A volte ritornano

Mi sta capitando sempre più spesso di incontrare vecchi, vecchissimi
amici. Il più giovane l’ho perso di vista a 14 anni e ora ne ho 24,
pensate un pò quanto tempo é passato. Ma quando li vedi sono sempre
uguali, fisicamente intendo. Dentro sono dei perfetti sconosciuti che
il tempo ha stravolto in qualcosa di nuovo.
Così provo ad abbozzare discorsi perché il tempo é passato per tutti
ma alla fine parlo sempre io. Almeno a me succede sempre così, sempre
con questo erasmus! La prossima volta “prometto” di non raccontarlo
più. 🙂
Tanto per impegnare il cervello, cerco di capire cosa é rimasto di noi
adolescenti nell’adulto. In 5 minuti di chiacchiere, poi, il compito
é ancora più arduo: bisogna estrapolare parole e gesta e confrontarle
con vecchi ricordi, e nel 99% dei casi … Non funziona.
Ti ritrovi degli ex compagni di giochi che ora sono qualcos’altro. Un
mucchio di discorsi da psicanalizzare. Magari un pò di gossip con chi
c’era allora ed ora.. E poi tutti a nanna.


Inviato dal mio dispositivo mobile

Galileo, il telescopio, e la scienza del tempo

attenzione. Avevo scritto questo articolo per mondoinformatico.info , ma loro non me l’hanno ancora pubblicato. così ho deciso di metterlo sul mio blog. Purtroppo è una questione di tempo, visto che è questa la giornata dedicata a Galileo da Google. Mi spiace per mondoinformatico, ma non hanno saputo attivare i loro editori per tempo.

Pochi geni – al massimo una decina – hanno avuto la capacità di intuire oltre il 75% del mondo così come lo conosciamo oggi: Archimede, Leibniz, Copernico, Newton, e più recentemente Einstein, insieme ad altri grandi come Leonardo Da Vinci, Enrico Fermi e così via.. Galileo Galilei, per l’eccezionale rilevanza delle sue scoperte e invenzioni, figura di buon grado tra questi.

In un periodo storico in cui la battaglia del sapere si combatteva tra le stelle (seppur stando comodamente seduti alla finestra), il mondo era diviso ancora in sistema tolemaico (da Tolomeo, secondo cui tutti gli astri ruotavano intorno alla terra) e il sistema copernicano (da Copernico; gli astri ruotano attorno al sole). Il sistema tolemaico aveva importanti sponsor, ossia la chiesa (e quindi la bibbia), che basavano le loro conoscenze astronomiche sugli scritti di Aristotele, e quindi di tutti gli uomini di sapere del tempo.

Il problema del sistema geocentrico (geo = terra) era che, per quanto gli astronomi a terra volevano provare a tirar fuori un modello matematico per spiegare le orbite dei vari pianeti attorno alla terra, questi non ci riuscivano e dovevano chiamare in causa calcoli complessi (considerate che le calcolatrici, beh, non c’erano).

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Così, dopo circa 1400 anni di buio totale nella scienza,  Copernico ebbe l’idea: e se fosse la terra a girare attorno al sole? Egli dedicò tutta la sua vita allo studio dell’argomento, e non pubblicò mai il suo lavoro per paura di ritorsioni da parte della Chiesa. Infine, morente, i suoi allievi pubblicarono il de rivolutionibus orbium coelestium, tuttavia scrivendo in una prefazione non firmata che le sue scoperte erano da intendersi come semplici calcoli e non come realtà.

Nei suoi studi Copernico compì qualche errore, ad esempio affermando che comunque le orbite erano circolari (e non ellittiche, come invece scoprì keplero). Questo rese i calcoli copernicani difficili quanto i tolomeiani, gettando un po’ di scetticismo nella comunità scientifica dell’epoca. Ma l’elenco dei pianeti e delle loro distanze era giusta e questo bastò per impressionare i vari Galileo e Keplero successivamente.

Galileo

Da lì a poco Keplero giunse a formulare le sue 3 leggi in cui spiegava “matematicamente” come potevano essere le orbite ellittiche dei pianeti ruotanti attorno al sole. Il problema di Keplero era di aver mischiato matematica, astronomia con astrologia e oroscopi, rendendo di fatto tutti i suoi calcoli facilmente screditabili. Infatti, per lungo tempo Galileo non considerò i suoi studi nè gli altri successivamente (fino a quando Newton non li usò per i suoi studi).

Dunque toccò a Galileo provare “in qualche modo” che Copernico aveva ragione, e qui entra in gioco il telescopio. Ispirandosi a delle fonti secondo cui in Olanda avevano inventato un attrezzo che ingrandiva ciò che si trovasse lontano, Galileo lo ricostruì, perfezionandolo e rendendolo adatto allo studio del cielo. Aveva dunque inventato il primo telescopio.

Puntandolo al cielo, riuscì a vedere le fasi di venere e questo fu la prima conferma che Copernico aveva ragione. Successivamente scoprì migliaia di altre figure celesti mai viste prima, compreso i satelliti di Giove, e studiandone il moto. All’epoca era già difficile credere a pianeti che girano intorno al sole, figuratevi com’è credere a altri pianeti che girano intorno ad altri pianeti!

La fortuna di Galileo non era stata solo di inventare il telescopio, ma anche di fare il passo giusto, da “qualitativo” a “quantitativo”: prima bastava che un saggio pronunciasse una teoria, senza dargli prove, e tutto veniva preso come oro colato; Galileo invece inventò il “metodo scientifico”, secondo cui tutto deve essere provato con ipotesi ed esperimenti,ed è per questo che egli riteneva la teoria copernicana non più una teoria ma la realtà.

Il mondo cristiano, a questo punto, dovette insorgere. Dio aveva creato la Terra al centro dell’universo perchè l’Uomo era il suo figlio prediletto, e ora invece si scopre che era tutto sbagliato? Ora addirittura ci sono altri corpi che ruotano attorno ad altri corpi? Tali conoscenze andavano arginate, specialmente quando la Chiesa deteneva un potere altamente temporale e lo giustificava con ignoranze spirituali.

Così Galileo fu chiamato davanti al Papa e fu obbligato a sconfessare tutte le teorie alle quali aveva lavorato. Egli era un cristiano praticante e rigoroso pertanto non fu facile per il Papa convincerlo ad abiurare. In quell’occasione egli pronunciò la famosa frase: “eppur si muove“, non scritta in nessuna opera ma probabilmente pronunciata, riferendosi alla Terra che non era più fissa nel cielo. Obbligato ad una vita in isolamento, i suoi libri vennero messi al bando creando di fatto una censura durata 200 anni (fino al secolo scorso).

Per fortuna Giovanni Paolo II, nel  1992, riabilitò di nuovo Galileo e le sue teorie:

In senso opposto si è espresso in anni più recenti Giovanni Paolo II:

« Come la maggior parte dei suoi avversari, Galileo non fa distinzione tra quello che è l’approccio scientifico ai fenomeni naturali e la riflessione sulla natura, di ordine filosofico, che esso generalmente richiama. È per questo che egli rifiutò il suggerimento che gli era stato dato di presentare come un’ipotesi il sistema di Copernico, fin tanto che esso non fosse confermato da prove irrefutabili. Era quella, peraltro, un’esigenza del metodo sperimentale di cui egli fu il geniale iniziatore. […] Il problema che si posero dunque i teologi dell’epoca era quello della compatibilità dell’eliocentrismo e della Scrittura. Così la scienza nuova, con i suoi metodi e la libertà di ricerca che essi suppongono, obbligava i teologi a interrogarsi sui loro criteri di interpretazione della Scrittura. La maggior parte non seppe farlo. Paradossalmente, Galileo, sincero credente, si mostrò su questo punto più perspicace dei suoi avversari teologi. »

BASTA! ai powerpoint fatti male

Visto che in questa benedetta laurea specialistica ci stanno abboffando di progetti che consistono, spesso, in una relazione finale con tanto di presentazione pauerpoint powerpoint, ho trovato un bellissimo elenco puntato (in informatichese: un <ul> … </ul>) con i punti più importanti da tenere a mente quando si realizza una presentazione.

L’articolo originale parla del “programma” PowerPoint, che in origine era solo per Mac.

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  • Non voltate le spalle al pubblico. Il pubblico è lì per ascoltare voi, per sentirvi parlare dal vivo, non per guardare le slide. Trovate la maniera di tenere sotto controllo cosa c’è realmente sullo schermo dietro di voi senza voltarvi e mantenete il più possibile il contatto visivo con il pubblico.
  • Evitate fiumi di testo. Le slide non devono essere come pagine di libro. Se lo sono, la gente farà fatica a leggerle e a seguire contemporaneamente quello che state dicendo. Devono contenere poche parole essenziali: il discorso articolato dovete farlo voi.
  • Non leggete le slide. Chi legge mentalmente va molto più veloce di chi legge ad alta voce, per cui ripetere pari pari il contenuto delle slide è mortalmente noioso.
  • La presentazione non è la scaletta delle cose che dovete dire. Deve essere un complemento arricchente al vostro discorso: non deve essere lo schema del discorso. Quello va messo nelle note su schermo che il pubblico non vede, oppure su un foglio di carta.
  • Evitate scritte microscopiche e grafici troppo intricati. E’ una presentazione, santo cielo, non un esame della vista. Il pubblico non riuscirà a cogliere tutti i dettagli, se sono minuscoli.
  • Evitate schemi di colore troppo sgargianti, ma anche quelli banali. Il già citato testo giallo su sfondo blu è da evitare il più possibile, come lo sono i colori psichedelici. I modelli predefiniti dei programmi per presentazioni di solito sono un buon compromesso, ma bisogna ricordarsi di usarli e di variarli periodicamente. Tenete presente che le condizioni di luce di una proiezione sono sempre peggiori di quelle nelle quali guardate la presentazione sul vostro monitor.
  • Usate immagini efficaci. Non ricorrete alla clipart insignificante e già vista: ricorrete a foto d’impatto, divertenti o simboliche, che aggiungano contenuto invece di complementare le parole. Se potete esprimere un concetto esclusivamente mediante un’immagine, fatelo.
  • Spezzate le slide prolisse. Troppi concetti in una singola slide non verranno memorizzati. Suddivideteli su più slide.
  • Preparate un’introduzione accattivante e una frase finale memorabile. Non siete lì per fornire a voce quello che potreste distribuire come stampato. Ogni presentazione è, a modo suo, uno spettacolo emozionale. Se non mostrate che quello di cui parlate vi appassiona, non potete pretendere di appassionare il pubblico.
  • Provate, provate, provate. Fate passare e ripassare le slide per assicurarvi che le transizioni avvengano correttamente e che gli elementi di ogni slide appaiano nell’ordine giusto. Esercitatevi a fare la presentazione provandola ad alta voce per controllarne i contenuti e la durata.
  • Controllate l’ortografia. Lasciare strafalcioni è il modo migliore per comunicare al pubblico che siete superficiali e disattenti.
  • Non mostrate al pubblico il contatore del numero delle slide. Questo spinge lo spettatore a fare un conto alla rovescia mentale e a concentrarsi sul “quanto manca ancora” invece che sui contenuti. Non c’è come vedere “1 di 178” per far scappare il pubblico o indurlo a simulare malori.
  • Attenti alla cliccata fantasma. Alcune transizioni richiedono tempo per essere visualizzate. Se cliccate prima che siano finite, credendo che il computer non abbia “preso” la cliccata precedente per andare avanti, finirete nella slide successiva e vi perderete. Tenete d’occhio gli indicatori sul vostro schermo, che segnalano quando ogni transizione è stata completata.
  • Memorizzate i tasti d’emergenza. Se scappa una cliccata fantasma, o volete saltare una slide o tornare indietro, segnate su un Post-it i tasti da usare. Vi servirà nei momenti di panico.
  • Includete solo quello che vi serve per illustrare il concetto. Non rimpinzate la presentazione di dati irrilevanti.
  • Provate le connessioni. Verificate in anticipo che il vostro computer sia compatibile con il videoproiettore e se possibile lasciatelo collegato e impostato. Assicuratevi che l’alimentatore del computer sia inserito e alimenti correttamente il computer, altrimenti la vostra presentazione verrà interrotta tragicamente dallo spegnimento del PC.
  • Spegnete screensaver e risparmio energetico. Se parlate troppo a lungo su una slide, non volete che lo schermo dietro di voi diventi nero o, peggio ancora, faccia scorrere sul megaschermo la vostra collezione di foto porno.
  • Preparate un backup; anzi due. Tenete una copia della presentazione su una penna USB e generatene una versione in formato PDF, da mettere anch’essa sulla penna. Il PDF funzionerà su qualsiasi computer d’emergenza. Stampate una copia della falsariga della vostra presentazione. La carta non crasha.
  • Usate il vostro computer; se necessario, insistete. Specialmente se c’è poca luce in sala, rischiate di non trovare i tasti dove siete abituati a trovarli, e il software e il sistema operativo possono essere differenti e incompatibili. A volte basta una versione leggermente differente di software per rovinare l’impaginazione, ed è facilissimo che il computer altrui non abbia i vostri font prediletti.
  • Non guardate la persona che sta dormendo. C’è sempre, anche se la vostra presentazione tratta di lingerie per pornostar, e se cominciate a fissarla perderete irrimediabilmente entusiasmo e concentrazione.

Un grazie a Paolo Attivissimo e ai suoi articoli divulgativi. 10 anni fa mi ha portato sulla strada dell’informatica – e linux era ancora “robaccia” in bianco e nero.

Un giorno vi farò vedere le “mie” slide, fatte per i vari corsi & progetti. Se mi va. E voi che ne dite? Avete altri suggerimenti?

articoli utili et sinceri de politica italiana

Inizierò parlando di questo articoletto di Marco Travaglio, scritto per El Pais. E daje che Travaglio è un venduto, è di destra, lavora per berlusconi, no è di sinistra, lavora per rutelli, no per bossi, anzi è cattolico, ma se vedi bene discende dai pakistani, insomma trovate tutto quello che volete contro questo giornalista ma lui è uno che si documenta.

Questo articolo è sinceramente interessante perchè spiega per filo e per segno che cosa accade in Italia. L’uomo solo al telecomando cambia il nostro modo di pensare molto più di quanto possa fare la chiesa (hehe cari Uaar mica mi dimentico di voi?).

Potremmo fare un interessante parallelo sulla questione, ossia: la Chiesa cerca di “convincerti” che quel che dice è “giusto” (stiamo sempre parlando di religione, eh!) ma lo fa parlandoti in faccia, e dandoti la possibilità di esprimere i tuoi dubbi… Berlusconi invece preferisce la televisione, perchè chi ha un dubbio NON deve poter ricevere la risposta giusta. Insomma, non voglio dire che bisogna basare la propria vita sull’odio per Berlusconi, ma neanche si può far finta che sia lui il nostro salvatore.

Poi leggo, sul blog “nice to know you”,  un avvenimento “facebookiano” accaduto in un paesino che manco sospettavo l’esistenza, dove l’FBI trova una cellula terroristica, e i politici (o candidati?) dimostrano tutta la loro “cultura” politica con espressioni tipo “pakistani del ca***”  (questo blog viene letto anche dai ragazzi degli scout! un po’ di censura ci vuole) e tentando poi di giustificare frasi che sono lì, buone e scritte. Mi allineo consistentemente con il pensiero dell’autore, ma sinceramente mi piace proprio il suo sito; dategli uno sguardo.

la UAAR parlerebbe uguale se a viaggiare Alitalia fosse Chirac?

ho letto il bellissimo gonzissimo articolo della sedicente “cronaca laica” di kataweb, un blog allineato sulla linea di questa fantomatica unione degli atei; un’associazione che non ha nessuno scopo, se non l’odio per una religione.

Personalmente ritengo che il Papa, oltre ad essere una figura spirituale (allineato su scelte che potranno far discutere, ma non più di quelle di tanti politici italiani), è anche un leader politico. Non dimentichiamo che, in virtù dei trattati Lateranensi di Mussolini e Craxi, alla Città del Vaticano è riconosciuta la sovranità proprio nella figura del Papa. Per quanto questa cosa non può piacere a tanti italiani che hanno problemi col prete, non è forse lo stesso tipo di astio che coinvolge i nostri cugini francesi (specialmente se si parla di calcio)? Insomma, voi fareste pagare un viaggio ad un capo di stato estero? Uno qualsiasi? Non penso: la diplomazia è l’unica arma che cambia i confini senza mietere vittime; e l’Italia deve semmai vantarsi di offrire ospitalità ad un leader religioso di tale caratura.

E poi, sono convinto che “nessuno da niente per senza niente” e che “senza denari non si cantano messe”; quindi il Papa il viaggio l’ha pagato. Se non fosse così, non mi scandalizzerei affatto.

Non so come fanno questi UAARiani ad inveire così tanto contro i cattolici. Ora chiedono il conto al Papa; strano che non si scandalizzano per il figlio di Mastella che va allo stadio con l’aereo di Stato, per il cantante Apicella che vola con Berlusconi, e manco per la D’Addario (che ha volato col biglietto pagato dal suo caro amico Tarantino – gira e gira chi li caccia sti soldi?).

Lo so che è difficile da digerire ma c’è ancora una buona fetta di Italia che è cattolica e condivide le parole del Papa. Chi non lo vuole ascoltare deve semplicemente cambiare canale, o cambiare giornale, cambiare radio, e cambiare professori a scuola. Nessuno è obbligato. Lo fanno anche gli immigrati che vengono qui da noi. Il punto è che chi viene educato con i valori della chiesa, sviluppa anche un imponente senso critico che prima o poi lo porta a pensare sul suo comportamento, sulla morale, e su ciò che accade intorno a lui. Tale senso critico non può derivare da un’educazione completamente obiettiva. Un mio amico un giorno si lamentava del crocifisso in classe, e io gli feci notare che proprio perchè lui si stava lamentando egli aveva fatto la sua scelta; non c’era bisogno di vietarlo per spingere la gente a scegliere (o a pensarci su).

Io penso che l’UAAR ce l’abbia con qualche prete che s’è fatto la moglie di qualche loro membro.. Pazienza… sono esseri umani… come voi! 🙂

altro incendio dietro casa mia

queste foto vengono direttamente dalla finestra della mia stanza:

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mentre vi scrivo, la situazione continua a peggiorare. Il fuoco e il fumo ci accerchia. Abbiamo tutte le finestre chiuse e l’aria diventa irrespirabile. Come ogni anno dovrò andare, armato di vanga e pala, a cercare di spegnere il fuoco “a mano”… ma stavolta c’è un vento troppo bastardo e sinceramente non rischio.

Dove sono i vigili del fuoco?

Potete vedere che non è la prima volta che succede questo; ho già parlato degli incendi anche in questo articolo.

Maledetti incendiari… incendiari bastardi!

No wine in the square. Sagre italiane a rischio!

Recentemente avevo preso accordo con la fiera enologica di Taurasi per suonare con i Dialectica presso la loro manifestazione, che si sarebbe tenuta dal 12 (oggi) al 16 agosto. La fiera di Taurasi è un evento importantissimo, non solo perchè il Taurasi è uno dei vini più pregiati d’Italia, ma anche perchè questa fiera  porta 60.000 persone in un comune di 3.000. Per noi Dialectica sarebbe stato un onore, insomma, avere una platea potenzialmente così grande.

Dopo qualche giorno però mi arriva una telefonata degli organizzatori: la fiera viene annullata perchè il 29 luglio entra in vigore un decreto legge che vieta di vendere vino o altri alcolici in piazza. Una normativa assurda, in un periodo estivo fatto di feste e di fiere, che di fatto blocca tutta l’economia dei piccoli paesi vinicoli.

Una normativa che non è neanche utile nè risolve nessun problema, visto che il disagio giovanile si crea nelle grandi città e viene alimentato dai bar e pub che servono alcolici anche a tarda notte; e non da questi eventi fieristici che promuovono un prodotto tipico locale.

Insomma, una normativa di cui nessuno sentiva l’esigenza che non risolve nessun problema (classico decreto-facciata). Le leggi anti alcolismo c’erano già e bastava farle rispettare; invece già vedo la bocca dei legislatori piena di parole: “abbiamo contrastato l’alcolismo” e altre stronzate così.

D’un tratto tutte le manifestazioni fieristiche ed enogastronomiche d’Italia sono a rischio, e se proseguono il loro lavoro o lo fanno nell’ignoranza, oppure decidono deliberatamente di evadere la legge.

Qualcuno dotato di buona volontà vuol spiegare di fatto in che modo la legge vieta lo svolgersi di sagre del genere? Potete farvi un’idea del problema sul forum del gambero rosso.

orgoglio :)

Hey!

un “civile” ha visitato il mio campo scout e ne è rimasto piacevolmente impressionato. Ha scritto un articolo sul sistema educativo scout e lo trovate qui: gli omini dei boschi – i am style.

Sono fiero di aver “aperto la mente” a qualcuno… Anche se continueranno a prenderci in giro per i calzettoni e il pantaloncino, le attività che facciamo sono veramente fighe!

L’ambientazione del campo era sugli indiani..  i bianchi avevano rubato il nostro sacro totem e tutte le tribù d’America si riunivano nella riserva per prepararsi alla battaglia finale! Abbiamo imparato a costruire un arco con una canna di bambù e un po’ di spago (vi assicuro che era un’arma mortale, il capo reparto c’è quasi rimasto secco), a lanciare il lazzo, a lanciare un’ascia e a farla inzeppare in un albero… attività “criminali” che se fatte con una stretta sorveglianza diventano addirittura educative!

Se avete bisogno di materiale per i vostri prossimi campi, lasciate un commento… magari qualcosa ci esce 🙂