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13 nov

Da X-Factor ad Amici, dove sta andando la musica italiana

Questo post prende spunto da un commento di una lettrice, Mory, che mi chiedeva cosa ne pensassi io della musica italiana di oggi. In quell’articolo eravamo tutti presi ad inveire contro Marco Carta, non senza un pizzico di autocompiacimento personale: facile dare addosso a uno che ritengo un ottimo cantante da villaggio turistico.

Cosa ha prodotto i vari Marco Carta, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Dennis Fontina (o Fontana, boo)?

Dalla comparsa sul piccolo schermo del Grande Fratello, la televisione ha iniziato ad inventare reality su reality su quasi ogni argomento: ce n’è uno in cui si corteggiano ragazze, ce n’è un’altro in cui si canta e si balla, uno in cui si canta solo, ma ricordate quello in cui c’era una famiglia che andava in vacanza con un’altra e poi doveva ospitare in vacanza l’altra? Oppure quello in cui bisognava allestire un bar, e farlo andare, tutto sotto le telecamere? E l’isola? Questi sono i programmi che vanno per la maggiore, e che purtroppo hanno anche generato il “modello televisivo di consumo” attuale, e quindi ce li sorbiremo fino a quando non verrà fuori un’altra moda. A me mancano i film.

I reality a motivo musicale (Amici, X-Factor in primis) hanno il grande merito di portare la musica alla gente: spesso sento in tv pezzi che non ascoltavo da tanto tempo, più su X-Factor che su Amici in verità. Ma questo è l’unico elemento veramente positivo.

Per il resto, lo stato attuale delle cose è che la musica non si occupa più di parlare dell’uomo, di sentimenti come di temi sociali, insomma di tutto quello che la trasformava in una forma d’arte. In questo momento gli artisti più in forza nelle hit parade sono persone che non sanno scrivere musica, non sanno suonare alcunchè, si fanno scrivere le canzoni da altri, e ci mettono solo la voce (ah, e le scenette quando vanno in tv).

Sembra che non serva più cantare di cosa si sente dentro, né di descrivere la realtà con la musica; tutto ciò che conta è avere una bella voce. Con la buona pace di chi studia anni di musica.

Un’altra cosa che non mi piace dei reality musicali è che tutto si basa su: moda, quanto sei personaggio, e se hai una voce “caratterizzante”. Tutto il resto non conta. Sentivo uno degli autori dire in un’intervista: “l’importante è che venga fuori un’interpretazione del pezzo, e non un perfetto karaoke”. A me invece sembra proprio un perfetto karaoke.  Specialmente in X-Factor, poi, alcune basi musicali sono veramente ben fatte.. alcuni arrangiamenti sono piacevolissimi… ma gli autori di quelle musiche non li conoscerà nessuno! Che peccato.

Non voglio proprio soffermarmi sulla componente trash di questi programmi, che si basano principalmente sullo smerdamento dell’avversario, su litigi, su discussioni poco edificanti.

Se volete intraprendere la strada della musica, se credete di avere delle qualità e volete provarci, il mio consiglio è di non entrare in questi specchietti per le allodole. Se si vuol diventare famosi, con tutto quello che comporta tale scelta, una scorciatoia del genere funziona ma spesso (anzi, spessissimo) si viene dimenticati già dopo l’ultima puntata. Se si vuol mirare a qualcosa di stabile e duraturo, costruendosi la fiducia degli ascoltatori e dell’ambiente, la strada è essere se stessi, senza compromessi, cercando di migliorare ciò che si canta e suona, e non l’estetica o il contorno.

Ho scritto pure questo

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