impressioni post-concerto di Pino Daniele
Si preannunciava un concerto triste e stanco a Pagani (SA), a tratti palloso visto le ultime recensioni fatte dai miei amici: “non è più quello di una volta”, “si è calmato”, “suona acustico”, “non ce la fa più”… cari amici: ricredetevi.
Io sono uno di quei fan di Pino ai quali piacciono solo gli album prima degli anni 90, tutto il resto va menzionato ma può anche essere dimenticato. A me piace il Pino napoletano… a me me piace o’ blues.
Di Daniele ho già parlato in altri articoli e recensito altri concerti, quindi conoscete il mio amore. Questo concerto merita un voto, un discreto 6,5 perchè
- era gratuito, in piazza a Pagani, con tantissime persone ad assisterlo… e quando c’è gente, c’è fiesta!
- Si esibiva in un quartetto di tutto rispetto, batteria-(contra)basso-piano-chitarra elettrica, cosa che lo ha reso più latino, ritmico e blues
- Ha cantato molte canzoni del nuovo corso (post ’90) e, cosa che mi ha stupito, tanti classici. Degno di nota il fatto che abbia suonato i “nuovi” pezzi riarrangiandoli completamente, rendendoli più spigolosi, ritmati, quasi ballabili. Per i classici invece, beh quelli sono già belli di loro.
- Una grande chicca: il “nessun dorma” di Puccini, interpretato con chitarra e tastiere. Ah, la parte del pavarotti l’ha fatta il pubblico.
- Ho indovinato il 67% delle canzoni dopo neanche 10 secondi di canzone, cosa difficilissima visto le lunghe introduzioni (che erano inoltre differenti dai brani proposti).
- Si prospettava un concerto palloso, fatta di musica orchestrale e molto sentimentalista, e invece è stato parecchio ballabile.
Ha preso solo 6,5 perchè
- contatto con il pubblico: quasi pari a zero. Stavolta ha detto “buonasera”, poi “azz cumm chiov” e per finire “arrivederci”. Ah, dimenticavo: “Buon 2010″.
- Alcuni brani nuovi nun se ponn sent (ma devo riconoscere che alcuni tra il pubblico conosceva solo quelli)
- Non ha fatto i suoi super-grandi-classici, ossia Chill è nu buon uaglione, Nun ce sta piacere, Alleria, A testa in giù, Cammina cammina, Quanno chiove…
Un giudizio sufficiente ma migliorabile. So che ormai non è più un ragazzino, eppure ha scritto certi pezzi che mi sorprende non vederli riprendere, rielaborare e rimescolare..

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