Ha senso avere un blog nell’epoca dei social network?

Aside
Facebook logo
Image via Wikipedia

Tanto tempo fa i blog non c’erano e chi voleva scrivere qualcosa su internet aveva una sola alternativa: usare il messaggio personale di MSN.

Poi arrivò il fenomeno blog: tutti corsero a farsi un blog, e siccome Microsoft aveva incluso nel pacchetto MSN anche i cosiddetti MSN Spaces (che poi sono divenuti i Live Spaces e che ora sono defunti), tutti i miei contatti ne iniziarono ad averne uno.

Ricordo che passavo una buona parte del mio tempo on line a girare tra i blog dei miei amici per vedere cosa avessero pubblicato. Una stronzata, un articolo divulgativo, su ogni cosa c’era sempre la voglia di commentarsi.

Questo stesso blog nasce come un live space (che ora ho rimosso), poi ho migrato tutto verso un dominio e grazie alla piattaforma WordPress gestisco il mio blog in assoluta autonomia. Certo, le mie conoscenze informatiche sono servite a configurarmi il tutto (installare un plugin, i primi giorni, richiedeva un po’ di smanettamento!) e ora gestisco 3 blog, ma scrivo principalmente sul mio.

Paradossalmente, mentre io davo vita a questa creatura che è il mio blog, notavo una diminuzione dei commenti dei miei amici. Aumentavano i commenti di persone sconosciute, e in qualche caso sono nati nuovi contatti telematici; nel frattempo, sembrava che il mondo avesse perso la voglia di parlare di sè. Il blogging è finito?

Ad accelerare la fine del “blogging amichevole” è stato il nuovo fenomeno dei Social Network: con MySpace prima e Facebook poi, tutti erano connessi con tutti ed era veramente una baggianata creare dei contenuti visibili per gli amici, inviare messaggi, lasciare commenti. Colpo di grazia?

Qualche blog è sopravvissuto, ma di quelli che iniziarono a scrivere quando ho iniziato io non è rimasto più nessuno che lo fa in pianta stabile. Facebook ci ha fagocitato. Conviene quindi continuare a scrivere, sapendo che tra i nostri amici non ci starà leggendo più nessuno?

una possibile soluzione

Iniziamo dicendo che Facebook è limitante. Facebook limita di molto la nostra capacità di espressione, perchè obbliga a seguire uno schema che spesso non fa al caso nostro. Ad esempio, non possiamo articolare un pensiero lungo perchè ogni post su facebook deve essere massimo 1000 caratteri. La gestione delle foto è sublime, ma poi subentra la privacy. Inoltre, nessuno ha mai capito che fine fanno i nostri dati personali e poi incontriamo gente poco raccomandabile che sa i fatti nostri non si sa bene come (ad esempio, capita che vi fermano persone semi-sconosciute chiedendovi come mai avete litigato con la fidanzata).

Ovviamente Facebook ha dei lati positivi, ad esempio l’immenso numero di persone raggiungibili con un click da una band musicale o da una campagna pubblicitaria; ma è limitato sempre al modo in cui facebook ti permette di gestire queste relazioni. E ti obbliga a diventare sempre più facebook-dipendente.

Avere un blog supera tutti questi problemi, perchè un blog viene costruito su misura dell’autore. Immagini, testo, contenuti, tutto viene trasmesso a seconda delle capacità tecniche dell’autore – e molto spesso, i sistemi di blogging più avanzati permettono di fare  l’80% di quello che serve.

La gente dovrebbe bloggare di più, anche solo per scrivere il testo di una canzone che ha trovato piacevole o per  raccontare qualcosa che ritiene sia meritevole di una riflessione; poche righe al giorno, per divulgare i propri pensieri. Scrivere aiuta a rilassarsi, a sfogarsi, a mettere a fuoco i propri problemi e ad analizzarli, aiuta a creare uno spirito critico (specialmente quando si dà il permesso di lasciare commenti agli altri) e a scrivere meglio. Da quando ho un blog ho ricevuto qualche piacevole commento sul mio stile di scrittura; gli errori li commetto ancora, ma lo stile è diventato più personale e soprattutto è migliorato rispetto ai famigerati tempi del liceo (quando superare un compito di Italiano con un voto maggiore di 6 era un terno al lotto).

La cosa che mi piace di più, ad ogni modo, è che con un po’ di pubblicità di zio Google si può guadagnare qualcosina con Adsense: non dovete fare altro che mettere un po’ di pubblicità sul blog et voilà; se siete popolari farete tanti soldi, se invece vi leggono solo gli amichetti guadagnerete qualcosina che è pur sempre un incentivo.

Vi ho convinto? Volete aprirvi un blog? esistono diverse alternative. Vediamo insieme quali sono le più gettonate dagli amici del web.

Siti web per il Blogging

Iniziamo col dire che i “motori” di blogging vengono chiamati “Content Management System” (CMS), ossia sistemi di gestione del contenuto. Lo stesso sito che state vedendo ora è gestito da un CMS. Per semplicità ci fermeremo ad analizzare soltanto i siti web che offrono hosting gratuito di blogging.

La lista non può che iniziare con WordPress, non il primo ma il più importante motore di blogging del momento. E’ un CMS che permette di usare diversi temi grafici, permette l’uso di plugin e, con una piccola spesa, permette tante funzioni aggiuntive. WordPress col tempo è diventato famoso anche perchè viene gestito da una comunità open source, ossia chiunque può vedere come è fatto internamente e modificarlo in base alle proprie esigenze, se ne ha le competenze tecniche; Inoltre è progettato veramente bene e permette l’installazione anche su siti web indipendenti. L’indirizzo di riferimento per aprirsi un blog è wordpress.com.

Al secondo posto troviamo Blogger, la piattaforma di blogging che è stata poi acquistata da Google. Essa è perfettamente integrata con tutta la suite di prodotti Google, quindi potrete usare Picasa per le foto, Google Documents per i documenti, e per i più smaliziati addirittura guadagnare con Adsense!

Due soluzioni più “europee” sono Splinder e MyBlog. Splinder fa parte di Blogo.it, catena di blog tematici (su automobili, computer, internet, design, vini, etc), compagnia tutta italiana; MyBlog invece è gestito da Virgilio, altro motore di ricerca molto noto in passato per noi italiani.

Se volete provare qualcosa di alternativo, c’è sempre Tumblr. E’ una piattaforma di  microblogging per esprimere i contenuti in modo “rapido” e breve. A me non piace, sia perchè sono prolisso e poi perchè cerco qualcosa per differenziarmi da Facebook. Altrimenti ci sarebbe anche Twitter, ma a quel punto dovrei elencare i siti social… e a noi non piacciono troppo i siti social, vero?

Conclusioni

Torniamo a scrivere, cari amici; i nostri blog – vecchi e nuovi – vogliono essere aggiornati, anche con cazzate quotidiane, perchè la gente che cerca su google ha bisogno proprio di quella cosa che avete intenzione di scrivere. E poi chissà, magari ci guadagnate qualcosina di soldi..

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8 pensieri su “Ha senso avere un blog nell’epoca dei social network?

  1. Piera

    Avere un blog è una cosa molto stimolante. Purtroppo, però, spesso capita di avere una vita molto intensa: studio, lavoro, amici, hobby e passioni varie. Tutte queste cose possono portare, spesso, a non avere il tempo materiale per occuparsi fruttivamente di un blog. Un blog poco curato, quindi, è sinonimo di pochi post, pochi aggiornamenti ed, inevitabilmente, poche visite. Se poi si aggiunge il blocco dello scrittore (ovvero quel periodo di stasi e di “scocciamento” che si alterna ad un periodo in cui si scirve molto) allora il blog soffre d’abbandono frammezzato da vampate di fugace vitalità. Anche io ho iniziato con il Live Space di MSN e, purtroppo, mi sono resa conto di non essere una buona blogger. Per questo ho ripiegato su facebook che, tuttavia, non ritengo essere una alternativa al blogging. Piuttosto è un modo alternativo di comunicare. Certo non aiuta nè incentiva a scrivere, visto che Facebook coinvolge principalmente la Generazione SMS, quella abituata a scrivere con le “K” al posto delle “C” e che non sa distinguere l’”ha” verbo con la “a”. Concludo dicendo che io apprezzo molto il blogging, lo trovo un ottimo modo per esprimere le proprie opinioni, per comunicare se stessi e le proprie idee. Un mondo alternativo all’informazione standard, alla carta stampata, alla tv etc etc. Basti pensare che in Cina, paese sotto stretta dittatura non solo mediatica, il blogging rappresenta l’unica via per i giovani cinesi di apprendere notizie dall’estero, in particolare dall’occidente. Che altro dire? In bocca al lupo per questo blog, sempre colmo di notizie interessanti.

    Piera

  2. Francesco

    I Blog (quelli con la lettera maiuscola) sono deceduti già da molto, purtroppo. Quelli veri erano in piedi già prima che nascessero i live spaces.

    Un bel pezzo di storia.

  3. D’accordo al 100% con quanto scritto, Musicante, e facendo un salto mnemonico nel tempo devo dire che li ho avuti proprio tutti!:D Poi la voglia di tornare a scrivere e di bloggare è stata più forte di me, facebook è lì, ma ne riconosco tutti i difetti.
    Bloggate, gente, bloggate!

  4. Musikele

    Sarà che il mio blog non se lo fila nessuno, ma che io sappia dei vecchi bloggers che avevo un tempo hanno ripreso a scrivere in … zero. Cavoli, facebook ci ha mangiato tutta la voglia di fare che avevamo un tempo!

  5. Matteo Bernardini

    Bello, c’è qualcuno che ancora pensa come me!!! Facebook è solo una moda.
    Sono uno studente liceale. La nostra professoressa di italiano ci ha aperto un blog su blogger per stimolarci a scrivere, ma indovinate? la classe ha creato il gruppo privato su Facebook e l’unico che gestisce e cura il blog sono io, il povero web developer disgraziato che non avendo nulla da fare si è messo anche a smanettare per creare una chat da zero usando solo PHP+HTML+CSS+File di testo come database.Ma visto che io non mi offendo così facilmente e sono veramente un testardo continuerò a gestire e mantenere il blog perché sono convinto che un giorno i miei compagni si dovranno svegliare ed imparare a scrivere se vorranno sopravvivere nel mondo del lavoro.

  6. musikele

     Matteo, chi ha qualcosa da dire che duri più di una riga (o abbia qualcosa da condividere che non siano le solite immagini di meme) in genere apre un blog e scrive più per se stesso che per gli altri. Inutile dire che i social network assolvono a una funzione completamente diversa dal blog, ossia i SN servono per le relazioni personali e per il cazzeggio, il blog per appuntarsi le cose o per fare un discorso che duri più di un paragrafo. Tuttavia, sapere che il 99% dei miei amici non mi legge (alcuni non sanno neanche che ho un blog!) mi avvilisce, considerando che scrivo principalmente fatti miei di cui mi interesserebbe sapere come la pensano… Se volevo scrivere per il mondo intero forse avrei fatto il giornalista. Comunque continua così, anzi se vuoi scrivermi l’indirizzo del tuo blog, a disposizione per un po’ sano di scambio link!

  7. Matteo Bernardini

    Allora, il blog della nostra classe ha come scopo quello di scambiarsi contenuti didattici multimediali, oppure informazioni sulla lezione, verifiche imminenti, esercizi di ripasso, utili per esempio per chi è stato assente, quindi nonostante sia pubblico ha una tendenza allo scopo privato. L’indirizzo web è http://seconda-g.blogspot.com/ ma dato che l’anno scolastico è terminato e il blog ce lo portiamo dietro per lasciare il dominio libero alle altre classi (non si sa mai) diventerà, a seconda della disponibilità, http://terzo-g.blogspot.com/. Comunque lo scrivo molto prima nel blog stesso quando starà per cambiare url.
    Io personalmente ho un altro blog più pubblico dedicato ai cambiamenti climatici, l’inquinamento e l’ecologia che ho aperto quando stavo alle medie (Addirittura alcuni post li ho portati alla lezione oppure li ho scritti come tema d’attualità durante le verifiche prendendo ottimi voti!). Questo è http://salvare-il-pianeta.blogspot.com/ ma ultimamente lo sto un po’ trascurando sia perché mi sto dedicando alla chat del blog della nostra classe ma anche perché non commenta e non legge quasi nessuno, quindi sono poco motivato (dei 3 colleghi che ho solo uno ha scritto 1 post, nient’altro).

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