la serenata napoletana

Domani parteciperò al matrimonio di una coppia di amici. Questo è il primo matrimonio a cui partecipo come invitato diretto e loro, non contenti, mi hanno dato anche il compito di accompagnarli con il mio fantastico taxi inglese (si, la loro auto ufficiale è il taxi!).

Ma stasera, durante la riunione di staff, mi dicono: “ma che fai verso le 11?” e così scopro che è stata organizzata una serenata ma manca il musicante!

Diciamoci la verità: è un po’ il sogno della mia vita cantare una serenata, serenata vecchio stile intendo, e stasera mi sono anche tolto lo sfizio di farne una. Uno di noi ha preparato le canzoni, stampate in 4-5 copie, una scaletta che non sforava i 20 minuti, e una volta trovati davanti alla casa della sposa, ci accorgiamo che … ce li eravamo dimenticati a casa!. Vabbè, c’è tempo, lui è ritornato a casa sua, ha ripreso i fogli, ritorna, e circa a mezzanotte siamo operativi per fare la serenata. Eravamo circa una ventina di persone, tutti i parenti di lui, alcuni amici degli scout, entriamo e….

la sposa in reggiseno! hahaha!

ma noi imperterriti attacchiamo a cantare, facciamo il nostro repertorio e tutto finisce con una bella bottiglia di spumante stappata dalla sposa (che s’era rivestita)!.

Davanti a tutto questo mi sono anche emozionato. E’ vero che siamo abituati a pensare che il matrimonio è una cosa pallosa, tutti che dicono “nun te spusà”, eppure io ci credo. Romanticamente, testardamente ci credo. La  semplice idea di trovare una persona che sia perfettamente incastrata a te, capace di sopportarti tutti i giorni, è il mio sogno. Si! Io voglio sposarmi. Voglio essere fedele ad una sola persona. Voglio avere una famiglia, 6-7 marmocchi che zompettano per casa, un cane e pure un po’ di giardino.

In verità, sempre parlando di sogni utopici, vorrei sposarmi anche presto, cioè mi laureo, inizio a lavorare, mi sposo! Quei 25-26 anni che non fanno male, anzi ti godi il matrimonio da ragazzo, come si faceva un tempo, perchè inizio ad aver bisogno di responsabilità. Non si può essere ragazzi per tutta la vita, ma anche con la mia bella dose di responsabilità, il mio lato bambino continuerebbe a sopravvivere sicuramente.

Non capisco (ma con questo non intendo dire che sbagliano) tutti quelli che denigrano il matrimonio, che lo rimandano, che non pensano ad avere una ragazza seria, che non credono all’amore, che pensano che a 40 anni si è ancora giovani, che hanno paura di legarsi, e hanno paura di avere dei figli. Il tasso di natalità (vedi pagina 2) è sceso ormai a 1,27 % (ogni 200 persone – uomo e donna – mettono al mondo un bimbo virgola ventisette) e non c’è da meravigliarsi che lentamente ci stiamo spopolando. Non che il numeretto abbia un senso, ma l’articolo linkato l’ho letto oggi, e seppure mi trovo in totale disaccordo con quanto afferma il giornalista, devo pur far vedere che ho un po’ di cultura!

Il mio obiettivo nella vita non è quello di ripopolare l’Italia per fare bei bambini, nè quello di far felice la chiesa, nè quello di incastrare una qualche giovane fanciulla per poi continuare i miei loschi affari. Ciò che voglio nella vita è essere felice, lo vogliamo tutti, e secondo me il matrimonio è il giusto punto d’inizio. Non di fine. Chi ha detto che dopo il matrimonio i problemi si risolvono?!

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per le vostre serenate, potete tranquillamente contattarmi. La mia tariffa è davvero bassa, e se mi fate amico lo faccio pure gratis, tanto il giorno dopo ci abboffiamo al matrimonio!

l’inutile burocrazia universitaria (e non solo)

Spero che scrivendolo qui smetto di lamentarmi in giro facendomi dire sempre le stesse cose.

Odio la burocrazia, specialmente quella inutile!

Qualche mese fa l’università mi manda a chiamare dicendomi che il mio libretto era pronto. Ma per poterlo avere dovevo presentare: domanda di iscrizione alla specialistica, fotocopia della carta d’identità, fotocopia dell’ultima ricevuta delle tasse. Già questa cosa la ritengo stupida. Nel corso dei secoli milioni di studenti universitari e non consegnano milioni di carte che, paradossalmente, scompaiono mangiate da un mostro divora documenti. Nella fattispecie, è stato calcolato che uno studente dovrà consegnare circa 352 volte lo stesso documento, per 352 compiti diversi. Documenti che l’università già ha ma che te li richiede lo stesso solo per romperti le scatole.

Recentemente ho ottenuto anche una borsetta di studio piccola piccola e avevo scelto l’accredito su conto corrente, avendo io un conto (perennemente in rosso) in banca. Mi mandano l’email: “carissimi studenti, chi ha scelto l’assegno passi a ritirarlo, chi vuole l’accredito sul conto deve portare una marca da bollo di 1,81 €”. Io avevo scelto l’accredito proprio perchè mi scocciavo di passare all’università, e devo portarvi una marca da bollo così ridicola? Ma scalatemi 2 € dall’importo e pagatevi le vostre spese amministrative, però non facciamo queste “italianate” ridicole che servono solo a perdere tempo e ad osannare l’inefficienza.

Per non parlare del casino della seconda rata universitaria. Ufficialmente, la scadenza della seconda rata è a dicembre, ed io mi sono iscritto a gennaio alla specialistica. Sinceramente, non so come ma avevo pagato la prima e la terza rata, che si paga a marzo, eppure non avevo pagato la seconda (stranissimo!). Visto che non dovevo svolgere nessuna operazione particolare sulla piattaforma universitaria, ho scoperto solo quando mi serviva che m’erano state disabilitate tutte le funzionalità: prenotare esami, stampare certificati, NEMMENO LE TASSE CHE AVREI DOVUTO PAGARE, in pratica qualsiasi cosa mi servisse non potevo farla perchè la seconda rata non ero stata pagata. E QUESTO È GIUSTO, ma internet è bello perchè tutto si fa quasi gratis: una mail automatica che ti avvisa che qualcosa non è in regola non sarebbe male. E poi non riesco a spiegarmi perchè ho pagato la terza rata e non la seconda: forse la piattaforma in quei giorni già era andata sottosopra e non mi faceva fare nulla.

Fanno schifo e basta, null’altro da aggiungere. odio la burocrazia di chiunque. Anche il semplice modulo da firmare per partecipare a un bando mi sembra una cosa INUTILE. Bastererbbe un certificato openssl personale e un click sull’apposita checkbox…

Ripenso il tuo sorriso (Montale)

Ringrazio l‘immancabile figurina panini della commissione d’esame di maturità per aver portato all’attenzione di tutti questa splendida poesia di Montale.

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio d’un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d’una giovinetta palma…

Montale è stato premio Nobel per la poesia nel 1975, « Per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni ».

Ormai tutto il mondo sa che questa poesia è dedicata ad un uomo, un amico d’infanzia, e non ad una donna come recitava la traccia dell’esame di maturità. (Chiedo a qualche maturando che si trova a passare di qui, e che ha svolto questa traccia, di raccontarmi che ne pensa di questo bel casotto). Poverini tutti quelli che hanno analizzato la figura della donna in montale, scrivendo milioni di fesserie che il poeta sicuramente non intendeva! Sono andati ovviamente fuori tema e non possono fare niente, anzi il loro compito verrà pure valutato, perchè il ministro ha dato disposizione alle commissioni di poterli giudicare (con le opportune “attenuanti”).

leggo la vita del poeta e qualche analisi su internet, vorrei poterne scrivere una anch’io come ai bei tempi liceali..

Balachander Krishnamurthy alla mia università

Ieri ho seguito un interessante seminario di Balachander Krishnamurthy alla mia università. Questo tale, autore di un libro di testo sul web, lavora per alcune delle migliori compagnie del mondo (Sun, AT&T) e collabora con importanti università. All’attivo ha una trentina di brevetti, il solito centinaio di libri e documenti accademici (che però sono importanti e citate in tutto il mondo), e una certa autorevolezza nel mondo informatico.

Il suo talk di ieri era incentrato su Twitter e sulla privacy degli attuali “online social networks”, tradotto in italiano sarebbero i vari facebook, myspace, chatta.it, twitter pure, e insomma tutto quello che ha contenuto generato per la maggior parte dagli utenti. Vi spiegherò in breve questi due argomenti, giusto per inquadrarli meglio.

Twitter

Twitter è un servizio “social” che ha un po’ rivoluzionato (secondo me neanche troppo) la maniera di comunicare, estendendo l’uso del telefonino. Chi possiede un account twitter può inviare messaggi di al massimo 140 caratteri, cioè circa i caratteri di un sms, rispondendo a una stupidissima domanda: “che stai facendo adesso?”. Le persone possono così legarsi in gruppi di amici ad esempio, e seguire le notizie generate dagli amici o da chi per lui. La rete di amicizie funziona un po’ alla msn, bisogna conoscere l’indirizzo email o la pagina twitter di qualcuno e poi richiedere l’iscrizione.

La cosa curiosa è che si può comunicare su twitter anche via cellulare, inviando un sms a un certo numero. La filosofia è che se si sta al pc si avrà ben poco da segnalare, mentre se vediamo una scimmia per strada sarà più interessante scriverlo a tutti gli amici con un sms: “hey! c’è una scimmia che cammina per strada!”. Anche la ricezione dei messaggi può essere impostata via cellulare, così che tutti gli amici che starai seguendo (e solo quelli di cui ti interessa) possono inviare un messaggio a twitter e twitter provvederà a rispedirlo a tutte le persone che li stanno seguendo.

Ciò che faceva notare l’esperto è che, da quando Twitter ha aperto la sua API (per non informatici: interfaccia di programmazione dell’applicazione), è diventato un sistema incredibilmente popolare (non ancora in Italia, però) dato che circa un terzo dei messaggi generati da twitter vengono da programmi esterni ad esso. Chissà, forse anche il particolare nascosto sarà twittizzato :p per il momento beccatevi la mia pagina. Morale della favola: se vuoi che la tua applicazione sia popolare, apri la sua API.

Privacy e siti di Social Networking

Per quanto riguarda i siti di social networking, è stata fatta prima un’analisi dal punto di vista funzionale: cosa fanno, come campano, e in che direzione vanno. I siti di social networking (cioè i vari facebook, badoo, myspace, orkut che era popolarissimo in Brasile e chi più ne ha più ne metta) permettono di mettersi in comunicazione con i tuoi amici gestendo un blog, caricando foto, organizzandoti un calendario, elenchi, e ovviamente gestire la lista di tutti i tuoi amici, cosicché puoi essere sempre informato se un tuo “amico” aggiunge foto nuove, cambia il suo stato (da “sono depresso” a “sono felice”), inserisce un intervento e cose così. Questi siti campano principalmente di pubblicità (che sembra essere l’unico modello di businness che sopravviva sul web): tra tutte le pagine che un utente vede, un po’ di pubblicità te la sparano sempre in faccia. Ovviamente questi siti hanno intenzione a non farti lasciare il loro sito, cercando di farti passare buona parte della tua navigazione attraverso il loro sito web, quindi hanno anche dei sistemi di istant messaging (una sorta di messenger), un sistema di email, forum e quant’altro sia utile per “comunicare” senza uscire dai canali ufficiali.

Il vero problema di questi servizi è la privacy. Due cose sostanzialmente sono proprio da “rifare”: le impostazioni di default e i valori del profilo che si possono cambiare. Quante volte ho sentito dire dalle mie amiche “una s**za di milano s’è presa la mia foto per creare il suo account, ho dovuto fare la denuncia ai carabinieri”… questo è un problema molto grave negli Stati Uniti, dove il furto d’identità è all’ordine del giorno e gli utenti, attraverso siti sociali, possono risalire a tanti altri dati anagrafici e affittare macchine, comprare roba su internet, fare guai in generale col rischio di trovarsi la polizia a casa che ti saluta con due bei bracciali d’argento.

Facebook, ad esempio, non permette di tenere “nascosti” i tuoi dati a chi non conosci. Una persona che non ti conosce ha libero accesso ai dati che vuole come la data di nascita, l’indirizzo di casa (perchè no), la tua foto e altre cose senza che tu te ne renda manco conto. L’idea, quindi, è quella di cambiare queste impostazioni facendo in modo che sia l’utente a decidere cosa mostrare a chi non si conosce (il problema per le persone che conosci non si pone, ti sono amiche no?). Molte volte questi siti non prevedono affatto la possibilità di cambiare le impostazioni, lasciandoti in balia delle impostazioni di default.

Le impostazioni di default sono, infatti, la seconda nota dolente di questi siti sociali. Quando ci iscriviamo a un sito del genere, normalmente, non ci viene proprio chiesto “permetti di visualizzare questo profilo ai tuoi amici o a tutti”; la prima impostazione è proprio “a tutti” senza possibilità di appello. Questo permette a chiunque (anche ai tuoi nemici!) di poter vedere quello che vuole, con la tua inconsapevolezza. Secondo i dati dell’esperto, solo lo 0.06 % degli utenti ha aggiornato le sue impostazioni di privacy per limitare la visualizzazione dei dati. Insomma, il problema è che se vuoi far vedere tutto no problem, se invece vuoi tenerti qualcosa per te non hai alternative, devi “inventare” dati non veritieri.

Un terzo problema è: ma tutti questi “siti sociali” che se ne fanno dei tuoi dati personali? la risposta è, come al solito, interpretare e conoscere al meglio i suoi utenti, per potergli fornire servizi personalizzati. Che al 90% vuol dire proprio pubblicità. La cosa è ancora più pesante se si pensa che, se in una chat io parlo di Berluschino, il sito sociale potrebbe inviarmi pubblicità politica mirata; e peggio ancora, in base a tutti questi dati, loro possono conoscere meglio di me le mie abitudini, le persone con cui vado d’accordo e quelle che mi potrebbero interessare, “forzando” e snaturalizzando l’umanità di una persona. Insomma, io sono solo marketing. Alla luce di tutte queste discussioni, nessuno da niente per senza niente ed iscriversi a questi siti, se da un lato permette di conoscere gente nuova, dall’altro espone tutte le tue informazioni personali a chiunque, che può farne quello che vuole.

Io trovo i siti sociali una grande palla.

il giorno dello scaricamento

Download Day 2008

E’ sulla bocca di tutti: Firefox vuole entrare nel guinness dei primati nella categoria “maggior numero di scaricamenti in un giorno a sopresa”.

Firefox è il miglior browser in circolazione. Supera anche Internet Explorer. Le mie conclusioni vengono tratte da un mix di analisi soggettive e oggettive e per questo meritano di essere ascoltate come sacrosanta verità.

Avete presente la pubblicità che vi compare senza motivo alcuno, mentre non state facendo assolutamente nulla? Bene, avete beccato un virus con internet explorer e adesso toglierlo non sarà facile. Siccome internet explorer è il browser più diffuso, tutti hanno interesse che il proprio virus si diffonda quanto più, in fondo sono soldi!

Con firefox non è tutto così facile, innanzitutto perchè è scritto in maniera diversa da internet explorer, poi perchè non è così integrato nel sistema operativo (insomma, una volta bucato, non entri dalla porta principale ma stai ancora nel giardino). Metteteci pure che, casomai vogliate passare a un altro sistema operativo, firefox di sicuro c’è, che problemi avete?

Tornando al record, esiste una mappa che mostra tutte le persone che si sono impegnate a scaricarlo. In questo momento gli americani fetenti sono gli unici ad aver sforato le 500.000 unità, e in Italia stiamo a quota 38.000 persone. Avanti! contribuite anche voi. Iscrivendovi, il giorno che firefox sarà disponibile per il download vi sarà inviata una mail per ricordarvi i vostri buoni propositi e voi non dovrete fare altro che scaricare firefox, installarlo, e navigarlo!

Ubuntu, screenlets, sono figo!

Gli europei sono alle porte: per questo ho ben pensato di attrezzarmi con un bel programmino che mi tenesse aggiornato continuamente su tutto quello che c’è da sapere. Mi metto un po’ alla ricerca, e dato che uso Ubuntu Linux sul mio pc come sistema operativo, ho cercato qualche bel sito web che potesse ricordarmi tutto quello di cui avevo bisogno. Poi leggo che google gadjets è stato rilasciato anche per linux, quindi inizio a pensare: ma queste screenlets a che punto saranno?
schermata dello screenlet degli europei
Le screenlets sono dei widjet che si aggiungono al desktop e restano incollate. Un po’ come i widjet di MacOS oppure quelli di google gadgets, oppure quelli di vista, o di chi volete voi, ma insomma sono quelli. Non sono un grande fan di queste cose perchè al 90% disturbano la normale routine e caricano roba inutile di cui si può anche fare a meno. Per il momento, diciamo che sto “sperimentando” la loro usabilità.

Ma tornando alla nostra cara Ubuntu, ciò di cui avevo davvero bisogno era qualcosa che mi rendesse invidiabile al mondo intero. Così trovo questa screenlet degli europei di calcio 2008, che contiene tutte le informazioni davvero interessanti (per non perdersi nulla, insomma!): risultati delle partite, quando giocano e dove, i gruppi, le classifiche, e le notizie. L’unico problema è che è spagnola, quindi è dedicata alla nazionale spagnola, con tanto di bandierina giallorossa vicino alle partite della spagna 🙁 ma il tricolore trionferà comunque quindi non è importante la nazionalità della screenlet, l’importante è che funzioni!

Tutto contento per il fatto di avercela solo io … ops, ora che vedo è disponibile praticamente per qualsiasi cosa sia widjetabbile: windows vista, macos, linux (con le screenlets), google desktop gadget, e poi si può anche aggiungere alla propria pagina web. (E quindi mi sa che ce la metto!).

il mio desktop con le screenlets attivate

Ed ora, eccovi il mio carissimo desktop così com’è conciato con tutte le screenlets interessanti.. (notate l’eurcopa, il cosino che mi dice qual è il mio IP, il checker di posta di gmail, e il classico orologio fighissimo…)

Buona serata a tutti i patiti!

E’ passato un anno particolarmente nascosto

Esattamente ieri ho rinnovato il dominio del particolare nascosto. E’ un anno che la mia creatura continua a raccontare tutto ciò che le racconto, che mi segue nei miei viaggi, nelle mie riflessioni e nei miei divertimenti.

In questo anno ho preso diverse scelte “editoriali”, come il non parlare di persone diverse da me, e questo l’ho dovuto imparare litigando, discutendo, rimuovendo e pasticciando con amici e conoscenti. Ho poi deciso che la mia vita privata non merita di essere raccontata in maniera generica su un blog, visto che ai miei amici la posso raccontare tranquillamente io e ai non-amici, beh, non voglio fargli sapere dove mi trovo e perchè. (chissà magari ci sarà qualche autore in più!)

In questi ultimi mesi poi si sono accavallati diversi impegni tutti insieme: la preparazione per il campo estivo, gli esami, e l’amore.

Si!

L’amore!

L’amore mi ha messo insieme alla persona più pazza del pianeta. Moriamo dalle risate e ci consumiamo di baci.

Beh… ora non resta che ricominciare a guardare al futuro, immediato soprattutto (esamiii!!!), e… via con un altro anno di particolari nascosti!