Bully Scolarship Edition: pura diseducazione videoludica
Ricordate le vostre scuole medie…
Ricordate i primi anni del liceo…
Ricordate i bulli?
Se non li ricordate, probabilmente lo eravate voi. Ma visto che questo blog è letto principalmente da gente di una certa levatura, è molto probabile che tanti anni fa eravate incalzati continuamente da questi “wappi” che si aggiravano per la scuola in cerca di qualche idiota da torturare.
Bully Scolarship Edition si ispira proprio a quegli anni; vi calate nei panni di un ragazzino di 15 anni con una famiglia totalmente assente che preferisce chiuderlo in uno dei peggiori college americani: Bullsworth. Se non si è anglofoni (o meglio: se non si conoscono le classiche parolacce inglesi) non riuscirete a rendervi conto di quello che dicono tutti intorno a voi: risse, ragazzi che spingono i soliti ciccioni o i soliti secchioni, i palestrati, i tipi duri, i fighetti… un bel casino insomma.
Bisognerà cercare di seguire le lezioni, completare le missioni (che variano dal portare la cioccolata a una ragazza che piange, al rincorrere un cretino che ti ha colpito con la fionda, aiutare un secchione a raggiungere il suo armadietto senza essere pestato in cambio di soldi, conquistare una ragazza…) e guadagnarsi il rispetto dei vari gruppetti all’interno della scuola. Come unici amici un ragazzo sociopatico e un effeminato. Vi sembra poco?
Il tutto cercando di non farsi prendere dai controllori (li chiameremmo bidelli qui in Italia), gente pagata per prendere quelli che litigano, dividerli e portarli dal preside.
Il gioco è incredibilmente “addictive”, ci giochi 5 minuti per vedere com’è fatto e ti trovi ad aver passato già un’ora; i movimenti sono naturali (specialmente quando si tratta di picchiarsi) e anche se alcune combinazioni di tasti ti fanno impappinare, dopo un po’ ti sembreranno naturalissime.
Unica nota: non fate giocare i ragazzini a questo gioco. Non è adatto a loro. E’ un incitamento continuo alla violenza come unica arma di sopravvivenza a scuola; a 12 anni potresti pensare che sia davvero l’unica strada per avere successo.

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