Elio e le storie tese – Studentessi

Ho scoperto gli ELST troppo tardi e di questo me ne mangio le mani. Sono musicisti validissimi, anzi sono i migliori italiani sulla piazza. Un gruppo di amici dai tempi del liceo che decidono di condividere la loro immensa bravura facendo musica… demenziale. (Pacienz.)
Dopo averli ascoltati per troppo tempo fuori dal contesto di un disco (che richiede la strutturazione dei pezzi in un contesto organico di brani), ora che finalmente sono “contemporaneo” all’uscita di quest’opera non posso che ascoltarla fino alla nausea. Beh.. ancora non c’è stata! (chi mi conosce sa che il disco sta sempre caricato nello stereo -.-’ ). Complice il fatto che mia sorella mi ha fatto risentire – riscoprire i Bluvertigo (poi ne parliamo), approfitto della boccata di ossigeno per parlarvi degli ELST.
L’ho già detto che sono il mio gruppo preferito? Voglio ripeterlo: Sono il mio gruppo preferito. Per questo proverò a non mancare a Napoli, al concerto, il 5 Maggio. Costa 25 € (da quello che leggo in giro), ma ne vale la pena.
Chi ascolta musica italiana in genere – tradotto in italiano: genere sanremese – non può che storcere il naso. Ma chiunque provenga da un qualsiasi genere ben marcato e definito deve fare il conto con la straordinaria complessità musicale del gruppo. Se poi ci mettete che i testi sono deliranti/demenziali come pochi altri gruppi hanno fatto mai – no, no, cazzata, nessun gruppo canta come fanno loro! – ne risulta un mix psicoinstabile che sfiora la tamarraggine. Analizziamo in dettaglio.
I pezzi
- Si inizia alla grande con “Plafone” con Antonella Ruggeri: non immaginavo che la Ruggeri potesse essere così criminale. In Plafone si racconta quant’è bello cantare sotto la doccia, peccato che si viva in un condominio.
- Poi c’è “Ingudi tra i nudisti” con Giorgia. Una coppia è divisa sulle vacanze estive: meglio il mare (favorito da lui) o la montagna (lei)? Ognuno porta le sue ragioni.
- “Tristezza” parla di come bisogna considerare la tristezza, visto che può essere un valore aggiunto nell’esercizio della vostra professione.
- “Effetto Memoria” viene suonato 4 volte nel disco, cantato anche da Claudio Baglioni, e di cosa parla me lo sono dimenticato.
- “Heavy Samba” è un brano sulla bossa nova: vi rimando a qualsiasi pezzo di Joao Antonio Carlos Jobim per sapere di cosa stiamo parlando. Finisce metal. Con Irene Grandi.
- “Gargaroz” propone una rilettura delle operazioni alle tonsille: lo sapevate che le tonsille sono un filtro anti particolato omologato che protegge tutto l’apparato? I medici di tutto il mondo sono associati a delinquere in un traffico di tonsille!
- “Suicidio a Sorpresa” è una suite che parla del Black Metal (altrimenti detto Death Metal): è vero che ascoltando il death al contrario si ottengono messaggi satanici? pare di no. Anzi, addirittura sono ottimisti. E per finire, suicidio. Con Paola Cortellesi.
- In tempo di elezioni è meglio affidare a qualcuno di serio il nostro voto. La “lega dell’amore” sembra essere il partito giusto: con Claudio Bisio nei vocalizzi, con qualche spunto preso da Celentano!.
- La triste e nascosta verità viene spiegata anche da “Indiani (a caval donando)”: lo sapevate che i cowboy all’inizio volevano farsi amici gli indiani facendo regali? purtroppo però gli indiani non li accettavano. Lascia l’ascia di guerra, e accetta l’accetta dell’amicizia!
- Un grande buco nero si avvicina alla terra e, una volta risucchiati, ci si ritrova in un universo governato dalle pulci.Questa è la realtà descritta da “Supermassiccio”: per fortuna si trova lavoro, specialmente come mignotto. Sembra vadano pazze per le ascelle. Con Guido Meda (quello che fa le telecronache al superGP!) Buco Nero c’è! Buco c’è! Nero c’è! Nero c’èèèèèèèèèèè!!
- “La risposta dell’architetto” rappresenta cosa pensa lui dell’hip-hop. Rivincita insomma.
- “Parco Sempione” è il primo singolo dell’album. Per salvare l’Africa, meglio sfondare i bonghi a un drogato fuoritempo: purtroppo però stanno tagliando tutti i boschi dove poter sfondare bonghi. Contro l’operato di alcune amministrazioni comunali!
- Che l’encefalo sia il capo del nostro corpo è stato stabilito qualche migliaio di anni fa, secondo un processo elettivo democratico. Ora però, a nuove elezioni, viene convocato “il congresso delle parti molli”. Chi vince? il Buco del Membro! peccato che risponde alle tipiche peculiarità del testa di cazzo.
- “Single” è una canzone realizzata nel 1997 per un programma radiofonico, ed inneggia alla singl-arità.
La musica
Forse in quest’album viene dato molto risalto alla chitarra, alla sezione di fiati di Demo Morselli, lasciando poco spazio a quelle malattie mentali che possono creare il bassista e il batterista quando si alleano. Virtuosismi pochi, ma se ascoltate bene, sentirete tutto lo spessore di chi calca perfettamente ogni nota musicale: tempi assurdi, stacchi improvvisi, perfetta sincronia di gruppo, pazzarie musicali che nessun’altro si sogna di fare per due motivi: 1) San Remo ci ha abituato a suonare male, quindi questi sprazzi di genialate non vengono accettate dal nostro cervello troppo rilassato al giro di DO. 2) sono veramente cose assurde e impossibili, degne dei migliori musicisti d’avanguardia – della serie, musicisti per musicisti.
I testi
Troppo avanti. Alcune volte, lo ammetto, non li capisco perfettamente. Ma fa parte del loro stile: difficilmente verrà qualcun’altro a farci ascoltare cose tipo tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il” oppure parafrasando Sergio Endrigo, se per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare tutto ci vuole tutto! . Se non siete musicisti, almeno dovreste pariare con i testi, sono davvero eccezionali. Provate ad ascoltare Parco Sempione, Gargaroz, o le più vecchie servi della gleba, il vitello dai piedi di balsa, una qualsiasi versione live di Cara ti amo, Gimmi I… c’è n’è per tutti i gusti.
Credo che l’Italiano possa esprimere qualsiasi cosa, e se è vero che ci sono gruppi che lo utilizzano in maniera poetica, gli ELST esprimono demenzialità e genialità senza risparmiarsi una virgola.
La reputazione
Sono talmente conosciuti nel panorama musicale italiano che chiunque vuole suonare con loro: Enrico Ruggeri, Diego Abatantuono, Max Pezzali nei dischi precedenti (per citarne alcuni) e quella serie sterminata di ospiti che c’è nel disco nuovo. Ci sarà un motivo se tutti vogliono cantare “cazzate” no?
Dove ascoltarlo
Io riesco ad ascoltarli solo in macchina. Il fatto è che mentre guido (guido tanto) riesco a stare rilassato e ad ascoltare le parole delle canzoni. Ora che scrivo al pc, ad esempio, riesco solo a seguire la musica e non le parole. E’ un difettuccio, ma sono contento così.
Conclusioni
Non ho ancora finito di ascoltarlo per bene ma ho imparato a memoria quasi tutti i testi. Si, possiamo dirlo di nuovo, sono il mio gruppo italiano preferito. W gli Elio e le storie tese!

ultimi shock