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24 Jul

I metodi usati dai governi nazionali per l’allocazione dello spettro per le tv digitali, e l’anomala situazione italiana

I didn't vote Berlusconi!! I'm sorry!!
Image by F. Magagnino via Flickr

Dato che lo spettro elettromagnetico è una risorsa comune che è aperta all’accesso per chiunque, diversi accordi nazionali ed internazionali sono stati scritti sull’uso delle diverse bande di frequenza nello spettro.

A livello mondiale, un’agenzia dell’ITU-R chiamato World Administrative Radio Conference (WARC) prova a coordinare l’allocazione dello spettro dei vari governi nazionali, in modo da far funzionare diversi dispositivi in diversi Paesi. Tuttavia, le raccomandazioni dell’ITU-R non sono obbligatorie a nessun governo. Rispetto all’allocazione nazionale dello spettro, anche quando il governo mette da parte una porzione dello spettro per una particolare applicazione/uso, un altro problema sopraggiunge – il problema di stabilire quale compagnia deve usare quale insieme di frequenze.

Molti metodi sono stati provati per questa allocazione di frequenze tra molte compagnie concorrenti, alcuni dei quali vengono descritti qui sotto.

Il primo e più anziano metodo, chiamato asta comparativa (comparative bidding) e spesso chiamato metodo del concorso di bellezza (beauty contest), funzionava in questo modo: ogni compagnia inseriva  una proposta al governo spiegando come intendeva usare le bande di frequenza. Il governo, rappresentato dagli ufficiali, avrebbe valutato le diverse proposte e sarebbe giunto alla conclusione su quale compagnia soddisfa meglio il pubblico interesse, allocando le frequenze a quell’operatore. Tuttavia, questo metodo era spesso soggetto a corruzione e nepotismo. Quindi fu abbandonato.

I governi si spostarono dunque sul sistema della lotteria, in cui si indiceva una lotteria tra tutte le compagnie interessate. Ma questo metodo aveva un serio problema: le compagnie che non avevano un vero interesse nell’uso dello spettro potevano partecipare alla lotteria e vincere un segmento dello spettro. Poi potevano rivendere lo spettro a operatori veri e fare grandi profitti. Quindi, anche questo sistema è stato abbandonato.

Il terzo metodo, che è ancora utilizzato oggi, è il metodo dell’asta. Le bande di frequenza vengono messe all’asta al più alto compratore. Questo metodo superava tutti i problemi associati con i due metodi precedenti. Anche se i governi potevano generare grandi guadagni mettendo all’asta le frequenze, alcune compagnie che comprarono queste frequenze a prezzi esorbitanti sono poi andate sull’orlo del fallimento.

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questi metodi sono tornati di grande attualità in questi giorni di crisi finanziaria. Avevo scritto questi appunti per un esame universitario e ho penato fosse il caso di pubblicarli anche per spiegare cosa sta accadendo di questi tempi.

Qualche anno fa, quando arrivarono i telefonini GSM e si iniziava a parlare di mercato libero, fu indetta un’asta per accaparrarsi le frequenze. L’aria è di tutti e chiunque può trasmettere, ma se viene fatto “ad capocchiam” si generano interferenze (e le telefonate cadono); per questo chi vuol operare sulle reti cellulari deve essere autorizzato dal governo. Risultato: alla prima asta per lo spettro GSM, parteciparono in 6 e se la aggiudicarono in 4; quei quattro operatori (i soliti noti) scucirono un sacco di soldi – è sotto gli occhi di tutti quanto noi italiani siamo telefonino-dipendenti – e, miracolo dei miracoli, tutti quei soldi furono destinati alle università.

Quando si tornò a parlare di asta per le frequenze UMTS l’università già fremeva per quella montagna di soldi in arrivo: invece, su quattro posti disponibili, si presentarono in cinque e uno si ritirò, pertanto tutti fecero il prezzo che volevano.

Il problema è tornato di attualità perchè alcuni paesi colpiti dalla crisi, tra cui anche gli Stati Uniti, stanno riassegnando le frequenze televisive cercando di liberare qualche banda di spettro in più e metterlo all’asta. I proventi dovrebbero servire come ammortizzatori sociali, o per far ripartire l’economia, etc etc.

Nel nostro Paese, in cui da poco si è passati al digitale terrestre, si sono liberati tantissimi nuovi canali: basti notare che prima vedevamo una ventina di canali, e di questi solo pochi si vedevano realmente bene; prima infatti il segnale digitale era codificato analogicamente e occupava parecchia banda, inoltre con la distanza il  segnale si attenuava (o si vedeva male), non era molto resistente alle interferenze (ed in Italia ce ne sono, dato che tutti trasmettono).

Ora invece vediamo 100, 200 canali, molti di dubbia utilità :-) . Inoltre abbiamo 20 € a televisore in meno, visto il grande numero di decoder comprati. L’idea è che, lì dove prima poteva trasmettere un solo canale, se ne possono inserire ben 6 perchè codificati in maniera diversa (e il decoder è in grado di decodificarlo e farlo visualizzare al nostro televisore). Il segnale digitale inoltre resiste alle interferenze e permette una buona ricezione anche se il segnale è attenuato. Per contro, ogni tanto escono i quadratoni, o l’immagine si blocca.. ma capita molto raramente.

Bene, ora che abbiamo molte frequenze disponibili in più, facciamo una bella asta per assegnare i canali al miglior offerente? si parla di alcune frequenze su base nazionale (concorrenti dirette di Mediaset e Rai) e altre su base interregionale (che trasmettono in nord-est, nord-ovest, centro, sud-est o sud-ovest)… senza contare quelle su base locale che abbondano (e continueranno ad abbondare). E invece il governo (che controlla Mediaset e Rai) ha deciso di affidarsi al criterio “beauty contest”, descritto sopra: la corruzione è molto probabile (visto gli esponenti che ci goverano e il periodo storico corrente) ma soprattutto i milioni di euro che il Paese non intasca per far contento il presidente dell’azienda concorrente.

Meglio licenziare infermieri, insegnanti e impiegati statali (oddio, abbondano i nullafacenti, ma sono comunque persone assunte con un contratto e con famiglie alle spalle) piuttosto che creare concorrenti, che portano centinaia di milioni a tutto il Paese, sembra questo il succo del governo attuale. Se ci sono domande, anche tecniche, sarò contento di provare a spiegarle (nei limiti della mia conoscenza tecnica sull’argomento).

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