Attenzione, la Gelmini l’ha detto sul serio!
We, chest fà o’ ver!
Facciamo qualche piccolo passo indietro. Arriva un certo caro rappresentante del governo a cui hanno bocciato il figlio per la seconda volta consecutiva alla maturità. Senza fare nomi, Bossi se la prende con gli insegnanti meridionali e li accusa di razzismo perchè la tesi del figlio era sul federalista Cattaneo.
Ma davvero vogliamo illuderci che sia stato questo il motivo?
Se alla mia maturità avessi portato io Cattaneo, in una scuola del sud che ho frequentato, i miei professori mi avrebbero messo 100, baciato i piedi, unto e profumato con le loro lacrime e ringraziato per avergli spiegato qualcosa di Cattaneo che manco loro avevano capito. Invece, secondo Bossi, i professori sono -contro- il federalismo. Uhm.
Poi arriva quest’altra illuminata della Gelmini. Io, sinceramente, non la conosco. Non so da dove sbuca e che titoli ha per fare la ministra. Ops, il ministro, altrimenti mi manda a recupero. Ben cosciente che Bossi si sbaglia perchè i prof non sanno nulla del federalismo, scatta la seconda opzione: i professori del Sud sono ignoranti. Ma perchè? Boh? Solo al Sud siamo inguaiati?
Come facciamo a dire che le scuole del Sud abbassano la media nazionale? Non è forse un problema di fondo che volete scaricare da qualche altra parte?
I corsi di aggiornamento ci vorrebbero davvero, per tutti i professori del mondo. Che abbiano cultura non lo si può negare (come pure fa la ministra). Ciò che penso, invece, è che non hanno metodo di insegnamento. Soltanto perchè _sanno_ non vuol dire che sanno _insegnarlo_. Questo è il vero problema per cui i ragazzi, se sbagliano il primo anno, non si troveranno mai più allineati. E lo dice il figlio di due professori!
“Chi critica la riduzione dei professori, indichi una strada diversa”. Tagliare i professori è controproducente. Tutti i ministri di centrodestra prendono la scuola come un’azienda: bisogna fare in modo che le entrate siano pari alle uscite, della qualità ce ne fotte. E non hanno capito che la scuola è un investimento sul futuro. Se correggi anche i peggiori studenti e tiri fuori la voglia per quel poco che riescono ad imparare, un giorno non dovrai fare una legge per 5.000.000 di disoccupati ma per molto meno. Dalla scuola non si otterrà nulla economicamente _ADESSO_, se non la crescita culturale di ragazzi che saranno grati per tutta la vita ai loro professori per ciò che gli hanno insegnato.
Per questo, voglio rimandare la ministra a settembre (tra una settimana) e vedere se le simpatiche lamentele sono vere o no. tanto lo so come andrà a finire: “i giornalisti mi hanno storpiato le parole… bla bla bla…”

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