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27 Apr

10 giorni di scout: CFM e San Giorgio

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Non sono contento di tutte le cose che riesco a portare avanti contemporaneamente, così mi sono preso una feria di 10 giorni per dedicarli anima e corpo agli Scout.

Infatti sono rimasto chissà quanto indietro con l’università, domani tra l’altro avrei gli esami della patente europea (me la sto prendendo solo per sfizio), senza contare le relazioni umane con amici & co.

Ovviamente è tutto ironico, diciamo che gli scout sono una vocazione, un piacere e un dovere, tutt’e tre al primo posto quindi non lo ritengo tempo perso, anche se questo si ripercuote su tutte le altre cose che faccio. Anche il blog ne risente… uff!

Il CFM

Il CFM (Campo di Formazione Metodologica) è un campo per capi scout che vogliono (io direi _devono_) scoprire come è fatto il metodo scout, perchè funziona, come lo si applica al meglio. Sono 6 giorni condensati di chiacchiere :D , anche se è diverso dall’università: qui le cose le si imparano facendo, per questo è preferibile iniziare a praticare con i ragazzi e poi affrontare il campo.

Siccome la branca in cui presto servizio è il reparto (11-15), il cfm viene vissuto in maniera non troppo diversa da come la vivono i ragazzi:

  • veniamo divisi in sqadriglie, di 6-8 componenti, nelle quali c’è un caposquadriglia (ma visto che siamo adulti, abbiamo scelto il criterio del “più vecchio” – io ero terzo in graduatoria per la mia squadriglia, e non sono riuscito a soddisfare la mia sete di potere :p).
  • dormiamo in tende che dobbiamo montare noi…
  • abbiamo fatto le costruzioni più importanti (angolo preghiera, alzabandiera) così come le fanno i ragazzi: pali e cordini.
  • Abbiamo vissuto l’esperienza del gelo intenso e di quanto sia importante l’equipaggiamento: un campo di 6 giorni ad Aprile richiede uno zaino più pesante di un campo estivo, perchè ogni cosa è invernale (maglioni piuttosto che magliette, pantaloni lunghi piuttosto che pantaloncini, giubbotto da eschimese piuttosto che giacca a vento).
  • Abbiamo vissuto il campo anche con molti giochi e momenti divertenti per mostrare “praticamente” a che serve il gioco, come lo si fa, qual è la sua funzione nell’educazione. Da qui la massima tutto si fa col gioco, nulla si fa per gioco
  • Abbiamo vissuto come se fossimo ad un campo estivo anche per quanto riguarda l’ambientazione, ossia abbiamo “immaginato” un’atmosfera fantastica nella quale sviluppare tutti i nostri giochi per dare un filo conduttore al campo: nel nostro caso l’ambientazione erano i cavalieri, quindi ognuno di noi doveva avere un vestito “cavalleresco” e non sono mancati personaggi vestiti da Tetrapak (volevano simulare un’armatura), Garibaldi (per le camicie rosse), Robin Hood (per le calzamaglie troppo strette) e Dragon Ball. Io ero .. “Ben Nato” per le qualità musicali! :p
  • ho cantato un campo intero. Senza mai fermarmi.
  • Il fatto che noi eravamo divisi in squadriglie ha risvegliato, in me, l’incoscienza dei 15 anni: chi mi conosce nell’altra vita (quella seria insomma) sa come sono; beh immaginatemi a 16 anni e soprattutto cretino al cubo, otterrete il Michele che s’è presentato al campo. E non solo per il lato pariativo: anche le emozioni, le sensazioni, i ricordi che si risvegliavano lentamente e tornavano a galla. Mi sono rivisto / riscoperto ragazzo, e con questo dovrei chiedere scusa ai capi campo visto che gli ho mostrato un eccesso di giocosità, ma forse loro ci sono abiutati a questo processo INvolutivo. Non sono l’unico ad aver provato questa sensazione, ho rivisto i ragazzi della mia squadriglia divertirsi nei giochi, nel creare il giusto clima, e poi anche la notte, quando tutto il campo “avrebbe” dovuto dormire, i più impavidi restano fuori a chiacchierare e a fare “spettegulezzz!”, con tanto di capi-campo che fanno il giro e ci cazzeiano perchè stiamo facendo casino e dobbiamo andare a dormire! Pensavo che vivere queste sensazioni fosse una rarità relegata alla mia infanzia da esploratore e invece basta cambiare il contesto per cambiare il carattere. E’ tutto così facile… fin troppo. Il punto è che non è così reversibile.

Ma passiamo alle cose metodologiche più importanti, che chi mi segue già avrà letto:

Il Capo: questo adulto vestito da bambino… ca fa’ pazzià e’ criatur (che fa giocare i bambini)

Non voglio dilungarmi troppo, ci sono 6 giorni di mezzo da scrivere, e non sarebbe il caso. Ma vi spiegherò alcune cosette rapide rapide che magari vi fanno capire perchè io lo faccio.

Io lo faccio per vocazione: il Signore mi ha dato dei talenti che io devo mettere al Suo servizio, e la mia scelta è stata una scelta educativa: educare le nuove, future generazioni ad essere _soprattutto_ migliori di me. Perchè, tra tante agenzie educative, credo proprio nella proposta scout? 1. perchè non m’è mai piaciuta l’ACR :P 2. Perchè sono scout da una vita 3. perchè l’associazione scout è l’unica che educa la persona nella sua completezza, secondo le intuizioni del nostro fondatore.

Egli intuì che l’unica maniera esistente per strappare i ragazzi alla delinquenza e alla strada era di offrirgli l’Avventura: avere la possibilità di realizzare i propri sogni, sotto l’osservazione di un adulto-fratello maggiore, poteva portare il ragazzo ad imparare “come” affrontare la vita adulta nel momento in cui si sarebbero presentate delle difficoltà.

Qual è il ruolo del capo, dunque? Osservare. Osservare e capire cos’è che il ragazzo vuole, dargli la possibilità di metterlo in pratica, fargli scoprire ciò che lui pensava impossibile … possibile. Non sono solo chiacchiere: 100 anni di scoutismo testimoniano che qualcosa sta funzionando per il verso giusto.

Se mi limito ad osservare, come farò a fargli passare ciò che deve imparare? Qui si rivela la natura sensazionale dello scoutismo: è il ragazzo, che vivendo in una comunità in cui i suoi coetanei lo “correggono”, tende ad autoeducarsi e a cercare di essere una persona migliore.

Quando ero caposquadriglia, a 15 anni, il mio unico scopo era di essere ricordato negli anni a venire come un buon caposquadriglia: questo mi ha fatto tirare fuori il meglio di me, e ancora adesso – a distanza di anni – quando incontro i ragazzi per strada mi preoccupo per loro, che non stiano facendo cazzate!

Cosa ha provocato questo CFM

Il primo problema era stato ampiamente teorizzato dai miei capi reparto: “Mikè, mo’ vai lì, e ti diranno tante cose che tu penserai: <<stiamo sbagliando tutto>>. Ma se leggi tra le righe capirai che non va tutto rose e fiori e che il regolamento è qualcosa a cui tendere, non qualcosa da cui partire, senza.. lavorarci duro”. Ed infatti ho rotto le palle per tutto il campo di San Giorgio (con il mio reparto, insomma), dicendogli “questo si fa così e questo colì”, insomma poverini, mi dispiace! Ma che ci posso fare se le chiacchiere mi piacciono?!. Ora dovrei passare ai fatti!.

Ho conosciuto tantissime persone, specialmente alcune con le quali ho legato in maniera speciale: bastava guardarle a prima mattina per stare allegri tutta la giornata, peccato che entro un mese e mezzo tutto si appianerà irrimediabilmente a meno che non si crei un gruppetto forte che trascini tutti gli altri…

Per fortuna ho le foto che testimoniano quanto sono potuto essere scemo in 6 giorni, e ne vado fiero: riscoprirsi bambini mentre ci si affaccia al mondo adulto da la carica a progettarsi meglio.

Qualche parola sul San Giorgio

Il tempo è stato una chiavica e non abbiamo potuto fare quasi nulla con i ragazzi. Ci stiamo ancora mangiando le mani perchè il posto è diventato tutto fangoso, e tante cose sono saltate irrimediabilmente. Per fortuna avevamo un paio di “piani B” ma, anche non piovendo, il freddo ha vinto su di noi: andare a dormire senza fare fuoco di bivacco vuol dire che il freddo era davvero più di quello che riuscete solo ad immaginare.

Ed ora… Amici del CFM! Questo panuozzo?!?!

Ho scritto pure questo

  • AILA

    Il coraggio non è l’assenza di paura ma la consapevolezza che c’è qualcosa di più importsnte…ti auguro che da questa incredibile avventura tu riesca a vincere le tue sane paure e a portare avanti le tue idee ed i tuoi sogni…Grazie per aver reso anche tu come tutti, bello questo campo…Buona Strada amico mio, spero che le nostre strade si rincontreranno…Un abbraccio ILAVIA