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27 May

Alessandro Baricco – Senza Sangue

- Cosa vuol dire un mondo migliore?
- Un mondo giusto, dove i deboli non devono soffrire per la cattiveria degli altri, dove chiunque può aver diritto alla felicità.
- e lei ci credeva?
- certo che ci credevo, noi tutti ci credevamo, si poteva fare e noi sapevamo come.
- Voi lo sapevate?
- Le sembra strano?
- Si.
- Eppure lo sapevamo. E abbiamo lottato per quello, per poter fare quello che era giusto.
- Sparando ai bambini?
- Si se era necessario.
- Ma cosa dice?
- Lei non può capire.
- Io non posso capire, lei mi spieghi e capirò.
- E’ come la terra.
- …
- …
- …
- Non si può seminare senza prima arare. Prima si deve spaccare la terra.

Che Alessandro Baricco mi piacesse non è una novità: ho recensito già Seta, ho trascritto alcuni passaggi che mi hanno veramente colpito come la preghiera di padre Pluche, contenuta in Oceano Mare, oppure il saggio sull’onestà intellettuale del prof. Killroy, estratto da City.

Baricco è un autore che non ha bisogno di presentazioni, dunque mi limiterò a ripetere ciò che ho sempre sostenuto: lo troveremo nei libri di  scuola dei nostri figli.

Senza sangue narra la storia di una bambina, figlia di un ex dottore che aveva probabilmente commesso dei crimini durante la guerra appena terminata. Persa la guerra e ritiratosi a gestire una fattoria insieme ai due figli, i suoi oppositori lo trovano per ucciderlo.La figlioletta viene nascosta in una botola in attesa che la situazione possa migliorare, ma non tutto va come si spera, e … il resto del libro lo trovate in libreria :)

Le mie insignificanti impressioni.

come al solito, mi stupisce il modo in cui  Baricco scrive: ti fa vivere in maniera del tutto naturale le sensazioni e i pensieri dei protagonisti. Mentre leggevo, non ho mai avuto la sensazione che qualche passaggio fosse troppo forzato… Come se tutto fosse naturale, normale, e doveva andare così.

Solo il finale non mi è piaciuto. Insomma, poteva terminare in mille altri modi, avrei preferito che facesse la fine degli altri, ma così sarebbe diventato banale.

Non è una delle migliori prove di Baricco; resta comunque un libro piacevole da leggere, più leggero di quei “mattoni” dei suoi capolavori, che per qualcuno potrebbe essere troppo ostico da leggere.

Ho scritto pure questo