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09 giu

Cosa ci insegna Luca Cioffi, il bimbo rapito a Nocera Inferiore

la storia.

Luca Cioffi nasce al mattino, verso le 9.30, nell’ospedale di Nocera Inferiore  (SA).  Nasce con parto naturale e non ha nessun problema di salute. I genitori sono più che felici,  anzi felicissimi, e si godono il loro figlioletto per un paio d’ore.

Tutta la famiglia va a trovare il neo-figlioletto in ospedale, complimenti, auguri, etc. fin qui è tutto normale.

Verso le 12.30 Entra una infermiera che scambia alcune battute con la mamma, la sorella, e poi afferma di dover portare il figlio al nido per alcuni esami. Il bimbo viene dato in custodia alla donna e per un po’ nessuno ci pensa. Lei è Annarita Buonocore, che di professione fa davvero l’infermiera, ma presso l’ospedale Cardarelli di Napoli.

Alle 14.30 la madre inizia a chiedersi come mai il figlioletto ancora non sia tornato dal nido: i medici e gli altri infermieri non capiscono, immagino anche che avranno pensato, per un secondo, che chissà che guaio hanno fatto, fino a quando non si capisce: è stato rapito.

Dal momento della scoperta al momento della diffusione della prima notizia, passano circa 2 ore. Leggo la prima news verso le 5 on line. Accendo Sky e dopo un po’ iniziano a diffondere immagini e interviste.

Verso le 8 e mezza devo uscire di casa e devo fare una strada molto trafficata che va da casa mia verso Angri, e devo passare anche per una zona molto vicina all’ospedale di Nocera Inferiore. tra me e me pensavo: “chissà quante pattuglie troverò a posto di blocco sulla nazionale”, e invece non ho visto un solo carabiniere.

Viene anche diffuso l’identikit della rapitrice: la tizia, da sequestratrice professionale qual è, si fa vedere in volto e conversa con i familiari quindi subito diviene pronto l’identikit e si capisce che è italiana, con buona pace di quelli che avevano già titolato: “carabinieri danno la caccia a due rom“. Chiedo scusa ai rom a nome di questi giornalisti che non mi rappresentano.

Le telecamere dell’ospedale, presenti in tutti i punti nevralgici, … non funzionano da mesi.

Verso mezzanotte arriva la lieta notizia: è stato ritrovato Luca Cioffi. Un signore che entrava in ospedale proprio verso le 12.30 ha riconosciuto la Sig. Buonocore, che aveva un neonato tra le braccia. I due si conoscevano perchè anni prima avevano abitato in un condominio insieme; lì per lì il signore non si era insospettito di niente, ma poi avrà pensato: “mo’ lo dico ai carabinieri, tanta vot…!” e infatti il bimbo l’hanno trovato lì, a casa sua.

Perchè?

Fuori all’ospedale c’era una Panda verde che l’aspettava, con un’altra ragazza alla guida. La ragazza, si scoprirà poi, era la figlia. Madre e figlia hanno ordito tale piano malefico? Sembra di no, ossia, la madre ha detto alla figlia: “mi hanno chiamato dall’ospedale, devo accudire per qualche giorno un bambino che non ha genitori e lo danno a me”. Per la figlia dev’essere stato tutto logico considerato che la madre è infermiera. Certo che a dargli un bambino di Nocera quando poi lei lavora a Napoli… senza pensare che è proprio comune che si cedano i bambini orfani ai primi infermieri che si trovano… bah.

La donna, separata dal marito, aveva già due figlie anche cresciutelle. Da qualche anno frequentava un’altro uomo, sposato, che l’aveva messa incinta mesi prima; lei aveva abortito, ma per tenersi stretto l’uomo gli ha detto che il bambino era nato e che poteva andarlo a vedere a casa sua. L’uomo infatti affermava che quel bambino era suo figlio ai carabinieri increduli.

Considerazioni.

Innanzitutto fanno bene ad arrestarla: non ci sono scuse o giustificazioni. Però non è la prima volta che sento di donne che usano bambini per tenere stretto a sè un amante, o un uomo che spesso è anche sposato. L’iter “standard” è questo: io donna frequento un uomo sposato; nella mia testa mi sono innamorata e faccio di tutto per attirarlo a me; uno dei piani malefici per ottenere questo risultato è di farmi mettere incinta.

Premesso che, se conosco abbastanza bene la psicologia degli uomini e infatti sono maschietto, questo non avverà mai. Ma come si fa a pensare una cosa del genere, mettendo in gioco la vita di un bambino che, crescendo, non sarà mai stato amato da una famiglia vera? Invece è stato solo usato come esca e nella migliore delle ipotesi sarà solo un atto di egoismo.

Vi giuro, se ne sentono spesso di casi come questo dalle mie parti. E spesso le donne che arrivano a pensare questo complesso meccanismo ricattatorio ottengono molto meno: nella migliore delle ipotesi continuano a restare amanti, ma spesso vengono anche minacciate di morte se viene dichiarata l’identità del padre. E i padri, ovviamente, scompaiono nel nulla. Non scherzo.

E’ vero che l’uomo sposato che tradisce la moglie sta sbagliando; ma secondo me non sta sbagliando tanto quanto queste donne che usano i bambini per ricattare. La scappatella può non essere premeditata; farsi mettere incinta SI. E lo ripeto: non sto giustificando gli uomini!

Questa storia ci insegna anche che la sicurezza negli ospedali non è mai troppa; non c’è molto da rubare in un ospedale, avrei pensato prima di questo caso; mi aspetto che gli ospedali si interroghino su come realizzare procedure di sicurezza e come assicurare che casi come questo non avvengano più.

Infine, vorrei dire a tutte le malelingue una cosa in napoletano: afammocc. Le malelingue avevano affermato cose più gravi, tra cui che i genitori e la finta infermiera s’erano messi d’accordo per inscenare il caso e venderlo, oppure che il bambino era già stato venduto dalla rapitrice vista la tranquillità e professionalità (?), oppure che i carabinieri non sarebbero mai riusciti a trovarlo perchè fanno schifo etc etc etc.

Siamo tutti contenti di questo lieto fine. C’è un ammonimento per tutti in questa storia, una sorta di morale.

Ho scritto pure questo

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