bisogna far qualcosa
dice Gesù: “fai in modo che la tua mano destra non sappia cosa fa la sinistra”. Che vuol dire questa frase? che chi fa del bene non deve buffoniarsi, deve farlo e basta, anzi deve nascondersi ed essere umile.. Ma davanti al terremoto è difficile non avere il desiderio di rendersi utile. Durante la mia vita un’associazione spesso denigrata e offesa dal “popolo ignorante” mi ha dato un’educazione e una formazione – nonchè una fede e la voglia di mettermi al servizio di chi ha bisogno.
Così quando ho letto che la protezione civile ci ha chiamati mi sono sentito orgoglioso. Ho capito che potevamo essere d’aiuto. Tutto il tempo passato a imparare nodi o a montare una tenda, quando ero ragazzo, ora si traducono in valore da spendere gratuitamente verso gli altri. Dovrei stare zitto e partire, piuttosto che scrivere, ma volevo comunque appuntarmi la fortuna di essere scout.
Siamo un ente di secondo soccorso; ossia la protezione civile ci utilizza lì dove serve supporto logistico e materiale. Ad esempio, compiti tipici possono essere il montaggio di tende, il trasporto di materiali, la distribuzione di cibo, etc etc. Difficilmente verremmo usati per operazioni di primo soccorso, visto che non abbiamo le competenze specifiche su come si usa una ruspa o un defribillatore, a meno che non si faccia parte di una pattuglia chiamata EPC, che ricevono una formazione in questo senso.
La nota dolente è che non posso partire “subito”. tutti i capi AGESCI hanno dato (se potevano) la loro disponibilità e ora Roma ci chiamerà in base al periodo che abbiamo richiesto. Io penso di richiedere il periodo dopo il 3 maggio; avrei voluto passare le vacanze di Pasqua lì per stare vicino a chi non ha più la fortuna di avere un tetto, ma i posti sono già tutti pieni e ora i turni si stanno concentrando a dopo il 18 aprile. Penso anche che col tempo, il disastro verrà un po’ accantonato dai media e si perderà interesse, mentre in Abruzzo continueranno ad avere un bisogno disperato di aiuto. Tra le condizioni che ci hanno richiesto, ve le riporto per informazione o per curiosità o per farvi sapere come ci si organizza in un’emergenza, vi sono le seguenti:
- disponibilità di 8 giorni (es. da sabato a sabato)
- formare una squadra di 5/7 persone e nominare un caposquadra;
- completa autonomia in vitto, alloggio e trasporto; questo vuol dire che dobbiamo arrivare con una macchina nostra, portarci la tenda e i sacchi a pelo, e portarci anche il cibo necessario per 8 giorni compresi i fornellini per cucinare in maniera autonoma: insomma non dobbiamo essere un peso.
- nessuno si deve muovere se non viene chiamato da Roma: decidere di recarsi sul posto in autonomia creerebbe solo intralcio.
- nella domanda di partecipazione è richiesto se possediamo competenze specifiche: medici, infermieri, ma anche informatici e animatori. Evidentemente serve competenza riguardo a logistica e infanzia.
- Allo stato attuale, l’invito è di organizzare collette solo con organismi ufficiali come croce rossa, protezione civile o altre associazioni “famose”. Bisogna donare solo ciò che viene richiesto: se servono soldi, inviare soldi; se servono pannolini, inviare pannolini etc etc. E’ meglio non inviare cose non richieste perchè creerebbero solo intralcio (ad esempio conservare uno stock di pelati occupa spazio che forse è meglio tenere libero per medicine).
Spero di avervi fatto capire cosa vuol dire affrontare un’emergenza con razionalità. Vedete che le condizioni, specialmente riguardo ai giorni da dare in disponibilità e il numero di persone da organizzare per formare una “pattuglia”, sono molto stringenti e rendono difficile l’organizzazione a livello locale. Per questo molti di noi stanno cercando di organizzarsi con capi di altre zone e altri gruppi.
La prima notizia che ho sentito riguardo al terremoto mi ha fatto subito pensare al mio amico Vincenzo, che sta frequentando il corso di maresciallo della GdF a L’Aquila. La ragazza mi ha fatto sapere che sta bene. Ora sto cercando di sapere un altro amico, Ferdinando Mazzariello, se è in salvo. Sapevo che si trovava a L’Aquila per studio ma non riesco a contattarlo in nessun modo. Lascio questo appunto qui sul web che magari può essere utile alle ricerche.
E con questo è tutto, domani parteciperò alla riunione operativa su cosa fare come comunità. Spero che la Santa Pasqua possa offrire a tutte le persone il conforto della fede e la solidarietà di un Italia intera; da ogni tragedia ci si può sollevare se si conosce la strada.
