semplicemente perché non ce ne sono. Le aziende serie più vicine sono nella zona di Napoli, ma il prestigio è molto basso rispetto ai nomi più titolati (IBM, Microsoft, google etc? Niente di tutto questo, qui…). In verità non c’è proprio niente in Europa, ma non è di questo che voglio parlare.

Perché mi trovo ancora qui, a “Salerno” (che Salerno non è) e non sto in una tra Londra, Berlino, Madrid, New York, etc. (praticamente tutte raggiungibili comodamente con voli low cost)? Avevo la possibilità di farlo, mio padre poteva permettersi di dire “scegli quel che è meglio, se è per studiare hai tutto il sostegno che vuoi”. Se mi trovo ancora qui non è solo perché ci ho messo tanto a laurearmi (e spero di non dover continuare ancora per molto). Nè perché penso che Salerno sia il meglio – ora posso dire che dipende molto da come ci si predispone ad imparare -, anche se in Italia s’è ritagliata la sua fama, almeno sull’informatica.

Il fatto è che io amo questo posto disgraziato e vorrei tanto vederlo spendere. Tutti dicono che vanno a lavorare su perché lì si vive meglio, ignorando che quelli del Nord hanno da sempre applicato una politica – da 150 anni a questa parte – volta a sfavorire il Sud e la sua gente. Io nel mio piccolo vorrei ribellarmi, e vorrei che il mio lavoro possa portare ad una qualche rivincita.

Se tutti lasciano questo posto per essere migliori, noi che restiamo siamo stupidi?

Purtroppo non so dove sarà la mia vita. Probabilmente vivrò in un posto non lontano da dove lavorerò, e visto che tengo molto ai rapporto umani, cercherò di circondarmi di buoni amici. Però sognerò di leggere sui giornali che al Sud si vive bene, c’è lavoro, non c’è camorra e la gente è felice. Risolleviamoci!