Ubi (banca) maior, minor cessat

Questo articolo è sponsorizzato, ma ho la piena facoltà di dire quel che penso.

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Cosa vuol dire il motto “ubi maior minor cessat”? Parafrasando un po’ Wikipedia, significa: “In presenza di qualcosa più importante, ciò che ha meno valore perde la propria rilevanza”. Tradotto ulteriormente in italiano, significa che quando si accostano due cose che sono diverse per classe sociale, prezzo, rilevanza, bellezza, etc, ciò che vale di meno scompare di fronte a ciò che è superiore. Spesso questo criterio si applica alle norme giuridiche; se una legge comunale va in conflitto con una legge statale, quella minor decade in favore di quella maior. Claro?

Tutto questo bel preambolo (…potremmo battezzarlo ipse dixit – l’angolo della cultura) per parlare di una banca.

Ma come? una banca ha a che fare con “ubi trallalà etc.”? Ebbene si. Questa banca è Ubi Banca.

(applausi per il complesso giro di parole che mi ha portato ad introdurre l’argomento)

Ubi Banca se n’è uscita con l’iniziativa Play Ubi, un buono d’acquisto di 50 € da spendere da Mediaworld o Saturn. Per comprare cosa? Console per videogiochi, lettori multimediali o accessori per essi!

Partiamo dall’inizio. Ubi Banca vuol svecchiare l’immagine della banca come un posto barboso e noioso, e così i suoi “ingegneri del futuro” hanno realizzato un prodotto pensato apposta per i giovani: una carta ricaricabile realizzata per i giovani dai 14 ai 29 anni  (hey! sarò giovane ancora per un pò) che non sono già loro clienti.

Vi ripeto la sequenza di passi per essere più chiaro: ho tra i 14 e i 29 anni, non sono cliente UBI Banca, vado presso una loro filiale e richiedo una carta prepagata Play Ubi. Innanzitutto non pago alcunchè la carta, e poi ricevo un buono di 50 € da spendere nei mediastore Media World o Saturn.

E se sei cliente e presenti un amico non cliente ricevi 20€ ! 700x300_01bIl confronto con la Postepay è impietoso. Per avere la postepay bisogna pagare 5 € ; ad ogni operazione è 1 € (prelievo, addebito, etc..) tranne che per i pagamenti sul circuito VISA. UBI invece non costa nè per averla nè quando la si ricarica.

Ora però non voglio smorzare gli animi ma ho trovato questo dettaglio nelle condizioni contrattuali che (personalmente) mi frena. Come potete leggere in basso, se siete clienti di qualche altra banca non potrete usufruire dell’iniziativa.. insomma UBI deve essere la vostra “prima volta”. E per me non lo è. Leggo nei commenti che, quando nelle condizioni contrattuali c’è scritto “altra Banca” si intendono altre banche del gruppo UBI, non altre banche in generale. Quindi io che sono cliente di “altro” potrei effettuare la sottoscrizione.

Se non avete nessun contratto con nessun altro, e soprattutto se avete una filiale UBI dalle vostre parti, allora è il caso di chiedere di diventare clienti. Se sussistono le condizioni allora è tutto gratis. Vi prego però di leggere le condizioni che ho linkato sopra, è una sola paginetta, ma ci sono scritte cose importanti.. Non vorrei mandarvi in filiale e poi scoprire che non potete usufruirne.

Non mi resta che lasciarvi con il motto: Play Boy, Play UBI !

elio a x-factor!

Mentre studio ontologie, web semantico, tassonomie e altre mille parole oscure, sigle strane, RDF, OWL, RDFa, SPRQL, ABCDEFGHIL …

C’è Elio a X-Factor!

Non che io lo segua, il programma. Ma ho due sorelle che se lo guardano e mentre io studio a pc sento, in cucina, la tv accesa e la sua inconfondibile voce. E così lo sento dire: “premetto che non ho mai visto una puntata di X-FACTOR…”

e già diventa il mio mito.

E poi, parlando di un ragazzo che ha appena cantato, tira fuori un po’ di paraculaggine ma non si smentisce: “è una delle rare volte che sento un cantante intonare una canzone dall’inizio alla fine..” Bella merda il panorama musicale italiano…!

Chissà quali saranno le prossime perle 🙂

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LG e il campionato di scrittura SMS

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Quante volte avrete visto qualcuno scrivere sms a una velocità impressionabile? Vi siete mai chiesti se in questo mondo, in cui esistono campionati per ogni tipo di cosa, ce ne fosse uno per gli sms?

LG ha organizzato il primo campionato italiano di sms, per mettere alla prova tutti i pollicioni adolescenziali e non solo nell’ardua sfida di scrivere SMS nel minor tempo possibile – senza errori, chiaramente.

LG negli ultimi mesi ha prodotto i primi telefonini dedicati ai giovanissimi con tastiera Qwerty (ossia, la tastiera simile a quella del pc). Anche il mio telefonino ha la tastiera QWERTY, e devo dire che la scrittura dei messaggi è notevolmente semplificata: si scrive a una velocità pazzesca. Il problema è quando bisogna scrivere le cose con una mano, ma se avete solo una mano disponibile probabilmente state guidando – ed è illegale.

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LG_logo

La sfida ha avuto inizio il 31 ottobre dal Centro Italia, coinvolge 60 punti vendita delle catene Euronics, Mediaworld, Saturn e Unieuro,e si concluderà con la finalissima di Milano il 10 dicembre, un evento serale con ospiti VIP d’eccezione.

Inutile dire che chi vince si aggiudica un bel viaggio in Tunisia (che è splendida), oppure un televisore LG full-HD da 47″, oppure un sistema home theathre LG blu-ray. E’ più bello quando si vince qualcosa!!!

Purtroppo però sul sito della manifestazione sta scritto che le date della campania sono già passate (erano tutte dal 7 all’8 novembre 2009).  Anzi, sembra che alla data attuale siano già saltate tutte le gare italiane. Restano solo le evenutali semifinali e la finalissima..

Se volete “vederne di più”, sulla destra c’è un video esemplificativo di come si svolgono questi campionati..

E ora via, allenatevi  con il vostro mini-campionato fatto in casa!

Vasco l’ha voluta fare ad ogni costo

Stamattina il programma radiofonico “tutto esaurito” (che è il mio programma preferito) ha proposto una sfida tra 3 canzoni particolari: La nuova canzone di Vasco, “Ad ogni costo” (che vi linko soltanto perchè è un oltraggio); la canzone originale di 10 anni fa dei Radiohead, chiamata “Creep“, della quale linko il video in basso, e la mitica canzone del Gladiatore. L’idea era di stabilire via sms quale fosse il vincitore tra Vasco e i Radiohead, e  paradossalmente ha vinto … il gladiatore 🙂

Ecco il video di Creep dei Radiohead:

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Mi sono accorto che tanti italiani criticano la canzone di Vasco, parlano per sentito dire, e non hanno mai ascoltato la canzone dei Radiohead! E così, cosa c’è di meglio di un articolo per spiegare cosa ne penso io?

Secondo me, Vasco farfuglia parole a caso su una musica che era (e rimane) spettacolare per semplicità ed impatto emotivo. Mentre i Radiohead con questa canzone fecero il botto, e passarono dall’essere dei talentuosi sconosciuti ad una solida realtà, Vasco è passato dalle belle canzoni di un tempo lontano alle attuali canzoni che poco lo rappresentano.

Due parole voglio dirle anche ai fan di Vasco, che tanto osannano il loro idolo sprezzando ogni cosa passi sul loro cammino.

Innanzitutto mi state sulle scatole perchè ogni volta che vasco deve suonare da qualche parte, chiunque deve esibirsi prima viene puntualmente fischiato. E’ stato un esempio il primo maggio dell’anno scorso, quando Vasco doveva esibirsi alle 11 di sera e i suoi fan hanno fischiato chiunque dalle 3 del pomeriggio, rovinando la bella musica di tanti artisti giovani. E poi ci lamentiamo che a San Remo vanno i dinosauri!

La seconda invece è la differenza tra i Radiohead e Vasco, a livello storico-musicale. I Radiohead, dal primo album che hanno pubblicato ad oggi, hanno sempre innovato. I primi tre album erano molto rock, poi sono passati per la musica elettronica e infine hanno girato intorno ad ogni altra forma espressiva, passando anche per la lirica decadente, sfruttando ogni mezzo di comunicazione, compreso internet, arti pittoriche e visuali. Clamoroso fu quando pubblicarono un album senza passare per le case discografiche, facendo decidere ai fan quanto pagare. Qualcuno li paragonò ai Pink Floyd ma questo è troppo esagerato; di sicuro però ciò che stanno facendo è piena espressione del nostro tempo e loro non si sono mai fermati a fare solo belle canzonette. La loro opera verrà capita completamente solo quando non ci saranno più, e solo allora vedremo quanta gente si è ispirata a loro per realizzare la propria arte.

Vasco invece ha scritto tante belle canzoni, anche qualche album di un certo livello. Ma non lo riesco a definire un artista; nè posso capire come mai la gente lo osanna manco fosse gesucristo sceso in terra a risolvere i mali del mondo. Il livello delle sue canzoni, e specialmente le più recenti, è veramente basso.. Ecco poi l’unica vera cosa che lo accomuna all’altro rocker italiano, il Liga: nessuno li prende ad esempio o si ispira a Vasco & Liga per scrivere le sue canzoni, perchè… non c’è nulla a cui ispirarsi !

So che tanti di voi diranno che Vasco è unico, perchè quando ascolto le sue canzoni mi ci immedesimo, perchè ogni volta che parla mi emoziono, perchè si, perchè basta, ma tu chi sei per dire queste cose, etc.. Io credo che se mi immedesimo in Lupen, o i Puffi o Tiziano Ferro non vuol dire che questi sono “artistici”, e lo sapete che ci sono persone che si emozionano per Tiziano Ferro. Non prendete come misura la vostra emozionabilità… non è questo che fa l’arte.

Nokia e75 e i suoi problemi

Dopo l’articolo per mondoinformatico sull’e66, nel quale descrivevo i principali bug di quel telefono che comunque costava bei soldini, Mi sono ritrovato da un paio di mesi questo Nokia E75.

La differenza di prezzo tra i due è di 200 €, ossia il nokia e75 vale(va) 350-400€. E’ un telefono senza touch screen ma con una tastiera QWERTY fisica, nascosta in uno slide scorrevole. Il sistema operativo è il Symbian s60, che anni fa con il nokia 6630 fece faville mentre oggi accusa il colpo di non essersi adeguato alle mode e ai tempi.

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Da un telefono di 400 € ti aspetti tanto e invece cosa ricevi? molto, molto poco.

Alcuni bug che elencherò qui (magari aggiornandoli) sono questi:

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scopriamo la TIM limited Edition

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TIM ha deciso di celebrare il Natale con un mese di anticipo lanciando sul mercato della telefonia due nuove tariffe “Limited Edition”.

Tim limitedEdition[ad]

Il tema delle tariffe telefoniche è abbastanza caro al Particolare Nascosto, visto che abbiamo già parlato tempo fa delle tariffe “all inclusive” prendendo come spunto la tariffa della wind. L’analisi di allora rivelò che il mercato italiano fa veramente schifo: parlare costa caro per via di balzelli inutili, tipo scatti alla risposta o costi per sms veramente altissimi, e le tariffe all inclusive costano tanto e danno pochissimo.

Io trovo che l’analisi della concorrenza in un settore come quello dei telefonini sia indispensabile per capire chi è davvero conveniente, in base alle abitudini di chiamata  e di utilizzo del telefonino. Ad esempio, per me sono molto importanti anche Internet & e-mail, quindi è importante osservare le tariffe anche da questo punto di vista… se vi interessano gli sms, controllate le loro opzioni a riguardo, non fermatevi al primo operatore, guardate bene in giro!

Analizziamo ora le offerte “limited” della TIM e verifichiamo se esistono altre tariffe concorrenti simili, e in cosa battono la concorrenza.

Le due tariffe Limited Edition si chiamano TIM 10 e TIM SENZA SCATTO.
TIM 10 – la tariffa ideale per chi fa chiamate lunghe ed invia molti sms, in quanto ti consente di chiamare ed inviare SMS verso tutti a soli 10 CENT/€ MIN con lo scatto alla risposta di 16 cent di euro.

TIM SENZA SCATTO – la tariffa pensata per chi fa chiamate brevi ed ama inviare tanti SMS, in quanto ti consente di chiamare tutti a 15 CENT/€ MIN senza scatto alla risposta e di inviare SMS a 10 CENT/€.

Devo però notare che la tariffa 3 Power 10 ricaricabile è uguale alla TIM10 solo che … non ha lo scatto alla risposta, mentre la TIM SENZA SCATTO è una versione molto migliorata della VODAFONE EASY DAY SPECIAL (la tariffa che gli si avvicina di più), visto che nell’offerta vodafone gli sms costano 15 cents, ed inoltre bisogna fare per forza una ricarica al mese di un qualsiasi importo (ma chi è che non ricarica una volta al mese?).

Complessivamente, ritengo che le tariffe della TIM siano “lievemente” migliori delle altre (specialmente nella versione senza scatto) ma tutto sommato ci sono ancora ampi argini di miglioramento. Sono solo io a sognare una tariffa che permette di chiamare *tutti* allo stesso prezzo, tipo 3-4 centesimi al minuto, con sms super convenienti, internet semi-gratis e altre amenità così? sogni irrealizzabili, ma se qualcuno mi ascoltasse farebbe soldi a super-palate…!

Il mutuo ed il suo tasso (che tutti vogliono SempreBasso)

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Diciamoci la verità: da quando è arrivata la crisi noi non abbiamo capito nulla: nè dove fosse realmente, nè con quali sintomi si è presentata, nè perchè dovevamo preoccuparci.

Abbiamo invece capito due cose: che la colpa era dei mutui a tasso variabile (nella fattispecie quelli americani), e che la scusa da usare in ogni occasione era “…sai com’è, c’è la crisi!”.

Adesso (in verità da prima che la crisi iniziasse) tutti si sbracciano per dire che la crisi è superata, che il grosso è passato, che stiamo cercando di risalire la china, e per certi versi ricorda quello che sta accadendo con l’influenza A: tutti dicono che non dobbiamo preoccuparci, e poi si sentono solo brutte storie in tv!

Come sempre la verità non sta nè in chi dice che va tutto bene, nè in quelli che dicono che va tutto male.

I mutui sono uno strumento importante per realizzare il sogno di una vita, che può essere l’acquisto o la ristrutturazione di una casa, di un’attività, e perchè no, per togliersi qualche sfizio. Stare in affitto per lunghissimi anni, per quanto il prezzo possa essere vantaggioso, non dà reale indipendenza perchè la casa in cui vivi non è tua e non sei libero neanche di mettere un vetro a una finestra senza il consenso del padrone! Inoltre, avere una casa di proprietà è un atto di altruismo verso i propri figli, che troveranno la strada spianata per un matrimonio o un futuro felice.

Per questo oggi vi parlo di un mutuo che, quando l’ho mostrato a mio padre, mi ha detto: “o’ ver fai?” viste le condizioni vantaggiose.

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TassoSempreBasso e i suoi vantaggi
TassoSempreBasso e i suoi vantaggi

Il mutuo si chiama “TassoSempreBasso” della Banca Popolare di Milano (BPM), è un mutuo a tasso variabile (con qualche anomalia, che vedremotra poco) ed offre in particolare questi due vantaggi:

  • stabilità e convenienza. TassoSempreBasso è ancorato al tasso della Banca Centrale Europea. Mentre tutti gli altri mutui si aggrappano a tassi Euribor o altri indici di dubbia pronuncia, il tasso della BCE è più stabile e permette di stare tranquilli a lungo termine.
  • Garanzia e vantaggio competitivo. Tasso sempre basso è un mutuo che non andrà mai oltre il 5,5 %, qualunque sia la durata del mutuo. Avete capito il giochetto? seppure il tasso della BCE sfora il 5,5, che ne so, arriva all’8%, il mutuo TassoSempreBasso diventa un mutuo a tasso fisso al 5,5%.

Insomma, dopo la crisi tutti sono scettici e dubbiosi sui tassi variabili. In questo caso si ha la flessibilità di un tasso variabile con la sicurezza di un tasso fisso.Interessante, no?

“Per la cronaca”, il mutuo che abbiamo in questo momento noi acceso è basato sul franco svizzero, in modo tale che se si svaluta il franco noi andiamo bene, mentre se si dovesse svalutare l’euro so’ cactus amari.. capite che questo brivido / rischio non è piacevole, quando hai una famiglia di 5 elementi a carico!

Per questo bisogna valutare sempre anche le condizioni di estinzione, trasferimento etc etc del mutuo.. informatevi… il mutuo giusto per voi esiste, e chissà che questo TassoSempreBasso non faccia al caso vostro!

Da X-Factor ad Amici, dove sta andando la musica italiana

Questo post prende spunto da un commento di una lettrice, Mory, che mi chiedeva cosa ne pensassi io della musica italiana di oggi. In quell’articolo eravamo tutti presi ad inveire contro Marco Carta, non senza un pizzico di autocompiacimento personale: facile dare addosso a uno che ritengo un ottimo cantante da villaggio turistico.

Cosa ha prodotto i vari Marco Carta, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Dennis Fontina (o Fontana, boo)?

Dalla comparsa sul piccolo schermo del Grande Fratello, la televisione ha iniziato ad inventare reality su reality su quasi ogni argomento: ce n’è uno in cui si corteggiano ragazze, ce n’è un’altro in cui si canta e si balla, uno in cui si canta solo, ma ricordate quello in cui c’era una famiglia che andava in vacanza con un’altra e poi doveva ospitare in vacanza l’altra? Oppure quello in cui bisognava allestire un bar, e farlo andare, tutto sotto le telecamere? E l’isola? Questi sono i programmi che vanno per la maggiore, e che purtroppo hanno anche generato il “modello televisivo di consumo” attuale, e quindi ce li sorbiremo fino a quando non verrà fuori un’altra moda. A me mancano i film.

I reality a motivo musicale (Amici, X-Factor in primis) hanno il grande merito di portare la musica alla gente: spesso sento in tv pezzi che non ascoltavo da tanto tempo, più su X-Factor che su Amici in verità. Ma questo è l’unico elemento veramente positivo.

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Per il resto, lo stato attuale delle cose è che la musica non si occupa più di parlare dell’uomo, di sentimenti come di temi sociali, insomma di tutto quello che la trasformava in una forma d’arte. In questo momento gli artisti più in forza nelle hit parade sono persone che non sanno scrivere musica, non sanno suonare alcunchè, si fanno scrivere le canzoni da altri, e ci mettono solo la voce (ah, e le scenette quando vanno in tv).

Sembra che non serva più cantare di cosa si sente dentro, né di descrivere la realtà con la musica; tutto ciò che conta è avere una bella voce. Con la buona pace di chi studia anni di musica.

Un’altra cosa che non mi piace dei reality musicali è che tutto si basa su: moda, quanto sei personaggio, e se hai una voce “caratterizzante”. Tutto il resto non conta. Sentivo uno degli autori dire in un’intervista: “l’importante è che venga fuori un’interpretazione del pezzo, e non un perfetto karaoke”. A me invece sembra proprio un perfetto karaoke.  Specialmente in X-Factor, poi, alcune basi musicali sono veramente ben fatte.. alcuni arrangiamenti sono piacevolissimi… ma gli autori di quelle musiche non li conoscerà nessuno! Che peccato.

Non voglio proprio soffermarmi sulla componente trash di questi programmi, che si basano principalmente sullo smerdamento dell’avversario, su litigi, su discussioni poco edificanti.

Se volete intraprendere la strada della musica, se credete di avere delle qualità e volete provarci, il mio consiglio è di non entrare in questi specchietti per le allodole. Se si vuol diventare famosi, con tutto quello che comporta tale scelta, una scorciatoia del genere funziona ma spesso (anzi, spessissimo) si viene dimenticati già dopo l’ultima puntata. Se si vuol mirare a qualcosa di stabile e duraturo, costruendosi la fiducia degli ascoltatori e dell’ambiente, la strada è essere se stessi, senza compromessi, cercando di migliorare ciò che si canta e suona, e non l’estetica o il contorno.

c’è uno zombie nel mio zaino

Chi si ricorda la Eastpak?

ZED_logo1

Avevano una pubblicità che in pochissimi secondi ti faceva capire di cosa stavamo parlando: l’inquadratura parte da un deserto, il vento smuove la sabbia, e compare lo scheletro di un esploratore ormai morto MA con lo zaino ancora perfettamente integro … con la voce “built to resist” (costruito per resistere).

Questa volta non si sono fermati allo scheletro. Loro sono così avanti da aver ingaggiato anche degli zombie! E io, che sono un fan di Dylan Dog e della buona musica, non potevo che trovare curiosa questa mossa di marketing.

Lo zombie si chiama ZED (link alla sua pagina di facebook) e fa musica techno rock con strumenti elettronici rimaneggiati. Il primo brano che viene direttamente dal fondo dello zaino si chiama “chocolate”, è un brano techno misto con un pizzico di hard rock che porta a un ritmo martellante ed elettrificante. Ascoltare per credere!

Per finire con quest’esperienza cataclismatica, sul sito di ZED potete trovare altre 6 canzoni e tutte le info che volete su zombie, zaini e zanzare (ci voleva proprio un’altra parola che iniziasse con la z). Congratulazioni alla EASTPAK, buona l’idea del personaggio e della musica, bel bel bel lavoraccio 🙂