Foz Do Iguaçu: Brasile, Paraguay, Argentina
Che il Brasile fosse uno stato immenso e grande s’era capito. Ma che nell’incrocio dei suoi confini, tra Paraguay e Argentina, ci fosse la più grande cascata d’acqua del mondo, stentavo a crederlo.
La giornata è iniziata il giorno prima (?), che abbiamo preso un autobus da cornelio per Foz. Dormire in autobus non è il massimo, ma non c’è molta alternativa. Se mi ricordo, stanotte che vado a San Paolo scatto una foto al sediolino e ve lo faccio vedere …. così capirete perchè è meglio dei pullman italiani ma… non è un letto.
Dunque arriviamo lì alle 6 del mattino. Neanche il sole era sorto, dato che era appena scattata l’ora solare, quindi “potevamo” dormire un’ora in più (occasione purtroppo non sfruttata
).
alle 6 ci viene a prendere Lukas, un amico di Weber, con il padre – pastore protestante della chiesa di Foz. Prima andiamo a casa loro per farci una tazza di caffè, e verso le 7 del mattino ci guardiamo in faccia e diciamo: andiamo in Paraguay!
2 minuti di autobus e siamo in Paraguay. Avete presente Piazza Garibaldi a Napoli? prendete il peggior vicolo, con il peggior brutto ceffo, e moltiplicatelo per 10.000. Ecco com’è la frontiera paraguayana.
I brasiliani vivono con una tassazione del 47%, e soprattutto sulle cose tecnologiche pagano l’ira di dio. Non avete idea di quanto sia costoso un pc qui: vendono ancora computer con 512 mb di Ram, e li spacciano per “top product”. E se il governo abbassasse le tasse…?
Per fortuna c’è il Paraguay, dove tutte le cose tecnologiche hanno un prezzo -udite udite!- italiano. In pratica la frontiera è costellata di negozi di elettronica, ce ne sono a centinaia che si fanno una concorrenza spietata, ma il prezzo non riesce mai ad essere veramente più economico di quello nostrano. Mi lascio andare e compro una memory stick da 1gb (le memorie sony costano un sacco!) per 10 € circa, poi un case per hard disk esterno da 2,5″ autoalimentato via usb a 15 €. Potevo comprare in Paraguay l’hard disk da mettere dentro, ma mi sono fatto due conti in tasca e non mi conveniva davvero tanto. Infatti, una volta con internet in mano, ho verificato che il prezzo dei dischi fissi per notebook è praticamente lo stesso.
A parte queste ipotesi contrattative, ho lasciato il Paraguay alla volta delle cascate di Iguaçu. Fa sempre un certo effetto vedere un fiume e dire che, all’altra sponda, c’è l’Argentina. Purtroppo per un problema burocratico di Weber non siamo potuti andare, ma credo di essere stato a 20 metri dalla frontiera, insomma…!
Le cascate sono qualcosa di eccezionale. Ho cercato di scattare quante più foto potevo, ho comprato qualche gadjet, poi verso l’una c’è venuta fame. Così troviamo un negozio che vende PANINI A CM: al primo turno 30 cm di pane per tutti! uà e che abbuffata, Weber è venuto meno, così vinco con 38 cm di pane mangiato, poi 30 di Lukas e 22 di Weber. Che muort e fam!
Riposare diventa problematico. Che facciamo? Io propongo di buttarci nel cinema e guardarci un film qualsiasi, così possiamo dormire. Obiettano che le poltrone del cinema non sono più comode di quelle dell’autobus, così decidiamo di andare a casa. Lì faccio una lunga chiacchierata con i genitori di Lukas, simpatici, ospitali, ci preparano la cena, e poi ci riportano all’autobus. Si parte alle 9.40 e alle 7 del mattino arrivo a Cornelio. ….Che vita. Tutta di corsa!

qualche bella foto do brasil quando ce la posti???
ops….non riuscivo a vederle….
quando ce la posti ( o porti fai tu
)
ma…correggo il tiro…qualche bella brasileira