un esperimento musicale inutile ma non troppo

Da qualche giorno ho trovato questo articolo (vecchio di 2 anni) su Repubblica che parla di Joshua Bell, uno dei più grandi violinisti al mondo, e del suo esperimento con il Washington Post.

Detto in parole “spiccie spiccie”, Joshua Bell è uno di quei musicisti che la musica non la fà, ma la è. Definito da molti (non da me che sono un ignorante) uno dei più grandi violinisti del mondo, Bell suona in teatri dove un posto può costare anche 100 dollari, e lo fa da vent’anni a questa parte.

Inoltre non è proprio uno sconosciuto: ha partecipato ad un programma televisivo (quanti si ricordano di X perchè ha partecipato all’isola dei formosi, al grande fratello, etc), è stato eletto uno degli uomini più belli d’America (non è il caso di Gianni Allevi, hehe), insomma il grande pubblico americano dovrebbe avere un identikit del personaggio. Non il classico musicista palloso e accademico, insomma (nonostante egli sia violinista – si vede che non mi piacciono i violinisti? ahia…).

Ma un bel giorno al Washington Post, un quotidiano americano, si sono posti la domanda: “what if…“, cosa succederebbe se Bell facesse un concerto gratis in una metropolitana? In incognito, senza pubblicità, senza preavviso.

Ebbene, dopo aver calcato i migliori palcoscenici del mondo, ricevuto gli applausi più scroscianti, suonando un repertorio ASSURDO e COMPLICATISSIMO, alla metropolitana di Washington Bell ha ricevuto… 32 dollari di mancia.

Il pubblico passa avanti e neppure lo considera. I bambini prestano più attenzione, affascinati, ma le mamme e i papà avevano da fare quindi li trascinavano via.

Dalle parole dell’articolo e dell’artista:

Nei primi tre minuti sono passate 63 persone davanti al virtuoso, praticamente quasi ignorandolo. Ma, mezzo minuto dopo, è scattato il primo obolo. Sei minuti dopo l’inizio del pezzo qualcuno si è fermato finalmente ad ascoltare.

Ma non c’è molto entusiasmo intorno a Bell. E il violinista è il primo a stupirsene: “All’inizio mi sono concentrato solo sulla musica”. Ma poi, “è stato veramente strano, era come se la gente…mi ignorasse”. Bell ride, nel rievocare lo strano esperimento. “Quando ti esibisci per un pubblico pagante – spiega – il tuo valore è già riconosciuto. Ma lì, ho pensato: perché non mi apprezzano?”. Non solo: Bell ha suonato nell’indifferenza e nel fracasso, mentre “in una sala da concerto io mi arrabbio se qualcuno tossisce o fa squillare il cellulare”.

Quest’esperimento è servito all’autore dell’articolo per stabilire se, in un contesto anomalo, la gente normale avrebbe riconosciuto un famoso e acclamato artista e, soprattutto ne avrebbe riconosciuto il talento. Obiettivo mancato.

Dietro questo nobile quanto inutile interrogativo, ciò che ci deve far pensare è la nostra incapacità di riconoscere la bellezza, ovunque essa sia: in un quadro, una foto, una canzone, un film, ma anche un colore, un paesaggio, un panorama, una persona. L’ansia delle cose da fare ci rende stupidi e poco attenti a cosa abbiamo intorno (perchè l’attenzione è spostata da un’altra parte).

Altra cosa che ho sempre pensato è che la musica classica non è e non sarà mai completamente “capibile” da esseri umani medi; ai concerti classici ci vanno due categorie di persone: i veri appassionati e i ricconi; tutto il resto del mondo cerca (e facilmente trova) una scusa per non andarci. Perchè su canale 5 c’è il Grande Fratello.

Che sia di insegnamento? Non ci credo ma ci spero. (cit.)

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