De Nucleare

tratto dal sito di Daniele Luttazzi:

In una recente intervista, Carlo Rubbia ( premio Nobel per la fisica ) ( come Scajola ) ha dichiarato:

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

” Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.”

” Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

“I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”. (30 marzo 2008)

Carlo Rubbia nel 2004 propose un progetto per la costruzione di una centrale solare di nuova generazione, capace di erogare 50 MW. Poi criticò il presidente Berlusconi per l’oltraggio alla ricerca e fu destituito dall’incarico di presidente dell’Enea, facendo scomparire tale progetto. Gli spagnoli (furbi!) sentirono l’odore del risparmio (e dei soldi?) e hanno chiesto a Rubbia di andare a collaborare, così il progetto che doveva un tempo essere nostro ora è loro.

Inoltre sembra che i recenti terremoti in Cina stiano provocando un rischio radiazioni, per aver manomesso delle centrali nucleari della zona.

Gli scienziati hanno le idee ma sono troppo teorici e poco pratici: non hanno nessun’idea di come si realizzi qualcosa su base industriale! Ciò che a volte sembra “facile”, poi nasconde qualche brutta sorpresa in fase di realizzazione..!

I politici invece NON hanno nessun’idea buona (e si vede) e certe volte cavalcano l’onda del gradimento popolare: il popolo vuole i pesci volanti? da oggi in poi faremo volare i pesci. Il popolo vuole lo zucchero a metà prezzo? no problem, aumentiamo il costo dell’acqua! Il vantaggio di un politico è che ha il braccio operativo e quando vuole una cosa, basta firmare una carta.

Io inizio ad essere scettico verso chi mi propone il nucleare, verso chi mi propone l’acqua calda, e verso chi mi parla dei pannelli solari. Dicono: “i pannelli solari non servono a niente” e invece hanno _davvero_ fatto passi da gigante. E insistono: “il nucleare è più sicuro rispetto a 15 anni fa” e ma ci stanno nascondendo i costi proibitivi della faccenda.

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Indovinello: i tre amici

Ciascuno dei tre amici, Antonio, Giovanni e Carlo, suona due strumenti musicali.

Dunque, ad ognuno, si possono dare delle seguenti definizioni: flautista, violinista, batterista, violincellista, trombettista, pianista.

Il flautista prende volentieri in giro il violinista; ogni tanto il trombettista e il violinista vanno alla partita con Antonio; il violincellista deve dei soldi al batterista; il flautista è fidanzato con la sorella del violincellista; Gianni ha nascosto lo strumento al trombettista e Carlo ha vinto a briscola contro Gianni e il violincellista.

A questo punto… dovrebbe essere chiaro quali strumenti suona ognuno!

Suggerimento: stampatelo! o ricopiatelo

Il portafogli

Due giorni fa ho perso il portafogli. Ce l’avevo nella tasca del giubbotto, e siccome stavo con la vespa, mi è caduto mentre stavo in viaggio. Dentro c’erano: documenti d’identità e patente, tessera edisu, e un 100 €. Di questi soldi, solo 20 € erano miei, gli altri no, erano di mamma e glieli dovevo restituire.

Grazie ad alcuni amici (chi mi ha aiutato a cercarlo, e chi mi ha accompagnato a fare il giro dei carabinieri) alla fine sono riuscito a recuperarlo, purtroppo qualcuno l’ha trovato a terra, s’è preso i soldi e l’ha lasciato alle poste, dove lo hanno spedito ai carabinieri. E lì l’ho ritrovato.

Al di là del fatto che quel giorno avrei dovuto capire che c’era qualcosa che non andava (ho anche pestato una merda), il mio ragionamento è su quanto poco di buono sia rimasto dentro di noi. Con tutte le persone con cui ho parlato, tutti mi hanno detto la stessa cosa: e se trovi un portafogli con i soldi, che fai, non te li prendi?

Possibile che la nostra società ci spinga ad essere tutti malviventi? possibile che dobbiamo sempre cercare la maniera “ottima” per fottere qualcuno? tra 100 € gratis e l’eterna riconoscenza, scegliamo tutti 100 €? E’ preoccupante.

Significa che diamo davvero poco peso a tutto, e ci vergogniamo di fare la cosa più giusta, perchè poi saremmo visti come “fessi”, senza averne approfittato. Che bella etica che abbiamo diffuso! E si diffonderà anche ai nostri figli, trasformandoli tutti in piccoli criminali.

Per quanto mi riguarda, continuerò a restituire le cose indietro finchè sarò io a trovarle; così come ho fatto quando ho trovato una penna usb da 2 gb nel parcheggio dell’uni, e dentro c’era un progetto di tsw che mi hanno permesso di ritrovare il proprietario (e non mi ha detto neanche grazie); così come quando abbiamo ritrovato a mensa un telefonino e abbiamo telefonato per ridarlo al proprietario (neanche allora, sembrava quasi dispiaciuto che l’avessimo ritrovato); e quando ho trovato il portafogli di qualcuno che gliel’ho restituito così com’era (no grazie). Credo che il mio piccolo esempio modesto possa stupire più di una persona che, pur non cambiando, almeno ci pensa su. Ma volete mettere la soddisfazione di restituire qualcosa al “ladro” che s’è preso i miei soldi?

Edward mani di forbice

Oggi Italia 1 ha voluto colmare una mia lacuna adolescenziale, ossia il fatto di non aver mai visto Edward mani di forbice. Finalmente, col senno della maggiore età, ho colmato questo gap e sono riuscito anche io a farmi incantare dalla fiaba più decadente che potesse essere mai scritta.

Nelle case tutte uguali ci ho visto il buonismo di facciata che ostentiamo gloriosi.

Nelle mani di Edward ci ho visto l’incapacità di comunicare con i gesti. E non è roba da poco: senza mani siamo muti.

Nelle sue splendide creazioni vedo Jhonny Freak.

Nelle reazioni del popolo vedo la paura del diverso (che è il tema del film).

E voi che ne pensate?