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26 nov

La patente europea: a che serve (e a chi)

Scritto da 1 commento

Da quando insegno la Patente Europea del computer (ECDL per gli addetti ai lavori) per mantenermi un po’ gli sfizi, mi accorgo che c’è molta gente a cui proprio “preme” l’avere questo titolo all’interno del curriculum. Ma a che serve? cosa certifica? Vediamo di scoprirlo insieme, con qualche riflessione sul campo.

Innanzitutto, chi prende la patente europea non diventa programmatore, laureato in informatica, tecnico hardware, o esperto in scaldabagni ad aria compressa: con la patente europea viene attestato l’uso del computer e di alcuni applicativi COME UTENTE, ossia come persona che sa utilizzare il computer per risolvere i propri problemi nella vita di tutti i giorni.

E’ quindi una certificazione di capacità, non di conoscenza: non viene attestato che “sai”, ma che “sai fare”. Come funziona sotto, beh, chissenefrega.

I corsi della patente europea si dividono in 7 moduli: un modulo base teorico, e sei esami pratici tra cui l’uso del sistema operativo per gestire i file, l’uso di un programma di videoscrittura, un programma di foglio elettronico, un programma di database e un programma di presentazioni, ed infine il saper usare un browser internet e un programma di posta elettronica off-line.

Perchè non ho usato il nome dei vari programmi? avrei potuto dire tranquillamente “corsi per powerpoint” e invece ho usato la generica espressione “uso di un programma di presentazioni”. Questo perchè la patente europea è stata ragionata sub partes, affinchè se un giorno dovesse scomparire la Microsoft (non sarebbe tanto male) oppure dovesse uscire un nuovo sistema operativo (qulcuno ha detto Vista?) i concetti che ci sono dietro non diventano totalmente obsoleti.

Teoricamente dunque è possibile certificarsi con la patente europea e vedere i propri concetti validi anche su OpenOffice.Org, su Microsoft Office e sulla prossima suite che uscirà chissà quando (qualcuno ha detto google docs?).

In effetti è già possibile fare gli esami della patente su Linux (con KDE 3) e OpenOffice.Org, e nonostante io sia un sostenitore dell’open source, non mi sono mai sognato di insegnare questi concetti sotto linux per diversi motivi: la mancanza di testi che mi aiutassero nel lavoro, e l’evidenza di insegnare qualcosa che difficilmente applicheranno mai (chi userà mai openoffice? in quale ambiente di lavoro? sia chiaro, tutti usano e hanno microsoft office, quindi se insegno qualcosa che non useranno ne riceverò una cattiva pubblicità).

Senza contare che da un anno a questa parte tutti i portatili sono venduti con Vista e Office 2007, e non esistono nè testi nè è possibile fare l’esame con questo sistema operativo o questa suite; quindi in questo momento l’esame è su un sistema obsoleto. Che brutta figura per l’Aica!

Ho scritto pure questo

  1. pupa
    29 novembre 2008 a 1:30 | #1

    sto facendo due conti…:P

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