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28 May

La “mia” proposta di legge federalista

Tra abolizione delle province e non, ecco la mia proposta di legge per far capire quanto è veramente importante il SUD per l’economia del NORD.

Il concetto è semplice. Molti lavoratori meridionali sono costretti a trasferirsi al Nord per lavorare, no? Per fare ciò sono costretti a lasciare famiglie, affetti, beni (quei pochi che disponevano) in cambio di uno stipendio.

La proposta: prendere tutte le tasse di un lavoratore meridionale e destinarle alla regione originaria.

L’esempio: Vincenzo Esposito (nome meridionale, eh!) va a lavorare in un’acciaieria di Udine. Ha 25 anni al momento della partenza. Una volta trasferitosi lì e fatto il suo contratto a tempo indeterminato, inizierà a pagare tutta una serie di tasse sui redditi.

L’idea sarebbe di fare in modo che, per 30 anni dalla partenza del lavoratore, ogni euro di tassa pagato fuori venga “versato” nelle casse della regione originaria. In 30 anni una persona si sistema definitivamente in un posto; i suoi figli non pagherebbero più alla regione originaria del padre ma a quella attuale (a meno che non si debba spostare anche lui per trovare lavoro).

In questo modo ci si renderebbe conto di quanto lavoro del SUD c’è dietro alla ricchezza delle regioni del nord; indirettamente si scoprirebbe anche che i nostri cari cugini leghisti ehm settentrionali senza di noi non possono proprio stare.

Ovviamente, questa proposta di legge campata in aria potrebbe restare aria o potrebbe diventare realtà; tutto ciò dipende solo da te, mio caro lettore. Esprimiti attraverso un commento e fammi sapere cosa ne pensi, se ti sembra una gran min**ata o un’idea da modificare e migliorare. La discussione, su questo sito, è aperta a destra e a sinistra, a nord e a sud, a yin e a yang.

  1. deepred
    May 28th, 2010 at 20:09 | #1

    Caro Musikele, io purtroppo credo che la tua proposta sia una gran …. Quando il tuo caro lavoratore emigrato si sentirà male, all’ospedale avranno tutto il diritto di farlo morire, dato che non sta contribuendo a farlo funzionare. E le scuole pubbliche avranno tutto il diritto di non accettare il figlio del tuo lavoratore, dato che non sta contribuendo alle spese per la scuola.

    Quello che non ci vogliamo rendere conto è che una sorta di federalismo è già presente: su materie chiave, come la scuola, la sanità etc. le regioni hanno quasi completa autonomia. Solo che i soldi che non spendono per queste cose tornano allo Stato.

    Cosa può succedere con il federalismo della Lega: che una regione come la Liguria, o l’Abbruzzo o la Campania non ce la faccia con i soldi che ha e fallisce. Questo significa che viene commissariata, ovvero lo Stato si occupa di provvedere di coprire i pagamenti necessari. Ma lo Stato ora non avrebbe più gli introiti delle altre Regioni.

    Ora considerando lo scenario di cui sopra, e considerando che allo stato attuale quasi tutte le regioni italiane sono in deficit (sì anche quelle del Nord ed anche la Lombardia, andatevi a sfogliare la Repubblica di qualche settimana fa per saperne di più), a cosa si va a finire???

    È questo il problema principale: non il federalismo, che in se per se magari è anche buono. Ma il fatto che si vuole fare il federalismo senza prima fare dei cambi strutturali (leggi ridurre i costi della politica, snellire la burocrazia, etc.) che sono necessari per farlo funzionare.

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