Il cane e il gatto
Ieri mi trovavo a Foz do Iguaçu. L’avrò scritto mille volte. poi vi dico cosa ho fatto lì, e perchè è il secondo posto turistico più visitato del brasile.
Lì siamo stati ospitati da un “pastore” protestante amico di Weber. Gente simpatica, sinceramente, con la quale ho parlato di politica italiana e brasiliana, storia sociale, viaggi, avventure, femmene (!). A un certo punto però si passa (per un attimo) all’argomento fede, e mi racconta questa storiella. Scusatemi se non userò particolare poesia nel trascrivere, ma non sono un poeta e cercherò di far passare il concetto, nient’altro. Per futura memoria.
Il cane ogni giorno si sveglia e, quando vede il padrone, inizia a fargli le feste. Quando il padrone gli mette il cibo nella ciotola, egli è felice. Quando si esce per una passeggiata, scodinzola dalla felicità, e quando deve proteggere la sua casa lo fa senza battere ciglio.
Il gatto invece ragiona un po’ più a fatti suoi. Vive in maniera autonoma, quando il padrone gli da del cibo lui non fa particolari feste, quando vuole coccole le chiede con spregiudicatezza, quando vuole stare per i fatti suoi se ne va senza molti avvisi.
Il cane pensa: “quest’uomo è Dio, perchè mi protegge, mi nutre, mi cura, mi salva. Ed io non posso che adorarlo per ciò che fa per me. Qualsiasi cosa io faccia per lui, non sarà mai abbastanza”.
Il gatto invece: “Quest’uomo mi protegge, mi nutre, mi cura, mi salva. Evidentemente io sono Dio. Lui mi desidera ed io pretendo tutto ciò che può darmi.”
Nella nostra vita capita di confonderci a Dio. A volte incontriamo “cani”, e altre volte incontriamo “gatti”. Li giudichiamo senza nemmeno sapere cosa siamo davvero. Cane o gatto?
