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13 Jan

Ogni query di Google produce 7g di anidride carbonica

un computer di Google

A vari corsi universitari i professori ci hanno messo il tarlo nell’orecchio ripetendo fino alla noia: “ricordatevi di valutare anche l’impatto energetico dei sistemi che costruite”. Questo perchè l’umanità si sta accorgendo che sta distruggendo il pianeta, o semplicemente perchè ci sono dispositivi (come i cellulari o gli smartphone) che non possono stare accesi sempre altrimenti la batteria ti saluta nel giro di 3 ore.

Così leggo in rete che anche fare le ricerche con Google ha un prezzo. Non sono soldi che escono direttamente dalle nostre tasche ma che verranno spesi, in un modo o nell’altro, da tutti gli abitantti del pianeta nel corso del prossimo futuro.

Google, così come altre compagnie dell’IT, possiede numerosi datacenter. Questi datacenter dovete immaginarveli come dei “prefabbricati” costruiti con container, usati come lego, pieni di computer che contengono tutto ciò che noi conosciamo: le pagine web da ricercare, le nostre email (per chi usa Gmail), la rubrica, il calendario, e altri mille servizi che solo voi potete sapere. Questi datacenter sono sparsi in  giro per il mondo, e sono costruiti con container per poterli spostare in zone del mondo dove l’energia costa meno.

Così qualcuno s’è iniziato a porre il dubbio: ma quanto mi costa fare una ricerca con google? Ossia, ogni volta che io faccio una ricerca, quanta energia viene consumata dai computer di google? Dopo i suoi calcoli, Alex Wissner-Gross (autore della ricerca) sospetta che inviare una query a google produce 7 grammi di anidride carbonica, mentre per bollire un pentolino d’acqua se ne producono 15 grammi. Insomma, fare una ricerca ha un certo costo anche sul nostro ambiente.

E l’articolo da cui ho tratto questi dati continua spiegando altri dati e altre ricerche che si muovono nello stesso senso, ma che sono tutte interessanti:

  • l’industria informatica produce più anidride carbonica del settore aereo;
  • l’emissione di CO2, basandosi sul nostro uso individuale di internet, produce dagli 0.02 grammi agli 0.2 grammi di anidride carbonica solo per vedere una pagina web;
  • tenere un computer acceso produce dai 40g agli 80g di anidride carbonica all’ora;
  • mantenere un avatar in second-life costa 1,752 kilowatt-ore di elettricità all’anno, che è circa l’energia pro-capite consumata in Brasile (noi usiamo energia per il divertimento, loro per vivere).

La risposta di Google non si è fatta attendere e la potete trovare sul blog ufficiale. Secondo loro

“nel tempo che google fa una ricerca, il vostro personal computer produce più energia di tutta google messa insieme” (!) (traduzione di Musikele)

Infatti, secondo Google, 7 grammi a query è decisamente troppo alto, e fornisce qualche cifra: insieme ad altri lavori che il server deve fare prima di iniziare a rispondere a una domanda (es. creare l’indice), Google consuma 0.0003 kWh di energia per query, cioè 1 Kj (kilo-jaule). Per comparazione, un essere umano consuma 8000 Kj al giorno per il cibo, quindi  ogni ricerca usa la stessa energia che il nostro corpo consuma in 10 secondi.E in termini di gas, questo si traduce a 0.2 grammi a query.

Ho provato a cercare lo studio di Wissner-Gross on line, ma siccome deve essere stampato dall’US Institute of Electric, and Electronics Engineers, dobbiamo aspettare che lo pubblichino prima di leggerlo. Tuttavia l’autore non mi sembra l’ultimo arrivato (non è un autodidatta :P).

Allora, qual è davvero l’incidenza che internet e la ricerca hanno sull’ambiente? Wessner-Gross ha potuto fare una stima su quello che fin’ora si sa di Google, ma siccome la reale architettura interna di Google ( che con un intenso corso di programmazzione potrebbe essere rivelata quasi totalmente) è coperta da segreto, non potremo mai fare calcoli accurati.. Questi numeri sono *stime* che, comunque, vengono fatte con metodi scientifici.

Ci avevate mai pensato che navigare in internet potesse inquinare l’aria dei vostri figli? Io no.

  1. Normie
    January 13th, 2009 at 14:02 | #1

    Bell’articolo, complimenti. In effetti pur sembrando strano, il problema del consumo energetico non è indifferente. Piccoli risparmi individuali, in grande scala possono significare.
    Io mi sto un po’ interessando a questo modello di computazione “reversibile”, che in linea di principio non dovrebbe dissipare energia (vedi http://tinyurl.com/7f9gxp )

  2. Gabriele Cavigiolo
    June 25th, 2009 at 10:32 | #2

    Complimenti per il tuo articolo, io sto realizzando una tool a riguardo proprio della produzione di CO2 da parte delle ICT.
    Potresti dirmi la fonte dalla quale hai rilevato il dato tenere un computer acceso produce dai 40g agli 80g di anidride carbonica all’ora;???
    Grazie davvero.

  3. Musikele
    June 25th, 2009 at 10:51 | #3

    ciao,
    quando dico che “tenere acceso un pc produce tra i 40 e gli 80 grammi
    di co2″, sto citando l’articolo (in inglese) del times, che tra l’altro
    è linkato.

    Guardati anche questi link:
    google il motore di ricerca che inquina

    articolo su torino scienza

    Impiegati negligenti, spegnete il computer

    ma forse la più utile per fare dei paragoni è questa:
    usi google? sei un inquinatore

  4. Gabriele Cavigiolo
    June 25th, 2009 at 11:20 | #4

    Grazie mille per la pronta risposta.
    Gli articoli che mi hai indicato mi aiuteranno a risalire alla fonte dei dati, poichè il lavoro che sto svolgendo richiede dati precisi e certificati. Ma è proprio dall’informazione “generica” (senza offesa, è un modo per distinguerla dalle tabelle scientifiche con migliaia di dati che in articolo non servono a nulla) che si può partire.
    Grazie e complimenti ancora.

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