Scuola serale, boom di iscrizioni ma chiusa per mancanza di fondi
Pubblico questa e-mail di un mio collega di università, Antonio. E’ uno studente di informatica come me, che temporaneamente lavora in Emilia come docente di laboratorio.
Stranamente mi capita di togliere la parola a Musikele (lui ne ha di cose da dire!!) per denunciare un avvenimento che tengo a cuore, di cui mi piacerebbe vedere il lieto fine come nelle commedie all’americana dove alla fine lui sposa lei e tutti vivono felici e contenti.
No, non si tratta di una storia d’amore come avrete già pensato. Quindi vi chiedo, voi lettori del Particolare Nascosto (stando a quanto dice Musikele dovreste essere in molti, ma si sa che lui con i numeri non è capace!!), di avere pazienza e cercare di arrivare con la lettura fino all’ultima riga di questo articolo.
Ciò di cui voglio raccontarvi riguarda una scuola di un piccolo centro del nord-est Italia, affacciato sulle rive del Po. La scuola in questione è l’Istituto Russell di Guastalla (RE). Ma prima di andare al nocciolo della questione, è doveroso fare un passo indietro e raccontarvi alcune cose che vi aiuteranno a capire meglio il seguito.
Sono due anni che ho la fortuna di aggiudicarmi una supplenza in questa scuola in qualità di docente. Dico fortuna perché in questa scuola ho trovato un ambiente bellissimo, persone fantastiche, colleghi di lavoro da cui ho appreso molto e che mi hanno dato molto soprattutto dal punto di vista umano.
In questi due anni ho avuto modo di fare conoscenza con la scuola serale, cosa che, almeno nelle mie zone, almeno io, non ne ho mai sentito parlare. No che non sapessi cosa fosse, ma non ho mai visto/sentito scuole che organizzassero corsi serali per lavoratori.
L’esperienza con il serale è stata altrettanto bella. Poter insegnare a persone adulte, di pari età, ma anche più grandi, è una delle cose più belle che può capitare ad un docente. Umanamente ti da molto ed è totalmente differente dal diurno, anche perché c’è un approccio diverso con gli “studenti” e poi comunque ti trovi di fronte a persone davvero motivate. E tutto questo grazie anche a dirigenti scolastici e responsabili che si prestano al fine di dare un servizio a chi vuole rimettersi in gioco nell’ambito scolastico per colmare quella lacuna culturale che per vari motivi è sorta loro in passato.
Spostandoci ora più verso il centro della questione, l’anno scorso ho insegnato in una classe terza serale che, essendo un indirizzo professionale, a fine anno scolastico ha visto gli studenti sostenere gli esami per il diploma di qualifica professionale. Molti di questi ragazzi, nonostante i mille sacrifici che hanno dovuto affrontare durante l’anno scolastico per arrivare a codesto traguardo, hanno deciso di continuare gli studi prefissandosi come ulteriore meta il diploma di maturità. Quindi come tutti gli altri studenti, hanno effettuato l’iscrizione all’anno successivo pagando tasse e quant’altro.
Ma è di pochi giorni fa la notizia, rullo di tamburi, che i corsi serali cesseranno per mancanza di fondi. Non posso dirvi le prime cose che ho pensato perché sarei alquanto volgare, credetemi. Ma dico: ogni anno nelle statistiche europee riguardanti la scuola e gli studenti caliamo sempre di qualche posizione causa la mancanza di volontà nell’affrontare gli studi in modo serio e coscienzioso, e poi quando c’è un gruppo di persone che ha volontà da vendere, che vuole a tutti i costi imparare, apprendere, studiare cose nuove, succede che PUFF….mancano i soldi. Non vi sembra una situazione abbastanza paradossale??? Sarò anche di parte, ma non vi sembra che sia un’ingiustizia abnorme?? E poi tra l’altro nell’anno in cui c’è stato un elevato numero di iscritti (38 al terzo, 25 al quarto), togliere un punto di riferimento per gli studenti lavoratori di quella zona, non vi sembra una grossa cavolata??? Ci sono persone che hanno sudato per portare avanti il progetto del serale in questa scuola, che hanno dovuto impegnarsi fino in fondo per la realizzazione di questo progetto. Gli devono rispetto, attenzione. Non si può mandare a puttane un corso serale solo perché non ci sono i soldi. Che facciano quadrare i conti meglio. E bisogna dare rispetto anche a coloro che per un anno intero, dopo una giornata di lavoro, fino alle 23 di sera erano li seduti tra i banchi di scuola a studiare!!!
Lo scopo di questo articolo non è quello di polemizzare con gli incaricati della distribuzione delle risorse nelle scuole della provincia di Reggio Emilia ne tanto meno criticare il lavoro che viene fatto da queste persone. Vorrei soltanto portare a conoscenza di chi segue questo blog le vicissitudini di una scuola e di un gruppo di persone che devono lottare per far valere il loro diritto alla conoscenza. Quindi vi chiedo, a chi fosse arrivato fino a questo punto con la lettura, di lasciare un commento, di dire la vostra, di segnalare questa cosa in giro, di parlare della vostra esperienza se già vi siete trovati in tale situazione. Si sente parlare sempre di scuola a livello nazionale, di normative, di scandali scolastici, di videofonini si, di videofonini no. Parliamo anche di scuola in piccolo, delle mille difficoltà che si devono affrontare affinchè il diritto allo studio venga riconosciuto. La cultura è un bene prezioso: abbiamone cura!!
Ora per finire voglio segnalarvi questo blog che si propone il sostegno ai docenti e studenti impegnati per la difesa e la promozione delle scuole serali pubbliche. Tra le tante iniziative c’è anche una petizione fatta al ministro dell’istruzione. Io già l’ho firmata e voi???
Vi ringrazio della lettura.
Antonio Aliberti
